Aeroporto Orio: Il Comune di Bergamo e la politica da che parte stanno?

Aeroporto Orio

Aeroporto Orio

 

 

 

 

Il Comune di Bergamo da che parte sta? Durante la campagna elettorale  Giorgio Gori si espresse a favore della riduzione dei voli. Ora non si capisce più la strategia del sindaco che siede anche nel consiglio di amministrazione della Sacbo. Egli tenta di temporeggiare rispetto alle richieste degli altri sindaci dei paesi coinvolti che chiedono la moratoria sull’aumento dei voli. L’esatto opposto delle intenzioni della Sacbo che puntano allo sviluppo dei voli. Gori è solito rilasciare ampie interviste sui vari temi della vita pubblica e della politica, ma su questo argomento si è chiuso a riccio. Lunghi fiumi di inchiostro per gli eventi,  le feste, le inaugurazioni, ma sulla salute dei cittadini il sindaco passa la mano. Interessante in proposito un passaggio di un articolo apparso oggi sul Corriere/Bergamo :”Sacbo è concessionaria di Orio, con Enav che obbliga i concessionari a piani di sviluppo. Nessuno può obbligare Sacbo a mettere un «tappo» al traffico aereo. Quella che entra in gioco è piuttosto una sensibilità che afferisce, in particolare, all’azionariato pubblico che nella società riveste un ruolo non secondario.”   

Questo vuol dire che l’azionariato pubblico non può continuare a galleggiare. I partiti della maggioranza si sono tenuti alla larga dall’argomento con l’intento evidente di non mettere in difficoltà il primo cittadino L’unica certezza ad oggi è che si avvicina il Radici III.

http://bergamo.corriere.it/notizie/economia/17_marzo_23/bilancio-sacbo-volano-ricavi-utili-26252f58-0fc1-11e7-94ba-5a39820e37a4.shtml

Bergamo. Si ritorni all’Urbanistica.

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L’ultimo Piano di Governo del territorio di Bergamo è stato adottato nel 2008 e approvato a maggio del 2009. Terminate le varie proroghe di fatto previste dalla legge regionale, sarebbe utile adeguare ora le previsioni urbanistiche in quanto quelle attuali non hanno alcuna rispondenza con la realtà.  Questo per il mutato andamento demografico e per il superamento già maturato di molte scelte. Se teniamo conto che per portare a termine l’approvazione di un  nuovo PGT occorrono  almeno dai 18 ai 24 mesi si arriva alla fine del mandato di questa giunta.

Serve un nuovo PGT? Certamente si per una serie di motivi, tra i quali i prevalenti sono: a) è mutato gran parte dello scenario complessivo previsto, a partire da Porta Sud che prevedeva circa un milione di metri cubi edificabili; b) il PGT del 2009 ha costruito le sue quantità (cira 4,5 milioni di metr icubi) su un prevedibile aumento della popolazione a circa 140 mila abitanti (evento per niente probabile). c) non si può continuare all’infinito con l’urbanistica fai da te, o con l’urbanistica contrattata su input dell’imprenditore di turno; d) non è bello che a decidere dove e in quale edificio collocare alcune funzioni importanti sia il sindaco e non  un urbanista senza una visione unitaria della città. Si ragiona sempre su spezzoni del territorio e non su scala urbana. Ricordo che nei decenni scorsi la sinistra ha sempre avversato l’urbanistica contrattata e ha sempre enfatizzato (anche oltre ogni limite) la pianificazione. E’ ora  che l’urbanistica a Bergamo ritorni alla normalità.

 

Diecimila metri quadrati di parcheggio ad Astino.

ASTINOOggi il Corriere della Sera dedica una pagina intera al parcheggio di Astino. Il servizio riporta un questionario con domande rivolte ai visitatori (estate 2016) sulla modalità utilizzata per raggiungere il sito. Risposte : a) nessuno ha utilizzato i mezzi pubblici; b) il 65,5% con l’automobile; c) il 28,3% a piedi; d) il 3,5% in bicicletta; e) il 2,8% moto. Attualmente il parcheggio a pagamento di Astino in via Ripa Pasqualina è dimensionato su una superficie di 3.500 metri quadrati, ma l’assetto a regime prevede oltre 10.000 metri quadrati di superficie fondiaria in un’area molto delicata. In una relazione del Centro studi del traffico dello Studio Percudani e Minoia di San Donato Milanese si riporta che “la sosta di via Ripa Pasqualina solleva molteplici problematiche alcune di carattere ambientali e altre di carattere quantitativo”. Naturalmente si rinuncia definitivamente all’opzione (che dovrebbe essere quella privilegiata) del servizio pubblico e si accetta l’accesso con l’auto in misura non coerente con il contesto interessato. Questo quanto riportato dal giornale. Cosa ne pensa il Consiglio comunale di Bergamo? E il Parco dei Colli?  E’ questo il prezzo da pagare per inserire “Il Corso di Alta Cucina” ad Astino al quale qualcuno è tanto affezionato? 

Con Gori diminuisce la vivibilità di Bergamo

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La Giunta Gori non sta facendo molto per migliorare la vivibilità di Bergamo. Anzi, sta producendo provvedimenti che vanno in direzione contraria. Chi vive la città non può non accorgersi che alcune politiche risultano contraddittorie e confuse, producendo l’abbassamento della qualità della vita dei bergamaschi. Questa mattina, domenica, è entrata in vigore la disposizione che prevede il pagamento della sosta in città. Quindi, chi non vuole pagare il parcheggio è pregato di servirsi dei mezzi pubblici. Bene. Guardo la tabella degli orari e mi accorgo che la linea 2 prevede appena due corse ogni ora (nel mio caso la prima alle ore 10,08 e la seconda alle 10, 32 (questa linea, tra l’altro, è quella che serve il nuovo ospedale alla Trucca). E allora? Cosa scegliere il salasso del parcheggio o una lunga sosta al freddo in attesa del bus?  Scelgo la seconda via anche perché da una vita sono abbonato all’ATB.. Sabato pomeriggio si va al cinema in centro, spettacolo delle ore 18. Bene, 7,50 euro per il biglietto e 6 euro per il parcheggio. Il tutto perché il bus in città dopo le 20 è merce rara e l’attesa alla fermata è lunghissima. Con queste temperature è una vera tortura.  Allora per il futuro sarà meglio andare all’UCI cinema di Curno con parcheggio gratuito. Ma so che questo comporterebbe la chiusura delle sale cinematografiche in centro con tutte le conseguenze sulla sua progressiva  desertificazione . Cosi come, per fare un esempio, conviene molto di più andare da Zara all’Orio Center piuttosto che a quello di via XX settembre. Meglio dimenticare, per carità, l’affermazione dell’assessore: “aumentiamo le tariffe per incentivare il trasporto pubblico”. Abbiamo un sindaco che ha vissuto pochissimo questa città, che non conosce la quotidianità dei problemi e, quindi, non ci lavora. Un sindaco che si appassiona molto di più agli eventi. Pare che di questi eventi il più significativo sia stato l’abbraccio lungo le mura……e questo è tutto.

l.n.

Il Sentierone terra di nessuno.

SentieroneQuello che era il salotto buono della Città è diventato un luogo dove si registrano scorrerie e rapine con una frequenza ormai preoccupante. La comandante dei vigili che afferma di aver saputo della  nuova rapina alla gioielleria Curnis attraverso internet. I commercianti che attaccano: “ormai non avvisiamo neanche più i vigili”. La passeggiata pre-cena non esiste più, il Comune riserva alla zona solo una luce flebile. Quella davanti al Chiesa di San Bartolomeo è una delle zone più buie in assoluto e non fa più da richiamo.  Qualche assessore ha tirato fuori una battuta che denota poca dimestichezza con la materia , del tipo “aspettiamo il concorso di progettazione del Sentierone”. Si vuole che un architetto risolva un problema che ha radici in scelte urbanistiche errate, in una valutazione sbagliata dell’impatto dei centri commerciali ( nel Piano di Governo del Territorio sono previsti circa 160.000 metri quadrati di nuove  superfici commerciali ), in una politica della mobilità che scoraggia il raggiungimento del centro non solo alle auto. Un servizio di trasporto urbano legato prevalentemente agli orari scolastici e assolutamente inadeguato a una media città come Bergamo

Gli uffici pubblici stanno andando via dal centro e non si sa niente delle future destinazioni, Si è rinunciato volutamente alla pianificazione e ora si viaggia su proposte dei privati.  Altri supermercati sono previsti a Borgo Palazzo, altri spazi commerciali (20.000 metri quadrati) nella riqualificazione della ex Ote. Qualcuno ha creduto di poter risolvere il problema con gli eventi o con le bancarelle.  In queste occasioni serali si può passeggiare e visitare un centro  in penombra e illuminato appena dalle luci della bancarelle stesse. Era bello quando si andava in centro per “fare la spesa”. Ora si va in direzione di Curno, di Orio, di Stezzano senza ansia  e si fa tutto in fretta con la disponibilità di centinaia di parcheggi vicini.

l.n.

EX OTE: Nuovo quartiere e palazzetto dello sport.

ImmagineIlComuneLe notizie apparse sulla stampa hanno parlato giustamente dell’area dismessa della Ex OTE di Via Bianzana, ma non hanno precisato che il destino di quest’area è attualmente normato nel Piano di Governo del territorio di Bergamo (Ambito territoriale n.26) con indicazioni di destinazioni precise per quantità e qualità degli interventi. Ci sarà bisogno di una variante al PGT che andrà valutata attentamente dalle commissioni competenti e dal consiglio comunale per tutti gli aspetti urbanistici e finanziari. In particolare andranno valutati i vantaggi e gli oneri delle due parti in gioco ( pubblica e privata). Prima di allora sembrano premature tutte le valutazioni siano esse favorevoli o negative. Ne’ si possono leggere sulla stampa frasi tipo: Paga Gewis!   Bosatelli, con tutto il rispetto, è un imprenditore e non un frate francescano.

Ecco in sintesi le previsioni del Piano di Governo del Territorio sull’area ex OTE e le le novità progettuali presentate sulla stessa area dall’imprenditore Bosatell:

 

PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO                      PROGETTO BOSATELLI

Nuovo Parco urbano di  30.000 metri quadrati                 25.000 metri quadrati spazi aperti

Nuova Stazione Tranvia San Fermo                                 100 Appartamenti

Parcheggio interrrato                                                         Parcheggio interrato

Nuovo tracciato stradale Via Serassi Circunv.                  Confermato  tracciato stradale

Residenze (in parte sociali) e  terziario                             Arena Palazzetto dello sport

( totale  43.000 metri quadrati)                                          20.000 metri quadr.commerciale

                                                                                           Hotel 100 camere              

Il nuovo progetto:

– prevede 2 importanti novità rispetto al PGT:  20.000 metri quadrati di area commerciale, un nuovo albergo; Arena Palazzetto dello Sport

– non c’ è più la nuova stazione di San Fermo

E’ solo il caso di osservare che i nuovi 20.000 metri quadrati di spazi commerciali andranno a sommarsi ai 160.000 già previsti nel PGT.

 

Periferie, i buchi neri delle città

 dal fatto quotidiano.it Prima dell’avvento dei mezzi di comunicazione di massa, le città erano il mondo; ora, il mondo è una città. Dentro ai flussi di connessione e interdipendenza, le città continuano ad avere evidenti buchi neri. Nell’ultima campagna elettorale uno dei temi più ricorrenti ha riguardato la condizione delle periferie, luoghi nei quali i candidati-sindaco si presentano in campagna elettorale, salvo scomparire durante i mandati di governo. Nella nostra cultura urbana esiste un errore di fondo: concepire le periferie, sia in fase di progettazione che in fase di gestione, come corpi separati. Siamo incapaci di elaborare l’ambiente urbano come un unico insieme dotato di più centri, un territorio nel quale, omogeneamente, le amministrazioni irradiano i loro servizi.

Persino nelle strategie di comunicazione ciò che accade in centro riguarda tutta la città, mentre ciò che accade in periferia appartiene solo a quella porzione di territorio. Nel recente convegno della Media ecology association presso l’Università di Bologna, tenutasi dal 23 al 25 giugno, (un’associazione mondiale di professionisti le cui competenze diverse si incrociano con la comunicazione) è emersa l’ambizione delle più grandi città del mondo (per l’Italia il caso più evidente è Milano) di esercitare un ruolo internazionale, nelle comunicazioni, nella finanza, nel commercio, quasi nel tentativo di scavalcare lo stato nazionale. Un gigantismo che stride con territori periferici poveri di relazioni.

A Roma, con il tema Olimpiadi, è andata in scena la sproporzione tra ambizioni di crescita, disagio e impossibilità. Tema sul quale esistono visioni contrastanti, tra chi ha avanzato l’idea di ridisegnare la città “sfruttando” l’evento sportivo internazionale (Giachetti) e chi ha continuato a ricordare che la voragine del bilancio comunale, peraltro non ancora esattamente quantificata, non consente avventurosi titanismi (Raggi). Nella recente tornata elettorale, i temi legati all’ambiente sono rimasti in parte oscurati, sovrastati dai richiami alla sicurezza, all’emergenza immigrati e alla corruzione. Eppure la città resta un ambiente dove è altrettanto importante l’aria che respiriamo, la qualità dell’acqua (come e dove si smaltiscono i rifiuti), la tutela degli spazi verdi, aspetti connessi alla salvaguardia della salute dei cittadini.

Sulla più bassa qualità della vita in area urbana incide anche la difficoltà a creare un tessuto associativo al di fuori delle organizzazioni di natura economica. La nuova divisione internazionale del lavoro ha portato alla deindustrializzazione e allo smembramento di reti associative che offrivano occasioni per creare varie comunità. I flussi migratori hanno acuito le sacche di isolamento e di disadattamento sociale. Una tra le principali preoccupazioni di un sindaco dovrebbe essere quella di stimolare, su più livelli, il coagulo associativo. Il web crea straordinarie comunità virtuali, ma non genera coesione sociale e non ha sempre un ancoraggio sulle attività locali dei territori. Quanto emerge dai contributi della Media Ecology Association, in tema di politiche urbane, guarda alla possibilità di creare occasioni di incontro ludiche nelle città, sostenendo che anche il gioco (non virtuale) è un elemento di coesione sociale per fare partecipare e integrare pubblici diversi.

Esiste un movimento mondiale (Playable City Movement) che punta a creare momenti ludici negli spazi urbani, con interessanti iniziative avviate nel recente passato a Stoccolma e a Bristol. Momenti legati al tempo libero ci sono anche in Italia, con la proliferazione di fiere locali e feste di strada, ma quello che ci manca è la messa in sistema delle varie iniziative, al fine di ritessere trame comunitarie. Il gioco è un ponte che accorcia le distanze sociali e le politiche del gioco godono di facile attuabilità poiché, generalmente, sono a basso costo.

La tutela della sicurezza pubblica passa anche attraverso la possibilità di creare coesione sociale, senza dimenticare che una comunità coesa è anche una comunità più solidale. Un’accorta politica mediatica deve partire dall’idea che la città è un mezzo di comunicazione per diffondere ciò che intende realizzare: rendere ciascuno parte di un tutto. In definitiva, una fra le possibili risposte alla disaggregazione del tessuto urbano passa attraverso il recupero collettivo del senso del luogo: di quello che può offrire nel presente, di ciò che ha raccontato nel passato.

di | 30 giugno 2016

Allarme pesticidi nei fiumi e nelle falde Da Arzago a Ponte Nossa limiti superati

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da L’Eco di Bergamo.
Se su tutto il territorio nazionale le acque di fiumi, laghi e torrenti sono sempre più contaminate da pesticidi, la pianura padano-veneta non è certo indenne.

Da quest’area – che comprende Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto – emergono dati preoccupanti sulla contaminazione delle acque superficiali e sotterranee che superano anche di parecchi punti percentuali la media italiana. La Bergamasca non fa eccezione e stando ai dati del rapporto Ispra diffuso lunedì 9 maggio sia nelle acque superficiali e che in quelle sotterranee si rilevano valori oltre i limiti di numerose sostanze, come il glifosato, usato negli erbicidi.

Nella tabella delle acque superficiali sono indicati valori oltre i limiti nei seguenti comuni: Bonate Sopra, Filago, Ubiale Clanezzo, Albino, Bergamo, Ponte Nossa, Seriate, Mozzanica, Credaro, Palosco, Sarnico, Mornico, Treviglio e Arzago. Nella Bergamasca rilevazioni di acque sotterranee con valori oltre i limiti sono state effettuate invece a Misano, Stezzano, Suisio e Treviglio.

Consumo suolo. Ambientalisti contro il disegno di legge: Testo stravolto a favore dei costruttori

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Dal Fatto Quotidiano “Per favore, non votate quel testo di legge”. Suona un po’ come la madre che disconosce il figlio l’appello che la rete “Salviamo il paesaggio” rivolge ai deputati della Camera. L’oggetto è il ddl sul consumo del suolo che arriverà in Aula per la votazione martedì 3 maggio. Quel testo di testo di legge, approdato nelle commissioni parlamentari nel 2014, era infatti il frutto di un accordo fra le associazioni ambientaliste e la politica, il “minimo sindacale” che le prime erano disposte a accettare. Ma il ddl ne è uscito stravoltodalle commissioni, stremato, irriconoscibile. Un ritocchino di qua, un comma sparito di là ed ecco che il muro di protezione contro il cemento facile si è sbriciolato sotto il peso degli emendamenti.

Il terreno “consumabile”, di fatto, è stato ampliato a colpi di definizioni: non si considerano più, ad esempio, “superficie agricola” gli spazi destinati a servizi pubblici come scuole, fermate dell’autobus, strutture sanitarie. Le miniere non vengono più considerate consumo di suolo e nemmeno le grandi opere della legge Obiettivo. Quelle potranno continuare a divorare terreno vergine senza intaccare minimamente le statistiche di consumodi suolo in Italia. Un testo, quello che arriverà in Aula martedì, che il costituzionalista Paolo Maddalena, ex vicepresidente della Consulta, aveva definito al fattoquotidiano.it, “incostituzionale”, oltreché illogico.

Come se non bastasse, il 19 aprile è arrivato l’ultimo colpo di spugna: con un emendamento è stato cancellato un comma intero (il 3 dell’articolo 5) che conteneva il vincolo che avrebbe spinto i Comuni a rendere più oneroso costruire su terreni inedificati e più vantaggioso intervenire per riqualificare il patrimonio edilizio già esistente. Ogni Comune, in altre parole, avrebbe potuto decidere come giocare con le aliquote secondo le proprie esigenze. Secondo la commissione bilancio questo meccanismo era incostituzionale, perché avrebbe intaccato la casse comunali. Secondo il M5S era vero giusto il contrario. “Quel comma – fa sapere alfattoquotidiano.it Massimo De Rosa, membro della commissione ambiente nonché primo firmatario della proposta di legge poi confluita all’interno del testo unico – proponeva di limitare il consumo di suolo, facendo in modo che i Comuni rendessero più conveniente riqualificare l’esistente, piuttosto che investire in nuove costruzioni”. Ma nulla: il comma è sparito. E tutti  i “poteri” finiscono in mano al Governo. “Si tratta – continua De Rosa – dell’ennesimo tentativo della maggioranza di svuotare di significato un testo nato per salvaguardare i territori dal cemento, e che invece adesso strizza in più passaggi l’occhio a speculatori del mattone e palazzinari. Il Pd chiede nei fatti una deroga sconfinata per poter decidere dove come e chi far costruire in futuro e un amnistia per quanto riguarda gli scempi passati e quelli attualmente in programma”.

Le stesse associazioni ambientaliste adesso, come detto, prendono le distanze dalla loro “creatura”, con tanto di appello inviato a tutti i deputati. “Nel ribadire l’urgenza di una legge efficace, fondata su principi giusti, rigorosi e condivisi – si legge – le chiediamo, di nuovo, di impegnarsi personalmente perché nel testo che state per discutere vengano inseriti dispositivi essenziali per compiere un decisivo passo verso una inversione di rotta non più procrastinabile. Se non lo ritiene possibile, piuttosto che approvare una legge del tutto inadeguata allo scopo che si propone, le chiediamo di fermarsi, per tornare a lavorare ad un nuovo ed efficace impianto legislativo sulla scorta di quanto proposto dal Forum Salviamo il Paesaggio, così da dimostrare al Paese la volontà di voler davvero arrestare, anche se in modo progressivo, il consumo di suolo”.

Non è detto, tuttavia, che questo testo abbia strada spianata. Ncdinfatti non vuole portarlo in aula e chiede di rinviarlo ancora. A questo si aggiunge la “contrarietà” dell’Anci che solo ora, a pochi giorni dall’arrivo in Aula, ha prodotto una nota di sei pagine elencando tutte le sue perplessità. L’associazione guidata da Piero Fassino chiede di modificare (ancora) la definizione di “superficie agricola”, di semplificare il calcolo delle quote di suolo consumabili e di prevedere una norma di raccordo tra il ddl e la normativa. Secondo Agricolae i timori dell’Anci sono riconducibili agli investimenti edilizi sul territorio che “sembrerebbe constino di circa un miliardo di euro in pancia alle banche”. Soldi e risorse che potrebbero essere messi a rischio proprio dall’approvazione della legge sul Consumo del suolo.

di  | 2 maggio 2016

 

Un capolavoro di Archeologia Industriale

Centrale-Termica-di-via-Daste-Spalenga.-Esempio-di-Archeologia-Industriale.jpg

 

 

 

 

 

Nei giorni scorsi un giornale ha riportato una notizia inesatta. E’stato scritto che la centrale termica dell’ ex ditta IRF di via Daste e Spalenga è passata di proprietà al Comune di Bergamo nel 2009. In realtà l’Amministrazione ha ottenuto il compendio nel 2003 con l’approvazione (il 6 ottobre) della convenzione per il Programma integrato d’intervento da parte del Consiglio Comunale di Bergamo.

Ma c’è di più: Il Piano Regolatore prevedeva la demolizione della centrale per consentire la realizzazione di nuove edificazioni, ma io mi sono opposto (all’epoca ero assessore all’urbanistica) alla demolizione per lasciare sopravvivere questo splendido manufatto. Nella convenzione erano previste anche le modalità per la riqualificazione . Successivamente furono avviati incontri con soggetti operanti nel settore della cultura e del tempo libero per individuare le possibili destinazioni. Questo per la precisione.

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