Lettera inviata da Il Mosaico a L’Eco di Bergamo: smentita a dichiarazioni del Sindaco Bruni

Estratto da http://ilmosaicobg.myblog.it del 30-04-2008

Bergamo – Si porta a conoscenza di tutti, che Il Mosaico ha ritenuto opportuno inviare oggi, 30 aprile 2008, una lettera alla redazione de L’Eco di Bergamo, con l’auspicio che venga tempestivamente pubblicata, contenente la replica ad affermazioni del Sindaco Bruni in un’intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo in data 25-04-2008. Il testo inviato è il seguente:

Spett. Redazione,

in data 25-4-2008 abbiamo avuto modo di leggere sul vostro quotidiano un’intervista al Sindaco Avv. Bruni ed all’Assessore all’urbanistica Walter Grossi, a firma D.Nikpali.

A pag. 19, ad una precisa domanda riguardante”il punto caldo di queste ultime settimane, i grattacieli o torri  alla Conca Fiorita”, il Sindaco fa un’affermazione destituita da ogni fondamento.

Accusa alcune Circoscrizioni di uno “scadimento del rispetto delle regole istituzionali” aggiungendo nello specifico che “ è inammissibile che nella sede della Circoscrizione 4 si raccolgano le firme per una petizione di parte”.

Quali coordinatrici della rete “Il mosaico”, tavolo di concertazione sociale per i quartieri di Valtesse S.Colombano e Conca Fiorita ( che si inserisce nel territorio della Circoscrizione 4 accanto a “La Tavolozza” di Monterosso e “I colori della Morla “ di S.Antonio-Valverde), nello smentire quanto affermato dal Sindaco, desideriamo precisare quanto segue:

“Il mosaico” ha promosso di propria iniziativa un’Assemblea pubblica di estrema trasparenza per informare direttamente i cittadini sul P.I.I. Sace.Infatti ha richiesto l’intervento dei progettisti ( arch. Bertasa e collaboratori) che, rendendosi disponibili, hanno illustrato la proposta progettuale.

E’ seguito un dibattito che ha portato alla decisione di una petizione con raccolta firme.

Subito si è mobilitata una spontanea rete di residenti che, nel giro di pochi giorni, ha raccolto centinaia di firme.

 A queste si sono aggiunte altre centinaia di adesioni raccolte nella mattinata del 19 aprile al gazebo allestito, con le debite autorizzazioni, presso il mercato dello Stadio.

Altri cittadini hanno scaricato il modulo direttamente dal nostro blog (http://ilmosaicobg.myblog.it) ed hanno provveduto spontaneamente e personalmente alla raccolta firme.

Dato che nei quartieri di Valtesse S.Colombano e Conca Fiorita non esistono spazi civici comuni cui appoggiarsi per iniziative di interesse pubblico, l’unico ambiente cui far riferimento è la sede della Circoscrizione, cui abbiamo chiesto ospitalità per il deposito dei fogli della petizione.

Tutti i fogli sottoscritti sono stati dunque raccolti presso la  Circoscrizione 4, alla quale, come istituzione di riferimento, abbiamo richiesto di inoltrarli direttamente alle Autorità preposte  ( Sindaco ed Assessore all’Urbanistica).

Pertanto ringraziamo la Circoscrizione 4 che, nel rispetto delle sue prerogative e nello svolgimento delle sue funzioni, volte a favorire la partecipazione e l’aggregazione dei cittadini ( vedi Regolamento delle Circoscrizioni Titolo VII art.56), si è resa disponibile ad accogliere e trasmettere la petizione. Ha così consentito di dar voce ai residenti per aprire un dibattito su un tema veramente importante e delicato non solo per Conca Fiorita ma anche per tutta la nostra città di Bergamo.

In conclusione vorremmo ricordare che i sottoscrittori (e sono più di 2000!) non rappresentano un corpo estraneo alla città ma sono parte integrante della stessa e portatori di istanze volte a impedire discutibili interventi di impatto durissimo sull’ambiente, giustificati da una speculazione edilizia orchestrata da privati che certamente non possono essere animati da mecenatismo gratuito nei confronti di tutti noi cittadini.

Le coordinatrici de “Il Mosaico”

Luisa Pecce Bamberga

Bruna Mastrangelo Donadoni

Mercoledì il Comune spiega la città che cambia

Estratto da DNEWS del 28-04-2008 
Anche il Comune di Bergamo alla fiera del libro, per un incontro su uno dei temi più controversi degli ultimi mesi: il Piano di governo del territorio. L’appuntamento è per mercoledì 30 aprile alle 17 nello spazio incontri della Fiera, per discutere di “Il Pgt di Bergamo: la città che cambia ”. Introduce l’assessore all’Urbanistica Valter Grossi; saranno presenti anche il consulente architettonico del piano, Aurelio Galfetti, il consulente ambientale Margherita Fiorina su “Ambiente, paesaggio, infrastrutture: un nuovo approccio progettuale”. I membri del team di progettazione Giorgio Cavagnis, Gianluca Della Mea e Marina Zambianchi parleranno di “Qualità della vita e qualità urbana negli interventi di progettazione”. Martedì 29 (ore 18) l’intervento proposto da A2A, “Il teleriscaldamento a Bergamo: una soluzione moderna per il risparmio energetico e il rispetto dell’ambiente”.

Bergamo deve crescere ma i cantieri che vedete non sono scelte nostre

Estratto da L’Eco di Bergamo del 25-04-2008

Intervista al Sindaco Bruni e all’Assessore Grossi di Dino Nikpali
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Secondo round. Dopo il forum del dicembre scorso e alla luce delle nuove polemiche sugli interventi in via Autostrada e (soprattutto) alla Conca Fiorita con gli ormai mitici «grattacieli», il sindaco Roberto Bruni e l’assessore all’Urbanistica Valter Grossi tornano a confrontarsi con L’Eco sull’idea di città del futuro. Una prospettiva che, vista da Palafrizzoni, ………

Estratto da L’Eco di Bergamo del 25-04-2008

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Intervista al Sindaco Bruni e all’Assessore Grossi di Dino Nikpali
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Secondo round. Dopo il forum del dicembre scorso e alla luce delle nuove polemiche sugli interventi in via Autostrada e (soprattutto) alla Conca Fiorita con gli ormai mitici «grattacieli», il sindaco Roberto Bruni e l’assessore all’Urbanistica Valter Grossi tornano a confrontarsi con L’Eco sull’idea di città del futuro. Una prospettiva che, vista da Palafrizzoni, ha un punto fermo, il necessario aumento degli abitanti per rilanciare il capoluogo. Traguardo da raggiungere con un aumento e una diversificazione dell’offerta immobiliare, anche se sindaco e assessore sottolineano con decisione: «Tutti i cantieri che vedete aperti oggi non sono nostri: per vedere i primi risultati della politica urbanistica di questa Giunta serviranno 10-15 anni, e la nostra idea di città è contenuta nel Piano di governo del territorio». Ma intanto alcuni dei progetti attualmente in esame fanno discutere e Bruni conferma che sulla Conca Fiorita serviranno degli approfondimenti. Partiamo da un dato: Bergamo ha 5 mila appartamenti sfitti e da qualche mese sta vivendo un periodo di recessione del mercato immobiliare, destinato probabilmente a durare qualche anno. Nel frattempo si vedono sorgere edifici ovunque, ma c’è davvero bisogno di costruire così tanto? E per quante persone? GROSSI «Il Prg (Piano regolatore, ndr) vigente, immagina una città da 167 mila persone, ma è smentito nei fatti dalle previsioni demografiche. Il nostro Pgt (Piano di governo del territorio, ndr) ne prevede 130 mila da qui a 10 anni, quindi 17 mila in più». BRUNI «Spesso mi capita di leggere o sentire numeri in libertà, come se in Consiglio comunale non avessimo mai discusso un documento preliminare del Pgt. Per esempio sono grato a Franco Tentorio (capogruppo di An, ndr) che sul verde evita critiche strumentali e demagogiche. Ma poi quando si domanda in che momento si sia parlato in un serio dibattito pubblico dei 17 mila abitanti in più, mi vien da pensare una cosa: ma c’era o no in aula?». Al di là delle schermaglie politiche, perché questi abitanti in più? BRUNI «Perché Bergamo ha un grave problema demografico, è una città che progressivamente invecchia, con un forte squilibrio tra vecchie e giovani generazioni, rischiando inoltre di averne uno tra cittadini italiani e stranieri. Per essere chiari, il saldo zero di questi anni è stato assicurato esclusivamente dal movimento migratorio». GROSSI «C’è poi un punto che sfugge ai più: il 45 per cento degli interventi di trasformazione – che coinvolgono il 10 per cento del territorio – non riguarda destinazioni residenziali, ma ricollocazioni produttive, e poi c’è il terziario in forte crescita e anche la liberalizzazione del settore del commercio, dove al di sotto dei 2.500 metri quadri non sono più necessarie né tabella né licenza». BRUNI «Inoltre va sempre ricordato che Bergamo è un capoluogo piccolo rispetto a una provincia grande: un rapporto di 1 a 9 è anomalo, se consideriamo che Firenze e Bologna hanno un rapporto di 1 a 2. Abbiamo calcolato che quasi il 20 per cento del bilancio è per servizi extracittadini: chiaro che un capoluogo ha onori e oneri, ma i numeri sono numeri». Quindi, per assurdo, se l’hinterland si assumesse parte dei costi che voi dovete sostenere, costruireste di meno? BRUNI «No, sto dicendo che intendiamo riportare gente in città per correggere uno squilibrio demografico che non è sano. E poi questo contribuirebbe a ridurre il fenomeno del pendolarismo che vede 57 mila ingressi giornalieri in città contro 18 mila uscite. Con un saldo quindi di 39 mila, Bergamo di giorno diventa una realtà di 150 mila abitanti». Ma avete fatto una riflessione sul perché i ceti giovani e dinamici lasciano la città? BRUNI «C’è un problema di dinamiche dei prezzi al quale abbiamo cercato di dare risposte con un Piano di edilizia economica popolare, che mancava in questa città da dieci anni». Bene, ma sull’ex area Enel si parla di 7 mila euro al metro quadro, difficile che ci vengano ad abitare dei giovani… BRUNI «Noi abbiamo dato la risposta che ci compete, non siamo in una situazione sovietica dove la proprietà del suolo è dello Stato o del Comune. Se le proposte che ci vengono presentate da privati sono in linea con il vigente Prg non possiamo farci niente, siamo in uno Stato di diritto ed esistono anche quelli acquisiti. Invece sulle proposte di variante possiamo apportare delle valutazioni sul miglioramento delle aree». GROSSI «E comunque in ogni trasformazione che abbiamo gestito dal 2004 ad oggi almeno il 15 per cento è stato riservato ad edilizia convenzionata. Sommando tutte queste quote otteniamo un altro Piano di zona, quadruplicando l’offerta esistente in città». BRUNI «Offerta che tra l’altro non ci pone in concorrenza con i comuni contermini, che stanno piuttosto cominciando a sentire il problema opposto: un eccesso di pressione e una difficoltà ad accogliere nuovi insediamenti e a garantire adeguati servizi». Ma voi avete mai detto no a qualche proposta di variante? BRUNI «Nel periodo transitorio abbiamo un documento d’inquadramento dei Piani integrati d’intervento che stabilisce delle griglie molto severe per l’esame delle proposte: certo che non abbiamo detto sì a tutti, ma la questione è un’altra». Quale? BRUNI «Si stanno confrontando due idee diverse di sviluppo della città, una conservatrice – a volte sincera, a volte strumentale – e l’altra di cambiamento. Personalmente credo che le città debbano cambiare se non vogliono morire: devono farlo in modo equilibrato e rispettoso dell’ambiente, ma non possono rimanere immobili». Ma in dieci anni 2 milioni di metri cubi sono tanti… GROSSI «Il Prg ne aveva messi 7 sul piatto…». Si basava però su previsioni demografiche assolutamente irrealistiche… Comunque è chiaro che la dimensione comunale non basta più e che le dinamiche investono ormai una Grande Bergamo che le dinamiche politiche non riescono più a governare: e allora ha senso un Pgt che investe solo il capoluogo? GROSSI «La conferenza dei sindaci sta proprio lavorando sul coordinamento di quella parte dei documenti di Piano dei paesi che partecipano alla Grande Bergamo. E in effetti, come già detto dal sindaco, i comuni dell’hinterland stanno rientrando dalle tendenze espansive di questi ultimi anni. Anche perché non ci sono più spazi a disposizione». Secondo uno studio, in Italia dal 2000 al 2007 la costruzione di case in città è aumentata dell’88 per cento. Bisognerebbe forse avere l’onestà di dire che i Comuni si sono finanziati attraverso Ici e oneri d’urbanizzazione, e allora viene il dubbio se l’obiettivo vero sia quello di una crescita demografica o di far quadrare semplicemente i conti pubblici… GROSSI «La tendenza nazionale è effettivamente quella ricordata, ma Bergamo è stata a suo modo un esempio virtuoso, perché le costruzioni sono sempre sorte laddove il Prg le indicava: le varianti hanno semmai riguardato le destinazioni o elementi marginali, ma mai la trasformazione di verde in edificabile, prassi largamente seguita dai paesi più piccoli. Semmai i più grossi sacrifici di terreno a Bergamo hanno sempre riguardato strutture d’interesse pubblico, sono queste che percentualmente hanno inciso maggiormente dal punto di vista del consumo del territorio». Non c’è il rischio che di fronte a Piani regolatori sostanzialmente inapplicati, la politica urbanistica la faccia semplicemente il mercato? Ed è qui che la visione d’insieme viene meno… BRUNI «Il Pgt dà una visione d’insieme, ma viviamo in una realtà dove noi possiamo decidere dove fare le opere pubbliche quando ci sono le risorse, cioè sempre meno: per il resto gli obiettivi devono essere conseguiti dai privati». Non potete dire niente nemmeno sul proliferare dei supermercati? Pensiamo alla zona di via Autostrada, dove la gente è furibonda perché si occupa un’area verde… BRUNI «Dove però il Piano regolatore prevedeva del residenziale». Ma se tanto alla fine questi Prg restano lettera morta, chiudiamoli nel cassetto e non ne parliamo più… BRUNI «Esistono diritti acquisiti e non vorrei che qualche mio successore si trovasse a pagare fior di euro, non so quando visto i tempi della giustizia italiana…». GROSSI «Vorrei comunque ricordare che in quella zona vent’anni fa è stato fatto un Piano produttivo senza adeguate strade, ed è un fior di problema. Il verde pubblico previsto è stato messo in un modo sostanzialmente inaccessibile, e in più c’è il disastro della Magrini. Ora viene presentata una proposta in una zona ai massimi livelli per piogge acide, polveri sottili ed inquinamento acustico, con una perequazione nei confronti del Comune che potrebbe generare le risorse necessarie a sistemare la viabilità di quella zona, migliorando la vita del quartiere…». Con il supermercato al centro… GROSSI «È comunque una proposta remunerativa, e noi dobbiamo solo valutare se lì ci può stare, se ci sono parcheggi, eccetera. Non possiamo dire nulla sulla vicinanza di altre strutture analoghe. E allora secondo me, quell’ubicazione è la migliore possibile, più di via San Bernardino per intenderci… Se poi devo tenere conto del sentimento popolare, il punto rimane quello di dover trovare 2,5 milioni di euro per fare quegli interventi infrastrutturali che non sono stati fatti 20 anni orsono». Il Comune non ha quindi più nessuna possibilità di intervenire per distribuire con maggiore razionalità certe strutture? GROSSI «Per le grandi distribuzioni serve l’autorizzazione regionale, per quelle medie non ci sono più limiti. Un tempo c’era il Piano del commercio, ora non più. Diciamo che abbiamo possibilità diverse, come quella di giocare su incentivi e disincentivi, come faremo per via Quarenghi e i borghi storici». Di questo passo però chi ci viene in centro la sera, con un’infilata unica di banche e negozi, ovviamente chiusi… GROSSI «Non ditelo a noi, che quando abbiamo deciso di mettere un po’ di gente ad abitare in via Clara Maffei ce le siamo sentite su in Consiglio comunale». Comunque per via Autostrada avete sospeso il parere… BRUNI «Per valutare le modifiche che sottoporremo all’operatore privato. Vorrei però comunque invitare a non considerare questi interventi all’ingrosso. Il Gres per esempio ci consentirà di realizzare il Parco Ovest, che altrimenti non avremmo potuto fare». Ma lì in zona ci sono altri cinque interventi di recupero di aree dismesse, in pochi anni la popolazione esploderà… Forse occorreva avere la mano più leggera su altri interventi… BRUNI «Anche le fabbriche avevano un peso insediativo, ci passavano i Tir…». Sì, ma in passato, da tempo erano fabbriche dismesse… GROSSI «E comunque in quella zona la Molini Moretti è stata ridotta rispetto al Prg». Veniamo al punto caldo di queste ultime settimane, i «grattacieli» o torri alla Conca Fiorita. Nessuno discute sulla loro utilità e bellezza, ma chiaro che farle in un quartiere con una precisa fisionomia come la Conca Fiorita cambia completamente lo scenario: a Porta Sud sarà anche interessante vederle, ma è legittimo che gli abitanti della zona Sace siano sul piede di guerra… BRUNI«Sulla legittimità nessun dubbio, ci mancherebbe. Il problema è che stiamo assistendo ad uno scadimento del rispetto delle regole istituzionali, e alludo in modo esplicito al comportamento di alcune Circoscrizioni. È inammissibile che nella sede della 4ª si raccolgano le firme per una petizione di parte: la ritengo una gravissima scorrettezza istituzionale. Venendo al merito, le case alte non sono uno scandalo in sé e per sé, come i grattacieli, il problema è appunto dove vanno messe». Un inciso: un grattacielo occupa 2 mila metri quadri, la stessa volumetria in orizzontale 15 mila… BRUNI«Esatto. Ciò detto, personalmente ho delle perplessità sulle torri della Sace, ma invertendo i termini della questione: quindi non dal punto di vista della Conca Fiorita ma da quello di chi le vede dalle Mura. Abbiamo chiesto degli inserimenti fotografici, delle simulazioni, ma vorremmo che il progetto venisse giudicato nel complesso e non soffermandosi solo sull’altezza. Quindi considerando il mantenimento di un produttivo di qualità in città, ovvero il centro ricerca della Sace, la riqualificazione di una grossa area, del Campo Utili, la creazione di una piazza e il reperimento delle risorse per la risalita di Città Alta. Ecco, valutiamo insieme tutti questi aspetti e non solo l’altezza». Ma c’è chi sostiene che l’altezza non farà vedere il profilo di Città Alta, ed è chiaro che un conto è mettere costruzioni del genere a Porta Sud, un conto ai piedi delle Mura. BRUNI«No, ci saranno coni visuali notevoli, ben superiori di quelli che ci sarebbero stati con l’ipotesi delle quattro stecche di palazzi previste dal Prg. E comunque nella Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr) uno dei punti fondamentali è appunto il rispetto dei coni panoramici ». GROSSI«Se c’è un settore normato al massimo nel Prg è quello del rispetto dei coni panoramici. Poi ci sono esempi curiosi, penso al palazzo della rotonda Locatelli di Longuelo (quello del C6): è sviluppato in orizzontale e non in altezza eppure toglie la visuale di Città Alta. Perché questa città ha riproposto pedissequamente il modello piacentiniano con uno sviluppo orizzontale degli isolati: da questo derivano le cosiddette stecche di palazzi, come appunto il C6. Lì un edificio con la base più stretta e magari più alto non avrebbe rovinato di meno la vista di Città Alta? Io dico di sì». BRUNI«Siamo franchi, in giro di brutture ce ne sono, eccome, ma non fare niente per timore di fare cose brutte è sbagliato: la sfida è semmai quella di fare le cose belle». GROSSI«Dobbiamo essere appunto capaci di farle belle, magari utilizzando di più i concorsi». Che in Italia nel pubblico sono merce rara, visti i requisiti della Merloni… BRUNI«Il problema è anche questo: l’assetto della città non va messo solo in capo all’ente pubblico, ma è una responsabilità collettiva». D’accordo, però la realtà dice che ci sono costruttori di serie A che fanno le cose bene, di serie B che le fanno abbastanza bene e di serie C che le fanno male… BRUNI«Ma se quello di serie C ha un’area dove il Prg gli consente un intervento, se lo fa ha il diritto di farlo». Insomma, la volumetria è legge: una volta che è consentita dal Prg voi non potete fare nulla? Nemmeno una variante in negativo? GROSSI«No, perché ci esporremmo appunto a ricorsi, e tutta la dottrina amministrativa degli ultimi anni è a favore della proprietà al punto da rendere molto difficili anche gli espropri. Un modo per fermare le concessioni edilizie dei Piani attuativi del Prg l’abbiamo comunque trovato, ma solo quando lo possiamo fare: ovvero quando il Prg inserisce quote edificatorie che non ci stanno e allora il professionista sacrifica lo standard di parcheggio o verde previsto monetizzandolo. In questi casi abbiamo bloccato tutti quei Piani attuativi che non rispondevano agli standard, evitandone la monetizzazione. Chiaro che l’assessore al Bilancio sarà meno contento perché così gli entrano meno soldi in cassa…». Comunque tornando alla Conca Fiorita ci pare di capire che questa prima ipotesi di progetto non passerà… BRUNI«Diciamo che voglio rendermi conto meglio di alcune cose: ho dei dubbi e voglio verificare adeguatamente l’impatto di quei palazzi ». GROSSI«Vorrei però ricordare che una riduzione del 30 per cento delle volumetrie esistenti non si era mai verificata in nessuna proposta di trasformazione industriale. Coprendo il 18 per cento degli spazi e realizzando tutte le infrastrutture necessarie. Questa è una cosa che va sempre sottolineata parlando di quell’ipotesi». BRUNI«Comunque ribadisco, il dibattito è legittimo: mi aspetto semmai che le opposizioni non si straccino le vesti a prescindere, ma che prendano in esame tutti i vari aspetti del progetto». Stabiliti vincoli vari e livelli di responsabilità, sullo sfondo resta però una domanda di carattere politico generale: proprio perché state gestendo una fase di trasformazione a suo modo storica, l’impressione è che sia mancata la capacità di fare sintesi. Di andare cioè di fronte alla città spiegando quale sarà la Bergamo del domani e di collegare a questa idea urbanistica tutta un’altra serie di aspetti: la vita sociale, la mobilità, la cultura. Questa forse è stata la vostra debolezza, il farvi precedere dai progetti… BRUNI«L’osservazione può essere condivisibile: probabilmente abbiamo scontato un ritardo nella costruzione di una proposta strategica, ma ora c’è, ed è il Pgt. La nostra idea mi pare chiara, a patto di non volersi fermare al singolo progetto: comunque sempre in termini di proposte, non ho ancora capito quale siano quelle altrui. Finora ho solo sentito critiche, senza vedere una proposta contrapposta alla nostra: secondo me non esiste, a parte la sterile conservazione ». Ma oggi cosa vediamo dell’amministrazione Bruni dal punto di vista dell’urbanistica? BRUNI«Oggi? Nulla. Per essere chiari, tutto quello che state vedendo in giro, tutti i cantieri aperti, non è roba nostra». GROSSI«E molti non sarebbero nemmeno partiti con i nuovi criteri restrittivi che abbiamo introdotto. Comunque, i processi urbanistici hanno un’inerzia di 10- 15 anni, bisogna sempre tenerne conto». BRUNI«Vedremo dei parchi di quartiere, per ora: avevamo l’obiettivo di farne uno all’anno e ci siamo riusciti». GROSSI«Restano solo due zone scoperte, Borgo Palazzo e Carnovali » Tempi di 10-15 anni richiedono una condivisione ampia delle scelte, diversamente chi verrà eventualmente dopo di voi passerà gli anni a ricordare che certe scelte non le ha fatte ma trovate pronte, come voi del resto… BRUNI«Infatti ho presentato a tutti i capigruppo, minoranze comprese, il percorso per arrivare ad approvare il Pgt nei tempi previsti dalla legge, il 26 marzo 2009. Dobbiamo correre anche perché la mancata approvazione comporta la decadenza del vigente Prg, il che vuol dire Far West e zero regole. Mi auguro solo che nessuno all’avvicinarsi della campagna elettorale preferisca piuttosto mettere in atto manovre ostruzionistiche, perché il Pgt deve essere discusso in modo serio per arrivare ad un’approvazione che sia il più possibile condivisa».

“Bergamo ha il cemento alla gola: è ora di dire stop”

Estratto da http://ilmosaicobg.myblog.it

A proposito del dibattito in corso sulla “città che vogliamo”, esploso in città solo recentemente per la presentazione di vari Programmi Integrati di Intervento da realizzare in alcuni quartieri, sfogliando negli archivi della rassegna stampa di alcuni anni fa, è tornato alla luce un interessante articolo di Cristiano Gatti de L’Eco di Bergamo del 13 marzo 2005, nel quale viene già affrontato il tema della cementificazione a Bergamo. Gatti coglie l’opportunità di un intervista rilasciata, sempre a L’Eco di Bergamo, dal professor Andrea Tosi, ordinario al Politecnico di Milano, per fare il punto sull’ambiente che ci siamo costruiti, la vita che ci siamo dati con un occhio di riguardo al primato italiano per l’uso ed il consumo di cemento.

Per conoscenza di tutti, riporto in questo post il link dell’articolo in questione, che ritengo di estrema attualità e di grande contributo al dibattito di questi giorni su interventi quali torri della Conca Fiorita, piastra Commerciale in via Autostrada,  1.800.000 metri cubi di edificazioni a Porta Sud, Piano di Lottizzazione dell’Area Ospedaliera, supermercato della Molini Moretti, megaedificazione dell’ex Reggiani e altri interventi.

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L’Eco Bergamo  – 2005 – Articolo-intervista Prof. TOSI su cementificazione a Bergamo 

La rassegna stampa del giorno

Estratto da http://rassegnabg.dialogicnet.com/ del 22-04-2008

Cantieri e progetti, i metri cubi a quota 1,2 milioni

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Troppo cemento? Ma c’è più verde

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Tanti spazi, pochi servizi: critiche le opposizioni

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Case per 5 mila abitanti. Già sfitte altrettante

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Cantieri in città

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Grattacieli alla Sace, non unanime anche dalla 4° circoscrizione

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Sulla sede Arpa la maggioranza perde pezzi

 

L’Eco di Bergamo 22-04-2008
Nuovo stadio, torna l’ipotesi grumello

 

DNews 22-04-2008
Il nuovo impianto deve restare in città o deve essere fatto fuori Bergamo?

 

DNews 22-04-2008
Unanimità sul testo contro le due torri

 

DNews 22-04-2008
La sede Arpa andrà a Borgo Palazzo ma è scontro

 

DNews 22-04-2008
Via Autostrada, prosegue il confronto

 

DNews 22-04-2008
Dalla Lega altolà al cemento, ”la città rischia di soffocare”

 

Il Bergamo 22-04-2008
An chiede soluzioni per lo stadio

 

Il Bergamo 22-04-2008
La giunta Bruni deve risolvere il problema dello stadio

 

Il Giorno 22-04-2008
Bruni, sì alla sede dellArpa e la sinistra torna critica

 

Il Giornale di Bergamo 22-04-2008
Torri in Conca Fiorita, secco non dei residenti

 

Il Giornale di Bergamo 22-04-2008

La rassegna stampa del giorno

Estratto da http://rassegnabg.dialogicnet.com del 21-04-2008: 

La città cresca attenta al bello

 

L’Eco di Bergamo 19-04-2008
Le due torri Sace? Bene ma attenzione alla vista da Città alta

 

L’Eco di Bergamo 19-04-2008
Carnovali gela il Comune: no al maxisupermercato

 

Il Bergamo 19-04-2008
E Grossi sceglie la linea morbida, il progetto si può cambiare

 

Il Bergamo 19-04-2008
Raccolta firme contro i grattacieli

 

Il Giornale di Bergamo 19-04-2008
1.500 firme contro i grattacieli

 

L’Eco di Bergamo 20-04-2008
La sfiducia nel domani orienta il voto

 

L’Eco di Bergamo 20-04-2008
Petizione contro il progetto di via Autostrada

 

L’Eco di Bergamo 21-04-2008
Domani assemblea sul futuro del rione

 

L’Eco di Bergamo 21-04-2008
Rese dei conti sulle torri gemelle

 

DNews 21-04-2008
Venerdì assemblea la città che vogliamo

 

DNews 21-04-2008
Carnovali, linea dura

 

Il Bergamo 21-04-2008
La chiave

 

Il Bergamo 21-04-2008

Gazebo contro le “Torri Gemelle”. Grande adesione dei cittadini

Estratto da http://ilmosaicobg.myblog.it/ del 19-04-2008 

di LUIGI D’ALESSANDRO 

Bergamo, sabato 19 aprile 2008 – E’ stata un successo l’iniziativa “gazebo” allo stadio, organizzata da la rete IL MOSAICO di Bergamo, presso il Piazzale L. Goisis (antistante lo Stadio di Bergamo),  per la raccolta delle adesioni alla petizione contro gli edifici di 55 metri e per un intervento ambientalmente sostenibile nell’AREA SACE di Conca Fiorita. Dopo l’assemblea pubblica del 4 aprile 2008, ancora una volta i cittadini hanno manifestato la contrarietà alla realizzazione delle “torri gemelle”. Solo nella mattinata sono state raccolte circa 600 firme, che con altre già raccolte raggiungono il numero di circa 1400 adesioni. Soddisfatti i componenti de Il Mosaico, i quali sono stati fortemente invitati dai cittadini intervenuti, ad insistere nell’azione intrapresa e a rappresentarli seguendo l’iter per l’approvazione del progetto di trasformazione, edilizia ed ambientale nell’area SACE con l’obiettivo di giungere ad una soluzione sostenibile e condivisa dalle parti interessate allla realizzazione del Programma Integrato di Intervento.

I componenti de il Mosaico (foto), si sono riuniti venerdì sera, nell’incontro periodico, per affrontare varie problematiche di carattere sociale ed ambientale, segnalate dai cittadini dei quartieri di Conca Fiorita e S. Colombano; in particolare si è discusso con Bruna Mastrangelo Donadoni (foto) e Carla Rinaldi del Servizio Sociale Territoriale della Quarta Circoscrizione, degli eventuali disagi presenti  negli adoloscenti e negli anziani,  valutando l’ipotesi di iniziative per favorire le rispettive aggregazioni. Inoltre, dopo ampia discussione sul progetto SACE, il gruppo di lavoro “ambiente” de Il Mosaico, composto da Luisa Pecce Bamberga (foto), dagli architetti Alberto Moreschi e  Luigi D’Alessandro, l’ing. Giuseppe Paganessi, Ferdinando Calini e Tommaso Cariello, aprirà un tavolo di lavoro per analizzare il P.I.I. SACE e redigere una proposta di piattaforma risolutiva della questione, che tenga conto delle componenti ambientali, architettoniche, viabilistiche e sociali.

Per ulteriori informazioni: http://ilmosaicobg.myblog.it/

Volantino Assemblea su “La città che vogliamo” 9 Maggio 2008

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L’Associazione L’AURORA di Bergamo in collaborazione con LA CONSULTA DEI PRESIDENTI DELLE CIRCOSCRIZIONI organizza il dibattito LA CITTA’ CHE VOGLIAMO Torri della Conca Fiorita, Piastra Commerciale in via Autostrada, 1.800.000 metri cubi di edificazioni a Porta Sud, Piano di Lottizzazione … Continua a leggere

Hotel e Coop in via Autostrada, congelati progetto e parere

Estratto da L’ECO DI BERGAMO del 18-04-2008 
Il Sindaco: stiamo considerando l’ipotesi di alcuni cambiamenti. Intanto il Consiglio della 7^ Circoscrizione aveva votato contro.
Fermi tutti. Dopo le proteste piovute dai residenti del quartiere Carnovali sul Programma integrato d’intervento (Pii) di via Autostrada, Palafrizzoni riprende in mano il progetto presentato nelle scorse settimane e valuta la possibilità di apportarvi delle modifiche. «Stiamo considerando l’ipotesi di alcuni cambiamenti – conferma il sindaco Roberto Bruni –. Naturalmente, qualunque novità andrà discussa con l’operatore, al quale non possiamo imporre nulla». In vista delle possibili modifiche, l’amministrazione ha sospeso, ritenendola per il momento impropria, la richiesta di parere sul progetto che era stata inviata alla 7ª circoscrizione. In più, l’assessore all’Urbanistica Valter Grossi si è presentato mercoledì sera alla seduta di consiglio del parlamentino, manifestando la volontà di tenere aperto il dialogo e proponendo l’apertura di un tavolo tecnico per discutere il progetto. Ma, per un problema di comunicazione, pare che alla circoscrizione la notizia del rinvio del parere non sia arrivata. E infatti il parlamentino, contrario anche alla proposta di prendere tempo avanzata dal capogruppo del Pd Gabriele Seguini, ha tirato dritto, votando a maggioranza contro il Pii e approvando un documento che recepisce le osservazioni sul progetto avanzate dal comitato residenti. Nel testo si chiede l’eliminazione della piattaforma commerciale, anche in considerazione della concentrazione di supermercati che caratterizza la zona, e la realizzazione di parcheggi più vicini al quartiere. I posteggi previsti dal progetto in prossimità del supermercato sarebbero infatti di difficile fruizione per i residenti, e rischierebbero di essere occupati soltanto dai pendolari in entrata e in uscita da Bergamo. Arriva anche la richiesta di una scuola per l’infanzia, servizio che il quartiere aspetta da tempo. Sul fronte della viabilità, il documento approvato dal consiglio chiede che essa venga «studiata e impostata su soluzioni che non comportino la trasformazione della stretta via dei Carpinoni in strada a intenso scorrimento», cosa che potrebbe avvenire con l’apertura della bretella di collegamento tra via dei Carpinoni e il Pip (l’insediamento produttivo che si trova nel quartiere, ndr). Una zona 30 è la proposta avanzata da Sinistra Democratica per ovviare a questo problema. Entrambi i documenti del centrosinistra sono però stati bocciati dal consiglio perché ritenuti «poco critici nei confronti degli aspetti più problematici del progetto», come ha sintetizzato il leghista Enrico Facoetti. «Il problema più pesante per Carnovali è sicuramente quello della viabilità – ha spiegato Grossi –. Chi ha pianificato i precedenti interventi del Pip e della Magrini non è riuscito a risolverlo. Questo Pii ci permette finalmente di migliorare la situazione, introducendo la rotatoria su via Autostrada. È un’occasione che non va persa. E non raccontiamoci cose non vere: c’è ancora gente convinta che quel prato potrebbe diventare un parco, ma non è così. Il Prg colloca in quell’area una robusta previsione di edilizia residenziale». Su tutto il resto, l’assessore si è detto disponibile al confronto: «Tra standard qualitativi e oneri di urbanizzazione secondaria, dal progetto ricaveremo circa 1,5 milioni di euro, disponibili subito. Si tratta ora di aprire un dibattito costruttivo per capire cosa farne». Dal punto di vista del verde, ad esempio, «all’interno del Pip c’è un prato di proprietà comunale di 10 mila mq. Potremmo attrezzarlo a parco, oppure realizzarvi degli impianti sportivi». Ma, nel documento presentato dal Pd, spunta pure un’altra ipotesi: «Sfruttare il tetto della struttura commerciale facendolo diventare un parco attrezzato». Un giardino pensile alla babilonese, insomma. Il primo intervento costerebbe circa 700 mila euro, mentre per il secondo, suggestivo ma piuttosto impegnativo dal punto di vista tecnico, si parla di circa un milione di euro. Sul fronte della scuola materna, Grossi ha spiegato che «si sta lavorando al piano dei servizi per prevedere, in prospettiva, i bisogni dei vari quartieri. Via Autostrada non è ovviamente la sede adatta per un asilo, e l’area che era stata acquisita dal mio predecessore alla Magrini per questa funzione è troppo piccola. È necessario un lavoro di coinvolgimento del quartiere per capire dove andare a collocare questo servizio». La disponibilità manifestata dall’assessore non è servita a far desistere il centrodestra dall’esprimere parere contrario. Parere che, si è scoperto poi ieri, non era neppure richiesto. «Noi abbiamo rispettato le indicazioni che avevamo a suo tempo ricevuto, e che ci chiedevano di esprimerci sul progetto – assicura il presidente del parlamentino Francesco Benigni –. Il documento rimane comunque valido come indicazione preventiva, in attesa dei prossimi sviluppi».

Gazebo de IL MOSAICO allo Stadio per la raccolta firme contro le “torri gemelle” alla Conca Fiorita

Estratto da http://ilmosaicobg.myblog.it

La rete de IL MOSAICO dei quartieri di Conca Fiorita e Valtesse S. Colombano di Bergamo, organizza per  SABATO 19 APRILE 2008 ORE 9,00 presso il Piazzale L. Goisis (antistante lo Stadio di Bergamo)  un GAZEBO per la raccolta delle adesioni alla petizione contro gli edifici di 55 metri e per un intervento ambientalmente sostenibile nell’AREA SACE di Conca Fiorita.

Al gazebo saranno presenti componenti de IL MOSAICO.

Per informazioni: http://ilmosaicobg.myblog.it/ ilmosaico.bergamo@alice.it

 

volantino GAZEBO RACCOLTA FIRME STADIO 19-04-08.pdf