Azzano, pronta a decollare l’astronave del lusso

Estratto da L’ECO DI BERGAMO del 30-06-2008 
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di MAURIZIO FERRARI
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Azzano San Paolo Dopo le terme più belle del mondo a San Pellegrino, il polo avvenieristico del lusso ad Azzano San Paolo. Percassi raddoppia e sembra non fermarsi più, mettendo in pista un altro progetto che negli auspici dovrebbe diventare un ulteriore asso nella manica per la Bergamo del futuro, anche in funzione Expo 2015.
Stavolta la vera scommessa non è solo far sbarcare in provincia una serie di griffe di lusso internazionali più o meno inedite e di prima grandezza, ma inserirle in un contesto assolutamente innovativo, con un progetto che sappia esaltare la sostenibilità ambientale attraverso gli spazi interni ed esterni, in grado non solo di valorizzare l’offerta commerciale, ma di promuovere eventi culturali, artistici e mondani. Così, entro fine 2011 (questa la tempistica prevista dalla proprietà) sarà pronta a «decollare» da Azzano quella che per le sue forme futuriste e quasi spaziali è stata ribattezzata «l’astronave del lusso» (anche se il nome vero è ancora in gestazione), dove domina il bianco e le forme sono morbide, ondulatorie e arrotondate, con cupole, torri e ponti sopraelevati per i visitatori, simili appunto a basi lunari, traffico automobilistico azzerato (i parcheggi sono tutti interrati), spazi e uffici costruiti con materiali innovativi, massima attenzione all’ambiente e autonomia sul fronte energetico. Il tutto immerso in migliaia di metri quadrati di verde, con fontane, laghetti e giochi d’acqua. Ripensato il centro direzionale L’area, a sud dell’Oriocenter, è sempre quella di 110 mila metri quadrati (Cascina Cardinali) dove avrebbe dovuto sorgere il mega polo direzionale della Finser, società del gruppo Percassi. Alla fine l’imprenditore di Clusone ci ha ripensato, ha tirato una bella riga sopra l’antico progetto, bello ma troppo tradizionale, e lo ha ripensato completamente con l’aiuto degli architetti, l’egiziano Hany Rashid e la moglie Liseanne Couture, docenti alla Columbia University e fondatori dello studio newyorkese «Asymptote», che ha già partecipato al concorso per le terme di San Pellegrino. Loro partner ormai consolidato è la «De 8» degli architetti bergamaschi Mauro Piantelli, Massimo Bressanelli e Carlo Vailati, che oltre al progetto di Azzano stanno ideando insieme ad «Asymptote» l’hotel extralusso ad Abu Dhabi, accanto al nuovo circuito di Formula uno. 200 milioni investiti Ne è venuta fuori una soluzione architettonica assolutamente inedita per l’Italia, con un investimento stimato in circa 200 milioni di euro, che prevede, oltre alla presenza delle «maison» più affermate del lusso (non solo legate all’abbigliamento), anche un hotel a 5 stelle (primo in Bergamasca), un cinema multisala, ristorante stellato, studi medici iperspecializzati, uffici direzionali (con naturalmente l’insediamento della sede centrale del gruppo Percassi), 125 mila metri quadrati di parcheggi interrati su due piani per 3 mila posti auto e soprattutto un planetario per grandi e piccini che ha l’ambizione, Percassi dixit, di diventare «il più bello del mondo». L’«altra» Montenapoleone E a proposito di ambizioni, quella neanche troppo nascosta è di creare la prima vera alternativa solida e credibile nel Nord Italia al lusso di via Montenapoleone. Il ragionamento è semplice: oggi almeno il 60% dei turisti dello shopping che sbarcano a Orio «bypassano» Bergamo e vanno a spendere fiumi di denaro nel quadrilatero milanese: Montenapoleone, ma anche via Spiga, Sant’Andrea o via Manzoni. Percassi, creando un polo con griffe di assoluta eccellenza (lui dice di ispirarsi al mitico Harrod’s londinese, ma sfruttando, in più, gli spazi esterni), tenterà di «incanalare» buona parte dei flussi verso Milano nella Bergamasca, non solo verso le «sue» proposte San Pellegrino o Azzano, ma anche in direzione laghi, monti e naturalmente Città Alta. I passaggi in Consiglio L’ambizione del progetto ha già «stregato» molti degli amministratori dei vari livelli (regionale, provinciale e comunale) a cui è stato per ora solo ufficiosamente presentato. Il primo atto ufficiale sarà invece quello di domani sera, quando il sindaco di Azzano San Paolo Leonio Callioni darà comunicazione del progetto in Consiglio comunale, chiedendo nei prossimi giorni al presidente della Regione di attivare le procedure per la nascita di questo polo. Poi, se incasserà il sì del Pirellone, la pratica tornerà in Consiglio per il via libera definitivo, entro il febbraio 2009, su cui esistono pochi dubbi, vista l’adesione di partenza dell’attuale maggioranza, la cascata di euro che si ritroverebbe Azzano sotto forma di oneri di urbanizzazione e di occupazione (2 mila gli addetti complessivi), ma soprattutto la portata del progetto, che proietterebbe il paese alla ribalta dei grandi circuiti dello shopping internazionale. A quel punto, il via al cantiere potrebbe essere dato già nell’aprile 2009, e in 24-30 mesi l’opera, magari con step successivi, potrebbe già vedere la luce. Le sinergie con Oriocenter L’idea di Percassi è quella di completare il grande disegno iniziato con la costruzione di Oriocenter: allora il target individuato era il consumatore medio. Con il polo del lusso si alza il tiro, coinvolgendo il jet set internazionale collegato con gli scali di Orio-Linate e quello nazionale che da Milano, Brescia e altre zone opulente del nord saranno agevolate dalla nascita di infrastrutture come Brebemi, Pedemontana o l’Alta velocità su rotaia. L’ambizione culturale Accanto all’offerta commerciale, la nuova cittadella del lusso vuole però anche stupire per l’offerta culturale e ricreativa che sarà in grado di mettere in campo: dalle mostre d’arte alle sfilate di moda, dai concerti a tutta una serie di iniziative di alto profilo dedicate all’infanzia. Ad Azzano già si allacciano le cinture: l’astronave è pronta al decollo.

Un cubo di vetro e un hotel

Estratto da L’ECO DI BERGAMO del 30-06-2008

di ANNA GANDOLFI

Un albergo, un parcheggio, una nuova area commerciale, una pubblica. Ma soprattutto un nuovo volto per il piazzale degli Alpini, che guarda al Louvre puntando su un grande cubo di cristallo per collegare la superficie con un piano interrato. Sintetizzando all’osso, sono questi i punti attorno ai quali ruota un progetto fresco fresco di presentazione sui tavoli del Comune.

Un albergo, un parcheggio, una nuova area commerciale, una pubblica. Ma soprattutto un nuovo volto per il piazzale degli Alpini, che guarda al Louvre puntando su un grande cubo di cristallo per collegare la superficie con un piano interrato. Sintetizzando all’osso, sono questi i punti attorno ai quali ruota un progetto fresco fresco di presentazione sui tavoli del Comune. A protocollarlo, nei giorni scorsi, la società «T. Emme T.» con sede a Urgnano: la proposta arriva a Palafrizzoni contestualmente al dibattito sul Piano di governo del territorio, l’auspicio dei privati è che il nuovo assetto venga recepito nella programmazione e in seguito sviluppato. Il livello a oggi è puramente tecnico, le valutazioni politiche non ci sono ancora. Ma è facile intuire che si svilupperà un gran dibattito perché, così come il degrado del piazzale è piaga cronica, anche l’idea di un parcheggio sotto l’area fa parte dei corsi e ricorsi della storia urbanistica della nostra città. A tratti ritorna, ma lo scavo non si è mai fatto: ora i privati lo inseriscono nello scambio, proponendo al Comune un intervento di riqualificazione radicale a costo zero per la collettività. Almeno dal punto di vista economico. Architettura «coerente» Il piano su cui ha lavorato «T. Emme T.», si diceva, coinvolge lo spazio fra piazzale Marconi, viale Papa Giovanni XXIII, via Mai e la stazione delle autolinee. Una delle aree più centrali, ma allo stesso tempo più critiche della città. Il suo volto è stato ripensato anche in vista dei cambiamenti a cui Bergamo sta andando incontro: uno su tutti Porta Sud. L’area coinvolta nel progetto rappresenterà infatti una sorta di raccordo fra il centro storico e quello che nascerà sull’ex scalo merci. Il privato, per l’elaborazione del suo progetto, ha puntato sulla coerenza affidandosi a professionisti che conoscono perfettamente la zona, avendone firmato diversi elementi. Sono Giuseppe Gambirasio, fra i più importanti rappresentanti dell’architettura orobica, e uno dei suoi allievi storici, Marco Tomasi. Insieme hanno già progettato l’Urban center del Comune e, mentre sull’albergo di 10 piani si sta concentrando Tomasi, Gambirasio sta progettando il nuovo volto del piazzale. Piazzale che nessuno conosce meglio di lui, dato che è stato proprio l’architetto, nel 1958, a realizzare il monumento degli Alpini e la stessa configurazione del parco. Per il nuovo volto dell’area, l’architetto pensa al mantenimento del verde e a collegamenti vetrati con il piano sottostante. Il piatto forte del progetto è un grande cubo di cristallo, alto 20 metri (quanto il monumento) che, un po’ come la piramide del Louvre ideata da Ieoh Ming Pei, metta in contatto il «sotto» e il «sopra». Lo scambio di volumetrie Come nasce questa proposta? Una premessa è d’obbligo: l’intervento generale è attuabile senza aumentare le volumetrie già previste dal Piano regolatore. Perché l’area dove oggi sorgono autolinee e Mc Donald’s ha una capacità edificatoria di 32 mila metri cubi, di cui 19 mila sono ancora inutilizzati. Fra proprietà comunale (autolinee e Urban center) e privato (la palazzina del fast food è di proprietà di «T. Emme T.») si arriva circa a 14 mila metri cubi sfruttati. Mentre l’area privata ha già destinazione alberghiera e può espandersi fino a 11.600 metri cubi circa, quella comunale è destinata a servizi e, già interessata da intervento, non utilizza circa 10 mila cubature. Il privato si è quindi offerto di comperare i volumi che il Comune non utilizza e di svilupparli parte sull’albergo (che sostituirà il Mc Donald’s e arriverebbe a 16.500 mila mc), parte nel sottosuolo del piazzale. In cambio, oltre all’acquisto, viene proposta la riqualificazione completa della piazza (non solo un restyling superficiale ma anche interventi che creeranno spazi pubblici interrati). L’opera sarà in project financing: il Comune resterà proprietario delle strutture del parco, mentre il privato le gestirà per un certo numero di anni. Il parcheggio sotto la piazza L’idea su cui s’incardina il progetto è una: messo come è ora il piazzale è un «vuoto urbano», destinato al degrado perché privo di una funzione specifica che spinga i cittadini a fermarsi, anziché limitarsi ad attraversarlo. Da qui la proposta di portarci una sala congressi, una biblioteca, dei negozi, che garantiscano un ambiente vissuto e quindi più sicuro. La realizzazione di tutto questo sarebbe molto onerosa, quindi la società punta alla creazione, oltre che di spazi pubblici, di un piano interrato da adibire parzialmente a terziario e commerciale ma soprattutto alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo. L’ampiezza andrebbe decisa in base alle disponibilità del Comune, potrebbe essere di tre piani sottoterra oppure di sei, fino a 1.800 posti auto. Una quota di questi potrebbe essere destinata ai residenti della zona, una quota alle attività e alle aziende presenti nelle vicinanze e una quota a rotazione, come normale posteggio a pagamento. Non è la prima volta che si ipotizza di scavare sotto il piazzale, ma in passato non si è fatto nulla. Ed è chiaro che questo è uno dei nodi principali che l’amministrazione dovrà affrontare: se da una parte c’è chi caldeggia la creazione di un’area di sosta per dare risposta ai bisogni del centro (e del futuro polo congressuale che si incrementerà con l’Urban center), dall’altra ci sono resistenze. L’operazione, cha dalla sua avrebbe una vera svolta per il piazzale oggi degradato, sul versante parcheggio non collimerebbe con l’idea di potenziamento della pedonalizzazione di viale Papa Giovanni XXIII inserita nel Pgt, e anche con il proposito della Giunta Bruni di diminuire la presenza di auto in centro. Intanto, però, la proposta è lanciata. L’adozione del Pgt con le proposte annesse è prevista per l’autunno: sta all’amministrazione adesso dire la sua.

Un cubo di vetro in piazzale Alpini. Nuovo progetto per rifare la piazza

Estratto da L’ECO DI BERGAMO del 28-06-2008 
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Un grande cubo di vetro che ricorda la struttura della piramide del Louvre: è questo l’elemento caratterizzante della riqualificazione di piazzale degli Alpini proposta, all’interno di un piano privato depositato in Comune, dall’architetto Giuseppe Gambirasio (cui si deve il progetto della piazza del ’58).
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Il cubo (sopra, nella foto, l’architetto gambirasio con un plastico del progetto), che potrebbe ospitare terziario, porterà luce al piano interrato. Lì si pensa a spazi pubblici, mentre nei piani più bassi si ipotizza un parcheggio. Il piano della T. Emme T. di Urgnano è stato protocollato in Comune: prevede anche un albergo di 10 piani al posto della palazzina del Mc Donald’s. Il Comune non si è ancora espresso.

Un ecomostro minaccia città alta

Estratto da LIBERO del 26-06-08

di Paola Abrate

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Ci risiamo. Grattacieli e torri devono piacere proprio tanto all’amministrazione comunale di Bergamo. Scongiurata la costruzione di due palazzoni di quindici piani in un quartiere (Conca Fiorita) in cui le case raggiungono a mala pena i tre, ora ad essere minacciata da obelischi tecnologici è città alta. È stato infatti proclamato il vincitore del concorso per la realizzazione di un ascensore che dovrebbe collegare Berghem de sota a Berghem de sura.
BRUTTURA D’AUTORE Un totem alto trenta metri con vista mura venete dall’aspetto di una navicella spaziale pronta al decollo. L’impianto, progettato dall’ar – chitetto Fabio Postani di Genova, già nella simulazione grafica fa a pugni con il contesto storico così caro ai bergamaschi. Ma la questione è un ‘altra. La città “dei Mille” non ha bisogno di ascensori urbani, piuttosto di parcheggi a piè di mura per incentivare residenti e turisti ad arrivarci con le proprie gambe. Per i più atletici ci sono le suggestive salite dalla boccola, la noca, via Porta dipinta e via Sant’Ales – sandro.
MODELLI VINCENTI La funicolare potrebbe essere potenziata e se proprio si vuole introdurre un’opera avveniristica perché non ripensare a una scala mobile? Niente parallelepipedi ricoperti di legno, niente missili svettanti sul colle. La precedente amministrazione (di centrodestra) aveva proposto la realizzazione, sul modello di Perugia, di una passerella sotterranea e il raddoppio della funicolare. Non se ne è più parlato. Cambiati gli inquilini a Palafrizzoni le idee dei vecchi condomini sono state archiviate. E così ecco spuntare una decina di progetti con protagonista un sali-scendi ad alta tecnologia. Il prescelto, quello dunque ritenuto il migliore (figuriamoci gli altri), è una macchina da guerra vestita in pelle lignea. Già questo fa un certo senso, se poi si aggiunge il costo, tre milioni e mezzo di euro, è da vertigini.
LUMBARD IN RIVOLTA I consiglieri del Carroccio si sono immediatamente ribellati al mostro invasore presentando una mozione urgente. «Dalla loro costruzione , cinquecento anni fa – si legge in un comunicato stampa firmato Gruppo consiliare della Lega Nord – mai le mura venete sono state assaltate. Perché dobbiamo farlo proprio oggi?». La richiesta è chiara. Ripensare al progetto rimettendolo al voto dei cittadini. Per intenderci, quel bilancio partecipativo tanto pubblicizzato da sindaco e giunta e attuato per coinvolgere gli abitanti dei quartieri nella scelta della destinazione di uno spazio pubblico. La faccenda meriterebbe persino un referendum. In gioco c’è il futuro della Bergamo antica. Siamo poi certi che la gente voglia davvero potenziare l’accessibilità in città alta? Forse basterebbero dei bus navetta più frequenti al posto dei pullman di linea (che passano di misura dalla Porta Sant’Agostino). L’ascensore trasporterebbe 678 passeggeri l’ora; poca cosa rispetto all’esi – genza, all’impatto ambientale e al costo. E poi diciamolo. È davvero brutto.

Tentorio: nell’ex ospedale un errore

Estratto da BERGAMOSETTE del 26-06-2008

PARLA IL CAPOGRUPPO DI AN. “DEL CAMPUS BRUNI SI E’ DISINTERESSATO PER QUATTRO ANNI”.

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Sulla vicenda del campus universitario il centrodestra cittadino non sembra affatto unito. Mentre infatti Alleanza Nazionale e Lega sono a favore della cittadella universitaria negli spazi degli Ospedali Riuniti (una volta che i reparti si saranno trasferiti nel nuovo ospedale alla Trucca), Forza Italia tace imbarazzata: a livello locale sarebbe a favore del campus ma questa posizione si scontra con quella del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dell’assessore regionale all’Ambiente Marco Pagnoncelli, che è anche coordinatore provinciale di Forza Italia. Questa comunque la posizione di Alleanza nazionale, come emerge da questa intervista di “BergamoSette” al capogruppo a Palazzo Frizzoni (ed ex vicesindaco durante l’Amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Cesare Veneziani), Franco Tentorio. Dottor Tentorio, sulla vicenda del campus universitario infuriano le polemiche. Lei che cosa ne pensa? “Il sindaco Bruni, dopo quattro anni di colpevole disinteresse, ha ripreso in mano la questione della collocazione del campus universitario nell’area del vecchio ospedale, che presto verrà trasferito alla Trucca.Come è noto, nel maggio 2004 Comune, Regione, Università e Ministero dell’Istruzione avevano sottoscritto un piano programmatico che prevedeva la destinazione all’Università della metà della area, con 40 milioni di euro di finanziamento da parte del Ministero, per crearvi una prestigiosa sede di studio. Il resto della superficie sarebbe stato venduto all’asta dalla Regione per incassare almeno i 75 milioni di euro necessari per terminare la costruzione del nuovo ospedale”. E da allora cos’è successo? “Da allora nulla si è mosso: Bruni ha sostituito Veneziani;Mussi ha sostituito laMoratti. Così il bel sogno è rimasto nel cassetto e corre il rischio di non essere realizzato”. E la vostra richiesta qual è oggi? “Noi auspichiamo fortemente che il nuovo Ministro dell’Istruzione abbia voglia e soldi per creare il nuovo campus universitario a Bergamo. In ogni caso la Regione può subito vendere la metà di aree destinate ad abitazioni, negozi ed uffici privati: sono 70.000 mq di superficie che valgono almeno 100 milioni di euro”. E con questi soldi cosa si può fare? “Con questa somma si può finire la costruzione del nuovo ospedale ed addirittura pagare il trasloco e gran parte delle nuove attrezzature. Se servissero altri soldi, sta alla Regione trovarli perché a lei è affidato il settore della Sanità”. Ma se il ministero dell’Istruzione non desse le auspicate disponibilità? “Anche in questo caso il Comune di Bergamo non può consentire che l’ultima sua prestigiosa area pubblica sia destinata integralmente ad un nuovo quartiere privato, pieno di condomini di lusso. Deve porsi l’ambizioso obiettivo – ad 80 anni dalla costruzione del Centro Piacentiniano – di realizzare una grande iniziativa pubblica”.

La risalita del buonumore

Estratto da BERGAMOSETTE del 26-06-2008

Non sarà bello e probabilmente neppure poi così utile, eppure l’ascensore per accedere a Città alta una funzione positiva la sta già svolgendo. Ha infatti risvegliato nei bergamaschi quello spirito umoristico che i radicati e insopprimibili “valori” locali (lavoro, denaro, seriosità) avevano sopito. Una ventata di ilarità ha così accompagnato la presentazione del progetto. Bergamo – che non rideva tanto da alcuni decenni – ha così ritrovato il buonumore. Grazie innanzitutto all’umorismo involontario degli stessi presentatori del progetto. L’architetto Fabio Postani, ha descritto l’ascensore come “una torre di cristallo” che però proprio di cristallo non risulta in quanto è “rivestita di pelle lignea”. Una torre che “metaforicamente ricorda le macchine da guerra medievali, portate vicino allemura durante le battaglie”. Raggiungibile però attraverso un canyon… (che ricorda molto i film di John Ford). Le osservazioni del progettista hanno sollevato un’ondata di commenti umoristici da parte dei cittadini, riversatasi sul blog del giornale on-line “bergamonews”. Leggiamone alcuni: “Ricorda tanto Gardaland, il prossimo progetto cosa saranno? Degli scivoli d’acqua per la discesa?”; “Un totem del cattivo gusto”; “L’ha visto mia figlia, ha chiesto se era fatto con i Lego”; “Anche gli altri progetti in concorso, ossia il nano di gesso alto 27 metri e la carriola gigante col vaso di gerani, erano validi”; “Una supposta a forma di gianduiotto”; “Canyon, tensione percettiva, sintesi verticale orizzontale, cavallo di Troia, torre d’assalto. Quante balle per mascherare l’unica sostanziale verità: tri miliù e mes de euro per on ascensur”; “Aurelio Galfetti la definisce sintesi chiara di orizzontale e verticale. Qui l’unica sintesi di orizzontale e verticale è metterci sopra una croce”; “Dopo Porta Sant’Agostino, Porta San Giacomo, Porta Sant’Alessandro e Porta San Lorenzo, Città Alta avrà un nuovo accesso: Porta in Faccia”; “Un orrendo cioccolatone piantato nel prato”; “Il solito schema: architetti illuminati e popolo bue e rozzo”; “Un orrore tale da disgustare anche i palati più forti”; “Lo spazio su cui sarà edificata questa oscenità possa un giorno diventare la ground zero bergamasca”; “Ma una volta giunti all’ultimo piano, i visitatori verrannomuniti di scimitarre per assaltare gli spalti?”; “Davvero una chiavica da guerra dell’urbe per assediare i Galli: Giulio Cesare sarebbe orgoglioso”; “Con quattro ruote sotto sembra una torre mobile per l’assedio alle mura venete. Un paio di catapulte per chi ha fretta, no, eh?”; “Auguro che dagli spalti qualcuno rovesci sull’architetto e chi lo ha scelto pentoloni di olio bollente”. Commenti ingenerosi, esagerati? Può darsi, anche se altri progetti in gara, compatibilmente con i limiti imposti dalla Soprintendenza, sembrano avere un approccio meno traumatico e grossolano e più discreto e garbato rispetto al vincitore. Dunque, che dire in conclusione? Questo ascensore ci porterà in Città alta o no? Non sappiamo. Ma, intanto, una risalita l’ha comunque garantita, ed è quella del buonumore.

La nuova provincia a Bergamo sud

Estratto da L’ECO DI BERGAMO del 25-06-2008

Enac e Enav hanno dato parere positivo: l’iter per la realizzazione della nuova sede della Provincia a Porta Sud procede spedito.

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L’Ente nazionale dell’aviazione civile era stato chiamato in causa perché, come previsto nel master-plan, il palazzo più alto della sede in cui si trasferirà Via Tasso sfora i limiti per la sicurezza del volo degli aerei di circa 40 metri. Praticamente la metà delle sue dimensioni, visto che secondo le ipotesi progettuali dovrebbe superare gli 80 metri. La deroga di Enav e Enac, che poi in sostanza è stato un assenso a «recepire» nelle mappature l’esistenza di un palazzo di quelle dimensioni, è stata necessaria per la presenza di vincoli collegati ai sorvoli. Su numerose aree di Bergamo, ossia quelle più vicine all’aeroporto di Orio e all’aeroclub Taramelli, esiste infatti una norma di tutela che detta dei limiti per le altezze delle costruzioni (siano palazzi, ma anche piloni elettrici o gru). A dover essere tutelata non è la sola area che segue le rotte degli aerei in salita o discesa verso lo scalo – che è super-protetta e che si snoda come una prosecuzione della pista fino più o meno all’area ex Gres – bensì di una ulteriore porzione «critica», una sorta di cerchio di tutela per il volo a vista in cui è compresa anche l’area di Porta Sud. I contatti con l’Ente nazionale per l’aviazione civile erano in corso da tempo, e nelle scorse settimane è arrivato il nulla osta non solo per il palazzo, ma anche per l’uso temporaneo di una gru per l’edificazione che arriverà a 100 metri. Della sede della Provincia si conoscono per ora solo i tratti salienti, che potrebbero essere comunque modificati in fase di progettazione (si prevede lo svolgimento di un concorso internazionale), mantenendo la volumetria di 65 mila metri cubi. Oggi, indicativamente, si ipotizza una struttura «cluster», costituita da più palazzi: si pensa a uno di 22 piani, a uno di 20 e a uno più basso. Ma non è detto che distribuzioni diverse (fatta salvo l’altezza massima) possano essere accolte. Della nuova sede, e dei suoi tratti, parla un ordine del giorno che domani passerà in Giunta provinciale e poi, lo stesso giorno, verrà esaminato dalle commissioni congiunte. Contemporaneamente se ne occuperà la Giunta comunale e, la prossima settimana, le commissioni di Palafrizzoni. Una volta completato questo iter (in Comune va approntata una variante urbanistica) sarà firmato l’Accordo di programma. 

Rissa Lega-FI

Estratto da DNEWS del 24-06-2008

Interrogazione parlamentare del Pd Antonio Misiani – sottoscritta anche da Giovanni Sanga (Pd) e Sergio Piffari (Idv) – per chiedere al governo quali siano le intenzioni sul progetto del campus universitario ai Riuniti di Bergamo. Ieri il deputato leghista Stucchi aveva dichiarato a DNews che il Carroccio userà i canali dell’Expo 2015 e del sottosegretario alle Infrastrutture Castelli per portare a Bergamo le risorse necessarie. «Un mese fa – scrive Misiani -, in occasione dell’incontro con i parlamentari bergamaschi, il Comune di Bergamo si era detta disponibile a prendere nuovamente in considerazione il progetto del campus in largo Barozzi in presenza di stanziamenti certi da parte del Ministero dell’Università (come a suo tempo si era impegnato a fare l’allora ministro Moratti). In queste settimane da Roma non sono venute novità, mentre a Bergamo abbiamo assistito a dichiarazioni di segno opposto da parte di una serie di esponenti del centrodestra: una parte (Lega e An) è favorevole al rilancio dell’ipotesi, un’altra (Forza Italia) si è espressa in senso contrario. Il sindaco Bruni ha opportunamente chiesto al presidente Formigoni la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma sul nuovo ospedale. La nostra interrogazione vuole sollecitare il governo a fare chiarezza, possibilmente in tempi rapidi ».

L’Onorevole Giacomo Stucchi a DNews: Il Campus Universitario con i fondi dell’Expo

L’onorevole Giacomo Stucchi, in una intervista rilasciata a Simone Bianco del quotidiano DNews, ha confermato l’impegno del suo movimento a favore della realizzazione del Campus Universitario nell’area ospedaliera. Nello specifico, il parlamentare ha precisato che le risorse potrebbero essere ricavate dai fondi che verranno stanziati dal Governo per l’Expo 2015. A tal proposito è stato assicurato l’impegno del Sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli che già nel convegno del febbraio scorso organizzato dalla nostra associazione aveva dichiarato di credere molto alla fattibilità dell’operazione campus. Intanto il sindaco Roberto Bruni deve dimostrare di voler il campus mantenendo le previsioni urbanistiche vigenti, in attesa di un nuovo protocollo d’intesa. I soldi necessari per l’ospedale nuovo si possono ricavare subito dalla vendita degli edifici già classificati a destinazione privata.