FORMIGONI E BRUNI HANNO CANCELLATO IL CAMPUS UNIVERSITARIO DAL PIANO REGOLATORE. Oggi hanno firmato una intesa per dar lugo al piano di lottizzazione sull’area dei Riuniti.

ASSOCIAZIONE L’AURORA

            BERGAMO

                                             COMUNICATO

Abbiamo appreso che oggi la Regione Lombardia , la Provincia e il Comune di Bergamo hanno deciso di dar corso al progetto di Infrastrutture Lombarde sull’area ospedaliera di Largo Barozzi. La cosa era nell’aria, considerate le varie uscite, alquanto estemporanee, sul Campus a Porta Sud o a Celadina.  Con il piano di lottizzazione ipotizzato, la Regione incamera almeno il doppio di quanto previsto dall’accordo di programma, vale a dire circa 130 milioni di euro rispetto ai 65 milioni previsti. Si è voluto esagerare nella monetizzazione dell’area a discapito del territorio cittadino. Si ricorda che il Piano Regolatore prevedeva metà area a destinazione pubblica (Campus) e metà a destinazione privata. Bastava alienare quest’ultima parte per mettere assieme le risorse utili da investire nell’ospedale nuovo. In attesa, poi, di verificare l’ipotesi campus o altre opzioni di destinazione pubblica. Considerate le forze che hanno sottoscritto l’intesa esistono poche possibilità di blocco in Consiglio Comunale. Una brutta pagina per la nostra Città e per le Istituzioni locali.

Bergamo,24.07.2008

               

              

Bergamo, obiettivo megalopoli. Nel quartiere di Santa Lucia pesanti insediamenti privati al posto del pubblico. Da “Bergamo Sette”

Il quartiere di Santa Lucia è diventato la gallina dalle uova d’oro. Negli ultimi tempi è entrato nell’orbita degli imprenditori immobiliari come ambito privilegiato per moltiplicare i milioni investiti. In zona esistono importanti aree di prossima dismissione e strutture già dismesse da tempo. Tra le prime c’è tutto il comparto oggi occupato dagli Ospedali Riuniti e la sede dell’Accademia della Guardia di Finanza. Tra le seconde spicca l’ex sede dell’ENEL posta all’angolo di Via Nullo. La complessità dei problemi e la quantità delle edificazioni in gioco hanno spinto i residenti a costituirsi in comitato. Gli abitanti lamentano una mancanza evidente di strutture e servizi per il quartiere e temono che i nuovi progetti finiscano con l’aggravare  pesantemente la situazione attuale. Certamente a preoccupare di più è il progetto, presentato e poi rivisto, per l’area ospedaliera di Largo Barozzi. Una lottizzazione intensiva che prende il posto di un grande spazio pubblico. In una zona pesantemente urbanizzata è previsto un nuovo carico che porterà dei grossi problemi di sostenibilità. Circa 110 mila metri quadrati di superficie lorda di pavimento a destinazione abitativa e commerciale. Oltre 750 appartamenti in aggiunta a quelli già esistenti, con circa 1800 abitanti e con una previsione di altrettante auto. In più negozi, altre auto e un  pezzo di università che si aggiunge alla dozzina di sedi già esistenti. Sulla possibilità di preferire una lottizzazione privata su una delle aree più belle della città, ho già espresso netta contrarietà. In proposito si è rivelato un ottimo profeta il professor Bernardo Secchi nel 1993, con le linee preliminari del Piano Regolatore vigente. Leggiamo il passaggio: “La riutilizzazione dell’area è vista dall’amministrazione ospedaliera come una delle principali fonti di finanziamento della costruzione del nuovo ospedale. Alcune destinazioni dell’area potrebbero evidentemente rivelarsi assai redditizie, ma essere incompatibili con il più generale funzionamento della macchina territoriale, con i caratteri delle zone limitrofe e con i desideri delle popolazioni che vi abitano”. Un’altra area strategica è quella che oggi ospita l’Accademia della Guardia di Finanza, destinata a spostarsi in via Grumello. Pare che essa sia stata acquistata da una grande società immobiliare ( si dice la Pirelli Re ) che ha in mente di realizzarvi un grande insediamento privato. L’ex sede Enel è già stata oggetto di progettazione. Dovrebbero sorgere palazzi con insediamenti di lusso, ma con pochi servizi per il quartiere. La viabilità e il traffico rappresentano già oggi una spina nel fianco. Il già citato Secchi pensava di risolvere il problema con un passaggio del tram veloce nella tratta est-ovest. La struttura ad oggi non è prevista, ma non si sa neanche da che cosa sarà sostituita. Il quartiere chiede spazi pubblici. Quelli sopra descritti sono tutti edifici pubblici. Con le varianti in corso i privati ne occuperanno dall’ottanta al cento per cento. Alcuni cittadini lamentano un deficit di partecipazione. Il dibattito politico su quest’ultimo argomento dimostra l’esistenza di poche idee. Si è capito solo che si vuole burocratizzare e ingabbiare la spontaneità dell’iniziativa dei residenti. Intanto, mi sembra di scorgere, purtroppo, i primi tratti del nuovo disegno della “Bergamo Megalopoli Padana” a cui punta l’amministrazione comunale.

Luigi Nappo

Silvio ha vinto. Aspettiamo il Campus Universitario. Forza Italia aveva promesso il Campus in caso di vittoria alle elezioni politiche

db0265e4c8f711a69605438965a533ee.jpgQuello che segue è il testo di un articolo pubblicato su Il Giornale di Bergamo l’8 aprile scorso.Se Vinciamo le  elezioni il campus universitariosi  si può fare». Parola di Gianfranco Ceci, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale. Clamorosa svolta nell’annosa questione del campus per la quale da anni si scatenano battaglie tra schieramenti politici (opposti e non).Fino a poco tempo fa le posizioni erano abbastanza nette: la “strana coppia” giunta Bruni e Forza Italia contrarie al progetto (causa mancanza di finanziamenti), Lega e Alleanza Nazionale in primalinea per la realizzazione. L’annuncio di Ceci può rompere l’equilibrio. «Il problema sono quei 20, 30 milioni che mancano – spiega Gianfranco Ceci – penso però che con la vittoria delle elezioni si possa anche valutare l’ipotesi di finanziare il campus. Se qualcuno garantisce l’arrivo di questi soldi non vedo perché il progetto debba essere abbandonato. Se ne riparlerà in Regione». Esulta,ma inmodo abbastanza contenuto, Luigi Nappo, ex assessore all’Urbanistica della giunta Veneziani e tra imaggiori sostenitori del campus. «Fa solo piacere questa apertura da parte di Ceci – afferma Nappo – ogni persona che appoggia il progetto è più che ben accetta». Nappo-  promotore di moltissime assemblee sul tema, conosce il problema come le sue tasche. Quindi sa che è meglio aspettare prima di cantare vittoria. «Nonostante le parole di Ceci i dubbi non mancano – continua l’ex assessore – anche perché l’assessore regionale di Forza Italia Marco Pagnoncelli si è sempre professato contrario al campus. E il suo parere conta parecchio. La speranza è che la posizione di Ceci venga mantenuta anche dopo le elezioni. Da parte nostra possiamo contare molto sull’apporto di Castelli, che crede fortemente nel progetto. Nel caso il senatore andasse al governo ci potrebbe essere una svolta ancora più decisiva».

Isaia Invernizzi

Il Giornale di Bergamo

8 aprile 2008

Provincia, via libera alla nuova sede. Bettoni: più comoda e conveniente

Estrato da http://www.bergamonews.it/blog/articolo.php?id=618

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Il Consiglio provinciale ha approvato a larga maggioranza l’atto di indirizzo per la realizzazione della nuova sede della Provincia (21 voti a favore, tre astenuti e tre contrari). Nella sua relazione il presidente Valerio Bettoni ha spiegato le ragioni che hanno motivato il progetto. Ragioni logistiche ma anche economiche. Ecco i passaggi principali del suo intervento.

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Attualmente la Provincia ed i suoi uffici sono dislocati su più sedi distribuite nel centro di Bergamo. In via Tasso i principali uffici istituzionali ed amministrativi, in via Sora i servizi tecnici, in via Camozzi i servizi legati all’ambiente ed alle politiche sociali, in viale Papa Giovanni la formazione professionale, in via F.lli Calvi (e via San Giorgio) l’agricoltura e la polizia provinciale, in via B.go S. Caterina turismo e cultura ed infine in via Novelli la sede dell’A.T.O. La difficoltà effettiva di contenere tutti gli uffici nelle principali sedi di via Tasso e via Sora si è determinata negli ultimi anni soprattutto a seguito del trasferimento di nuove ed importanti funzioni (agricoltura, formazione professionale, lavoro e l’assegnazione di tutta la viabilità ex Anas sono solo quelle numericamente più rappresentative) ed ha determinato un crescente fabbisogno di spazi fino ad oggi fronteggiato attraverso la ricerca sul mercato di sedi in affitto. Tuttavia questa condizione di separazione oltre a non risultare ottimale sotto il profilo economico ed a determinare una sensibile spesa per le necessarie locazioni evidenzia molteplici criticità logistiche:
–      difficoltà per i cittadini nel raggiungere le diverse sedi e mancanza di adeguata disponibilità di parcheggi;
–      incremento del traffico cittadino;
–      elevati costi di gestione e mantenimento di più edifici e necessità di una continua manutenzione ed adeguamento tecnico impiantistico degli edifici esistenti; 

La scelta strategica di riunificazione nella Nuova Sede della Provincia 
La soluzione individuata prevede la riunificazione di tutti i servizi nell’unica sede presso Porta Sud, ed il mantenimento della sola sede di via Tasso quale sede di rappresentanza e degli organi istituzionali della Provincia. La Nuova Sede della Provincia sarà collocata proprio nel punto di cerniera, geometrico e simbolico, tra le due parti del Nuovo Centro di Bergamo. Affacciata sui grandi spazi pubblici e parchi previsti, la Nuova Sede della Provincia costituirà il nuovo centro fisico e simbolico che contribuirà, con il polo intermodale e altri edifici pubblici significativi, a divenire il cuore pulsante di questa parte di città.

 Il perché della nuova sede  
L’operazione di riunificazione di tutti gli uffici della Provincia in un’unica sede risponde sia ai bisogni di ordine generale apportando benefici a tutto il “sistema bergamo” che a criteri di ordine economico rappresentando per la Provincia un’operazione assolutamente vantaggiosa anche sotto il profilo patrimoniale.

Innanzitutto i vantaggi saranno della collettività che beneficerà della nuova sede in termini di maggiore fruibilità e qualità dei servizi, di migliore accessibilità e di diminuzione del traffico indotto. I vantaggi collettivi possono essere sintetizzati come segue:
–   facilità di raggiungimento e fruibilità della sede da parte del pubblico e dei cittadini;
–   accessibilità dei servizi e disponibilità di un adeguato numero di parcheggi per cittadini e dipendenti;
–    diminuzione del traffico urbano;
–   migliore qualità dell’ambiente lavorativo e dei servizi resi al pubblico.
I benefici che deriveranno dalla realizzazione porteranno inoltre ad un indubbio vantaggio economico per la Provincia di Bergamo. Sotto il profilo economico i vantaggi si  possono riassumere in:
– capitalizzazione delle risorse economiche della Provincia in un immobile di prestigio e di alta qualità edilizia e architettonica che si troverà al centro di una tra le aree più attrattive della metropoli lombarda;
– consistente diminuzione delle spese annue per affitti e per la gestione e manutenzione delle sedi.
Dal punto di vista architettonico e urbanistico la realizzazione della Nuova Sede della Provincia di Bergamo prevede di avviare sinergie tra qualità insediativa, qualità architettonica, qualità costruttiva e tecnologica, qualità e sostenibilità ambientale, con l’ottenimento dei vantaggi collettivi ed economici menzionati. La Nuova Sede è collocata nel punto di cerniera nel progetto del Nuovo Centro di Bergamo (qualità insediativa) e sarà oggetto di un concorso internazionale di architettura (qualità architettonica); sarà realizzata con tutti i requisiti tecnici e costruttivi che offre la tecnologia contemporanea per ridurre il più possibile le spese di manutenzione dell’edificio e delle sue componenti nel tempo (qualità costruttiva e tecnologica) ed utilizzando materiali e tecnologie che configurarono un complesso ecocompatibile, con l’integrazione di sistemi attivi e passivi per il risparmio energetico  che permetteranno una riduzione dei costi di gestione e contribuiranno alla salvaguardia ambientale (qualità e sostenibilità ambientale). L’immobile avrà una superficie lorda di pavimento pari a mq. 18.000 che si svilupperanno su più piani fino ad un’altezza massima fuori terra di mt. 88,00 oltre a piani interrati da adibire a box. 

L’operazione finanziaria
Il costo complessivo dell’operazione è pari ad € 45 milioni ed è interamente garantito dalla cessione delle attuali sedi – per un valore stimato di € 31,5 milioni –  e dai risparmi derivanti dagli affitti – per un valore di € 14 milioni derivante dalla capitalizzazione in 20 anni dell’importo annuo di € 700 mila (costo degli affitti attualmente sostenuti dalla Provincia). Un ulteriore risparmio annuo stimato prudenzialmente in almeno € 200 mila deriverà inoltre dai minori costi di gestione e manutenzione della Nuova Sede rispetto alle attuali. Non vanno infine dimenticati i benefici che ne deriveranno sia in termini strettamente urbanistici che in termini di maggiore mobilità, qualità della vita, accessibilità e qualità dei servizi.

Il trasporto pubblico non decolla? In Austria una proposta per renderlo gratuito.

(Estratto da Virgilio/Notizie) 

A proposito di trasporto pubblico per combattere l’inquinamento e dare sollievo ai cittadini strangolati dal carovita, una soluzione quasi indolore ci sarebbe: rendere gratuito il trasporto pubblico, ….. Se ne sta discutendo in Austria.

Vai al link:

http://notizie.alice.it/cronaca/trasporto_pubblico_gratuito.html?pmk=nothpboxdx

che tratta di trasporto pubblico GRATIS per combattere il traffico e l’inquinamento.

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Dite la vostra anche sul blog de L’Aurora.

Troppi progetti spiazzano il Pgt

Estratto da BERGAMOSETTE del 04-07-08

di LUIGI NAPPO

A settembre arriverà in Consiglio Comunale il nuovo Piano di Governo del Territorio che dovrà pianificare e mettere a posto le previsioni urbanistiche su tutto il territorio cittadino. Se togliamo i giorni dedicati alle vacanze, si tratta di un’attesa di poche settimane. Eppure, questo non impedisce l’annuncio continuo di altri interventi parziali che potrebbero trovare idonea soluzione nel più che prossimo Piano generale. E’ancora nell’aria l’eco delle polemiche sulle torri della Sace, l’Ipercoop di via Autostrada, l’ascensore per Città Alta ed ecco che il menù propone un’altra novità.

Si tratta di un progetto per realizzare un albergo, un’area commerciale ed un parcheggio sul Piazzale degli Alpini. Una proposta rilevante, mica uno scherzo di mezza estate. Il metodo della presentazione è sempre lo stesso, come quello registrato per l’area Sace. La proposta viene illustrata sul giornale dal professionista e poi arrivano le dichiarazioni pro e contro. In alcuni casi, com’è accaduto di recente, il sindaco è stato costretto ad intervenire dopo qualche mese affermando che il progetto stesso non era figlio dell’amministrazione, ma di un soggetto privato. Preciso, per fare un esempio, che i consiglieri comunali, da parte loro, non sono riusciti a guardare in commissione neanche una tavola dei progetti che pure hanno riempito centinaia di pagine dei giornali. Anche questa volta l’area interessata, il piazzale degli alpini, è da considerarsi strategica, sia per l’assetto urbanistico, sia per le scelte sulla mobilità che il Comune si appresta a decidere. In proposito ogni giudizio sul progetto può risultare azzardato se la proposta non è collegata con i propositi che il Consiglio Comunale dovrà adottare definitivamente su tutto il comparto della stazione ferroviaria. Mi limito a citare solo le politiche per la mobilità e per i parcheggi nella zona. Fino a qualche anno fa si pensava di collocare tutti i parcheggi nei dintorni della stazione, circa 2.500, nell’area a Sud dei binari collegabile al centro con il sottopasso pedonale in costruzione. Questo per evitare ingolfamenti al traffico laddove sono previsti dei bus- navetta veloci per la funicolare. E’ meglio rinviare, pertanto, ogni giudizio in proposito, anche perché sul giornale sono riportate delle clausole complesse riguardanti scambio di volumetrie pubblico- privato, tipiche di un’urbanistica contrattata. Il progetto, se dovesse procedere con il normale iter, incrocerebbe nelle aule consiliari la discussione, tutta politica, sul Piano di Governo del territorio. C’è da auspicare un dibattito sereno, anche serrato, ma sempre restando al merito dei problemi. Solo gli incompetenti hanno interesse a metterla sulla rissa, perchè per insultare non occorre studiare. Inoltre, con la vicinanza delle elezioni comunali, sarebbe importante rendere comprensibili ai cittadini le proposte politiche di ogni partito. Bisogna evitare di accendere subito i fuochi della polemica e del muro contro muro. Nello stesso tempo, però, vanno rimandati al mittente gli appelli arroganti e provinciali a “Non disturbare i manovratori”. Personaggi che da decenni gestiscono il potere a 360 gradi, si lamentano per le opinioni che non collimano con i loro disegni. Imparino, invece, a portare rispetto per coloro che partecipano al dibattito nell’interesse esclusivo della Comunità.

Grande Mario Mazzoleni: ” Per una Bergamo moderna, maggiore qualità per l’Università bergamasca e si faccia il Campus. Basta con le chiacchiere!”

Ancora una volta Mario Mazzoleni suona la sveglia per la Città. Mentre i vari paperoni nostrani strabuzzano gli occhi in attesa delle volumetrie di Porta Sud e si fregano le mani pensando a quanti palazzi di lusso si possono costruire sull’area ospedaliera, l’imprenditore di Confindustria pensa alla Comunità bergamsca. Mazzoleni si preoccupa della qualità dell’Università e dice quello che molti pensano, ma pochi hanno il coraggio di dire. La qualità universitaria non si fa con le statistiche. E a Bergamo  sono attenti prevalentemente alla crescita numerica. E, poi, un bellissimo affondo sul campus. Ha smascherato tutti i  tartufi  e i furbacchioni della politica  che per inerzia o per scelte politiche vogliono cancellare il campus per un assurdo piano di lottizzazione. Qualcuno ha precisato che Mazzoleni ha parlato a titolo personale. Questo gli rende ancora di più onore Grazie Mario. Anche in Confindustria nazionale Bergamo è magnificamente rappresentata. Ma Bergamo non ha bisogno di un Sindaco competente, capace e con le… caratteristiche giuste?

(da L’Eco di Bergamo del 3-7-08) 

A Mario Mazzoleni  (Confindustria Bergamo) proprio non va giù che il «progetto Campus » agli  Ospedali Riuniti sia già stato   liquidato e relegato nel    dimenticatoio. Così, appena il Consiglio camerale, riunitosi ieri in seduta straordinaria per   suggerire le linee guida sulla   Bergamo del futuro, gli ha  concesso la parola, è partito all’attacco. E parlando «a titolo  personale» ha spiegato non solo le sue ragioni pro-Campus, ma ha anche portato un affondo pesantissimo alla visione strategica dello stesso ateneo orobico, accusandolo di «aver puntato troppo sui numeri,  tralasciando la qualità».  «È un’opera  che darebbe un’impronta  oderna  ed europea alla città. Mi dicono che non si  trovano i finanziamenti,   mancherebbero dai 40 ai 50  milioni di Euro. Andiamo,la società   bergamasca, quando ha voluto,  è sempre riuscita a rispondere a  sfide anche più onerose.  Vantiamo eccellenze industriali  a livello mondiale e ci  arrendiamo immediatamente?  Sono sicuro che anche la  Camera di commercio fare bbe la  sua parte mettendoci risorse  significative». Poi l’affondo  all’Università: «Sarebbe ora che si  cominciasse a puntare un po’  meno sui numeri e un po’ più  sulla qualità dei corsi. Meglio  averne qualcuno in meno, ma i ndividuare due-tre lauree  d’eccellenza. Invece oggi  preferiamo avere l’università sotto  casa, così i nostri figli non sono  più neanche costretti a prendere  il treno per andare a studiare a  Milano.”

Arriva in commissione consiliare la nuova accademia di finanza

Estratto da IL BERGAMO del 03-07-08 

Il progetto della nuova sede dell’Accademia della Guardia di Finanza è stato presentato ieri ai componenti della terza commissione consiliare del Comune di Bergamo. È arrivato sul tavolo della commissione dopo che l’Accordo di programma è stato approvato il mese scorso prima dalla Giunta regionale e poi dalla Provincia .

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SI TRATTA di un progetto controverso, del quale si è cominciato a discutere quattro anni fa, quando a capo dell’amministrazione comunale non c’era ancora il sindaco Roberto Bruni ma Cesare Veneziani. La nuova accademia sorgerà a Grumello su un’area di 180mila metri quadri, compresa tra la ferrovia per Milano, il margine nord- est di Grumello e l’asse interurbano. Si tratta di una serie di edifici che verranno realizzati in due lotti: il primo dovrebbe essere completato nel 2011, il secondo nel 2010. Il primo lotto porterà alla realizzazione del nuovo comando provinciale della Guardia di Finanza, che ora è in via Cassina a Bergamo. Inoltre, verranno realizzate anche una serie di infrastrutture: una rotatoria a Curnasco e una strada di accesso all’accademia dalla bretella di Colognola. Il nuovo complesso sarà immerso nel verde, sarà caratterizzato da linee curve e da grandi vetrate.

PRIMA CHE I LAVORI possano cominciare, occorre però l’approvazione di Palazzo Frizzoni, del Pirellone, del ministero delle Infrastrutture, del Demanio e della Guardia di Finanza. Un iter obbligatorio che arriva dopo anni di discussioni e proteste. Il progetto, infatti, non ha avuto vita facile. Inizialmente sembrava addirittura che l’Accademia dovesse sorgere non a Grumello ma nella zona della Fiera nuova, tra Boccaleone e Seriate. E quando si è deciso di realizzarla a Grumello sono cominciati i problemi. Non solo in Comune, dove le diverse anime delle maggioranza non riuscivano a mettersi d’accordo, ma anche tra i cittadini. Sono, infatti, cominciate le proteste anche da parte degli stessi abitanti della zona che si sono opposti al progetto. Si sentivano considerati cittadini di serie B perchè nella zona, oltre alla futura Accademia, sono già presenti l’inceneritore e il depuratore. 

COSI’, PER TROVARE un accordo, è stato realizzato un sondaggio tra i cittadini e alla fine hanno vinto i pareri favorevoli alla costruzione del nuovo complesso. Sono, infatti, stati promessi oltre all’Accademia anche parcheggi, spazi pubblici, negozi e residenze per una crescita regolata del quartiere. Chi ha firmato a favore spera che l’Accademia metta a disposizione – a costo zero per la comunità – impianti sportivi e per il tempo libero. E contrariamente a chi denunciava l’ennesima colata di cemento, i favorevoli ritengono che il sacrificio di verde sia minimo rispetto alla restante superficie.

Il Consigliere Comunale Anghileri su L’Aurora

Egregio Signor Direttore,

Confido nella Sua cortesia affinchè siano pubblicate sul Suo giornale queste osservazioni riguardanti l’ipotesi di ascensore in fregio alle mura di  S. Agostino e del collegato parcheggio in via Baioni.

I progetti presentati  per la risalita in questione e pubblicati con disegno schematico, mostrano  gravi limiti urbanistici ed estetici. Ne esternerò alcuni, in sintonia con il consigliere comunale indipendente Mario Girola.  

Aspetto urbanistico:

L’ascensore unirebbe due zone periferiche dell’abitato sia in alto che in basso. In alto fra S. Agostino(già servito da 2 linee ATB) e la Città Alta vera e propria, c’è un forte dislivello da percorrersi a piedi su vie lunghe e ripide. In basso dal parcheggio di via Baioni idem, anche se il percorso a piedi è meno ripido, più corto ed incassato. Dubito che ciò attrarrà  masse di autisti con meta la Corsarola. Se si vuole servire bene il nucleo antico, sarebbe più utile quello che vado invano suggerendo da oltre trentanni: un tunnel fra la zona Ospedale e quella di Valtesse -Valverde con parcheggio sotto la collina da cui partirebbero ascensori sbucanti in Colle Aperto in perfetta adiacenza con la Corsarola e la funicolare per S. Vigilio. Così si potrebbe vietare l’ingresso in Città Alta alle auto di non residenti! La città di Urbino ha da molti anni realizzato con successo qualcosa di assai simile, pur senza avere le risorse finanziarie della nostra: si può sempre verificare questo quando si vuole. Tra l’altro l’opera non avrebbe alcuna rilevanza visiva ed in più collegherebbe direttamente la zona di Valverde-Valtesse e la zona Ospedale con rilevante diminuzione degli attraversamenti veicolari del centro evitando semafori e relativo inquinamento da motori accesi  nell’attesa del verde. Invece ecco spuntare il devastante parcheggio in costruzione sotto la Rocca, con conseguente peggioramento della strozzatura di porta S. Agostino che consoliderà l’ attraversamento del centro città: evviva la lungimiranza chi l’ha concepito(precedente amministrazione) e di chi poteva annullarlo(attuale amministrazione).

Aspetto viabilistico:

Se il parcheggio di via Baioni collegato all’ascensore avrà successo (dipenderà dalle tariffe)tutta la rete viaria lì convergente subirà un accrescimento del volume di traffico. Cosa avverrà nelle vie Baioni, Ruggeri da Stabello,Lazzaretto, G.Cesare,Battisti e piazzale Oberdan già oggi vicine al collasso, con l’andirivieni di migliaia di auto al giorno? Di quanto si ridurrà la già bassa velocità commerciale dei bus ATB che vi transitano? Inoltre la  linea 3 ATB Ostello-Stadio-Fara-Funicolare oggi sottoutilizzata, con questa concorrenza, aumenterà il suo deficit gestionale. Non sono poi da escludersi parcheggi in divieto di sosta nelle vie dell’intorno. Vedere  ad esempio nei giorni feriali le vie Zelasco, Locatelli, Masone, Brigata Lupi,(ben servite dal parcheggio  sotto piazza Libertà) dove talvolta arriva qualche multa, mentre è improbabile che i vigili verranno in questa zona con una certa continuità data la cronica  insufficienza di organico. I principali beneficiari sarebbero i frequentatori dell’università in S. Agostino, che non sono in numero tale da giustificare quest’opera. Potrebbero compiere il tragitto a piedi e/o coi mezzi pubblici attuali( magari potenziati nelle frequenze) come hanno sempre fatto tutte le generazioni di studenti precedenti la loro e su dislivelli ancora maggiori (liceo Sarpi).Si vuole  assecondare chi abusa delle auto od i pigri che usano l’ascensore per scendere dal primo piano?Nonostante la carenza energetica, la scarsità delle risorse finanziarie pubbliche ed il continuo incitamento sanitario a camminare si vuole privilegiare la comodità che scarica sulle finanze pubbliche i deficit? Il turista che si sazia di bellezza, di polvere di storia, di poesia delle pietre, che fotografa  angoli non reclamizzati, cammina volentieri perché sa di gustare la graduale fragranza della scoperta a piedi di saggi di cultura, di civiltà , di segni di  una città. Si preferisce il turista mordi e fuggi che più che ammirare si abbuffa ed usa Città Alta? Si vuole il turismo di massa che già molte città cercano di frenare?  

Aspetto gestionale:

Al momento non si hanno  previsioni su  risultati annuali economico-gestionali del complesso parcheggio-ascensore. Tuttavia è certo che la manutenzione ordinaria dovrà essere  frequente ed accurata se non si vuole che il manufatto, già di per sé brutto, non lo divenga maggiormente a discapito dell’aspetto generale delle mura. I costi non saranno indifferenti dato il livello di civismo che tende al ribasso. Se poi il parcheggio e l’ascensore saranno custoditi come sarebbe prudente, fino a che ora della notte lo sarebbero?I vandali sono sempre insonni e solerti persino quando si limitano a quegli schiamazzi notturni che, secondo loro, sono vita. Carcassonne, Fougeres, Avila, Segovia,Salamanca, Lugo, S. Gimignano, e tante altre città con le mura,avranno certamente  problemi, ma vivono turisticamente bene senza ascensore davanti alle loro cinte!

Aspetto ambientale:

Questa parte di mura venete, miracolosamente  conservata nel suo unicum,  ha visto esaltarne l’aspetto pittoresco con la pista ciclabile sottostante.Ma  ecco un  altro grave vulnus  a poco più di 100 anni di quello perpetrato alle mura di via Beltrami per raggiungere Castagneta. Nessuna lapide ne ricorda lo scempio.  Così la città avendonene  metabolizzato la breccia  si appresta a compierne un altro che ferirà per sempre questa parte di mura. Le torri di assalto medioevali, a cui sembrano essersi ispirati i progettisti, hanno sempre ferito le mura da espugnare.Mai ne hanno esaltato la storia od accarezzato i profili.

Ultimamente leggo dichiarazioni secondo cui in città c’è il partito del no. Io non vi appartengo  giacchè ho sempre contrapposto, come in questo caso,serie proposte alternative quando avevo elementi obiettivi per non concordare.Quando si afferma che quest’opera non risolverà il problema di accesso a Città Alta, vale il detto chi più spende meno spende(vedere la mia proposta tunnel).A Bolzano hanno avuto il coraggio di introdurre la tassa di scopo.

Perchè a Bergamo no?

Dopo aver visto i progetti, mi è di conforto il pensiero che nessuno di quelli non premiati sarà realizzato. Spero ardentemente che anche il vincitore, il migliore si fa per dire del lotto e per il quale dichiaro pubblicamente e senza esitazione la mia contrarietà, subisca la stessa sorte ad opera della prossima Amministrazione.

Nel ringraziarLa  voglia gradire distinti ossequi.

                                         Giuseppe  Anghileri

                                  Consigliere Comunale Indipendente

Bergamo, 1-luglio-2008         

Ascensore, tutti i progetti in mostra

Estratto da DNEWS del 1-7-2008

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Da domani gli undici progetti in concorso per il futuro ascensore di Città Alta saranno esposti a Palazzo Frizzoni. L’amministrazione ha accettato una richiesta avanzata nei giorni scorsi dalla Lega Nord. Nella sede del Comune sarà così possibile valutare i disegni, tra i quali quello dello studio Aud di Genova, scelto dalla commissione di esperti. La torre rivestita di legno continua a far discutere e il Carroccio annuncia di aver raccolto, con il gazebo in via XX Settembre di sabato scorso, 600 firme contro il progetto prescelto. «Siamo sicuri – si chiede Silvia Lanzani, consigliere comunale leghista – che sia proprio questa l’ubicazione più idonea per la realizzazione dell’ascen – sore di legno? Perché la Soprintendenza preferirebbe un impatto paesaggistico ed ambientale così potente al posto di un approdo più delicato sottoterra, visto che il primo tratto è già previsto interrato fino al piede delle mura?». Perplessità condivise dagli ex della maggioranza Giuseppe Anghileri e Mario Girola. In un documento scritto bocciano tutti i progetti presentati: sbagliata la scelta del punto di partenza (via Baioni) e di approdo della risalita (Sant’Ago – stino), definite «zone periferiche »; dubbi sull’im p a tt o paesaggistico rispetto alle mura venete e sulla gestione economica dell’infrastruttura e sul traffico che potrebbe aumentare su via Baioni. L’alter – nativa: «Un tunnel fra la zona Ospedale e quella di Valtesse- Valverde – dice Anghileri, che va proponendo questa soluzione da decenni – con parcheggio sotto la collina da cui partirebbero ascensori per Colle Aperto in perfetta adiacenza con la Corsarola e la funicolare per San Vigilio».

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