Campus e Gdf: miseria e nobiltà

di LUIGI NAPPO

Pochi giorni fa, precisamente martedì 18 novembre, sono stati sottoscritti, nella stessa sede, due protocolli che lasceranno il segno. In Regione i nostri amministratori comunali hanno ratificato due decisioni: a) la cancellazione, dopo dodici anni, del Campus universitario dalle previsioni urbanistiche di Bergamo. Le motivazioni addotte fanno riferimento alla mancanza dei 40 milioni di euro necessari per acquisire le aree di proprietà dell’azienda ospedaliera; b) il secondo protocollo riguarda l’investimento di 250 milioni di euro per realizzare la nuova accademia della Guardia di Finanza su un’area destinata a parco agricolo. In sintesi, è risultato impossibile rintracciare nel bilancio pubblico la cifra di 40 milioni per un’importante infrastruttura a favore dei giovani studenti bergamaschi. Invece, non ci sono stati problemi, con l’attuale gravissima crisi finanziaria, a trovare ben 250 milioni per i cadetti della Guardia di Finanza. Naturalmente sulla vecchia sede è già pronto l’intervento da parte di investitori immobiliari. Politici e amministratori comunali hanno espresso compiacimento per la nuova Accademia, spesso luogo di incontri mondani con ministri e ad alte autorità. Nessun accenno a loro responsabilità per la cancellazione del campus universitario. Anzi, il sindaco di Bergamo ha rimbalzato la palla al governo e ai parlamentari. A sua volta, però, Bruni è stato accusato di non aver utilizzato le prerogative proprie del Comune per determinare in positivo il futuro urbanistico della Città. I due eventi coincidenti dimostrano poca attenzione della classe politica nei confronti della comunità bergamasca. Dalle aule parlamentari al consiglio comunale i politici, salvo poche eccezioni, ne escono con le ossa rotte. Mentre essi si dedicano al balletto delle responsabilità, il territorio ad uso pubblico viene trasformato in area alienabile ai privati per edificarci appartamenti e uffici. Naturalmente non vengono raccontate tutte le verità di una vicenda raccapricciante. Si dice che i soldi della lottizzazione immobiliare sono indispensabili per pagare la realizzazione del nuovo ospedale. Ebbene, l’unico documento ufficiale oggi in vigore prevede che dall’area ospedaliera devono essere ricavati 65 milioni di euro. Con il progetto approvato si prevede la cancellazione di aree pubbliche per poter ricavare oltre 110 milioni di euro. Qualche assessore lo conferma lontano dai taccuini dei giornalisti. Avanzerebbero, in tal modo, 45 milioni di euro. E’ fantastico constatare quello che è avvenuto nei mesi scorsi. Ogni tanto compariva un articolo di giornale annunciando l’aumento “delle esigenze” a 76 milioni. Di recente il sindaco ha affermato che per il nuovo ospedale servono 90 milioni. E, allora, perché si fa un progetto da 110 milioni? Risposta preoccupante: “Se dovessero avanzare, si potrebbero comprare i macchinari”. La svendita del territorio a tutti i costi! Nessuno ha dimostrato, in maniera documentata, queste crescenti “esigenze”. Ma ci rendiamo conto? Decine di milioni che ballano il ballo del mattone, come se niente fosse. E senza che siano modificati gli atti ufficiali. Qualcuno dovrà pure metterci il becco in una situazione del genere. Da segnalare, infine, che nel corso di un’assemblea degli studenti di centrodestra è stato lanciato il seguente allarme: “A Bergamo registriamo come, per compiacere i soliti costruttori e palazzinari, si sia abbandonato il progetto per il campus universitario”. Una piccola annotazione: l’operazione che farà la felicità dei costruttori ha ricevuto il voto favorevole del sindaco Bruni, della sinistra e di Forza Italia

Il P.I.I. SACE approda in Consiglio Comunale per l’adozione

Fonte: http://ilmosaicobg.myblog.it

Eccoci giunti al capolinea!

Qualcuno dirà: “Finalmente verrà adottato e poi approvato!”. Qualcun’altro, invece, preoccupatissimo, osserva che: “A nulla sono serviti incontri, raccolta firme, assemblee dei residenti con progettisti ed Assessori! A nulla è servito l’invito per il ripensamento di un progetto fin troppo invasivo per il quartiere, e per nulla convincente riguardo alla documentazione allegata!” (vedasi intervento del Consigliere Girola presso l’esame in III Comissione Consiliare Urbanistica che rivolgeva quesiti senza ricevere risposte da tecnici ed Assessori competenti).

Il Consiglio Comunale, organo politico comunale preposto alla discussione ed approvazione di iniziative amministrative comunali, quindi sta scaldando i motori per esaminare e votare, tra i vari ordini del giorno, anche quello del progetto urbanistico nell’area Sace, che vogliamo ricordare ancora una volta, ad iniziativa di operatori immobiliari, ma che la Giunta ha da sempre assentito.

Mercoledì 26 novembre e giovedì 27 novembre 2008, a partire dalle ore 17.45, al Consiglio Comunale parteciperà anche una rappresentanza dei residenti e del tavolo di rete sociale “Il Mosaico” per assistere ai lavori e manifestare con determinatezza tutto il dissenso sul progetto, reso definitivo dopo varie modifiche, tranne quella determinante richiesta fin dall’inizio: una consistente diminuzione della volumetria edilizia. Cittadini amareggiati per non essere stati ascoltati da coloro che dovrebbero rappresentare il bene comune. Ci sono stati, a più riprese, vari tagliuzzamenti delle altezze degli edifici più alti, ma la riduzione della cubatura complessiva non è mai realmente stata presa in considerazione, nemmeno di fronte alle valide argomentazioni fornite sia dai residenti, con ua raccolta di 3000 firme, che dalla Circoscrizione 4, centodestra e centrosinistra uniti in un documento inviato a Palazzo Frizzoni, all’indirizzo del Sindaco Bruni e dell’Assessore Bruni all’Urbanistica. 

Dunque, appuntamento, davanti Palazzo Frizzoni alle ore 17,45.

 

Articolo originale su: http://ilmosaicobg.myblog.it/archive/2008/11/25/il-p-i-i-sace-approda-in-consiglio-comunale-per-l-adozione.html

 

Altri documenti o iniziative correlate: 

Volantino SACE: LA CONCA FIORITA FERITA.doc

Lettera inviata al Sindaco Bruni: SACE – LETTERA AL SINDACO del 25-11-2008.doc

OdG Urgente del Consigliere Belotti: SACE – OdG urgente del Consigliere Belotti.doc

Futuro area Ospedali Riuniti. I consiglieri Girola e Anghileri informano l’opinione pubblica sulle decisione prese dal Consiglio Comunale

I consiglieri del gruppo misto del Comune di Bergamo Mario Girola e Giuseppe Anghileri ritengono doveroso informare l’opinione pubblica sulle decisioni prese dal Consiglio Comunale nella seduta straordinaria del 17.11.2008, da loro sollecitata, per decidere sul futuro urbanistico dell’area degli Ospedali Riuniti di Largo Barozzi, dopo che la stessa si sarà resa libera per il trasferimento degli Ospedali Riuniti nella nuova sede alla Trucca. Ricordiamo che nel 2004 mediante accordo di programma i sottoscrittori (Comune di Bergamo, Provincia, Regione, Università, OO.RR.) convennero di destinare la parte più rilevante dell’area a campus universitario con vendita a privati, a scopo di edificazione, di una porzione retrostante gli edifici “storici”, Tale accordo, che aveva il merito di salvaguardare la destinazione pubblica di vasta porzione dell’area, non trova oggi il consenso dell’Università, la quale da un lato sostiene la validità del modello policentrico delle sedi diffuse sul territorio, (nonostante sia stata firmataria dell’accordo per il campus), e dall’altro ritiene non consone le risorse economiche disponibili per la realizzazione del progetto.

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Giuseppe Anghileri       Mario Girola 

Nel frattempo ed a seguito del diniego al campus espresso dall’Università, il Comune di Bergamo ha sottoscritto un accordo per l’insediamento di una struttura universitaria limitatamente a 20.000 mq, mentre per la superficie restante sono previsti insediamenti residenziali di grande rilevanza volumetrica, sui 380.000 metri cubi, come da progetto della Società Infrastrutture Lombarde.

Tenuto conto che la scelta della destinazione dell’area è certamente, è una delle più importante della città e che merita tutta l’attenzione possibile; che impianto degli Ospedali Riuniti costituisce un rilevante brano urbanistico- architettonico di città, un racconto significativo, della cultura del primo Novecento di notevole valore ambientale, e testimonianza anche di tutte le realtà storico-politiche; che deve perciò essere conservato nella sua forma, occorre trovare, a nostro avviso, una conversione della funzione che non tradisca la sua continuità costitutiva con nuovi insediamenti tali da non sconvolgere il significato di tale brano urbano. A tale scopo avevamo sottoposto al consiglio comunale anzitutto la necessità del mantenimento dell’attuale rapporto dell’area tra destinazioni pubbliche e destinazioni private e alcune proposte sulla destinazione d’uso:

·        raggruppamento del centro amministrativo e di alcune sedi delle facoltà universitarie esistenti, per una superficie significativamente maggiore dei 20.000 mq previsti nel progetto di Lombardia Infrastrutture s.p.a.,

·        istituzione di nuove facoltà, ad esempio una facoltà medica,

·        una sede di scuola di specializzazione post laurea, es. specializzazione in geriatria

·        l’insediamento di istituti di ricerca

Riteniamo doveroso far conoscere il testo per esteso del nostro intervento in Consiglio Comunale e l’Ordine del giorno correlato, affinché i particolari risultino più chiari così pure uniamo uno studio che era stato riportato a sostegno della proposta dell’istituzione di un reparto geriatrico connesso con scuola di specialità universitaria in geriatria, comprendente dati statistici su ipotesi demografiche riguardanti la provincia, ma soprattutto il Comune di Bergamo, riferiti all’invecchiamento della popolazione. Lo studio permette inoltre di considerare le variazioni della popolazione in toto, e di affrontare anche opportune considerazioni sulla delicata questione del rapporto tra variazione della popolazione urbana e i servizi con le necessità di un’edificazione correlata..

SCARICA I DOCUMENTI PRESENTATI:

Ordine del Giorno per il Consiglio Comunale del 15.11.2008.pdfOrdine del Giorno per il Consiglio Comunale del 15.11.2008.pdf

Ordine del giorno su indizione urgente di referendum.pdf

Presentazione Campus universitario a Bergamo.ppt

Il libro: “Il partito del cemento”. Politici, imprenditori, banchieri. La nuova speculazione edilizia”

Nel luglio 2008 è stato pubblicato questo libro scritto da Marco Preve e Ferruccio Sansa, due giornalisti genovesi, dopo aver svolto una lunga inchiesta sulla speculazione edilizia a Genova uscita su “Micromega”. La prefazione è di Marco Travaglio.

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Un frammento tratto dal libro: 

 

“Adesso come allora. Come ai tempi de LA SPECULAZIONE EDILIZIA di Calvino (1957). Una nuova colata di cemento si abbatte sull’Italia, a partire dalla Liguria. La febbre del mattone non conosce ostacoli perchè raccoglie consensi trasversali. e al diavolo il paesaggio. Chi può se ne va ai Caraibi.

Castelli. ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali: tutto si può “riqualificare”, parola magica che nasconde ben altro.
Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi,
appalti. finanziamenti.

Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell’ambiente, appuntamenti  gastronomici. feste e premi. Controllori e controllati spesso sono la stessa persona, famigliari o amici fidati.
“Fare sistema” da queste parti vuol dire costruire una rete sul territorio che non lascia spazi a chi non e della partita. In nome degli affari.

La Liguria sta coprendosi di quasi tre MILIONI DI METRI CUBI DI CEMENTO e se non c’e più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico (ma Renzo Piano si è ritirato da un progetto che inizialmente portava la sua firma).

Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l’imbroglio, la trama del sottogoverno e l’interesse personale.
Di un’umanità approssimata moralmente e culturalmente.”

Addio all’Alassio di Carlo Levi e di Hemingway, addio alla Sanremo di Calvino, addio alle Bocche di Magra della Duras, di Vittorini, Pavese, Einaudi. Addio alla Liguria degli artisti e degli intellettuali.
Ma non tutto è perduto, c’e chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso. Tutti possiamo esercitare il ruolo di CITTADINI, come dimostrano le associazioni libere e le iniziative che sono nate in questi mesi, in questi anni.”

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Non solo i residenti, anche i verdi contro il progetto ex enel

L’operazione ex Enel porterà nelle casse del Comune di Bergamo 3,7 milioni di euro: oneri di urbanizzazione e monetizzazione degli standard qualitativi che i privati verseranno per realizzare il nuovo polo residenziale e che Palazzo Frizzoni utilizzerà per realizzare il progetto Carmine in Città Alta. La trasformazione dell’ex sede d el l ’azienda elettrica in un nuovo complesso di case a ridosso del parco Locatelli renderà dunque possibile la riqualificazione tanto attesa di Città Alta. Un prezzo comunque troppo alto, secondo l’opposizione di centrodestra e anche secondo l’unico consigliere comunale dei Verdi Roberto Bertoli. Ieri sera in Commissione Urbanistica è stato questo lo schieramento trasversale contro il Piano integrato d’I n t e r ve n t o (che comunque arriva in Consiglio con parere positivo, sostenuto dai voti degli altri gruppi di maggioranza). Le ragioni del no sono le stesse per tutti i contrari: «Si tratta di un intervento pesante – dice Bertoli, cui fanno eco i rappresentanti di minoranza -, troppi volumi su un’area limitata e in una zona della città già molto edificata. Avrei preferito rinunciare a uno o due milioni di euro di oneri e standard e realizzare un progetto con più spazi pubblici, verde, una vera piazza». Criticati anche i sette piani previsti nell’edificio più alto. Il resto della maggioranza sostiene invece il Piano integrato d’intervento. «Oggi – dice Fiorenza Varinelli (Pd) – quella è un’area dismessa, senza spazi aperti al pubblico. Questo piano permette invece di riqualificare l’area e porta all’ammi – nistrazione le risorse necessarie per realizzare un progetto molto importante per tutta la città come quello del Carmine inCittà Alta».

Meno piani a Conca fiorita. Proposta di costruire la volumetria in eccesso alla Celadina

La battaglia sul Piano integrato d’intervento nell’area Sace di Conca Fiorita non è ancora terminata. Nonostante la Commissione urbanistica mercoledì sera abbia già dato l’approvazioneal piano, anticipando quanto probabilmente accadrà inConsiglio comunale la prossima settimana, la Lega Nord ancora non si arrende. Il cuore del problema per il Carroccio restano sempre quei due edifici considerati troppo alti e troppo invasivi della vista da e verso Città Alta. Per questo i leghisti fanno un altro tentativo per scendere dai 9 e 10 piani previsti dal progetto Sace a un massimodi 4 o 5 piani. Per raggiungere questo obiettivo il consigliere Daniele Belotti propone di dare alla Sace la possibilità di realizzare 15mila metricubi di case, anziché a Conca Fiorita, nelle aree della Celadina la cui edificazione è già prevista. Uno scambio, insomma: la Sace terrebbe in città un polo tecnologico importante come quello previsto per l a r i c e r c a e l o sviluppo dell’azienda a Conca Fiorita, il Comune destinerebbe alla società spazi edificabili nella zona in cui attualmente si trova l’ortomercato. Belotti chiede alla giunta Bruni di tenere in considerazione questa ipotesi, rimandando la discussione sul Pii. Ma l’argomento è iscritto all’ordine del giorno del Consiglio comunale di giovedì prossimo. Difficilmente la giunta rimanderà la chiusura di una vicenda che ha provocato tante polemiche in città.

Palazzinari al posto del campus

Fonte: DNEWS del 21-11-08

Basta baroni in facoltà e niente privilegi. Questo in sentesi il messaggio passato nell’incontro dell’altra sera promosso dai movimenti giovanili del Popolo delle Libertà, Azione Giovani, storica costola di Alleanza Nazionale e i Giovani di Forza Italia ed intitolato “L’eresia del merito per una rivoluzione generazionale”. «Un momento di riflessione non solo utile all’interno del Partito per favorire la miscela tra i due gruppi» come ribadito da Danilo Minuti, presidente nazionale di Azione Giovani, e presto chiamati tra l’altro a fondersi nel prossimo congresso previsto indicativamente per febbraiomarzo, ma anche un modo per “favorire” a loro detta «la promozione del merito e della responsabilità in tutti i settori della società, contro le raccomandazioni, i privilegi, i baronati». Supportati dalla presenza dei rispettivi rappresentanti, Pietro Macconi e Pagnoncelli, che hanno aperto la conferenza con il saluto di rito, i ragazzi si sono poi espressi liberamente e senza troppi scrupoli su quanto sta accadendo, soprattutto attorno al sistema scolastico italiano. Con uno sguardo a quanto avviene in Italia, con fatti ed eventi che riempiono le pagine della cronaca nazionale, i ragazzi hanno evidenziato con una certa amarezza come alcuni spunti siano stati in realtà “strumentalizzati” per sviare l’attenzione locale da temi di ben altra importanza. Lo fanno con la voce di Alessandro Sorte, responsabile dell’organizzazione di Forza Italia, che commenta come «mentre a livello nazionale si assiste al fenomeno degli studenti che marciano insieme ai baroni universitari foraggiati dai sindacati, a Bergamo registriamo come, per compiacere i soliti costruttori e palazzinari, si sia abbandonato il progetto campus universitario». Parole forti, che però vengono sostenute da tutti gli altri relatori, che confermano e rilanciano il valore dei movimenti giovanili, soprattutto quelli sul fronte del PdL, identificati dai presenti come uno strumento in più per accompagnare i ragazzi nella politica, rivalutandone la partecipazione attiva. Secondo Daniele Zucchinali, presidente provinciale di Azione Giovani «è importante recepire anche sul territorio bergamasco la voglia di sintesi e semplificazione della politica da parte dei cittadini, come emerso alle ultime elezioni. L’assenza di un pensiero forte e l’alleggerimento delle strutture di partito richiedono ai movimenti giovanili di svolgere un’importante funzione di formazione e promozione della cultura politica». Contro la sinistra e contro la politica della non-meritocrazia, per un orizzonte politico ed amministrativo innovativo. Questo, dunque il messaggio lanciato dai “giovani politici”.

IL REGIME DEL CEMENTO COLPISCE ANCORA

Cari amici,

 

Il REGIME DEL CEMENTO ha colpito ancora.

 

Dopo le torri della Provincia a Porta Sud, il sindaco Bruni, compagni ed amici hanno dato il via libera alla grande lottizzazione preparata per l’area ospedaliera.

 

HANNO VOTATO CONTRO SOLO  I CONSIGLIERI GIROLA, ANGHILERI, GALLONE E TENTORIO.

 

Per il resto tutti d’accordo ad approvare un progetto che va contro tutta la comunità, a partire dai residenti che si sono spesi in una dura battaglia.

 

Oggi il Sindaco ha firmato con Formigoni  LO SCIPPO DI UN’AREA PRESTIGIOSA  AI DANNI DELLA COMUNITA’ BREGAMASCA.

 

A LORO DEVE ANDARE TUTTO IL NOSTRO DISPREZZO!

 

 

Luigi Nappo

 

 

 

Nappo: Ora Bergamo

(IL GIORNALE DI BERGAMO del 11-11-2008) 
«Bergamo deve decidere se vuole assomigliare a città come Siena o Pisa oppure ad una città dell’hinterland di Milano come Cinisello Balsamo». L’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Bergamo Luigi Nappo, oggi a capo di un’associazione che si occupa di ambiente, lancia la sua provocazione contro il progetto di Porta Sud (l’ex scalomerci della città) e contro i grattacieli che sorgeranno in quell’area occupata in toto dagli uffici della Provincia.
Il primo problema è legato allo sviluppo di Bergamo in altezza: «Dal punto di vista progettuale – spiega Nappo – le “torri” della Provincia sono discutibili perchè Bergamo finora non ha mai permesso cheunprogetto urbanistico potesse arrivare a queste altezze. Il problema è che così facendo si crea un precedente sulmodo di edificare e chi decide non lo può fare a cuor leggero». Ma come si è arrivati a questo? Per Nappo è mancata la condivisione di queste scelte che ora sono confluite nel nuovo pianodi governo del territorio: «Siamo di fronte ad un progetto complesso che non è mai stato deciso dal Consiglio comunale ma nemmenodiscusso e che appartiene ad una società privata che autonomamente hadeciso di cambiare le carte in tavola». E spiega il perchè: «Porta sud doveva progettare l’area dello scalo ferroviario. Tutto qui. La delega era stata data dal consiglio comunale ai tempi della Giunta Veneziani – continua Nappo che allora eraproprio l’assessore all’Urbanistica che diede il via alla società di porta Sud -, adesso però si sta assistendo ad una decisione autonoma di questa società che ha reso ancora più ampia l’area dei 350 mila metri quadri previsti e ha aumentato la volumetria ad 1 milione e 800 mila metri cubi. Praticamente è stata moltiplicata per sei. E’ una cosa di una gravità inaudita». Sul Palazzo di 25 piani che ospiterà la nuova sede della Provincia e tutti gli uffici ora decentrati i dubbi sono tanti: «Il grattacielo non è altro che un equivoco. Gli si vuole attribuire la paternità di modernità ma la Bergamo moderna andrà a scapito della Bergamo della cultura e dei valori storici. Non è un caso che tutti i pianificatori del passato abbiano deciso di conservare l’immagine della città e di non costruire in altezza». Una svolta per la città che potrebbe avere conseguenze irreversibili lascia intendere Nappo: «E’ la prima volta che Bergamo accoglie una proposta del genere, chi lo fa deve assumersi le proprie responsabilità. E purtroppo chi arriverà dopo dovrà gestire i danni di questo progetto».

Due grattacieli per la provincia

(IL GIORNALE DI BERGAMO del 11-11-2008)
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Sì all’iter che porterà al concorso di architettura per disegnare la nuova sede della Provincia. Lo ha deciso il consiglio comunale che con 28 favorevoli, 6 contrari (gruppo misto e Lega Nord), 2 astenuti (An) ha ratificato l’accordo di programma per la realizzazione della nuova sede di via Tasso in Porta Sud. Quello di ieri è stato un consiglio comunale decisivo per la “Torre” della Provincia. Una delle due torri potrà infatti raggiungere gli 88 metri (l’altra «solo» 60 metri ndr), una sorta di “Pirellone” bergamasco, che potrebbe diventare il primo vero grattacielo di Bergamo.
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E che già sta facendo discutere: da una parte l’amministrazione comunale che a pochi mesi dalle elezioni vuole lasciare un segno in città puntando sulla realizzazione diunprogetto innovativo e moderno, dall’altra le minoranze che invece vogliono salvaguardare la storia e il paesaggio che hanno reso famosa Bergamo in tutto il mondo. Perché è inevitabile che il palazzone sede della Provincia, se realizzato in altezza come gli è stata data la possibilità, andrà a coprire, in quella zona, il profilo di Città Alta con le sue mura perfettamente conservate e i suoi monumentiche svettano sullo sfondo diBergamo.Duevisioni diverse – una progressista e una conservatrice – quelle emerse dalla seduta di ieri come se ne sono viste in tante città italiane ed europee al momento di realizzare architetture innovative. Che si sono concretizzate a volte in opere che hanno segnato un’epoca, a volte in mostri urbanistici. Anche Bergamo si è trovata di fronte ad un bivio. E ieri ha scelto rischiando di ritrovarsi in futuro con un grattacielo alle porte del cuore cittadino. E’ vero che il problema dell’altezza per il momento è solo virtuale perché la torre – che l’amministrazione ha previsto nel progetto di Porta Sud e a cui ha dato un’altezza limite – sarà sottoposta ad un concorso internazionale per architetti. Ma il timore è proprio questo: che la creatività degli esperti possa andare a nozze di fronte all’ipotesi di realizzare un’opera proiettata verso l’alto. Brescia lo ha già fatto, in periferia, Milano ha già pronto il progetto della nuova sede della Regione a due passi dal vecchio Pirellone cheprevede più di un grattacielo, Bergamo – nelle mani degli architetti – potrebbe emularle.Lohafatto presente la consigliera di Alleanza Nazionale AlessandraGallone che nel suo intervento ha ricordato che ieri si era di fronte ad una decisione “irreversibile” e ha spiegato il perché: la decisione del Consiglio (dove naturalmente chi governa ha la maggioranza dei numeri) non potrà più veniremessa in discussione. «Con l’approvazione si decide la destinazione d’uso del palazzo e si darà l’avvio all’iter che porterà al concorso internazionale. Una volta scelto il progetto vincitore non passerà più in Consiglio comunale e noi avremo le mani legate». Ecco perché ieri la Lega Nord ha presentato in corsa un ordine del giorno urgente col quale – oltre a dirsi contrario all’opera che Belotti ha definito il “Mausoleo di Bettoni” – ha chiesto di «prevedere nell’accordo la seguente clausola: l’amministrazione comunale e la società Porta Sud si riservano l’eventuale realizzazione del progetto vincitore». Proposta bocciata dal Consiglio che invece ha detto sì alla variante che contempla la possibilità di realizzare un palazzo che svetterà sulla città.