Pgt, Nappo prepara la sua “operazione trasparenza”

(fonte: http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=7627 )

Assemblea pubblica – Nell’ex sala consiliare di Via Tasso, alle 20,45 del 27 febbraio, assemblea pubblica organizzata dall’associazione Aurora dell’ex assessore comunale. “Svelerò dati e particolari sui 52 ambiti di trasformazione previsti dal Piano di Governo del Territorio. Troppo spesso, gli attuali amministratori, hanno evitato di parlarne”.

“Sarà un’operazione trasparenza”: l’ex assessore all’Urbanistica Luigi Nappo anticipa così i contenuti dell’assemblea che lui e la sua associazione, “L’Aurora”, hanno organizzato per le 20,45 del 27 febbraio nell’ex sala consiliare di Via Tasso, per parlare del “Piano di Governo del Territorio e le ricadute sui quartieri”.
All’appuntamento sono previsti interventi dei presidenti di Circoscrizione Piero Piccinelli (Prima), Alessio Saltarelli (Quarta), Degna Milesi (Sesta), Francesco Benigni (Settima), del presidente del Comitato di via Carnovali Cesare Quarenghi, della consigliera circoscrizionale Anna Mengucci (Seconda), dell’architetto Vanni Invernici e della coordinatrice del Mosaico, nonché neo segretaria cittadina della Lega Luisa Pecce.
“Il motivo dell’assemblea è presto spiegato – dice Nappo -. Ho assistito a diverse presentazioni del Pgt, in Consiglio comunale, in commissione, in assemblee pubbliche. Ebbene, sono state mostrate immagini e rendering molto belli, ma non capisco come mai non si sia mai andati nel merito specifico degli ambiti di trasformazione, che sono il cuore del Pgt. Tutte le volte, in commissione comunale, non sono stati elencati i numeri, le volumetrie, le qualità e le quantità delle trasformazioni previste. Non si è parlato, in termini di numeri, di come saranno trasformate alcune aree strategiche della città. E gli ambiti di trasformazione, si badi bene, sono ben 52. Li ho studiati tutti ed elencherò i numeri e i dati che ne ho tratto all’assemblea. Invito i cittadini a partecipare”.
Il Piano di Governo del territorio è in fase di adozione. L’esame degli emendamenti e il successivo voto sono previsti in Consiglio comunale per il 2 e il 3 marzo.
Già noti gli stessi emendamenti.

La comunicazione scorretta dei sostenitori del Sindaco Bruni

(a cura di LUIGI NAPPO – Presidente dell’Associazione L’Aurora)

A seguito di messaggi scorretti lanciati dai sostenitori del sindaco, è il caso di evidenziare i dati reali relativi all’attuazione ad oggi delle previsioni del Piano Regolatore Generale.

E’ stato fatto un uso non corretto della comunicazione per difendere il sindaco Bruni dall’accusa di cementificazione. Si è affermato che l’Amministrazione Veneziani ha realizzato il doppio di volumetrie rispetto alla Giunta attuale. Tutto falso.

Per far questo hanno fatto passare come atti di cementificazione  le Opere Pubbliche realizzate dall’Amministrazione Veneziani:

a)Il Nuovo Ospedale;

b) il Nuovo Polo Fieristico;

c)Il Palatenda e la Cittadella dello sport per un totale di 1.228.000 metri cubi.

Hanno cercato di catalogare come negative le Opere Pubbliche realizzate da Veneziani,  come uno scudo per l’inerzia dimostrata dalla Giunta Bruni.

Sfortunatamente per loro, alla fine del mandato amministrativo i responsabili degli uffici mi hanno stilato e consegnato la sintesi di tutti gli interventi decisi nel periodo 1999/2004. Documento che ancora conservo.

Dai dati reali emerge che:

  1. La Giunta Bruni ha avviato interventi privati per circa 800.000 metri cubi in più rispetto alla Giunta Veneziani che ne ha avviato per 1.356.911.
  2. La giunta Veneziani ha realizzato l’Accordo di programma per il Nuovo Ospedale, mentre la Giunta Bruni ha siglato l’Accordo di Programma per le Cliniche Gavazzeni per posti letto non convenzionati con un aumento di volumetrie rispetto a quanto consentito dal PRG.  Il peggio del peggio per una giunta di sinistra che si straccia le vesti contro la sanità privata.
  3. I Programmi Integrati Intervento delle Giunta Bruni sono:

       In quantità e volumetrie superiori a quelli della precedente Amministrazione.

Ma il dato più importante è il seguente: i PII della Giunta Bruni sono stati quasi tutti in variante di destinazione d’uso con conseguente aumento patrimoniale del valore delle aree (Parco Ovest, Via Autostrada, Molini Moretti ecc).

Si è cercato di utilizzare dati non corretti per un uso elettorale e questo non depone a favore di un sindaco che si vuole ripresentare ai cittadini.

Allegata tabella

Assemblea pubblica sul PGTe le ricadute sul territorio

L’Associazione L’Aurora organizza: 

“IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO E

LE RICADUTE SUI QUARTIERI”

 

ASSEMBLEA PUBBLICA

VENERDI 27 Febbraio 2009 alle ore 20,45

ex Sala consiliare di via Tasso, 4 – Bergamo

(Area stadio, Porta Sud, Via Moroni, Via Grumello, Reggiani, Valtesse, Ex mercato ortofrutticolo, Campagnola, Martinella, Gleno, Piazzale Alpini, Via Carducci, Ex Accademia GdF e tanto ancora……)

Sono  previsti interventi di:

Piero Piccinelli presidente circoscrizione 1

Alessio Saltarelli presidente circoscrizione 4

Degna Milesi  presidente circoscrizione 6

Anna Mengucci consigliere circoscrizione 2

Francesco Benigni presidente Circoscrizione 7

Cesare Quarenghi Comitato via Carnovali

Luisa Pecce coordinatrice “Il Mosaico” Ambiente

Arch. Vanni Invernici

 

Per info: l.aurora.bg@alice.it – cell. 348.5331140

Il Piano edilizio alla Conca Fiorita. Sace, l’aurora chiede la revoca

(articolo tratto da BERGAMOSETTE del 19-02-2009)  

Un lungo documento è stato inviato dall’associazione “L’Aurora” al Comune sul piano di intervento nell’area Sace alla Conca Fiorita. Eccone alcuni passaggi: “Confrontando i dati del PRG e quelli del Piano integrato di intervento emerge chiaramente: l’aumento impressionante di volumetrie ad uso privato che sfiora l’80% in più; ra riduzione drastica nel PII delle strutture ad uso pubblico previste dal PRG; la riduzione assoluta della quota parte di edilizia sociale; l’aumento contemporaneo delle volumetrie residenziali e produttive”. “le volumetrie residenziali sono passate dai metri cubi 39.960 previsti nelPianoRegolatore aimetri cubi 50.1999 realizzabili con il Programma Integrato di Intervento”.

“Il PII della Sace può immaginarsi come la copertina di un libro che l’amministrazione comunale sta scrivendo sul territorio cittadino. E’stata la prima offesa portata alla parte storica della Città, un primo capitolo seguito da altri che propongono sonori schiaffi al profilo di Città Alta. Altri palazzoni altissimi non per una scelta estetica, ma per contenere aumenti volumetrici decisi senzauna visione d’insieme e senza un criterio guida. Buttata a mare la bussola del Piano Regolatore, è stata scelta la navigazione a vista sbattendo contro le torri di 15 metri al Gleno, i palazzoni di 28 Piani della provincia, il grattacielo del Piazzale degli Alpini, la torre di risalita sconfessata dalla Sovrintendenza Regionale. L’Associazione L’Aurora si ritrova a formulare questa osservazione mentre il Consiglio Comunale sta adottando il Piano di Governo del Territorio. In altre parole, dopo l’adozione del nuovo PGT si passerà ad approvare ancora varianti rispetto al vecchio Piano Regolatore. Qui non è il caso di soffermarsi sulla legittimità o meno, per quello ci penseranno i legali. Il fatto grave è che siamo davanti ad una prassi inusuale. La sfida non è tanto alle leggi, ma è soprattutto al buon senso”. L’Aurora chiede “la revoca della delibera delProgramma Integrato di Intervento in quanto lo stesso: non raggiunge l’obiettivo della riqualificazione urbana; peggiora la vivibilità dei cittadini; concede all’immobiliarista della Sace benefici volumetrici esagerati rispetto alle previsioni PRG; ha evitato la Vas, Valutazione ambientale strategica, nonostante le pesanti incognite presenti in merito agli aspetti ambientali, paesaggistici e geologici; consegue uno standard qualitativo che di qualità ha poco”.

L’Aurora consegna le sue osservazioni al Piano SACE

Bergamo – Anche l’Associazione L’AURORA ha consegnato, stamane, le proprie osservazioni in merito all’intervento adottato nell’area ex SACE di Via Baioni. Il Presidente, Luigi Nappo, era presente alle ore 11 all’Ufficio Protocollo del Comune di Bergamo con alcuni componenti della retE sociale Il Mosaico per consegnare anche le osservazioni pervenute dai residenti e cittadini di Bergamo.

(Nella foto, Luigi Nappo, a destra, con Luisa Pecce Bamberga, referente sez. ambiente de IL MOSAICO, davanti l’ufficio protocollo del Comune di Begramo)

 In particolare, l’osservazione presentata dall’Associazione L’AURORA è la seguente:

“ASSOCIAZIONE L’AURORA – BERGAMO

                                                                                                      AL COMUNE DI BERGAMO

OGGETTO: OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA DELIBERA DI ADOZIONE DEL PROGRAMMA INTEGRATO SACE ADOTTATO DAL CONSIGLIO COMUNALE IN DATA O1.12.2008 E PUBBLICATO IL 19. 01.2009

PREMESSA

Le prime notizie in merito al nuovo intervento sull’area SACE sono state pubblicate su una rivista dell’associazione agenti immobiliari di Bergamo.

In maniera alquanto singolare questa pubblicazione ha riportato un’anteprima dei Programmi Integrati di Interevento che da lì a poco sarebbero approdati sul tavolo dei consiglieri comunali e delle circoscrizioni.

Nella serata del 4 aprile presso la biblioteca di Valesse, per la prima volta il progettista, Architetto Bertasa, è intervenuto ad un’assemblea indetta dai residenti del quartiere Conca Fiorita per spiegare i particolari della proposta di Programma Integrato di Intervento.

Siamo al tempo delle Torri da 17 piani e la presentazione non ha lasciato per niente soddisfatti i cittadini che non si aspettavano un impatto così pesante.

La totalità degli interventi registrati nella discussione è stata di netta contrarietà rispetto all’ipotesi progettuale avanzata, sia per il raddoppio delle volumetrie previste dal Piano Regolatore, sia per le altezze inimmaginabili in una Conca che sfiora i bastioni di Città Alta.

E’stata la prima volta nella storia urbanistica di Bergamo che la salvaguardia del profilo di Città Alta è stata considerata una variabile dipendente rispetto all’esigenza di contenere un volume altrimenti non comprimibile con altre soluzioni.

Sì è aperto, così, in città un dibattito falsato sui temi dell’architettura che sarebbe stato interessante in un altro contesto, ma non lo è per il progetto SACE.

Qui le torri non salgono per spinta della libertà progettuale, ma grazie al propellente rappresentato da un eccesso di volumetrie non gestibile, se non alzando le altezze.

In proposito sono da registrare due espressioni, rispettivamente, del sindaco Roberto Bruni e dell’assessore Grossi.

Il primo, il sindaco, sulle torri da 17 piani ha affermato. “Le torri non mi dispiacciono” . il secondo ha rassicurato, riferendosi ai grattacieli, “ sono stati attentamente valutati dall’ufficio del Piano”.

A questo punto è scattata la reazione spontanea dei cittadini i quali hanno espresso la loro contrarietà con una raccolta di circa 3.000 firme in pochi giorni. Al gazebo posto al mercato dello stadio si assisteva ad una fila interminabile di cittadini che chiedevano di poter firmare.

Volevano farlo, non perché convinti da qualcuno, ma per loro bastava ed avanzava, la foto del progetto pubblicata sui giornali.

Si arrivava, così, a fine maggio dello scorso anno, quanto il sindaco Bruni pronunciava l’Alt al progetto Bertasa. Un blocco apprezzabile, salvo un piccolo particolare: il sindaco tentava di correre ai ripari affermando che quel progetto insostenibile era figlio del progettista e non c’entrava niente con l’amministrazione comunale.

Errore, perché il sindaco era stato già smentito da suo delegato all’urbanistica che aveva assicurato l’attento esame dell’ufficio del Piano rispetto al Programma Integrato di Intervento.

Quello del sindaco è stato nient’altro che un maldestro tentativo di prendere le distanze da un discutibile progetto messo sotto processo da tremila residenti.

Tra l’altro, in punta di diritto, occorre precisare che nel Testo Unico sugli Enti Locali non si rinviene alcuna norma che prevede un potere del sindaco di bloccare o dare via libera ad un progetto con un iter già avviato in commissione urbanistica.

Infatti, la materia urbanistica è riservata alla competenza esclusiva del Consiglio Comunale e né il sindaco, né tantomeno alcun componente di giunta può promuovere o bocciare un piano urbanistico favorendone l’iter o bloccandolo.

Da sottolineare che è la prima volta che ciò accade e la cosa è passata sotto silenzio forse perché l’alt del sindaco era in linea con le richieste dei cittadini.

Il progetto successivamente elaborato è approdato in terza commissione consiliare  e in consiglio Comunale.

Pur riducendo le altezze rispetto alla prima versione, è rimasta la realtà di un pesante impatto sul quartiere che non è stato valutato come dovuto, anche a seguito della colpevole rinuncia alla VAS, particolare che ha indotto i residenti ad autotassarsi per produrre un ricorso al TAR.

E’ ben triste che un’Amministrazione, che spende centinaia di miglia di euro per il bilancio partecipato, non tenga in considerazione le giuste preoccupazioni del quartiere per lo stravolgimento del paesaggio e dei luoghi dove sono nati.

Costringere i cittadini a sottoporsi al complicato e costoso iter del ricorso non si concilia con il dettato della legge regionale che considera importante la fase della partecipazione dei cittadini singoli o in forma associata.

Il Programma Integrato di Intervento dovrebbe modificare i parametri urbanisti senza lo stravolgimento del contesto e, qui, non si nota nessun riferimento con lo scenario tracciato generale dal Piano Secchi.

E purtroppo lo scenario cambia in peggio.

Con la comunicazione l’assessorato ha trasmesso messaggi non corretti, come ad esempio:

a)      “Abbiamo ridotto le altezze” NON E’ VERO perché le stesse sono ancora il 250% di quelle previste dal Piano Regolatore Generale;

b)      “Abbiamo ridotto i volumi rispetto all’esistente”: NON E’ VERO. Il professor Secchi conosceva benissimo le volumetrie esistenti sull’area SACE e, comunque, aveva stimato in 52.400 metri cubi la volumetria massima. E il dato quantitativo non lo ha parametrato con le esigenze del costruttore. Ma neanche con le esigenze di cassa del Comune.

LA POLITICA URBANISTICA DI UN COMUNE SI RIVELA UN FALLIMENTO QUANDO LE MODIFICHE ALLA FILOSOFIA DEL PIANO REGOLATORE GENERALE AVVENGONO NON SULLA BASE DI UNA CORREZIONE MIGLIORATIVA , MA SULLA SPINTA DELLE ESIGENZE DI CASSA DEL COMUNE STESSO E SULLE RICHIESTE DI UN PRIVAT0.

c)      si parla di area SACE e di rafforzamento delle attività produttive. Ma la SACE ha venduto da otto anni l’area, il che dimostra una volontà di disimpegno nella nostra Città. Il nuovo compratore ha diritto a vedersi riconosciuto le volumetrie previste dal Piano Regolatore ma non può assolutamente accampare diritti ad aumenti dell’80% delle volumetrie previste per residenze ed attività economiche.

L’imprenditore privato agisce sulle difficoltà economiche del Comune per richiedere non una variante, ma uno sconquasso nel quartiere e nel paesaggio.

Come tornaconto il Comune ha intravisto la cifra di 3.560.000 euro per un intervento sul Campo Utili neanche gradito ai residenti.

E questo scambio mortificante per la città viene catalogato COME STANDARD QUALITATIVO.

Uno standard che peggiora la qualità del quartiere viene denominato qualitativo.

d)ALTEZZE DEGLI EDIFICI: Si è dato vita ad un dibattito fuorviante sull’estetica e sulle teorie di moda in architettura insistendo sul tema dell’estetica e sui pregi e difetti del costruire in altezza.

TUTTO INUTILE PERCHE’ LE SCELTE SULLE ALTEZZE (prima 17 poi 10 rispetto ai 4 piani massimi previsti dal PRG) rispondono alla necessità di contenere le volumetrie esorbitanti. Aumentando a dismisura le altezze occorre, di conseguenza, salire in alto perché la superficie territoriale non potrebbe contenere tutti questi metri cubi in più. Quindi l’estetica non conta niente, così come non è contato niente il parere e il peso delle difficoltà create ai residenti in maniera irreversibile.

Previsioni PRG sull’area:

Edificazioni ad uso privato

Residenze ed attività economiche: metri cubi 52.140.

Così ripartite:

Residenze      mc.39.960

Commerciale  mc 6.960

Terziario         mc 5.220

Servizi ad uso pubblico

Servizi sociali e per il culto  mc.   8.400

Servizi sportivi coperti         mc  10.000

Totale                                   mc. 18.400

Volumetrie da P.I.I.

Edificazioni ad uso privato

Residenze ed attività economiche:  metri cubi 91.188

Così ripartite:

Residenze:  mc.  50.199

Terziario   mc.   6.990

Produttivo  mc.  33.999

Servizi ad uso pubblico mc. 5.005

Servizi per il culto   mc.  3.150

Totale                 mc   8.155

Confrontando i dati del PRG e quelli del P.I.I emerge chiaramente:

  1. L’aumento impressionante di volumetrie ad uso privato che sfiora l’80% in più.
  2. La riduzione drastica  nel PII delle strutture ad uso pubblico previste dal PRG
  3. La riduzione assoluta  della quota parte di edilizia sociale.
  4. L’aumento contemporaneo delle volumetrie residenziali e produttive

Sul punto numero 4 si dimostra l’assoluta inaffidabilità delle cifre ballerine esposte nei vari incontri e riunioni.

In proposito basta leggere la relazione dell’assessore Valter Grossi in Consiglio Comunale: “Viene mantenuta, difformemente da quello che è stato detto qualche minuto fa, la dimensione dell’intervento residenziale, perché siamo esattamente in linea con quello che era previsto nel piano regolatore e l’incremento citato si scarica esclusivamente sull’attività terziaria, industriale e ricerca.”

In altre parole, l’assessore Grossi, nella massima sede istituzionale, all’atto della presentazione ufficiale del P.I.I. afferma queste “sue” verità:

  • Le volumetrie residenziali non sono aumentate;
  • L’aumento dei metri cubi edificabili riguarda solo le destinazioni terziarie e produttive.

NON E’ VERO NIENTE DI TUTTO CIO’.

Ci pensa la realtà a smentire quanto affermato dall’assessore davanti al Consiglio Comunale.

Infatti, le volumetrie residenziali sono passate dai metri cubi 39.960 previsti nel Piano Regolatore ai metri cubi 50.1999 realizzabili con il Programma Integrato di Intervento.

La circostanza evidenziata basta per evidenziare le caratteristiche di questo Programma Integrato di Intervento che sono esattamente le stesse delle scelte urbanistiche portate avanti dall’Amministrazione Comunale:

INDIFFERENZA RISPETTO AL PIANO REGOLATORE. Si è parlato di demolizione del PRG, ma poi si è capito che siamo al peggio. Del Piano Regolatore non si tiene conto assolutamente. Da notare che l’incarico al progettista del Piano Professor Secchi è stato dato nel 1992 da una Giunta che vedeva la presenza dell’attuale sindaco.

LEGGEREZZA NELLA COMUNICAZIONE. Ci sono prove inconfutabili dell’apprezzamento da parte del Comune del primo progetto con le torri di 17 piani, poi disconosciuto. Come già rilevato nella pagina precedente le cifre relative alla dimensione del Piano ballano continuamente.

PREVALENZA DELL’ASPETTO MONETARIO RISPETTO ALL’ATTENZIONE ALLA DIFESA DEL TERRITORIO. Questa caratteristica non ha bisogno di spiegazioni in quanto ha ispirato gran parte delle varianti urbanistiche concesse per portare risorse al bilancio comunale.

IMPERMEABILITA’ rispetto ai bisogni, alle esigenze e alle aspettative dei residenti attuali e quelli futuri. Tutti passati in ultima fila rispetto alle richieste di valorizzazione delle proprie aree da parte  degli operatori privati

In sostanza il PII della SACE può immaginarsi come la copertina di un libro che l’amministrazione comunale sta scrivendo sul territorio cittadino.

E’stata la prima offesa portata alla parte storica della Città, un primo capitolo seguito da altri che propongono sonori schiaffi al profilo di Città Alta. Altri palazzoni altissimi non per una scelta estetica, ma per contenere aumenti volumetrici decisi senza una visione d’insieme e senza un criterio guida. Buttata a mare la bussola del Piano Regolatore, è stata scelta la navigazione a vista sbattendo contro le torri di 15 metri al Gleno, i palazzoni di 28 Piani della provincia, il grattacielo del Piazzale degli Alpini, la torre di risalita sconfessata dalla Sovrintendenza Regionale.

L’Associazione L’Aurora si ritrova a formulare questa osservazione mentre il Consiglio Comunale sta adottando il Piano di Governo del Territorio. In altre parole, dopo l’adozione del nuovo PGT si passerà ad approvare ancora varianti rispetto al vecchio Piano Regolatore. Qui non è il caso di soffermarsi sulla legittimità o meno, per quello ci penseranno i legali.  Il fatto grave è che siamo davanti ad una prassi inusuale. La sfida non è tanto alle leggi, ma è soprattutto al buon senso.

Questo Programma Integrato di Intervento smentisce clamorosamente lo slogan coniato dal sindaco “Governare con saggezza”. Qui non v’è ombra di saggezza, il tutto appare una sfida ai cittadini, al comune sentire, al buon senso.

Alla luce delle considerazioni esposte, si chiede:

La revoca della delibera del Programma Integrato di Intervento in quanto lo stesso:

a)      non raggiunge l’obiettivo della riqualificazione urbana;

b)      peggiora la vivibilità dei cittadini;

c)      concede all’immobiliarista della SACE benefici volumetrici esagerati rispetto alle previsioni PRG;

d)      ha evitato la VAS nonostante le pesanti incognite presenti in merito agli aspetti ambientali, paesaggistici e geologici;

e)      consegue uno standard qualitativo che di qualità ha poco. Infatti, snatura le funzioni del Campo Utili, e mette in moto uno stravolgimento dello stesso conseguente al tipo e alla modalità di lavoro previsto. Si verifica, così, un circolo vizioso. Si concedono aumenti volumetrici per guadagnare risorse finanziarie da spendere in un’opera non gradita, né utile per il quartiere.

                                       Il presidente dell’associazione

                                                        Luigi Nappo

GLENO Il cemento raddoppia

Da Bergamo7 del 13.2.2009

Le volumetrie passano da 120 mila a 280 mila

 

Che c’azzeccano gli edifici industriali di 13 metri di altezza all’interno del “Nuovo Gleno”? Sbirciando le tavole allegate al Piano di Governo del Territorio della Giunta Bruni, si notano diverse sorprese. Una delle novità riguarda l’intervento n. 43 sull’area del Gleno, contenuto nelle schede relative agli Ambiti di Trasformazione. E’ prevista un’edificazione di 82.950 metri cubi di edifici con destinazione produttiva, terziaria e commerciale su aree verdi. La zona dell’edificazione si trova nei pressi dell’asse interurbano e dell’aeroporto. In sostanza, si è sempre sentito parlare di 120.000 metri cubi di volumetrie complessive ed invece le cose non stanno così. Anche qui siamo alle moltiplicazioni miracolose, ma non di pane e di pesci si tratta, ma di tonnellate di cemento. Il totale, “ad oggi” (del domani non v’è certezza) ammonta a 280.450 metri cubi, così articolati: a) 75.000 metri cubi per la nuova residenza per anziani; b) ben 122.500 metri cubi per quello che viene definito il “Nuovo Quartiere Residenziale”, con le torri da 15 piani. Un’invasione di nuovi abitanti e negozi in una zona già sovraccarica, con torri devastanti. c) la novità relativa all’edificazione di 82.950 metri cubi in più su aree verdi. Non si sa se la cosa è da attribuire ad una cattiva comunicazione o a disattenzioni generali, sta di fatto che di questa nuova perla del Piano di Governo del Territorio non si era mai sentito parlare nelle varie presentazioni fatte alla stampa. Le considerazioni che si possono fare sull’argomento sono varie: a) nessuno può essere in linea di massima contrario ad un’operazione ideata per ricavare risorse per la Casa di riposo.  Dopo tante varianti concesse da quest’amministrazione agli imprenditori privati, non si può negarne una alla Casa di Riposo. Anche se qui c’è da sottolineare che alcune persone che oggi siedono in giunta gridarono allo scandalo e si opposero quando nel 2003 l’allora sindaco Veneziani propose un’iniziativa analoga dalla dimensione di appena il 15% delle volumetrie decise oggi. Operazione poi abbandonata.  b) La vicenda Gleno, che all’inizio rivestiva la caratteristica di legame con esigenze sociali, oggi si presenta più come un’operazione immobiliare per dimensioni e contenuti. Il tutto perché si continua ad esagerare e ad ogni problema si risponde aumentando i volumi edificabili. c) a differenza di quanto sostenuto dalla propaganda, si bruciano aree verdi per funzioni inflazionate in città; d) si aggiunge confusione alla già confusa politica urbanistica. Infatti, nei mesi scorsi il sindaco Bruni ha giustificato le pesanti edificazioni sulle aree dismesse con la deindustrializzazione progressiva. Vale a dire con la sparizione di aziende produttive in Città. Così ora succede che sulle aree industriali si vanno a costruire palazzi con case e supermercati e, poi, sulle aree verdi si realizzano edifici industriali. Un circolo vizioso pazzesco. Con il pericolo che tra qualche anno gli edifici industriali realizzati sulle aree verdi saranno abbattuti per realizzare nuovi palazzi con i programmi Integrati di Intervento. Così le betoniere continueranno a girare. Le vere “perle” del PGT verranno fuori quando si esamineranno con calma tutti gli interventi.

Luigi Nappo

 

 

 

 

 

 

Dentro la città. Le perle del PGT: le volumetrie passano da 120 mila a 290 mila. GLENO, IL CEMENTO RADDOPPIA. Sorpresa: nell’area della nuova casa di riposo 83 mila metri cuvi in più

(fonte: BERGAMOSETTE del 13-02-2009) 
Che c’azzeccano gli edifici industriali di 13 metri di altezza all’interno del “Nuovo Gleno”? Sbirciando le tavole allegate al Piano di Governo del Territorio della Giunta Bruni, si notano diverse sorprese. Una delle novità riguarda l’intervento n. 43 sull’area del Gleno, contenuto nelle schede relative agli Ambiti di Trasformazione. E’ prevista un’edificazione di 82.950 metri cubi di edifici con destinazione produttiva, terziaria e commerciale su aree verdi. La zona dell’edificazione si trova nei pressi dell’asse interurbano e dell’aeroporto. In sostanza, si è sempre sentito parlare di 120.000 metri cubi di volumetrie complessive ed invece le cose non stanno così. Anche qui siamo alle moltiplicazioni miracolose, ma non di pane e di pesci si tratta, ma di tonnellate di cemento. Il totale, “ad oggi” (del domani non v’è certezza) ammonta a 280.450 metri cubi, così articolati: a) 75.000 metri cubi per la nuova residenza per anziani; b) ben 122.500 metri cubi per quello che viene definito il “Nuovo Quartiere Residenziale”, con le torri da 15 piani. Un’invasione di nuovi abitanti e negozi in una zona già sovraccarica, con torri devastanti. c) la novità relativa all’edificazione di 82.950 metri cubi in più su aree verdi. Non si sa se la cosa è da attribuire ad una cattiva comunicazione o a disattenzioni generali, sta di fatto che di questa nuova perla del Piano di Governo del Territorio non si era mai sentito parlare nelle varie presentazioni fatte alla stampa. Le considerazioni che si possono fare sull’argomento sono varie: a) nessuno può essere in linea di massima contrario ad un’operazione ideata per ricavare risorse per la Casa di riposo. Dopo tante varianti concesse da quest’amministrazione agli imprenditori privati, non si può negarne una alla Casa di Riposo. Anche se qui c’è da sottolineare che alcune persone che oggi siedono in Giunta gridarono allo scandalo e si opposero quando nel 2003 l’allora sindaco Veneziani propose un’iniziativa analoga dalla dimensione di appena il 15% delle volumetrie decise oggi. Operazione poi abbandonata. b) La vicenda Gleno, che all’inizio rivestiva la caratteristica di legame con esigenze sociali, oggi si presenta più come un’operazione immobiliare per dimensioni e contenuti. Il tutto perché si continua ad esagerare e ad ogni problema si risponde aumentando i volumi edificabili. c) a differenza di quanto sostenuto dalla propaganda, si bruciano aree verdi per funzioni inflazionate in città; d) si aggiunge confusione alla già confusa politica urbanistica. Infatti, nei mesi scorsi il sindaco Bruni ha giustificato le pesanti edificazioni sulle aree dismesse con la deindustrializzazione progressiva. Vale a dire con la sparizione di aziende produttive in Città. Così ora succede che sulle aree industriali si vanno a costruire palazzi con case e supermercati e, poi, sulle aree verdi si realizzano edifici industriali. Un circolo vizioso pazzesco. Con il pericolo che tra qualche anno gli edifici industriali realizzati sulle aree verdi saranno abbattuti per realizzare nuovi palazzi con i programmi Integrati di Intervento. Così le betoniere continueranno a girare. Le vere “perle” del PGT verranno fuori quando si esamineranno con calma tutti gli interventi.