La delibera di approvazione del Piano Sace è illegittima

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Ci sono tutti gli elementi per ricorrere al TAR ed impugnare la delibera del Consiglio Comunale di Bergamo relativa al progetto sull’area ex SACE. Il parere fornito dal segretario generale non può sanare le difformità della delibera dall’applicazione letterale dalla nuova legge di riforma urbanistica regionale. La Giunta ha spinto il Consiglio Comunale a votare prima dei chiarimenti ufficiali della Regione che non sono ancora arrivati. Si è operato in base ad interpretazioni personali, rispettabili, ma opinabili e discutibili.

Cemento: quel mondo solido tra affari e politica

Si riporta una parte di un lungo articolo di Edmondo Berselli pubblicato su Repubblica.

“Si tende piuttosto a considerare ogni capitolo di spesa come un dato da aggiornare in via progressiva: e nel momento in cui le risorse vengono ridimensionate dal governo centrale, le amministrazioni territoriali si trovano nella necessità di aumentare i propri introiti. Molte di esse lo hanno fatto incrementando la tassazione, contando sulla sopportazione dei cittadini; altre hanno valorizzato il patrimonio pubblico mettendolo sul mercato, o gestendolo in combinazione con i privati. Ma la tecnica prevalente consiste ormai da tempo, senz’ altro prima dei problemi determinati dall’ abolizione dell’ Ici, nel variare quei parametri urbanistici, come le destinazioni d’ uso, che possono modificare in modo rilevante il valore di immobili e terreni. Tutto questo ha una sua razionalità economica, e talora anche motivazioni tutt’ altro che ignobili (ad esempio, il comune “vende” cubature ai privati in cambio di edifici pubblici, scuole, asili), ma si scontra innanzitutto con una preveggente azione sull’ ambiente, perché se prevale il bruto interesse economico, tutto il resto rischia di passare inevitabilmente in secondo piano. In secondo luogo il rapporto, o finanche la coalizione, con settori economici identificabili tende a stratificare un insieme di scambi e concessioni che fa riferimento ai partiti, alle maggioranze, ma via via anche alle correnti e ai circuiti di potere afferenti alle singole personalità politiche. Talora questo gioco di alleanze interessate giunge a provocare serie distorsioni nel mercato, a cominciare dalla trasparenza e correttezza degli appalti; può determinare quindi effetti negativi sui costi delle opere progettate, e interconnessioni opache fra responsabili tecnico-politici e imprese (o rappresentanze delle imprese). Infine è tutto da vedere, e meriterebbe approfondimenti da parte degli economisti, se la “città infinita”, che si espande senza limiti oltre le periferie, è un soggetto economico in equilibrio o è fonte di costi che graveranno in modo insostenibile nel lungo periodo, per i servizi che implicano, i trasporti, le opere di urbanizzazione.”

Consiglio Comunale di Bergamo. Approvati due progetti destinati a rovinare due quartieri

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Tutto quello che potevano fare per rovinare la Città lo hanno fatto. Ieri sera Bruni e i suoi compagni hanno approvato le varianti urbanistiche sull’area Ex Sace e sull’ex Enel. Sono state concesse ai costruttori privati modifiche di destinazioni d’uso e aumenti di volumetrie che non hanno precedenti nella storia urbanistica della Città. La Conca Fiorita verrà colpita nelle sue caratteristiche paesaggistiche con due palazzoni che saranno una vera e proprio offesa per il profilo di Città Alta.  Lo stesso avverà per via Nullo alla quale è riservata una tipologia di costruzione stridente con il contesto. Le volumetrie presentano una densità da quartiere cinese, con la gioia dei costruttori che ottengono ingenti benefici in cambio di  poche somme versate al Comune di Bergamo. Il territorio cittadino utilizzato come un bancomat da una giunta che predica la partecipazione dei cittadini che vengono poi mortificati dal sindaco uscente che, si spera, sia non più subentrante.