Come volevasi dimostrare. Annullata l’Asta per la Vendita dell’area dei Riuniti.

Si riporta di seguito il contenuto dell’articolo di Bergamonews:

“Nulla di fatto. Nessuna delle tre società che avevano chiesto di partecipare all’asta per l’acquisto e la valorizzazione dell’area oggi occupata dagli Ospedali Riuniti ha presentato un’offerta. E la gara indetta da Infrastrutture Lombarde è andata deserta. Antonio Percassi non ha messo sul tavolo nulla, così come la Dec, la società che sta costruendo il nuovo ospedale, e il Gruppo Genovese di Treviso. Ora si azzera tutto e si dovrà indire un nuovo bandoi. Con un congruo sconto sulla base d’asta, che scenderà molto probabilmente da 95 a 85 milioni di euro. Vedremo se i tre soggetti che avevano mostrato interesse nella prima tornata ritorneranno sui loro passi alla luce del prezzo riveduto e corretto. Forse non casualmente nei giorni scorsi qualcuno aveva lasciato immaginare che Antonio Percassi avrebbe potuto essere interessato ad una seconda asta. E con lui anche gli altri due. Ed eventuali nuovi soggetti, perchè il bando che verrà indetto sarà nuovo e aperto quindi a tutti.”

NEBBIA SUI RIUNITI

1)Era previsto un campus universitario, poi cancellato; 2) Si vende un’area pubblica senza variante urbanistica; 3) La gara pubblica va avanti a “spifferi” strani; 4) fatto gravissimo, dai giornali si fa capire che potrebbe andare deserta la prima asta. Vuol dire abbassare il prezzo di aggiudicazione e spendere meno per l’acquisto. Una vicenda cominciata male che peggiora strada facendo. Urgono chiarimenti da parte delle autorità competenti su tutta la procedura dall’inizio ad oggi.

http://www.bergamonews.it/editoriali/articolo.php?id=16080

Il Rettore Castoldi afferma: “E’ la Città il vero Campus Universitario”. Nostro commento: Intanto Percassi è in pole position per l’acquisto del vero campus previsto ai Riuniti

Castoldi Percassi.jpg

Da L’Eco di Bergamo di oggi

foto ripresa da L’Eco di Bergamo

Il Rettore Castoldi: «E’ la città il vero campus universitario>

L’Università degli Studi di Bergamo, nata nel 1968, celebra il suo quarantesimo anno di vita. Alla cerimonia al Centro Congressi i festeggiamenti per l’anniversario ha visto la partecipazione del Rettore Alberto Castold, dell’on. Filippo Maria Pandolfi e di Juanita Schiavini, del Centro Studi sul Territorio «Lelio Pagani», oltre a numerose autorità cittadine del mondo politico e imprenditoriale. Nella circostanza è stata conferita la «honoris causa» in Ingegneria Edile ad Antonio Percassi, che ha tenuto una lectio magistralis, preceduta dalla laudatio di Paolo Riva della facoltà di Ingegneria. Castoldi, nel suo intervento, ha ricordato le difficoltà superate nel corso degli anni, ma anche i successi riassunti in significative cifre: 15mila studenti, circa 600 fra docenti e amministrativi, circa 60.000 mq. di edifici, che diventeranno 80.000 con il futuro insediamento presso l’attuale sede degli Ospedali Riuniti, per 20.000 mq.

“La nostra Università – ha aggiunto – ha compiuto progressi giganteschi in questi anni, è cresciuta complessivamente di quasi il mille per cento nel decennio, realizzando una sorta di Rinascimento degli studi al proprio interno e nel territorio”. Castoldi ha parlato anche di un “impegno gravoso e affannoso, ma non casuale”, della creazione di “una presenza diffusa dell’Università nella città, recuperando edifici importanti, e ridando vita ad interi quartieri. L’Università si dispiega da Città Alta, e passando per Sant’Agostino, palazzo Baroni in via Pignolo (ciò che le consente di dialogare con l’Accademia Carrara, e un domani, si spera, con la sede antistante della Scuola di Magistratura), giunge in via dei Caniana per diramarsi poi verso il Kilometro Rosso di Stezzano e la sede di ingegneria a Dalmine, e quindi arrivare a Treviglio, creando una sorta di percorso, o piuttosto un fiume della cultura che attraversa e alimenta la città ed il territorio. E’ la città stessa ad essere diventata il vero campus dell’Università. Impresa suggestiva, riteniamo, e destinata ad indicare anche una nuova e precisa vocazione del nostro territorio”.

Vendita dell’area dei”Riuniti”. Percassi in pole position.

Si riporta, di seguito, l’articolo apparso oggi su Bergamo News. Tutto come previsto! Parte  così la lottizzazione del secolo su un’area che doveva restare a destinazione pubblica. Una sconfitta per la Città.

Da bergamonews di oggi

“Non solo il mega rilancio di S. Pellegrino Terme e la creazione del non meno ambizioso “Polo del lusso” di Azzano S. Paolo. Antonio Percassi, a cui l’Università di Bergamo ha deciso di assegnare una laurea honoris causa in Ingegneria edile proprio per la sua straripante intraprendenza che l’ha portato in pochi anni da una piccola impresa della Valle Seriana ad un vero e proprio impero, è in lizza anche per acquistare l’area oggi occupata dagli Ospedali Riuniti. Un’operazione da 100 milioni di euro, milione più milione meno.
Aggiudicarsela significa poter gestire una delle operazioni immobiliari più importanti nella storia di Bergamo. Là dove sorgono i vetusti padiglioni del già Ospedale Maggiore nel giro di qualche anno vedrà la luce un quartiere nuovo: residenze private, uffici, un albergo, una sede dell’Università. In tutto, 129 mila metri quadrati che non saranno più un corpo separato, una città nella città, ma una delle zone più prestigiose del capoluogo.
Percassi non è l’unico pretendente. Infrastrutture Lombarde, la società controllata dalla Regione a cui il Pirellone ha affidato la gestione di tutta la partita dalla quale dovranno essere ricavati anche i soldi necessari a coprire i costi del nuovo ospedale, sta passando al vaglio insieme a quella dell’imprenditore bergamasco altre due proposte: una porta la sigla della Dec di Bari, la società che sta realizzando alla Trucca l’ospedale Beato Papa Giovanni XXIII; l’altra, quella del Gruppo Genovese di Treviso.
Sono questi i tre concorrenti che il 23 marzo scorso hanno presentato la domanda di partecipazione al bando indetto per l’acquisto dell’area dei Riuniti, con annesso obbligo di realizzare il progetto di riqualificazione presentato sul finire del 2007 e approvato successivamente dal Consiglio comunale. I pretendenti hanno passato l’esame di ammissibilità. Ora siamo nella fase della gara vera e propria. Due i criteri in base ai quali Infrastrutture Lombarde designerà l’acquirente: l’offerta economica (si parte da una base d’asta di 95 milioni di euro); la proposta progettuale, che comunque dovrà essere coerente con le linee guida del master plan. Sono in palio 100 punti: 80 dipenderanno dall’offerta economica, 20 dal progetto.
Secondo indiscrezioni, per la scelta finale dovrebbe essere ormai questione di settimane, se non di giorni. Impossibile capire chi vanti le maggiori chances. Per le dimensioni dell’operazione, sembrerebbe un testa a testa tra Percassi e la Dec. Se è davvero così, lo si scoprirà presto”.

Lunedi 28 Settembre 2009
C.ZAP.

Cancellare le edificazioni previste al posto delle curve dello Stadio di Bergamo.

Quella che segue è l’osservazione presentata dalla nostra associazione contro l’edificazione di nuovi volumi al posto delle curve dello stadio di Bergamo.

Relazione Descrittiva: Oggetto e Contenuto dell’Osservazione

As 1 Ati 2: STADIO:

Previsione di

S.l.p. 25.000

mc. 75.000

Destinazioni: residenziali, terziarie commerciali

 

Viene prevista la destinazione dell’area dello stadio in caso di un suo spostamento altrove.

 La soluzione non appare idonea e anzi appare ardita in quanto a nessun cittadino normale potrebbe venire in mente di costruire uffici e appartamenti su parte dell’attuale impianto sportivo.

Il desiderio del Comune di ricavare risorse da questa operazione impedisce di preservare questa struttura storica per poterla destinare a finalità importanti per gli sport amatoriali e il tempo libero.

 

Tra gli obiettivi citati nella tavola si legge:

“Conferire un rinnovato ruolo al settore urbano in occasione dello spostamento dello stadio esistente in altro ambito territoriale, migliorando la qualità della vita di un importante quadrante cittadino.”

Obiettivo chiaramente non perseguibile con nuove edificazioni di cui nel quartiere non si sente assolutamente la mancanza.

Si consideri, infatti, che nelle immediate vicinanze sono previste le due grandi edificazioni sulle aree Reggiani ed ISMES.

 

Inoltre appare chiaro il tentativo di far rientrare dalla finestra, aumentandone le volumetrie, il progetto Maffeis Ruggeri bocciato dai residenti.

 

 

Il PGT deve offrire proposte utili per il quartiere e per la comunità, non per le casse comunali.

E, per essere conseguenti, il quartiere non sente assolutamente il bisogno di nuovi 75.000 metri cubi di edificazione di nuovi uffici, abitazioni e esercizi commerciali.

 

Per i motivi esposti

 

SI PROPONE

DI CANCELLARE LA PREVISTA EDIFICAZIONE DI APPARTAMENTI, UFFICI E SUPERFICI COMMERCIALI, RISERVANDO EVENTUALI INTERVENTI SOLO AD ATTREZZATURE PER IL TEMPO LIBERO E LO SPORT..

 

Intervista al Sindaco Tentorio dopo 100 giorni di governo di Bergamo

Leggi l’intervista su:

http://www.bergamonews.it/politica/articolo.php?id=15684

Nostro commento sintetico:

Sulle scelte urbanistiche il sindaco ha preannunciato una taglio del 15-20% alle volumetrie del PGT

Con un taglio delle volumetrie  del 15% ci sarebbe da considerare che buona parte delle volumetrie tagliate rientrerebbe con il nuovo Piano Casa Regionale che ha una potenzialità edificatoria da 300.000 a 400.000 metri cubi in più da aggiungere al PGT.

Quindi rispetto al PGT adottato a marzo le volumetrie si ridurrebbero di poco più del 6% confermando di fatto la scelta dei circa 140.000 abitanti proposti da Bruni. La prospettiva  sarebbe una riduzione ad una  edificazione per circa 138.000 abitanti

Nelle osservazioni presentate da L’Aurora abbiamo proposto che i tagli devono riguardare prioritariamente le edificazioni previste sulle aree verdi. E’ ben differente, infatti, tagliare edificazioni su aree già costruite rispetto a quelle previste su aree libere.

Inoltre, nel tagliare, bisognerebbe distinguere tra i cittadini che avevano già diritti volumetrici  riconosciuti con il PRG e coloro che col PGT hanno beneficiato di volumetrie nuove su aree inedificabili in precedenza.

Pubblicata la Valutazione Ambientale Strategica al PGT di Bergamo. Osservazioni fino al 28 ottobre.

Segnaliamo che martedì 15 settembre  il Comune di Bergamo ha pubblicato la V.A.S. relativa al P.G.T  adottato nello scorso mese di marzo dal Consiglio Comunale. Tutti i cittadini e le associazioni possono presentare osservazioni fino al giorno 28 ottobre 2009.

Si tratta di una tappa importante nel processo di costruzione dello strumento urbanistico,  soprattutto per quanto riguarda le conseguenze dei nuovi ambiti di trasformazione sull’ambiente, sul paesaggio e sulla rete infrastrutturale. Sono diverse le aree verdi degne di attenzione coinvolte in processi di edificazione parziale. Poi si lavorerà con tempi ristretti perché il PGT dovrà essere approvato entro il  prossimo 3 Dicembre.

Coloro che sono interessati all’argomento devono collegarsi al sito web del Comune di Bergamo, quindi sull’icona Valutazione Ambientale strategica , poi VAS PGT, e infine Rapporto ambientale e altra documentazione.

Sarebbe importante , pur con i tempi ristretti, aprire un confronto con i cittadini e le associazioni.

Scontro Provincia- Comune di Milano sui progetti urbanistici di Ligresti

Dal Corriere della Sera del 20.09.2009

Letizia, la Provincia e i progetti al veleno

Liti su Expo e mattone «Rispetto le regole».

E Podestà: «No ai senza macchia»

MILANO — Dal mattone all’Expo. E poi l’ordinaria amministrazione: dalle decisioni rinviate su ecopass e regolamento per carico e scaricomer­ci in città, fino alle discussioni infini­te sulla moschea, passando per la ruota panoramica annunciata su cui però serve un supplemento di rifles­sione. Cosa succede a Milano dove, tra Comune e Provincia, i conflitti po­litici e le tensioni amministrative si accavallano e attorcigliano fra loro? La miccia è stata accesa dalla deci­sione del gruppo Ligresti di chiedere alla Provincia il commissariamento del Comune, «reo» di non aver dato seguito ad alcuni progetti urbanistici (sparsi in tre lotti, per un totale di 72 mila metri quadrati da edificare e al­tri 280 mila di proprietà del gruppo sono lì ad attendere perché inseriti in un parco) del costruttore di Pater­nò. Il particolare non irrilevante è che la vicenda ha di fatto messo con­tro due istituzioni guidate dallo stes­so schieramento politico e che nel gi­ro di un paio di giorni si è arrivati al­la rottura fra il sindaco Letizia Morat­ti e il neo-presidente della Provincia, Guido Podestà. A chi l’ha accusata di avere negato i diritti di un privato cittadino, la Mo­ratti ha risposto secca: «Alla trasfor­mazione della città partecipa chiun­que rispetti le regole», ribadendo l’in­tenzione di non accettare compro­messi di alcun genere.

 

Il presidente della Provincia, che aveva auspicato la ricerca di un accordo, ha replicato a muso duro: «Non accetto l’immagi­ne di tutti cattivi e di un cavaliere senza macchia che lavora per la dife­sa del pubblico e del verde». Uno scontro titanico, dunque, che ha in­crinato i fin qui buoni rapporti fra Moratti e Podestà aprendo squarci anche all’interno del Pdl fra chi so­stiene che «il sindaco ha ragione e va sostenuta» e chi pensa che «Podestà è stato frainteso». Una situazione tal­mente tesa che è in forse anche il ver­tice di maggioranza da tempo orga­nizzato per domani, che avrebbe avu­to all’ordine del giorno la discussio­ne proprio sul Piano di regolamento del Territorio. Una situazione che, si dice, soltanto l’intervento del pre­mier Silvio Berlusconi potrà rassere­nare. Sullo sfondo pare essere ricomin­ciata la battaglia del cemento, con i cosiddetti poteri forti che tornano ad affacciarsi e che starebbero cercando di infiltrarsi nei partiti condizionan­do le scelte politiche, come sostiene l’opposizione. Palazzo Marino sta la­vorando da molti mesi al nuovo Pia­no di Governo del Territorio, lo stru­mento urbanistico che dovrebbe ga­rantire uno sviluppo armonico della città, difendendo da ogni possibile speculazione edilizia gli spazi per ver­de e servizi. L’assessore Carlo Masse­roli ha già subito attacchi e polemi­che sul suo provvedimento, che so­no arrivati per lo più dal centrode­stra. «La vicenda del tentato commis­sariamento pare inserirsi in questo fi­lone di battaglie interne», insiste il consigliere Basilio Rizzo che già vent’anni fa si era occupato delle ‘Aree d’oro’ di Ligresti, causa di uno scandalo, di qualche arresto e di una crisi politica.

Ma i contenziosi interni alla mag­gioranza non riguardano soltanto il mattone. Parliamo di Expo, ad esem­pio: perso un anno per decidere chi avrebbe comandato cosa, è stato di recente presentato il masterplan che porterà a Milano l’orto botanico con tutti i sapori e le colture del mondo. Finiti i conflitti? Tutt’altro: ancora l’altro giorno, a freddo, il sottosegre­tario Roberto Castelli ha stigmatizza­to il fatto che «solo il Governo sta mettendo i soldi». Apriti cielo. Che il messaggio fosse destinato a Comu­ne, Regione e Provincia, oppure ai privati, di fatto ha dimostrato che an­che su Expo il clima non è dei più se­reni. E qualcuno mette in relazione l’uscita del leghista Castelli con le po­sizioni anti-Pdl che il Carroccio sta tenendo a Milano su altre questioni: la moschea, ad esempio. Quella che già un anno fa le istituzioni giudica­vano «necessaria» e su cui la Lega ha nuovamente tirato il freno provocan­do l’ennesimo stallo. Così, i conflitti politici rischiano di generare la paralisi: non si decide per la moschea, ma neppure per il fu­turo di ecopass o per gli altri provve­dimenti che dovrebbero decongestio­nare la città e migliorare la qualità dell’aria. La settimana che si era aper­ta con la sfida del mattone, si è con­clusa con la giunta Moratti che ha do­vuto fare retromarcia sul nuovo rego­lamento per il carico e lo scarico e che ha rinviato il provvedimento per realizzare una ruota panoramica in città. Troppi segnali di diversa natu­ra che nascondono lo stesso rischio: la paralisi politica e amministrativa come conseguenza dello scontro di poteri e interessi.

Elisabetta Soglio
20 settembre 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA

No a nuovi palazzi al posto delle curve dello Stadio di Bergamo

 

Riportiamo, di seguito, l’osservazione al PGT in merito alla prevista edificazione di nuovi palazzi al posto delle curve dello Stadio di Bergamo in caso di spostamento dello stesso.

 

Relazione Descrittiva: Oggetto e Contenuto dell’Osservazione

 

 

As 1 Ati 2: STADIO:

 

 

 

Previsione di

S.l.p. 25.000

mc. 75.000

Destinazioni: residenziali, terziarie commerciali

 

Viene prevista la destinazione dell’area dello stadio in caso di un suo spostamento altrove.

 

La soluzione non appare idonea e anzi appare ardita in quanto a nessun cittadino normale potrebbe venire in mente di costruire uffici e appartamenti su parte dell’attuale impianto sportivo.

Il desiderio del Comune di ricavare risorse da questa operazione impedisce di preservare questa struttura storica per poterla destinare a finalità importanti per gli sport amatoriali e il tempo libero.

 

Tra gli obiettivi citati nella tavola si legge:

“Conferire un rinnovato ruolo al settore urbano in occasione dello spostamento dello stadio esistente in altro ambito territoriale, migliorando la qualità della vita di un importante quadrante cittadino.”

Obiettivo chiaramente non perseguibile con nuove edificazioni di cui nel quartiere non si sente assolutamente la mancanza.

Si consideri, infatti, che nelle immediate vicinanze sono  previste le due grandi edificazioni sulle aree Reggiani ed ISMES.

 

Inoltre appare chiaro il tentativo di far rientrare dalla finestra, aumentandone le volumetrie, il progetto Maffeis Ruggeri bocciato dai residenti.

 

 

Il PGT deve offrire proposte utili per il quartiere e per la comunità, non per le casse comunali.

E, per essere conseguenti, il quartiere non sente assolutamente il bisogno di nuovi 75.000 metri cubi di edificazione di nuovi uffici, abitazioni e esercizi commerciali.

 

Per i motivi esposti

 

SI PROPONE

DI CANCELLARE LA PREVISTA EDIFICAZIONE DI APPARTAMENTI, UFFICI E SUPERFICI COMMERCIALI, RISERVANDO EVENTUALI INTERVENTI SOLO AD ATTREZZATURE PER IL TEMPO LIBERO E LO SPORT..

Un’Altra Inutile e Dannosa Edificazione su Area Verde. Intervento da Cancellare dal PGT

 

Pubblichiamo  di seguito una delle 31 osservazioni da noi presentate al PGT di Bergamo. Una previsione edificatoria a favore di privati che brucia aree verdi . Speriamo che il Consiglio Comunale dimostri sensibilità sul tema.

 

 

 Intervento Area Fiera Nuova

 

Su una vasta area verde, sono previsti:

10.000 metri quadrati di albergo;

10.950 metri Quadrati di Direzionale

 6.000 metri quadrati di Commerciale

 

Totale 78.000 METRI CUBI SU AREE VERDI

 

Una proposta analoga è stata presentata nel 2004 alla precedente Amministrazione dalla vecchia proprietà dell’area, un imprenditore bresciano.  All’epoca non si è dato corso all’intervento richiesto per preservare le aree libere residue in quel quadrante già interessato dall’intervento pubblico riguardante la nuova Fiera..

 

Si consideri che l’intervento appare ancora più problematico oggi in assenza dell’intervento della tangenziale est che era stato dichiarato obbligatorio dall’accordo di programma firmato nel 2001.

 

 

E’ ingiustificabile che si sia rimesso in pista un intervento per mettere a reddito aree verdi in una zona gravata da presenze di edificazioni rilevanti.

 

Considerati, tra l’altro, i due pesanti insediamenti sulle aree ex mercato ortofrutticolo e sull’area Fervet, appare quantomeno inopportuno proporre 78.000 metri cubi in un comparto le cui superfici risultano già abbondantemente coperte.

 

Non ha senso giustificare il pesante impatto con il parco. Quel che serve in zona è area verde, per poter mitigare e compensare lo smog da traffico .

L’intervento proposto aggiungerebbe ulteriore traffico e inquinamento giustificato da un improbabile parco. Sarebbe interessante misurare l’inquinamento nell’area nel parco durante gli eventi fieristici.

Servono le aree verdi e non interventi pesanti da una semplice attrezzatura di un parco difficilmente fruibile.

:

Alla luce delle considerazioni esposte

 

 

Si chiede

 

Di stralciare dal PGT l’operazione proposta perché in contrasto con l’idea di vivibilità del quartiere di Boccaleone