Disastro di Afragola. Palazzina costruita su grotta di tufo

Disastro di Afragola.jpgDisastro annunciato .

Un mix tra abusivismo e dissesto idrogeologico ha causato il disastro di Afragola con tre vittime innocenti. Il permissivismo, il lassismo e la mancanza di controllo continuano a generare situazioni drammatiche in tutto il Paese. Purtroppo, una volta pasasto l’evento si ritorna all’ordinaria amministrazione. In tema di priorità vengono prima gli interessi dei proprietari delle aree, poi quelli dei costruttori, senza tener in alcun conto delle esigenze del territorio e del paesaggio.

Purtroppo la nuova normativa introdotta di recente tende a favorire l’abusivismo e lo scempio in quanto  tutta fondata sull’autiocertificazione, ben sapendo che le amministrazioni (spolpate di organico) non potranno effettuare i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni autocertificate.

E così si va verso il prossimo disastro per accontentare il “popolo del fare” anche quando si “fanno” disastri con perdite di vite umane

l.n.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=112959&sez=NAPOLI

Giunta Tentorio. Primo anno debole.

ImmagineIlComune.jpgCon Luglio se ne va il primo anno di governo della Giunta Tentorio. Il rinnovo degli Enti locali nella stagione estiva produce, di fatto, l’esercizio amministrativo con una cadenza simile a quella dell’anno scolastico. Inoltre, chi ha esperienza specifica sa che la durata del mandato, formalmente di cinque anni, si riduce a quattro. Il primo quadrimestre serve per gli adempimenti iniziali e l’ultimo semestre è occupato già dalla campagna elettorale. In conformità a queste considerazioni un’amministrazione che intende raggiungere traguardi concreti e importanti dovrebbe utilizzare il primo anno per programmare e progettare interventi importanti e avviare iniziative capaci di lasciare il segno (accordi di programma, nuove società, progetti preliminari, infrastrutture, ricerca finanziamenti ecc.). In caso contrario si potranno anche avviare alcune opere, ma difficilmente se ne vedrà la conclusione prima della fine del mandato.

Naturalmente questo è anche tempo di bilanci provvisori con conseguenti polemiche tra maggioranza e opposizione in merito a quanto realizzato nei dodici mesi precedenti. Nell’occasione è normale la denigrazione dell’operato della parte avversa, però correttezza vuole che a parlare siano i fatti. Nel caso della Giunta di Bergamo qualche consigliere di maggioranza ha elencato una serie di risultati che stanno tutti all’interno della stessa delibera, vale a dire quella di approvazione del PGT adottato dalla precedente amministrazione. Chi appena capisce di urbanistica riconosce facilmente che la matrice è ancora quella di Bruni, nonostante qualche modifica conseguente a osservazioni accolte. Anzi, chi vanta operazioni di stampo ambientalista, farebbe bene a ricordare la soppressione di 360 mila metri quadri di parco agricolo.

Per il resto non si rinvengono iniziative propositive su alcuni temi che attendono risposte da anni come, ad esempio, Porta Sud o Tram in città (previsto da anni nel PRG). Qualcuno dovrebbe ricordarsi che Ospedale Nuovo, Fiera, Aeroporto, Stazione FS, sono presenze importanti che però non comunicano tra loro. Il treno per Orio avrà una prospettiva solo se trainato dall’Expo 2015. Un anno non è bastato per preparare un Piano Parcheggi credibile.

Per il settore sociale, da sempre fiore all’occhiello di Palazzo Frizzoni, si manifestano alcune battute a vuoto. Di recente sono pervenute lamentele da anziani che si sono viste ridotte le presenze dei servizi sociali. La risposta dell’assessore è  stata quella tipica di chi non conosce la realtà dei singoli quartieri cittadini. Alcuni impegni assunti con i Centri Terza Età sono stati revocati unilateralmente con motivazioni legate alla manovra finanziaria del Governo. Circostanza negata dal Presidente del Consiglio e da Tremonti che continuano a giurare nei telegiornali che le fasce più deboli non saranno toccate. Evidente un plateale palleggio di responsabilità tra vertice e base della stessa maggioranza. Una specie di gioco delle tre carte dove la peggio tocca sempre al cittadino più debole.

Ora sono tutti contenti per la movida e per i giovedì sera e sperano che questo possa diventare il tratto qualificante della nuova amministrazione.

 

Inquinamento falda. Sequestrata l’area ex Montedison Santa Giulia di Milano

Dal Corriere della Sera di oggi

MILANO – La Guardia di finanza di Milano martedì mattina ha eseguito il sequestro preventivo dell’area Montecity-Rogoredo di proprietà della Milano Santa Giulia spa facente capo al gruppo Zunino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la falda acquifera sottostante l’area – che attualmente rifornisce di acqua potabile il nuovo quartiere di Santa Giulia – sarebbe inquinata con alcune sostanze pericolose per l’ambiente e la salute, tra cui alcune cancerogene e altre dannose per fertilità e gravidanza. Nelle settimane scorse, la Procura aveva ordinato una perizia per verificare la presenza di materiali pericolosi nei terreni sui quali sta sorgendo il nuovo quartiere. I reati ipotizzati per questo filone d’inchiesta sono di attività di gestione di rifiuti non autorizzata e avvelenamento delle acque.

INDAGATI GROSSI E ZUNINO – Il sequestro è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta coordinata dai pm di Milano Laura Pedio e Gaetano Ruta su presunte irregolarità per la bonifica dell’area di Montecity Santa Giulia, per la quale sono finiti indagati (e anche arrestati) l’imprenditore nel campo dei rifiuti Giuseppe Grossi, alcuni suoi collaboratori e Rosanna Gariboldi, moglie del deputato del Pdl Giancarlo Abelli (che ha patteggiato come Grossi). Nella presente inchiesta tra gli indagati ci sono appunto Giuseppe Grossi e l’immobiliarista Luigi Zunino. Insieme a loro, figurano nel registro degli indagati altri imprenditori attivi nel settore del «movimento terra» ed ex amministratori delle società che si sono occupate degli affari nella zona al centro dell’indagine condotta dai pm Gaetano Ruta e Laura Pedio. Oltre a Grossi e Zunino, sono accusati di discarica abusiva, smaltimento illecito dei rifiuti e avvelenamento delle acque anche Silvio Bernabè, ex ad di Milano Santa Giulia spa, Ezio Streri, ex amministratore gruppo Santa Giulia, Davide Albertini Petrone, direttore generale di Risanamento, Vincenzo Bianchi, imprenditore edile e ex ad Lucchini Artoni, Bruno Marini e Alessandro Viol della Edilbianchi, la società specializzata nelle attività di movimento terra, e Claudio Tedesi, titolare di una società specializzata nelle bonifiche e direttore dell’Asm di Pavia.

VICINO ALLA SCUOLA – A quanto si è appreso, il presunto inquinamento riguarda due falde acquifere, una a 7 e una a 30 metri di profondità, dove sono state trovate sostanze pericolose come cloruro di vinile. Secondo le indagini l’area del parco Trapezio, nei pressi del quale sorge una scuola, è costituita da terreni di cui non si conosce la provenienza e di rifiuti allo stato non identificati. L’Arpa, che ha fatto un lavoro definito «immenso» e dettagliato, ha scoperto nell’area una «falda sospesa» (a soli 6/7 metri di profondità e ritenuta quindi superficiale) che nel corso della bonifica era stata monitorata solo una volta e poi «dimenticata». Tale falda, dalle analisi effettuate, è risultata inquinata in modo grave. In base agli accertamenti anche la falda di secondo livello, che si trova a una profondità di 30 metri e alla quale attinge l’acquedotto, è risultata inquinata, anche se non a livello così alto come quella sospesa. Tra le sostanze nocive rinvenute nelle acque ci sono solventi, cloruro di vinile, tricloro metano e tricloro etilene. Rilevati anche il cromo esavalente e il cadmio, «sostanze a rischio di riduzione della fertilità e di danno ai bambini non ancora nati», come si legge nel decreto di sequestro preventivo firmato dal Gip Fabrizio D’Arcangelo.

LE PRESE DELL’ACQUA POTABILE – «Per quanto riguarda la prima falda sono presenti le opere di captazione facenti capo a 2 centrali dell’acquedotto di Milano, denominate centrale Ovidio e centrale Linate, che attualmente riforniscono di acqua potabile il nuovo quartiere di Santa Giulia», si legge nel decreto di sequestro preventivo. Si tratta di un’annotazione dell’Arpa. La prima falda, situata fino a una profondità di 35-40 metri, conterrebbe, secondo i monitoraggi dell’Arpa, «un inquinamento da solventi clorurati che evidenzia un sostanziale superamento dei limiti di legge con elevate concentrazioni di tetracloroetilene (ndr, fino a 20 volte sopra il limite di legge) e di triclorometano (ndr, di poco oltre il limite di legge), tutte sostanze cancerogene».

LE SCORIE SEPOLTE – Dagli accertamenti è emerso inoltre che su alcuni terreni dell’area sarebbero stati eseguiti scavi non autorizzati, nei quali sarebbero state «riportate», senza alcun titolo, scorie di acciaieria che andavano trattate invece come rifiuti. L’area Santa Giulia ha un’estensione di circa un milione di metri quadrati, un valore di mercato stimato di circa un miliardo di euro e occupa gli spazi su cui sorgevano gli stabilimenti chimici della Montedison e dell’acciaieria Redaelli. Nel 2000 il gruppo guidato dall’immobiliarista Luigi Zunino propose, con un programma integrato di intervento, il riutilizzo del complesso urbanistico presente in quella zona, dando vita così al «progetto Montecity» firmato anche dall’architetto Norman Foster. Progetto che prevede la realizzazione di un complesso di edilizia sociale e convenzionata con investimenti privati di circa 1,6 miliardi. In questo filone d’inchiesta gli investigatori hanno effettuato anche numerose perquisizioni e sequestrato documenti come certificati di analisi di laboratorio dei campioni delle acque e dei terreni svolte nel tempo e documenti relativi all’esecuzione delle opere di bonifica e smaltimento dei rifiuti.

RISANAMENTO CEDE IN BORSA – Il titolo della società immobiliare Risanamento di Luigi Zunino, ormai controllata dalle banche che la scorsa estate ne hanno ristrutturato il debito e condotto in porto il salvataggio, perde il 7,81% a 0,34 euro dopo la notizia del sequestro. Il sequestro preventivo prevede di norma il blocco dell’area «fermata» e la nomina di un custode giudiziale che dovrà valutare le attività ordinarie da compiersi all’interno della zona sequestrata.

Redazione online
20 luglio 2010

Edilizia: Introdotta la “Scia”

L’introduzione della Scia (segnalazione certificata inizio attività)  produce un ulteriore allargamento dell’autocertificazione nel settore dell’edilizia. Con la ridotta capacità dei Comuni di verificare in tempi rapidi, si pongono non pochi problemi per la salvaguardia del territorio.

Nel maxi-emendamento è  previsto che ogni autorizzazione sarà sostituita da una segnalazione dell’interessato ma «con la sola esclusione dei casi in cui sussistono vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizioni del gettito, anche derivante dal gioco, nonchè quelli imposti dalla normativa comunitaria».L’attività potrà iniziar dal giorno della presentazione della segnalazione all’amministrazione competente. Raddoppiano, passando da 30 a 60 giorni dal giorno della segnalazione, i tempi entro quali l’amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti, può adottare motivati provvedimenti i divieto della prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi dell’attività stessa, salvo che l’interessato non si conformi alla normativa vigente entro un termine fissato dall’amministrazione che non potrà comunque essere inferiore a 30 giorni.

 

PGT Milano: case per altri 500.000 abitanti. Centrodestra predica bene e razzola male.

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Il centro destra a Milano fa l’opposto di quanto sosteneva a Bergamo. Un PGT fortemente espansivo con una cementificazione di grandi dimensioni. Altro che PGT di Bruni.

di seguito sin riporta l’articolo pubblicato su repubblica di oggi.

È la cartolina spedita dalla Milano del 2030. La nuova città modellata dalle regole del Pgt. Una città con 490mila abitanti in più e 24 nuovi quartieri che nasceranno al posto di binari ferroviari abbandonati e caserme: otto milioni di metri quadrati di superficie da reinventare e su cui, come nel caso dello scalo Farini, le case si trasformeranno in grattacieli per lasciare spazio a un Central park. Perché il documento che è uscito da sette mesi di battaglia in aula, è un piano che ha raddoppiato la quantità di verde (da 1 milione e mezzo a 3 milioni di metri quadrati di giardini aggiuntivi) e 35mila case a prezzi accessibili.

Una città che non avrà più un solo centro, ma 88 piccoli “distretti” dove a non più di dieci minuti a piedi dalla propria abitazione si troveranno i servizi necessari: dalla fermata del metrò alla scuola. Una città dei sogni? Forse. Il Pgt traccia ambizioni lasciando irrisolti dubbi: dai soldi pubblici necessari per aumentare i trasporti e i servizi (all’appello mancano almeno 7,7 miliardi), alla capacità del pubblico di trasformarsi davvero in un regista del futuro sviluppo fino al destino del Parco Sud.

I nuovi quartieri. La mappa del Pgt ne individua 24, compreso il milione di metri quadrati a Rho-Pero di Expo. Alcuni hanno già una vocazione: a Stephenson, dove si potrà edificare molto, il Comune vorrebbe veder sorgere una novella Défense con uffici e negozi. Sull’ex scalo Farini sono le abitazioni che svetteranno attorno al parco da 400mila metri quadrati. E poi la stazione di Porta Genova, dove costruire atelier e spazi espositivi legati al design e la Bovisa che immagina una cittadella scientifica e tecnologica. Su altre aree sarà il tempo a tracciare la via anche se rimane irrisolta la destinazione di Porto di Mare. Sulla carta dovrebbe ospitare la Cittadella della giustizia, ma il Pgt stralcia il Tribunale dalle zone da riqualificare e non risolve il futuro di San Vittore.

Il verde e le case low cost. Dopo il voto, il Pgt è diventato un po’ più verde. Adesso, per ogni nuovo quartiere, è specificata la percentuale da riservare a parchi in proporzione alla grandezza: in tutto 3 milioni di metri quadrati in più. Dai 4.126 metri quadrati alla caserma XXIV Maggio al 65 per cento dell’area di Farini. Palazzo Marino, però, fa promesse ambiziose e nel 2030 sogna 22 nuovi parchi grandi come dieci Sempione in più.  Si chiama housing sociale. Tradotto: nuove case per chi non è abbastanza ricco per i prezzi di mercato e non così povero per un alloggio popolare. Nei quartieri ne sono state previste 25.832 in più. Appartamenti da 75 metri quadrati in media in ogni zona rigenerata: dai 103 di Rogoredo ai 3.400 alla Santa Barbara. Secondo le stime dell’assessore Carlo Masseroli, altre 10mila potrebbero nascere in altre parti della città.

I trasporti. Il tunnel sotterraneo Expo-Linate è stato “stralciato” e spostato sul documento dedicato ai trasporti, rimanendo però negli obiettivi della giunta. Il Pgt però immagina una rete che, per ora, è una scommessa. La “Circle line”, la linea ferroviaria da RhoFiera a San Cristoforo, sarà in parte ripagata con le operazioni immobiliari sugli ex scali. Dovrebbe funzionare già nel 2015 insieme alle linee 4 e 5 del metrò; per il 2030, invece, sono previste altre sei linee di trasporto pubblico. Dove si troveranno i soldi necessari?

I distretti. La città viene suddivisa in 88 piccoli quartieri. In ognuno il consiglio comunale individuerà i servizi da far nascere in base alle necessità con l’obiettivo di avere tutto vicino a casa. Il catalogo di cosa può essere considerato servizio è lungo e contempla non solo impianti sportivi e scuole, ma anche negozi di vicinato, orti urbani, e residenze temporanee per studenti.

Il Parco Sud.I consiglieri comunali hanno voluto che fosse scritto chiaramente: sui 42 milioni di metri quadrati di Parco Sud non si potrà costruire. I diritti volumetrici sono solo virtuali e saranno trasferiti in altre zone della città. Ma il pericolo cemento rimane perché la Provincia, che dovrà redigere i Piani di cintura, ha il potere di proporre nuove regole prevedendo anche la possibilità di edificare.

Mistero Stadio

Per localizzare il nuovo stadio è stato messo sottosopra il Piano di Governo del Territorio. Il Comune di Bergamo ha in pratica cancellato un Parco agricolo destinato a Plis per ospitare strutture sportive e destinazioni commerciali. Sono state registrate diverse osservazioni e assemblee affollate con associazioni e comitati mobilitati. Poi, di recente,  appena acquistata l’Atalanta, Percassi ha espresso una larvata preferenza per il Comune di Grassobbio, rimettendo tutto in discussione. Due giorni fa lo stesso imprenditore ha fatto capire che ci sarebbe una terza ipotesi; quindi niente Parco agricolo o Grassobbio, ma un altro posto che, secondo Percassi, non si può rivelare. Conclusione: dopo un anno ancora non si sa niente in merito alla localizzazione del nuovo impianto sportivo. Di certo, però, si è capito chi conduce il gioco.

Bergamo d’estate come il Far West.

Domenica di grande afa. Ci sta bene però una passeggiata mattutina a piedi in centro prima che si alzi il solleone. Partendo da Loreto si percorre la via Broseta  e cosa si scopre? Nel tratto stretto che va dall’incrocio con via Nullo fino a Piazza Pontida esiste una corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici, alla polizia, ai vigili del fuoco, alle ambulanze e alle bici. E invece la pista è  impunemente attraversata da auto private sfreccianti e moto di grande cilindrata.  Episodi registrati sia all’andata che al ritorno dal centro. Dei vigili neanche l’ombra. come avviene spesso nella nostra Città. Di notte non operano e, giustamente, ti rinviano al 113 o al 112, ma almeno di giorno fatevi vedere.

Pensierino finale per gli amministratori cittadini: Non esagerate con la contrarietà alle piste ciclabili e alle corsie preferenziali. La componente scorretta e indisciplinata degli automobilisti potrebbe assumere le vostre posizioni politiche come un segnale. Vale a dire che quelle limitazioni al libero scorazzare siano un inutile orpello e, tanto vale, non tenerne conto. E questo anche alla luce della quasi certa impunità per assenza di controllo.

l.n.

 

L’Ospedale di chi?

E’ di pochi giorni fa la notizia di un’indagine della Procura in merito all’appalto per la realizzazione della pista di atterraggio al servizio del nuovo ospedale di Bergamo. L’auspicio è che tutto vada per il verso giusto dimostrando la buona fede del personale preposto. Detto questo, non si può fare a meno di evidenziare il cammino non proprio spedito per la realizzazione del nuovo ospedale. Non parliamo tanto degli intoppi del cantiere, ma di tutta la gestione complessiva. Ricordiamo ai distratti che l’Accordo di Programma è stato sottoscritto nell’ormai lontano maggio del 2000 (oltre dieci anni fa) nell’ufficio dell’allora ministro della sanità Rosy Bindi.  Un decennio non è poco in un paese normale. Il fatto è che negli ultimi anni qualcuno ha soffiato nelle trombe ( o vuvuzela) della retorica, descrivendo meraviglia delle meraviglie. E’ convenuto a qualcuno che in questo decennio si è organizzato qualche spot in campagna elettorale sulla costosa opera di via Martin Luther king. Negli ultimi anni per assecondare una realizzazione veloce (!) dell’opera si è sacrificato il campus universitario previsto dal Piano Regolatore Generale: motivo della soppressione: serviva denaro fresco e immediato per il nuovo ospedale e occorreva vendere in tempi brevi l’area di largo Barozzi.  Pena il blocco dei lavori. Risultato: Campus sparito, area non venduta, soldi non riscossi e ospedale in fase di ultimazione. Ci sono troppe cose che non quadrano, ma nessuno si è posto il problema. Il bello è che non se lo sono posto neanche i vari consiglieri e assessori regionali di provenienza bergamasca, mai sfiorati dall’idea di approfondire l’argomento. Nel decennio si ricordano solo i soliti e scontati sopralluoghi dei politici con preavviso per i giornalisti per i consueti servizi con foto. La struttura sanitaria che porta il nome impegnativo di Giovanni XXX è stata anche definita con enfasi l’Ospedale dei Bergamaschi. Questo per evidenziare il tutt’uno con i cittadini bergamaschi ai quali, però, non sono state sempre fornite molte notizie in merito alla gestione dell’operazione (Nuovo e vecchio ospedale). Anni fa era stata proposta di promuovere un foglio informativo (anche semestrale) per portare a conoscenza dei cittadini il processo di graduale realizzazione della rilevante opera. Non si è voluto seguire questa o altra prassi. Ma piantiamola, allora, con questa storia dell’Ospedale dei bergamaschi.