Fabio Granata: a difesa del paesaggio siciliano

Trivelle in Val di Noto: nessun passo indietro sulla salvaguardia del paesaggio e del patrimonio culturale

di Fabio Granata

La sentenza amministrativa sulle autorizzazioni alle ricerche petrolifere sul territorio di Vittoria, in Val di Noto, vanno rispettate, come tutte le sentenze, ma allo stesso tempo su un piano politico non si deve fare alcun passo indietro sulla tutela del patrimonio e del paesaggio, dopo le grandi battaglie che anni fa salvarono quei luoghi magnifici dall’oltraggio delle ricerche petrolifere.

La Regione e lo Stato hanno gli strumenti adeguati per governare la complessa questione: piena e completa attuazione dei piani paesaggistici, istituzione del Parco degli Iblei e approvazione immediata di una norma che esclude la presenza di impianti di ricerca petrolifera o di produzione energetica nelle pertinenze dei territori tutelati dall’Unesco e/o dalla Regione o dallo Stato.

Si tratta quindi di una scelta politica chiara e netta per la tutela del Val di Noto e più in generale dell’heritage ambientale e culturale siciliano. Una scelta che può e deve essere garantita dal presidente della Regione e dal ministro dell’ambiente.

Cultura, paesaggio, agricoltura, turismo e innovazione rappresentano il futuro della Sicilia.

Nessun passo indietro, quindi, su modelli di sviluppo sbagliati, ma solo passi avanti nella direzione giusta.

Porta Sud a rischio chiusura.

Un approfondito e interessante servizio de L’Eco di Bergamo ( legggere  file sotto) ci informa che il futuro della Società Porta Sud e più che incerto, anzi con qualche possibilità di smantellamento. Si parla di carenza di motivazioni da parte della Provincia, di difficoltà di rapporti con gli altri soci (soprattutto le Ferrovie) e di deficit ricorrenti con l’ultimo dato che si attesta a 500.000 euro. In proposito è opportuno ricordare che un anno fa i soci (Comune, Provincia, Ferrovie e Camera di Commercio) hanno dovuto ricapitalizzare per una perdita di circa 800.000 euro.

Il sindaco Tentorio non può consentire il fallimento di questa esperienza nata con la giunta Veneziani nella quale egli operava come assessore al bilancio. Deve dotarsi del coraggio necessario per prendere in mano le redini di questa operazione destinata ad offrire opportunità importanti per il territorio bergamasco. Ne cito solo alcuni: a) Togliere dal degrado un pezzo importante di città; b) costituire un polo intermodale di grande valore; c) reperire risorse per realizzare opere pubbliche che la città attende da anni. Questi obiettivi non possono essere abbandonati.

COSA SI PU0′ FARE ORA? Provo a fornire qualche indicazione sintetica:

1) Alleggerire la società restituendo agli uffi comunali la titolarità delle incombenze urbanistiche. Essa si occupi  solo della fase attuativa ( come prevede la legge). Questo vuol dire non creare doppioni e chiudere rapporti di consulenza e di collaborazione che in questi anni hanno inciso pesantemente sui bilanci in rosso; 2) Misurare in maniera più opportuna il grado di fattibilità del progetto eleimininando parti di esso di difficile esecuzione; 3) Valorizzare le potenzialità della struttura comunale;4) Riformulare un Cronoprogramma rigido sul quale misurare la capacità operativa. IN MERITO AL COINVOLGIMENTO DEI PRIVATI, ricordo quanto affermato dall’amministratore delegato delle ferrovie  Mauro Moretti all’atto della costituzione societaria:  “i privati entrano se e solo se è di ragionevole lunghezza l’intervallo tra l’investimento finanziario e il ritorno economico conseguente alla realizzazione delle opere pubbliche  e private.”

A marzo scorso ho chiesto un appuntamentio al sindaco e all’assessore all’urbanistica  e ho rappresentato loro le considerazioni di cui sopra. Da allora non  si è saputo niente e non si è mosso niente, salvo i debiti che continuano a lievitare.

luna

 

Porta sud in bilico.pdf

Porta sud in bilico 1.pdf

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Porta Sud in bilico 3.pdf

 

 

Filati Latex. Forse si riparte con l’asilo e la comunità alloggio.

Dopo gli scontri in Giunta, doverbbe ripartire il progetto per servizi sociali alla Filati Lastex. Sindaco e assessori forse hanno capito che non potevano traccheggiare su argomenti così delicati  che coinvolgono in questo momento di crisi diverse famiglie bergamasche. Dopo i tempi per le beghe, ora arrivano i tempi “tecnici” e si spera che la gestione della partita sia seguita con la dovuta diligenza dagli assessori competenti. Il sindaco Tentorio deve fare da garante rispetto ai cittadini che attendono questi servizi da anni.  A questo punto ogni altro ritardo non troverebbe giustificazioni.

Si riporta l’articolo de Il Giornale di Bergamo:

Filati Lastex.pdf

Roma. Con il Gran Premio arriva una gigantesca colata di cemento.

IL GRAN PREMIO ALL’EUR

“Colata di cemento con la scusa della F1”

Roma, mega progetto intorno al circuito dell’Eur: grattacieli al posto delle aree verdi.  Italia Nostra: i terreni ceduti ai privati in cambio delle infrastrutture del Gran Premio.

da Repubblica del 27.10.2010

di PAOLO BOCCACCI

Il cemento ha il colore di una fotografia di quello che sarà. Due alti palazzi gemelli da una parte e dall’altra all’altra del verde delle Tre Fontane, davanti ai bianchi marmi dell’Eur, dove adesso si stagliano il rosso dei campi da tennis e delle piste di atletica e il verde di quelli da basket. Ognuno sarà un piccolo grattacielo, ben quindici piani fuori terra che si allungano in altri sette piani accanto, a forma di una L, e tutti e due ospiteranno appartamenti di lusso, uffici e negozi, messi in vendita per lanciare e realizzare il Gran Premio di Roma e far sfrecciare nell’estate del 2013 i bolidi della Formula Uno nel quartiere.

I progetti Gli ‘effetti’ sull’ambiente

Il progetto è stato presentato all’inizio di agosto in grandi cartelle rosse e bianche nelle stanze che contano del Campidoglio e adesso aspetta il via libera della conferenza dei servizi, convocata per il 9 novembre, e poi del consiglio comunale. I due palazzi del comprensorio si chiamano con nomi poetici, Porta dei Pini e Porta delle Tre Fontane. Ma sono 80 mila metri cubi che si abbatterebbero su uno degli angoli storici destinati a verde attrezzato del quartiere, quelli dove dagli anni Sessanta intere generazioni di ragazzi, con le loro magliette bianche e le scarpette da ginnastica, hanno cominciato a correre sulle piste, a giocare a tennis e a pallacanestro.

Così scendono in campo le associazioni dei cittadini del quartiere (Comitato Salute Ambiente Eur, Coordinamento Comitati e Cittadini per la Difesa dell’Eur, Coordinamento No Alla Formula Uno e La Vita degli Altri Onlus) e Italia Nostra, con un dossier dal titolo “Le mani sull’Eur” e un appello al sindaco Alemanno, ma anche ai ministri dei Beni Culturali, Sandro Bondi , e dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al premier Silvio Berlusconi. “Ribadiamo” scrivono “la nostra estrema preoccupazione riguardo un progetto che sembra aver preso forma parallelamente alla concezione di Roma Capitale, dimostrando finalità e modi privatistici, troppo lontani dall’interesse pubblico. Un’impresa che si è avvalsa, finora, di modalità di comunicazione a nostro avviso poco chiare, basate sui più agili metodi dell’imprenditoria privata, quando l’oggetto in discussione sono un quartiere storico, gioiello del Razionalismo, e il benessere di migliaia di cittadini”

I nuovi edifici, che si aggiungerebbero ai 150 mila metri cubi da costruire nell’ex Velodromo, spazzeranno via all’inizio tutte le strutture sportive delle Tre Fontane che sarebbero rase al suolo per far posto ai cantieri e poi ricostruite nello spazio rimanente.

Frutto dell’operazione sarebbero quei cento milioni che servono a Roma Formula Futuro capitanata dal presidente degli industriali della Federlazio Maurizio Flammini, ex pilota e patron della macchina organizzativa del Gran Premio romano, per approntare le opere necessarie a far sfrecciare i bolidi per le strade dell’Eur.
Un progetto per il quale la contropartita per la città consisterebbe nel nuovo ponte su via delle Tre Fontane, nella ristrutturazione di via delle Tre Fontane, trasformata in un boulevard, e la recinzione dei parchi dell’Eur, da quello degli Eucalipti a quello del Ninfeo all’altro del Turismo.

E la variante al piano regolatore, con relativo accordo di programma, che dovrebbe dar vita al comprensorio, sarebbe ricavata mettendo a disposizione di privati una parte di suolo pubblico destinata originariamente a verde e a servizi di livello locale come “paesaggio naturale di continuità” che collega la valle del Tevere al parco di Tormarancia. Insomma Ente Eur e Comune regalerebbero i terreni alla società costruttrice in cambio di altre opere necessarie per il Gran Premio.

Stop all’Asilo Nido e alla Comunità Alloggio nella ex Palazzina Filati Lastex di Redona. Contrasti nella Giunta di Bergamo

Concretezza: Parola non molto in voga dalle parti del Comune di Bergamo. Neanche  un progetto elementare come quello riguardante il progetto per servizi sociali sull’ex palazzina della Filati Lastex riesce a decollare. La maggioranza Pdl Lega si è sbriciolata su elementi ( tecnici o giuridici) che andavano esaminati prima e, pertanto, le famiglie interessate a quei servizi sono costretti ad un’attesa estenuante. Un comportamento, quello della Giunta, censurabile perchè non fornisce certezza, senza un si o un no, accampando giustificazioni tecniche in chiara copertura di questioni  politiche. Basta leggere qualche blog per dedurre che una parte della maggioranza guarda con sospetto le associazioni di volontariato che sostengono l’inizitiva sociale prevista. La Giunta ne esce male, perché con questi ingiiustificati rinvii dimostra di non attribuire la dovuta importanza agli interventi nel sociale e, di conseguenza, di non tener conto dei bisogni della famiglie coinvolte. Sulla stampa sono state pubblicate lettere di cittadini bergamaschi che apprendono con amarezza di dover attendere ancora molto per potere usufruire di questi servizi promessi e non mantenuti. Un elemento che ritorna spesso quando si tratta dell’amministrazione del capoluogo.

luna

Palazzo della Provincia a Porta Sud. La Lega era favorevole.

Porta Sud coma la Tela di Penelope.  Mentre i costi  e i deficit di gestione avanzano in maniera paurosa.

Si riporta di seguito l’intervento dell’assessore provinciale della Lega Nord  Arch. Silvia Lanzani in Consiglio comunale in sede di approvazione dell’accordo di programma del 28 maggio 2007.

CONSIGLIERE PROF.SSA LANZANI:
“Sicuramente questo è un ordine del giorno molto importante e c’è stato anche un interessante dibattito in
Commissione dove si sono illustrati i contenuti dell’ordine del giorno e anche il percorso che è stato fatto per
il progetto di Porta Sud.
Sappiamo, perché ci è stato riferito in Commissione, che personalmente l’Assessore Grossi si è
adoperato fin dal 2006 nelle varie trattative con la Provincia per riuscire a convincere il presidente della
stessa ad individuare un’area all’interno di Porta Sud, e certamente questa operazione dà l’avvio a quella
che, secondo me, è l’operazione più importante della città di Bergamo negli ultimi 50 anni.

Detto questo, io annuncio subito, come ho detto in Commissione, il nostro voto favorevole all’operazione……………

Sottolineo che da un punto di vista edilizio bisogna fare distinzioni puntuali, cercando di far
capire che il Comune di Bergamo non sta facendo dei progetti edilizi su Porta Sud ma c’è un progetto di
pianificazione fatto dallo studio Marinoni di Milano.

Per quanto riguarda il palazzo della Provincia, certamente è importante che ci sia un concorso
internazionale perchè il progetto vada un po’ al di fuori delle mura cittadine e anche perché finalmente
questo progetto possa essere lo spunto per far diventare l’architettura della città una possibilità di creare un
evento, così come è in tante altre città importanti d’Europa. Come diceva l’architetto Spagnolo, il cui pensiero
nel dettaglio di questo progetto io assolutamente condivido, bisogna cercare di fare in modo che i progetti
diano una mano, tra virgolette, alla rivitalizzazione della città e quindi a creare un indotto di tipo turistico, oltre
che naturalmente a risolvere problemi importanti come quelli delle infrastrutture, della ferrovia e quanto altro.

Copiato dal verbale della seduta del Consiglio Comunale

Porta Sud divora soldi pubblici anche se sta ferma.

 

Porta Sud: Una macchina divora soldi ( anche se sta ferma)

 

Ci risiamo: Dalla stampa locale si apprende che nei prossimi giorni si dovrebbe riunire il Consiglio di amministrazione della società Porta Sud per reintegrare il capitale con 400.000 euro “per pagare la progettazione, il master plan e l’intermediazione pubblico privato”. Se così fosse, ci troveremmo di fronte una situazione insostenibile. Una cosa semplicemente assurda se si considera che l’anno scorso i soci hanno dovuto ricapitalizzare 800.000 euro per coprire le perdite di esercizio. In altre parole la società in due anni avrebbe bruciato ben 1.200.000 euro di denaro pubblico e questo senza nulla sapere degli anni precedenti. Tra l’altro di recente la Corte dei conti ha ammonito gli Enti Locali a non ricorrere alle ricapitalizzazioni per coprire i deficit delle società partecipate.

Particolare non trascurabile, la maggior parte delle spese si riferisce a consulenze varie. Il tutto mentre la Provincia si sfila dal progetto lasciando in ammollo la già progettata nuova sede. Dalla data delle elezioni si è provveduto solo e unicamente alla copertura delle poltrone nel Consiglio di amministrazione. Per il resto buio pesto. Signori, occhio alla Corte dei conti.

 

Di seguito sono riportate le considerazioni di un anno fa in merito alla ricapitalizzazione da 800.000 euro.

“Il consiglio comunale di Bergamo è chiamato a decidere una ricapitalizzazione di 800.000 euro per coprire le perdite ammontanti complessivamente a 772.729 euro. In un anno di ricavi fermi a 43.333 euro, la società ha speso, tra le tante voci, 101.733 euro per il consiglio di amministrazione, 127.966 per consulenze tecniche, 18.162 per consulenze legali, 136.066 per stipendi, tra cui figurano 67.500 euro come costo per il personale distaccato dalle ferrovie dello stato (anche loro a mungere), 13.183 per partecipazione a fiere e convegni, 4.224 per viaggi e trasferte, 8.004 per rimborsi spese, 5.194 per spese di rappresentanza, più altro. Ci chiediamo se dopo cinque anni la società può considerarsi “in fase iniziale” e se può ritenersi normale un deficit composto prevalentemente da stipendi, compensi, consulenze e rimborsi spese.”

 

P.s. I soci di Porta Sud sono Comune e Provincia di Bergamo, Ferrovie e Camera di Commercio.

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-07-12/ricapitalizzazioni-salva-casi-gravi-081059.shtml?uuid=AYSBy86B

 

Caserma Scotti: Pubblicato l’Avviso d’Asta

Su alcuni quotidiani oggi è stato pubblicato l’estratto per Avviso d’Asta  relativo alla vendita dell’ ex Caserma Scotti di via Suardi, Bergamo

L’asta sarà tenuta mediante offerte, pari o in aumento, rispetto al prezzo posto a base di euro 2.424.000. Scadenza fissata per la ricezione delle offerte: il 13.12- 2010 alle ore16.

Alleghiamo copia del bando riportato sul sito www.agenziademanio.com

Lombardia_-_Avviso_dxAsta_prot._n._1174_del_23.09.2010x1x.pdf

Comunicati strani arrivano da Palazzo Frizzoni.

Per giustificare il notevole ritardo su opere pubbliche essenziali, prima si ammette la colpa evidente, ma subito dopo si declassa l’opera come “intervento marginale o di ridottissima rilevanza” (opere idrauliche agli Ospedali Riuniti) o , per il sottopasso all’ingresso, “opera non essenziale per l’apertura della struttura”

ECCO PARTE DEL PRIMO COMUNICATO SULL’ALLAGAMENTO DELL’OSPEDALE “in merito alla mancata realizzazione, segnalata d di una canale di sbarramento delle acque sotterranee in arrivo da nord. Palazzo Frizzoni conferma che l’opera non è stata fatta («verrà realizzata prossimamente»), ma sottolinea che si tratta di un intervento «marginale e di ridottissima rilevanza, che non ha alcuna influenza e che assolutamente non determina le criticità e le infiltrazioni d’acqua rilevate in profondità”

SULLA MANCATA REALIZZAZIONE DEL SOTTOPASSO: «C’è un grossissimo problema finanziario – ha evidenziato il primo cittadino Tentorio – . Quello che ci conforta, comunque, è che la realizzazione del nuovo sottopasso non è comunque essenziale per l’apertura della struttura e lo slittamento della realizzazione non dovrebbe influire sulla viabilità dell’utenza verso l’ospedale. Il passaggio a livello dura poco, e non è comunque quello il tragitto di ambulanze ed urgenza ». Sulla stessa linea i vertici dei Riuniti. Il direttore generale Carlo Bonometti: «Il sottopasso serve, ma non è necessario sia contestuale all’apertura dell’ospedale». Ma se questi interventi sono ritenuti irrilevanti o poco importanti, perché vengono ancora previsti, considerato anche che costano milioni di euro? Forse perché si tratta semplicemente di giustificazioni usate per non attribuire la giusta importanza ai ritardi registrati. Come si fa a sostenere seriamente che la mancanza del sottopasso alla barriera ferroviaria non influisce sul traffico veicolare? Questi strani ragionamenti ci rimandano alla favola della Volpe e l’Uva.

Palazzo Frizzoni. Ci risiamo con i comunicati assurdi. L’urgenza del sottopasso “non è bruciante”.

Come già riportato sul post di ieri, dal Comune di Bergamo arriva un altro comunicato incomprensibile. In poche parole, si afferma che sarà certamente realizzato ( ma non si dice quando) il sottopasso vicino al nuovo ospedale, ma si aggiunge che l’opera  non è urgente. Anzi di più. Si sostiene che la sua mancanza non crea alcun problema al traffico. Letteralmente: “la sua urgenza non è bruciante” Se fosse veramente così, saremmo di fronte ad un assurdo amministrativo. Si metterebbe in programma un’opera  viaria da ben 5 milioni di euro ritenuta ininfluente rispetto al flusso del traffico.

Per coloro che hanno la memoria corta, ricordo che a Palazzo Frizzoni sanno da 10 anni e mezzo che quest’intervento era da fare in quanto prescritto dall’Accordo di Programma  per il nuovo ospedale (del maggio 2000) come obbligo a carico del Comune di Bergamo. Naturalemte, trattandosi di un sottopasso  previsto con stretto riferimento all’ospedale, la sua realizzazione avrebbe dovuto coincidere con l’apertura della nuova stuttura sanitaria. Ma oggi sappiamo tutti che non sarà così.

Risulta quindi inammissibile giustificare l’inerzia dell’Amministrazione con una presunta “non urgenza” o addirittura indifferenza dell’opera rispetto ai benefici indotti. Si ammetta, invece, il ritardo per mancanza di fondi da parte del governo o per cattiva programmazione a livello locale. In quanto alle conseguenze sul traffico, queste le vedremo sicuramente quando entrerà in funzione il nuovo ospedale ( anche questo in ritardo dopo tanti squilli di tromba).

Ps: Da notare che il Comune rivendica il merito di aver inserito il sottopasso tra le opere previste nel 2010. Guardate che mancano 82 giorni al 2011!

luna