In Pianura Padana 7 mila morti per smog.


 

imagesda repubblica.blog

Brescia, Milano, Frosinone, Monza, Lucca, Bergamo e Torino. Siamo ancora a febbraio è sono già 7 le città fuori legge per lo smog, quelle che hanno consumato il tetto di 35 superamenti quotidiani al valore massimo consentito dalla normativa sulle polveri sottili. Il contatore dell’inquinamento continua a girare, come era prevedibile e previsto, senza che nessuno faccia niente anche se si sa che il responsabile principale di questo inquinamento è il traffico.
Ma quanto ci costa la nuvola di smog in cui siamo immersi? Una valutazione viene dall’Organizzazione mondiale di sanità. Il Centro europeo ambiente e salute dell’Oms, sulla base di un precedente studio sull’impatto delle polveri sottili e dell’ozono, ha calcolato l’effetto cumulativo prodotto tenendo conto anche dalle cosiddette PM2,5, le polveri ultrasottili: solo nei 30 capoluoghi di provincia della pianura padana il numero di morti a causa dello smog potrebbe superare i 7 mila all’anno.
“In Italia ogni cittadino perde in media 9 mesi di vita per esposizione al particolato”, ricorda Marco Martuzzi, responsabile impatto ambientale sulla salute del Centro Europeo Ambiente e Salute OMS. La mancanza di un piano anti smog – un ritardo che ha portato all’apertura di un procedimento di infrazione in sede comunitaria a carico dell’Italia- ha un costo pesante in termini di sofferenze umane e di perdite economiche. Secondo l’Oms, non ridurre le polveri sottili porta a un extra costo calcolando mortalità, malattie, anni di vita persi – fino a 28 miliardi di euro l’anno in Italia.
Sulla mancata reazione di fronte a questa situazione di grave danno collettivo interverranno anche i Verdi. “I 7 mila cittadini che muoiono ogni anno solo nelle città della pianura padana a causa dell’inquinamento sono veri e propri omicidi di stato per i quali presenteremo un esposto per omicidio colposo in tutte le città italiane”, afferma il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.
“A Napoli la spazzatura per strada è giustamente considerata uno scandalo, anche perché c’è un potenziale danno sanitario», osserva Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente. “A Milano si trova normale accumulare smog nell’aria, in presenza di un danno sanitario certo.  Forse la spazzatura è più telegenica”.

 

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Nucleare: Giurì ferma spot.

Alla partita a scacchi si aggiunge dichiarazione pro-atomo

23 febbraio, 2011. Ansa.it

la campagna del Forum Nucleare Italianola campagna del Forum Nucleare Italiano

Una nuova versione dello spot del Forum Nucleare Italiano che tiene conto dei rilievi mossi dal Comitato dell’Autodisciplina Pubblicitaria sarà inserita presto sul sito internet www.forumnucleare.it. Lo riferisce lo stesso Forum intervenuto cosi’ a seguito della pronuncia dell ‘Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria che ha considerato ‘ingannevole’ la pubblicita’ basata su una partita a scacchi. Il Forum ha riuferito la decisione di modificare il filmato ”inserendo un chiaro riferimento alla propria posizione pro-nucleare chiedendo contestualmente un parere preventivo al Comitato di Controllo. Poiché il Giurì non ha contestato i contenuti e la sostanza della nostra comunicazione – come invece i nostri detrattori hanno strumentalmente cercato di far credere – lo spot è rimasto identico a quello trasmesso ma contiene in questa versione l’affermazione ‘Noi siamo favorevoli’, cui si aggiunge una domanda rivolta allo spettatore: ‘E tu?'”. “Sottolineiamo che il mancato riferimento alla posizione pro nucleare del Forum – si spiega – non era stata inserita nella precedente versione perché era nostra intenzione essere equilibrati, dando pari dignità alle due posizioni: favorevoli e contrarie”. “L’idea di modificare lo spot per cercare di rispondere a quanto sollevato dal Giurì – conclude il Forum Nucleare Italiano – rientra nell’ottica di trasparenza e chiarezza che contraddistinguono il modo di operare del Forum e all’obiettivo di far riprendere il dibattito sul nucleare in Italia dopo decenni di silenzio e fornire argomentazioni che possono aiutare tutti ad acquisire una posizione più consapevole, sia essa ‘pro’ o ‘contro’, su questo tema”.

 

L‘Istituto dell’Autodisciplina pubblicitaria aveva dichiarato che la pubblicita’ del Forum Nucleare Italiano non e’ conforme agli articoli 2 e 46 del Codice di Autodisciplina della comunicazione e ne ha ordinato pertanto la cessazione, perche’ si tratta di una pubblicita’ ingannevole.

”Bocciati dunque i furbetti del nucleare, che sotto le mentite spoglie di una pubblicita’ informativa hanno cercato di manipolare l’opinione pubblica su un tema che ha invece bisogno di un’informazione equilibrata e approfondita ”, hanno affermato i senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, rendendo noto la pronuncia del Giuri’, che ha accolto il loro ricorso presentato nelle scorse settimane. Il ricorso era stato presentato anche Greenpeace

”Non comunica al telespettatore gli obiettivi sociali che l’associazione inserzionista intende raggiungere”. E’ questa la motivazione con cui il Giuri’ dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha bocciato la pubblicità del Forum nucleare italiano. Il Forum, nel suo sito, ribadisce che ”l’obiettivo della campagna di comunicazione, di cui lo spot fa parte, e’ quello di contribuire alla ripresa del dibattito sul nucleare in Italia dopo decenni di silenzio e fornire argomentazioni che possono aiutare tutti ad acquisire una posizione piu’ consapevole, sia essa ‘pro’ o ‘contro’, su questo importante tema”. 

Di qui l’idea di utilizzare una partita a scacchi per richiamare l’attenzione sul fatto che l’unico modo per dissipare i dubbi e’ quello di farsi un’opinione fondata su basi solide e informate. Una modalita’, secondo il Forum, ”semplice e comprensibile da tutti” per rappresentare due diverse visioni che si affrontano, una favorevole al nucleare e l’altra contraria. ”Ogni pedina mossa sullo scacchiere – si legge sul sito del Forum – corrisponde a un pensiero sul nucleare. Bianchi e neri, favorevoli e contrari si affrontano con legittimi interrogativi. Alla fine si scopre che il giocatore sta giocando una partita contro se stesso e i propri dubbi”. Infine, il Forum rileva che, nel rispetto dell’autonomia decisionale del Giuri’, il Jury d’Ethique Publicitaire di Bruxelles aveva invece giudicato corretto lo spot diffuso dal Forum nucleare belga, analogo a quello trasmesso in Italia. Anche lo spot belga, infatti, si articolava con l’esposizione dubitativa delle ragioni pro e contro l’energia nucleare e rinviava al suo sito Internet nella schermata finale.

Confronto Tentorio Veneziani su Opere Pubbliche e Urbanistica

Tentiamo un confronto tra le iniziative più rilevanti intraprese dalla Giunta Veneziani nel periodo Luglio 1999- Febbraio2001 e quelle assunte dalla Giunta Tentorio nello stesso lasso di tempo Luglio 2009- Febbraio2011.

 

VENEZIANI                                                               TENTORIO

Anno 2000                                                                Anno 2010

Marzo : Approvaz. PRG adott. Vicentini                     Giugno: Appr.PGT Bruni

Maggio : Sottosc.Acc.di progr Ospedale Nuovo

Giugno: Prog. Preliminare Tangenziale Est

Agosto: Avvio Acc. di Progr. Palatenda

Settembre: Appr. Progetto Nuovo Palazzo di Giust.

Anno 2001                                                                  Anno 2011

Febbraio: Approv Progetto Polaresco

Febbraio: Approv Acc. di Progr. Nuova Fiera

 

 

Bergamo. Le opposizioni: La Montelungo è un rudere cadente.

Da Bergamonews.it

Questa lettera aperta nasce dalla forte preoccupazione per la Caserma Montelungo, in via San Giovanni a Bergamo, che giace da troppo tempo abbandonata nel cuore della città. I segni del tempo stanno inesorabilmente trasformando questo complesso insieme di edifici, realizzati all’inizio del XX secolo, in un pericolante rudere.
Il Piano di Governo del Territorio prevede che il comparto venga recuperato con molteplici funzioni ed in particolare: 
la sezione prospiciente Via San Giovanni, la Caserma Montelungo propriamente detta, dovrebbe inserirsi nel “Polo della cultura e del tempo libero”, in stretta relazione con un percorso culturale e ambientale che dall’Accademia Carrara dovrebbe arrivare a Parco Marenzi e il centro città, passando per il Parco Suardi e la suddetta caserma
• la sezione verso la Torre del Galgario, detta Caserma Colleoni, andrebbe incontro ad un processo di valorizzazione residenziale e terziaria
Le previsioni urbanistiche si appoggiano sullo stato avanzato dei rapporti tra il Comune ed il Demanio, attuale proprietario del complesso. Se la proprietà (o la concessione) degli edifici passa al Comune, si può pensare di attuare le previsioni previste dal Piano. 
L’Amministrazione Bruni, in scadenza di mandato, ha predisposto un protocollo di intesa con l’Agenzia del Demanio, firmato poi da ambo i soggetti nei primi mesi dell’Amministrazione Tentorio. Tale protocollo, includente anche altre proprietà demaniali cittadine, prevede per la Montelungo proprio l’acquisizione da parte del Comune, ad un prezzo in attesa di fissazione. 
La novità della legge sul cosiddetto federalismo demaniale ha aperto uno spiraglio, a dire il vero assai stretto e remoto, sulla possibilità che il Comune riesca ad ottenere gratuitamente il bene.
Negli ultimi mesi sembrano però cambiati alcuni intendimenti dell’Amministrazione Comunale guidata dal Centrodestra, benché nel frattempo nessuna valutazione sia stata avanzata in merito alle vecchie e nuove destinazioni d’uso della Montelungo come polo culturale, snodo centrale della nostra Città.
L’Assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta, rispondendo ad un’interpellanza presentata dalle opposizioni, dichiara di attendere chiarimenti dal Demanio, senza suggerire alcuna operatività per la Montelungo.
La nostra lettera nasce dall’esigenza di ribadire alcuni punti imprescindibili:
• l’operazione che conduce all’acquisizione da parte del Comune della Caserma Montelungo deve essere perseguita con la massima determinazione, sia che si possa seguire il canale del federalismo demaniale, e dunque una cessione a titolo gratuito, sia che ci si debba rifare all’accordo già firmato dall’Agenzia del Demanio; occorre lavorare da subito e con il massimo impegno in quella direzione, indipendentemente da qualsiasi altra decisione;
• l’Amministrazione Comunale ha il dovere di elaborare al più presto uno studio di funzioni per la Caserma stessa, indicando da subito una precisa lista di obiettivi da perseguire non appena si rendano disponibili la proprietà e le risorse, perseguendo la fondamentale esigenza di un recupero a fine pubblico e culturale
Ci spinge alla stesura di questa lettera la spiacevole sensazione che l’attuale Amministrazione non si stia impegnando con vigore e decisione sufficiente a restituire ai cittadini un importantissimo edificio situato nel cuore culturale della città.
Bergamo non può permettersi di perdere un’occasione così importante, proprio ora che, dopo anni faticosi, si è giunti ad un accordo con il Demanio.
Benché i tempi possano apparire molto lunghi, è necessario muoversi immediatamente per gettare solide basi al futuro e per evitare che la Montelungo resti un rudere cadente, un buco nero nel fulcro della città, nel cuore e nella mente dei suoi cittadini.
Per noi la Montelungo diventa un simbolo.

I consiglieri comunali:
Roberto Bruni, Enrico Fusi, Nadia Ghisalberti, Simone Paganoni, Stefano Zenoni (Lista Bruni); Giacomo Angeloni, Elena Carnevali, Claudio Crescini, Sergio Gandi, Maria Carolina Marchesi, Ebe Sorti, Paola Tognon, Fiorenza Varinelli (Partito democratico); Vittorio grossi (Italia dei valori); Pietro Vertova (Verdi); Giuseppe Mazzoleni (UDC)

Bergamo: Si svuota la Pianificazione Urbanistica

 

ImmagineIlComune.jpgSono passati meno di nove mesi dalla pubblicazione sul BURL del nuovo Piano di Governo del Territorio di Bergamo e  circa venti mesi dall’insediamento della nuova amministrazione. Un tempo ragionevole per passare alla prima fase di attuazione delle previsioni urbanistiche, almeno per quelle di competenza pubblica.

In realtà si assiste ad un progressivo e silenzioso allontanamento di fatto dalle scelte individuate che, è utile ricordare, sono state rimodellate dal centrodestra rispetto alla versione elaborata e adottata dalla Giunta Bruni. Questo per ricordare che il documento oggi vigente dovrebbe godere del gradimento di Tentorio e della sua maggioranza.

Chi è attento alle vicende amministrative cittadine non può non scorgere un graduale svuotamento della pianificazione urbanistica  da poco tempo approdata a normativa vigente. Non si tratta di sensazioni, ma di riflessioni su affermazioni e comportamenti di esponenti del governo cittadino e, in aggiunta, dell’ Ente di via Tasso. Proviamo ad elencare alcuni indizi:

1) PORTA SUD: Dopo aver emendato la proposta precedente, il Comune e  la Provincia si sono chiaramente defilati rispetto ai ruoli stabiliti nelle carte societarie. Non si tratta solo dell’inversione di rotta sul Palazzo degli uffici provinciali, ma di un disimpegno significativo nella continuità progettuale e nella programmazione delle infrastrutture pubbliche connesse. Non ha senso l’invocazione ai privati a partire per primi in assenza di forti motivazioni da parte degli enti promotori. E’ utile ricordare che da questo comparto passa il raggiungimento di alcuni obiettivi irrinunciabili come: la creazione di un polo intermodale, la cancellazione del degrado dei quartieri a sud della ferrovia, la realizzazione di infrastrutture  pubbliche importanti per lo sviluppo di tutta la Città. Oggi siamo al blocco totale a sette anni dalla costituzione della società.

2) AREA OSPEDALIERA: No si sa più niente della vendita dell’area ospedaliera di Largo Barozzi. Dopo una prima asta andata deserta, è calato il sipario sulla vicenda e a Palazzo Frizzoni nessuno se ne preoccupa. Di recente su qualche giornale è venuta fuori l’indiscrezione di una vendita a spezzatini. non di una pietanza si tratta, ma di una possibile alienazione a lotti. La cosa poteva avere una sua logica prima della progettazione, oggi appare molto problematica e potrebbe implicare la necessità di rifare daccapo tutto il progetto, con tutto quello che ne consegue in termini di tempo e soldi. Sta di fatto che ad oggi non si conosce il destino urbanistico di quella che può a ragione considerarsi una delle aree di maggior pregio del territorio cittadino.

3) AREA CELADINA (Mercato ortofrutticolo, Macello, luna park) OGGETO DI CONCORSO EUROPAN.  Otto anni fa il Comune di Bergamo ha iniziato le procedure per lo spostamento del mercato ortofrutticolo fuori città (a Zanica) in considerazione di tre priorità: a) dare una nuova sede dignitosa all’ortomercato, anche su richiesta pressante degli operatori; b) portare a decoro urbano una delle zone più degradate della Città, un bruttissimo biglietto d’ingresso per chi entra da est; d) risarcire  i residenti di Borgo Palazzo e dintorni per una carenza di servizi pubblici sia per quantità che per qualità. E’ stato portato a termine un concorso di progettazione e poi il blocco totale. Anzi, candidamente, il sindaco Tentorio, con una semplice battuta, ha affermato che per un pò di tempo il mercato resterà dov’è. Fa niente che il Pgt da poco approvato ne prevede il recupero urbanistico . Altro che gambero.

4) DIFESA DEL VERDE. Si continuano a leggere dichiarazioni sui giornali di alcuni esponenti della maggioranza che rivendicano attenzione al verde. Intano, in attesa di capire cosa hanno in mente alcuni imprenditori privati, è stata stralciata una parte rilevante di area destinata a Parco Agricolo di valenza sovracomunale. Il percorso inverso rispetto a quanto normalmente avviene, vale a dire: prima le intenzioni, poi i contenuti progettuali, l’impatto e poi, eventualmente, lo strumento attuativo dell’accordo di programma o di un P.I.I. Da tempo si sussurra di eventuali futuri cedimenti attraverso la riduzione di aree verdi per edificazioni finalizzate a procacciare risorse per opere pubbliche, tipo il sottopasso di via Martin Luther King al servizio dell’ospedale nuovo.

5) SISTEMA DELLA MOBILITA’: Nessuna azione positiva è stata avviata per realizzare le previsioni del PGT. Qui non c’è bisogno di illustrazioni perchè mancano gli argomenti sui quali discutere. Intanto ci teniamo smog e traffico.

Possiamo dire che i comparti di cui sopra costituiscono l’ossatura dell’urbanistica cittadina? Ogni giorno che passa rende sempre più diffcoltoso il recupero del terreno e del tempo perduto, soprattutto in assenza di un’idea di Città. E sta proprio qui il tratto negativo del governo attale di Bergamo: non aver contrapposto all’idea della Giunta Bruni una proposta alternativa o diversa. A meno che l’idea  non sia quella di amministrare senza amministrare.

l.n.

 

 

 

 

Bergamo: Dehor di cattivo gusto e pericolosi

ImmagineIlComune.jpgQualche cittadino si è lamentato giustamente sulla stampa per alcuni dehor spuntati in città nei mesi scorsi. Per dimostrare che tutto è opinabile,  e volendo essere più realisti del re, gli amministratori comunali si sono subito affrettati a zittire i critici senza minimamente mettere in discussione le loro scelte. La risposta di Palazzo Frizzoni oltre che risentita appare anche confusa nel merito: si fanno paragoni impropri e inutili con Parigi sbagliando il merito della questione posta.

Infatti, la discussione non riguarda il tema dehor si o dehor no. Ma che tipo di struttura si sta proponendo a Bergamo e allora, per sgombrare il campo, diciamo che nel nostro caso alcuni sono molto, ma molto discutibili. Vogliamo parlare di una specie di piattaforma piantata in via Zambonate in mezzo ad una strada stretta con traffico intenso di auto e mezzi pubblici? Le auto che procedono verso il centro sono costrette a compiere una manovra per non sbatterci addosso. Infatti la sera, soprattutto d’inverno, andrebbe messa una lanterna per evitare brutti impatti. Nel caso specifico questa piattaforma aumenta la sensazione di degrado già presente in zona

Per Piazza Pontida, il manufatto non si concilia minimamente con il contesto del borgo in cui è collocato e questo lo vedono anche gli orbi. Lo stesso discorso vale per altre presenze.

Non c’è mica bisogno di andare a Parigi per vedere come si realizzano, basta andare  a MIlano o in altre località vicine.

In proposito appare utile riportare uno stralcio della risposta del’amministrazione comunale:A Bergamo, le nuove autorizzazioni sono guidate in modo assai preciso, quasi rigido. Ogni istallazione deve essere approvata dalla Conferenza dei Servizi, in cui i dirigenti, e cioè i responsabili dei settori interessati, quali la mobilità, le attività produttive, l’edilizia privata,devono decidere in base ad un regolamento comunale che dà precise indicazioni di fondo. Per le zone di particolare pregio (centro cittadino e borghi storici) il parere della Conferenza dei Servizi deve essere accompagnato da quello della Sovrintendenza ai beni culturali e da quello della Commissione comunale paesaggistica, (di cui fanno parte tecnici nominati sia dalla maggioranza che dalla minoranza). Quindi, un percorso molto preciso, che viene seguito con certosina precisione.”

Quindi dovremmo essere soddisfatti per tre motivi: a) perchè è prevista la Conferenza dei servizi; b) ci sono tecnici nominati dalla maggioranza e della minoranza; c) il percorso viene seguito con certosina precisione:

Ma la precisione su cosa? Qui si parla di cattivo gusto e inadeguatezza rispetto al contesto e in qualche caso di pericolo per i cittadini e i veicoli . Non manca, in ultimo, l’ aumento del degrado.

Per Bergamo bastava la Pro Loco

ImmagineIlComune.jpgL’anno scorso , al compimento del primo anno passato al governo di Bergamo, i partiti del centrodestra cittadino hanno riempito la Città di manifesti contenenti l’elenco degli obiettivi conseguiti. Andando a memoria, erano riportati in grande evidenza: Il raduno degli Alpini, la festa dei Bersaglieri, le feste nei parchi, la  movida , oltre ad alcune delibere come l’approvazione del PGT adottato dalla precedente Amministrazione.

La recente visita del Presidente della Repubblica, evento indubbiamente importantissimo, fornirà materiale utile per il prossimo manifesto del  secondo compleanno della Giunta insediata a Palazzo Frizzoni.

Considerato il campo di attività prevalente dell’amministrazione attuale, verrebbe da dire: ma allora, per fare queste cose bastava la Pro Loco.

Bergamo: La Regione fa il bello e il cattivo tempo.

ospedali riuniti di bergamo.jpgFormigoni fa quello che vuole e i bergamaschi sonnecchiano.

Si è sempre detto in passato che Bergamo contava poco in Regione perché aveva pochi posti in Giunta. Adesso che ci sono due assessori bergamaschi, la realtà non cambia e Formigoni sul nostro territorio fa sempre quello che vuole. Un esempio?

A diciotto mesi dalla prima e unica gara, andata deserta, tutto tace sulla vendita dell’area ospedaliera di Largo Barozzi. Sono passti sei anni e più da quando sui giornali locali si lanciavano allarmi per la presenza scomoda del campus universitario. A parere di questi signori occorrevano risorse finanziarie fresche e immediate per far fronte ai pagamenti del nuovo ospedale in costruzione alla Trucca. Sempre secondo questi “illuminati”, bisognava riservare l’area a residenze private, a uffici e negozi per procurare soldi alla Regione. Coloro che si battevano per la permanenza del campus erano matti da legare! Una volta cancellata  l’iniversità e dopo avere tasformato il meraviglioso compendio pubblico in un comparto privato, tutti a schiacciare il classico pisolino. Ai giornali non interessa più la mancata vendita, per la Regione non esiste più l’urgenza di far cassa e il Comune di Bergamo, che dovrebbe avere la regia urbanistica, non fa una piega di fronte all’assurda vicenda.

Qualcuno aveva promesso chiarimenti definitivi per luglio 2010, poi per l’ottobre scorso, infine di recente si è parlato di possibile gara con spezzatino (vendita a lotti), adesso arriveremo forse anche al brasato.

Chi dovrebbe indignarsi preferisce far finta di niente. La solita ricetta “contro il logorio della vita moderna”