Legge regionale sulle Aree protette bloccata da franchi tiratori di Lega e Pdl.

 

MILANO – Corriere.it.   Undici franchi tiratori e la proposta di legge che deve ridisegnare l’assetto delle aree protette lombarde (in totale 450 mila ettari) fa un passo indietro e torna alla Commissione Agricoltura. Segnano un punto i contrari alla nuova organizzazione, mentre tra Lega e Pdl si incrociano segnali che non hanno troppo a che vedere con il futuro delle aree verdi. In aula, ieri, c’erano 47 rappresentati della maggioranza e 29 della minoranza; in ciascuno dei due schieramenti c’è stato un non votante. Il risultato, con 39 sì e 35 no, indica dunque in 11 il numero dei transfughi che hanno costretto il relatore Carlo Saffioti a proporre il rinvio in commissione.

Quanti i sì della Lega all’emendamento Pd? Quanti quelli targati Pdl? Certo, a più di uno nella Lega non piace la nuova governance dei parchi, meno vicina (rispetto all’attuale) ai Comuni e più «centralizzata» dalla Regione. Ma, mentre Renzo Bossi, con i suoi, non fa troppo mistero del suo voto favorevole, c’è chi legge in questa bocciatura un messaggio lanciato dal «cerchio magico» – i fedelissimi del Senatùr, contrapposti all’area Maroni-Giorgetti – direttamente alla presidenza della Regione. Proprio Giorgetti, infatti, avrebbe garantito il via libera alla legge sui parchi che, invece, i suoi avversari hanno azzoppato.

«È stato chiaro fin dal mattino che tra le fila della Lega Nord ci fossero consiglieri che si dichiaravano contrari a questo provvedimento presentato dalla Giunta e in particolare dall’assessore del Pdl Colucci. Questo nonostante precisi accordi e garanzie fornite dalla Lega al massimo livello» ha commentato il capogruppo del Pdl Paolo Valentini, secondo il quale è ora necessaria «una profonda riflessione sulla volontà della maggioranza di continuare la propria attività legislativa nei prossimi mesi».

Alessandro Colucci, assessore pdl ai sistemi Verdi e bersaglio di malumori dentro il suo stesso partito, dice che «i parchi a questo punto rischiano la chiusura» perché il decreto Milleproroghe decreta lo scioglimento dei consorzi di gestione entro quest’anno. «Chi ha voluto questo ne porti intera la responsabilità – aggiunge -. Giochi politici mettono a repentaglio un’esigenza vera e profonda di governo del territorio». «Una triste pagine di politica è stata scritta» è il commento di Legambiente. «Chiediamo che ora la nuova legge venga depurata dai passaggi assolutamente insostenibili come le deroghe e le possibili modifiche dei confini dei parchi. La maggioranza ha la possibilità di migliorare il testo di legge, non si faccia sfuggire questa occasione».

Laura Guardini
30 giugno 2011 13:39

Vendita edifici storici di Bergamo: Tesi insostenibile di Tentorio.

 

Ormai siamo abituati alle battute di Tentorio- sindaco. Situazioni serie e problemi gravi vengono liquidati con ragionamenti che evadono letteralmente dalla realtà per spaziare nella retorica e nel finto buonismo. Stavolta sostiene che: “Se hai un gioiello lo vendi per costruire la casa ai figli” tentando di giustificare le sue intenzioni di vendere edifici storici di Piazza Vecchia ai privati.

Tentorio non si rende conto che non sta vendendo un orecchino o un anello dei nonni per pagare il mutuo della casa dei giovanotti. Egli sta cancellando pezzi pregiati del patrimonio culturale di Bergamo. Come se il sindaco di Pisa vendesse la Torre pendente o quello di Roma mettesse all’asta il Colosseo.

La Casa del Podestà viene definita dal sindaco un BENE DI LUSSO. A questo punto ogni commento è superfluo.

P.s. ma l’assessore alal cultura ha qualcosa da dire?

Riportiamo di seguito il servizio pubblicato su Bergamonews.it

Gentili Signori,

abbiamo letto con molta attenzione la Vostra lettera del 6 giungo scorso intitolata “Appello ai Cittadini – Diciamo ‘no’ alla vendita del Palazzo del Podestà in Piazza Vecchia”.
Tale attenzione è in noi assolutamente doverosa perché apprezziamo da tempi il Vostro grande impegno a favore della Comunità, con particolare riferimento a Città Alta. 
Con molta chiarezza dobbiamo però dirVi che il Vostro pur appassionato appello deriva da un ragionamento incompleto perché non tiene conto delle gravissime esigenze del bilancio del Comune di Bergamo.
Come già abbiamo chiaramente detto più volte, ilPatto di Stabilità che ci viene imposto ci obbliga a enormi sacrifici. In sintesi siamo in grado solo di sostenere le manutenzioni straordinarie (che non possono essere ridotte al di sotto del limite fisiologico di 12 milioni di euro all’anno. D’altro canto le strade, i marciapiedi, le scuole, gli edifici pubblici della Città non possono assolutamente essere lasciati deperire).
Dopo di ciò, qualsiasi nuova opera pubblica deve essere pagata attraverso la vendita di beni comunali non strategici. Certamente prima venderemo altri immobili comunali, come l’Europan di Celadina e diversi uffici e abitazioni minori non utilizzati, così come almeno parte delle azioni possedute in A2A (sperando che risalgano dalla attuale pessima quotazione in borsa); ricordiamo però che avere meno azioni A2A significa a partire dall’anno successivo meno dividendi e quindi meno disponibilità per le spese correnti, dai servizi sociali a quelli culturali e scolastici. 
Ma finiti questi beni vendibili, non possiamo bloccare le opere pubbliche della Città.
Citiamo – a solo titolo di esempio – i 3,6 milioni della Carrara, i quasi 4,0 milione della piazza della stazione e della stazione autolinee, il milione della scuola Petteni, gli 8,7 milioni della tangenzialina di Borgo Palazzo (che risolverebbe i problemi gravosi del traffico di Boccaleone) e poi 1,6 milioni della nuova Scuola dell’Infanzia in via Lotto, 4,3 milioni della risalita per Città Alta, 1,5 milioni della nuova Scuola dell’Infanzia di via Daste e Spalenga, 1,5 milioni del nuovo Asilo nido di Loreto. E non abbiamo citato tante, tante altre opere pubbliche , piccole medie e grandi, in centro e nei quartieri, che sono esigenze obiettive della gente.
Chi ha un gioiello (che tra l’altro usa poco) e deve costruire la casa per il figli cosa deve fare? Tenere il gioiello o fare la casa dei figli? Come può il Comune bloccare le sue opere pubbliche , pur di tenersi un bene di lusso?
Speriamo comunque fortemente non sia necessario vendere il Palazzo del Podestà perché un’attenuazione del Patto di Stabilità per i comuni sani come Bergamo potrebbe consentirci almeno di usare i nostri soldi. Ricordiamo che abbiamo 80 milioni di euro in cassa non utilizzabili e abbiamo 8 milioni di avanzi del 2010 che non possiamo spendere.
Frattanto – come già chiaramente detto sia in Consiglio comunale che sulla stampa – non si dà inizio a nessuna procedura di vendita del palazzo del Podestà. Speriamo in un futuro migliore, come merita un Comune virtuoso come il nostro.
Grazie per l’attenzione.
Cordiali saluti.
Il Sindaco e la Giunta comunale di Bergamo

 

Concorsi di progettazione. Incentivi dell’Emilia Romagna ai Comuni.

28.06.2011 La Giunta regionale dell’Emilia Romagna ha approvato nei giorni scorsi il bando ‘Concorsi di architettura e di riqualificazione urbana’, rivolto ai Comuni e finalizzato a sostenere concorsi di progettazione o di idee che si prefiggano obiettivi di qualità urbana.

Il bando – pensato come strumento per la diffusione e promozione della progettualità locale in materia di riqualificazione delle città – integra fattori ambientali e paesaggistici con gli obiettivi della rigenerazione del patrimonio, della riqualificazione dello spazio pubblico, del risparmio di risorse, a cominciare proprio dal freno al consumo di suolo.
 
Le tematiche, che riguardano le diverse scale di intervento, comprendono:
– la ricomposizione della forma urbana per favorire la rinascita delle aree degradate e il riuso di aree dimesse, anche tramite l’eventuale bonifica e rinaturalizzazione dei siti con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo agricolo;
– la rigenerazione degli ambiti urbani consolidati attraverso progetti urbani che affrontino il rapporto tra spazio pubblico ed edificato ed introducano un miglioramento dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale;
– la ridefinizione dei limiti della struttura urbana mediante la ricucitura del rapporto con le aree periurbane anche prevedendo collegamenti pedonali e ciclabili con gli ambiti di interesse ambientale e paesaggistico;
– il ridisegno degli spazi liberi destinati alla funzione pubblica, anche attraverso piani di riqualificazione delle pavimentazioni dei centri storici e del verde urbano.
 
Per accedere ai contributi messi a disposizione dalla Regione, i Comuni dovranno attivare concorsi di architettura, supportati dagli strumenti di pianificazione locali e finalizzati a selezionare risposte progettuali di qualità.
 
I Comuni interessati, entro il 30 settembre, dovranno presentare le proposte (una per ogni Comune) accompagnate da uno studio di fattibilità. La selezione verrà operata da un apposito nucleo regionale di valutazione sulla base dei criteri definiti nel bando, che fanno riferimento tra l’altro a parametri di qualità architettonica, urbana (dello spazio pubblico), paesaggistica, ambientale e sociale.
 
Alla proclamazione dei vincitori (in ottobre) seguirà la sottoscrizione entro la fine del 2011 di un Protocollo di intesa finalizzato a disciplinare i reciproci impegni di Comune e Regione in ordine alla redazione dei bandi, all’attuazione dei concorsi, alla erogazione dei contributi e alla fattibilità dei progetti. Il contributo va da un minimo di 30 mila ad un massimo di 70 mila euro in funzione della dimensione demografica del Comune.
 
Per promuovere il bando ‘Concorsi di architettura e di riqualificazione urbana’, la Regione Emilia Romagna in collaborazione con il Centro ricerche urbane e territoriali dell’Università di Ferrara, ha organizzato il Laboratorio di creatività urbana. Il primo evento è stato il Forum delle città dell’Emilia-Romagna, tenutosi lo scorso 24 giugno a Bologna, presupposto per la partecipazione dei Comuni interessati ai workshop che si svolgeranno per i Comuni con oltre 15 mila abitanti il 1-2 luglio e per i Comuni fino a 15 mila abitanti il 8-9 luglio 2011.
 
“Poggiando sulla dimensione della creatività – ha detto l’assessore regionale all’Ambiente e riqualificazione urbana Sabrina Freda -, abbiamo voluto rispondere alla richiesta di aumentare la qualità dell’abitare delle e nelle città. Un modo – ha sottolineato l’assessore – per tentare di dare forma a progetti, di tutte le scale, che possano rendere sempre più belli e fruibili i centri urbani. Una opportunità che consentirà anche di realizzare piccole opere, non per questo meno significative, che spesso sono trascurate nei grandi interventi urbanistici dei tessuti urbani delle città”.

“Durante ciascun workshop amministratori, dirigenti e funzionari dei Comuni – ha aggiunto l’assessore Freda – lavoreranno insieme a esperti, ricercatori e tecnici, affrontando i diversi temi promossi dal bando della Regione con l’intento di individuare gli obiettivi e le soluzioni più creative e innovative. L’obiettivo è quello di costruire una rete di competenze pubbliche e private che possano supportare e diffondere una progettualità innovativa, anche attraverso l’individuazione e la condivisione di buone pratiche”.

La silenziosa rimonta delle energie rinnovabili.

News – 23 giugno, 2011 Greenpeace.it

La rivoluzione silenziosa delle rinnovabili è già iniziata ed è inarrestabile. Lo riveliamo oggi con il rapporto “The Silent Energy [R]evolution, una nuova analisi del mercato mondiale della produzione energetica. Il rapporto dimostra come a partire dagli anni ’90 abbia avuto inizio una silenziosa, ma sempre più crescente, rivoluzione energetica.

La produzione di energia solare ed eolica, nell’ultimo decennio, è infatti cresciuta più rapidamente di qualsiasi altra fonte energetica al punto che oltre un quarto (26%) della nuova potenza installata nello scorso decennio è a carico delle rinnovabili, mentre il nucleare rappresenta solo un 2% della potenza installata nello stesso periodo.

Quanto successo in quest’ultimo decennio dimostra che oggi i governi possono fare una scelta semplice e chiara: rinunciare a fonti pericolose come il nucleare e il carbone e puntare sulle rinnovabili, non solo per salvare il clima ma anche per garantire sviluppo e occupazione.

La corsa delle rinnovabili procede a scapito di nucleare e carbone. Mentre il nucleare ha avuto bisogno di 10 anni per installare circa 35.000 MW (2000-2010) l’eolico ha installato una potenza analoga nel solo 2010. Sempre nell’ultimo decennio, gli investimenti sul carbone sono diminuiti ovunque tranne che in Cina, dove però è stata raddoppiata ogni anno dal 2003 la potenza di eolico installata.

Ciò a dimostrazione del fatto che anche  la Cina ha deciso di puntare sulle rinnovabili. E l’Italia?

Dopo la schiacciante vittoria referendaria e la decisione della Germania di uscire dal nucleare e puntare su rinnovabili ed efficienza, ora anche il governo italiano  dovrebbe investire nell’energia pulita. Soprattutto se si considera che a partire dal 2004 si è registrato un forteincremento degli investimenti sul gas, mentre nel 2009 e 2010 sono state le rinnovabili a dominare la scena.

I prossimi anni saranno decisivi per un’ulteriore affermazione del settore delle energie pulite. Per questo chiediamo che siano riviste le politiche energetiche attraverso l’introduzione di tariffe modulate per fonte energetica e taglia (feed-in premium tariffs) con accesso prioritario dell’energia rinnovabile alla rete elettrica.

La silenziosa rimonta delle rinnovabili inizia a farsi sentire.

Leggi “La silenziosa [R]ivoluzione energetica”

Per scaricare la versione completa del rapporto in inglese clicca qui

Area ospedaliera di Bergamo: I cittadini: Vediamoci per adeguare i servizi pubblici. Il Comune risponde picche!

area ospedaliera,cittadini,vediamoci,comune,risponde picche.Pochi giorni fa il Comitato di Santa Lucia, giustamente  preoccupato per il futuro dell’area ospedaliera di Largo Barozzi, ha inoltrato al Comune di Bergamo e alla stampa una lettera abbastanza circostanziata e comprensibile.

Ne riportiamo alcuni passi significativi:

Questa Amministrazione comunale non può essere convinta di un masterplan che su 130 mila metri quadrati ne riserva solo 6 mila ai cittadini per un asilo nido, una piccola biblioteca e una Rsa. Pochissimo verde e nessuna idea innovativa».

«Abbiamo raccolto 2 mila firme – aggiunge Ernesto Paganoni – da parte di cittadini di tutta Bergamo che chiedono un intervento che non comprometta la città, ma ne sfrutti le risorse in modo intelligente. Abbiamo bussato a tutte le porte per spiegare e capire, siamo cittadini ragionevoli, non certo esaltati, e ci preoccupa il silenzio e il poco coinvolgimento su una questione che invece interessa tutti». Il Comitato sta organizzando per la città una giornata di studio che dicono «molto serio» per affrontare fin d’ora quegli snodi che, se nosono valutati correttamente oggi, domani si trasformeranno in un nuovo problema sociale. «Noi diciamo: discutiamo, non aspettiamo il fatto compiuto – conclude il presidente Deligios –. L’area dell’ospedale è un luogo di tutti i bergamaschi, ci può essereun’impronta significativa che non sia quella del cemento».

Da notare la raccomandazione importantissima: “NON ASPETTIAMO IL FATTO COMPIUTO”.

Ieri, semprea a mezzo stampa,è arrivata la replica dell’assessore all’urbanistica Andrea Pezzotta con queste parole:

“una volta terminata con successo, come auspichiamo, la procedura di gara, si passerà alla fase attuativa. Per quanto attiene al tema delle opere pubbliche a servizio del quartiere, va evidenziato che l’Accordo di programmastipulato nel 2008 fra il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, la Regione Lombardia, l’Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti di Bergamo, ilComune di Bergamo e laProvincia prevede già l’indicazione di massima delle prestazioni pubbliche attese. Sarà senz’altro possibile, nella fase attuativa, far realizzare delle opere diverse da quelle attualmente previste, ma ciò dovrà avvenire mantenendo l’equilibrio economico- finanziario dell’operazione urbanistica. Quando si passerà alla fase attuativa dell’intervento, non mancheremo di confrontarci con la circoscrizione di riferimento ed anche con il comitato di S. Lucia, per garantire la realizzazione dei servizi e delle opere che sarannoritenute di prioritaria importanza per il quartiere.”

ESATTAMENTE L’OPPOSTO DI QUANTO CHIEDE IL COMITATO.

Infatti, alla raccomandazione dei cittadini: “Non metteteci davanti al fatto compiuto”, l’assessore risponde: “aspettiamo che vendano l’area, poi quando si passerà alla fase attuativa, non mancheremo di confrontarci”. Come dire ci vedremo quando chiederanno il permesso di costruire.

Tra l’altro questa promessa è difficile, se non impossibile da mantenere, perchè chi acquista un’area con determinate destinazioni e con un mix dato di funzioni private e pubbliche, difficilmete accetta, dopo aver pagato, la revisione di quanto previsto. Soprattutto se si tratta di aumentare la quantità di servizi pubblici sulla propria area.

Inoltre si sa che nella fase attuativa, non si pianificano le destinazioni, ma si attuano quelle già previste nello strumento urbanistico.

Quindi si imbocca la via temuta dai residenti quella “del fatto compiuto” e questo nonostante le 2.000 firme in calce alla rchiesta.

 


l

 

 

Nuovo sito: Piazza Vecchia non si vende.

Si è costituito un  interessante gruppo di associazioni a favore della tutela e contro la vendita degli edifici storici cittadini.

Nell’augurare  ai promotori la migliore riuscita dell’iniziativa per il bene della nostra Città ( e non solo) dichiariamo la nostra disponibiltà a sostenere il loro impegno in maniera convinta.

Troverete tutte le informazioni necessarie su:

http://www.piazzavecchianonsivende.it/

aggiungiamo un nostro articolo del 19 aprile scorso:

http://associazionelaurora.myblog.it/archive/2011/04/19/il-comune-di-bergamo-vende-i-gioielli-della-citta.html

Invitiamo all’adesione.

Grazie

l.n.

 

 

 

 

 

La Città di Bergamo arretra.

Per avere una semplice idea della condizione amministrativa e politica della città di Bergamo basta leggere l’articolo riportato sotto.

Bergamo dovrebbe competere con altre cità d’arte come Siena, Perugia, Orvieto, Lucca, Todi, e invece qualcuno nel Palazzo fa tutto il possibile per mortificarla e catalogarla tra indistinti agglomerati urbani.

Questo triste balletto sul donatore ignoto dei cartelli Bèrghem, nasconde una realtà diversa che narra come non basta vincere un’ elezione per dotarsi di capacità culturali e amore per la propria comunità.

In assenza di questi requisiti non resta che l’ammuffita ideologia, la parola d’ordine e il tirare a campare nella gestione dell’effimero potere.

l.n.

L’assessore – Alessio Saltarelli non si sbottona. L’assessore ai Lavori pubblici dà solo qualche indizio per risalire al fantomatico benefattore di fede leghista che ha donato alla città i cartelli con la scritta “Bèrghem”.
“Bèrghem”, giallo sul benefattore
“Non dirò mai chi li ha donati”
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“Non le dirò mai chi ha regalato i cartelli in dialetto”. Alessio Saltarelli non si sbottona.L’assessore ai Lavori pubblici dà solo qualche indizio per risalire al fantomatico benefattore di fede leghista che ha donato alla città i cartelli con la scritta “Bèrghem”. Indizi troppo generici per individuare con precisione il misterioso volto. “Non è la Lega Nord come partito e non è nemmeno un imprenditore – spiega -, l’unica cosa che posso dire è che il Comune non ha pagato nemmeno un euro. I cartelli sono stati regalati. Punto”. Secondo Saltarelli non c’è nemmeno un atto pubblico in cui il Comune prende atto della donazione. Il nulla più totale, nemmeno una decisione della Giunta. Solo un’informativa a voce a tutti gli assessori. Alla faccia della trasparenza di cui si fregiano le amministrazioni. “Questi cartelli erano stati messi nel 2004 – continua l’assessore -, poi Bruni decise di toglierli di imperio, senza nessuna consultazione del Consiglio comunale o dei cittadini. L’anno scorso abbiamo iniziato a riparlarne, ma abbiamo deciso di procedere con calma, anche perché non volevamo utilizzare risorse pubbliche. Ora questo donatore si è offerto di pagarli, quindi abbiamo accettato. Quanto sono costati? Non lo sappiamo, è un problema di chi li ha pagati. L’importante era che avessero un valore storico e culturale, quindi abbiamo messo anche la scritta in germanico e latino”.

Bergamonews, 17 giugno 2011

 

Comune di Bergamo: opposizioni all’attacco.

Centrale Termica di via Daste Spalenga. Esempio di Archeologia Industriale.JPGI consiglieri della lista Bruni e del Partito Democratico hanno avuto gioco facile ieri nel criticare la Giunta Tentorio. A distanza di due anni dall’inizio del mandato l’amministrazione di centrodestra ha mostrato immobilismo in tutti i settori e un tracciato operativo quasi piatto.

Le critiche in sostanza non riguardano, come sarebbe logico prevedere, scelte o iniziative sbagliate, ma le cose non fatte . Le opposizioni hanno anche denunciato l’assoluta mancanza di leadership da parte del primo cittadino che, però, può spiegare solo in parte le carenze della giunta. 

Manca soprattutto un’idea di città che dovrebbe scatutire da un programma con i vari capitoli e temi tra loro coerenti e collegati. Non parliamo poi delle promesse elettorali finite chi sa dove.

Domanda semplice: negli ultimi due anni si è notato un miglioramento, seppur minimo, nel livello di vivibilità dei bergamaschi?. Non sembra proprio, anzi.

Porta Sud è finita nelle sabbie mobili con una spinta in giù da parte della lega e di Pirovano in particolare e Tentorio si è adeguato.

La Rigenerazione Urbana della Celadina e di Borgo Palazzo è stata cassata  e parliamo di un’iniziativa partita circa 10 anni fa quando Tentorio era assessore al bilancio.

Per Traffico e Mobilità si va in controtendenza rispetto alle iniziative intraprese nelle altre Città. Addirittura si punta ad aumentare i posti auto nelle strette strade del centro penailzzando il trasporto pubblico destinato al ruolo di parente povero rispetto alle auto private.

Il Parco Agricolo è stato mutilato di circa 360 mila metri quadrati in modifica al Pgt adottato in previsione della costruzione del nuovo stadio e del contorno di cemento previsto. Ma l’aspetto interessante è che il tutto è stato portato avanti senza nulla conoscere in merito alla sostenibiltà dell’intervento ipotizzato.

Un Comune come Bergamo va in crisi per un sottopasso ai binari di qualche centinaia di metri nei pressi dell’ingresso del nuovo ospedale alla Trucca.

La Giunta ha dimostrato e continua a dimostrare assoluta indifferenza alla sorte patrimoniale e urbanistica dell’Area Ospedaliera di Largo Barozzi, una delle aree più prestigiose dell nostra città. Il Comitato di Santa Lucia continua a raccogliere firme, ma nessuno se ne cura.

Si proclama l’attaccamento alle radici e alla cultura della bergamasca e poi si decide di mettere in vendita edifici e siti nei quali si materializzano le bellezze storiche.

A Bergamo, in via Daste e Spalenga, si trova uno dei più prestigiosi esemplari di archeologia industriale a livello europeo (foto in alto). Ebbene, anche per questo manufatto si parla di alienazione come fosse un capannone qualunque. E tutto questo senza neanche un sussurro da parte dell’assessore alla cultura.

E Tentorio si adegua.

Mancano tre anni alle prossime elezioni e quindi qui non si può tracciare un consuntivo, ma indubbiamente si può e si deve tracciare un Profilo di questa amministrazione. Un tratto piuttosto evanescente e si vive alla giornata. In giro ci sono diversi mal di pancia anche nel centrodestra ed è meno probabile la possibilità di fruire del vento di Arcore.

Quindi lavorare seriamente o si rifà il percorso della Moratti.

P.S. L‘altro ieri c’è stata una cerimonia di inaugurazione della ristrutturazione della sede della seconda circoscrizione con invitati e autorità.  Organizzare un roba del genere per un’opera che tecnicamente rientra nella semplice manutenzione straordinaria la dice lunga sul livello operativo di questi amministratori.

 

Bergamo – Conferenza del Pd e Lista Bruni. “Non c’è strategia nè prospettiva per la città”.

da bergamonews.it 
Quasi due anni di Giunta Tentorio, Bruni
“Gestisce la città come studio professionale”
 
 
 
 

Se fossimo a scuola sarebbe un colloquio dai toni drammatici, del tipo: non ha le capacità, non si impegna. Lo rimandiamo a settembre e lo terremo d’occhio. A dirlo però non sono i professori, ma gli avversari dai banchi dell’opposizione del consiglio comunale di Bergamo che bocciano a tutto campo l’amministrazione di Franco Tentorio (Pdl). L’appuntamento è alla sala del Mutuo Soccorso in via Zambonate a Bergamo, dove mercoledì 15 giugno, il Pd e la Lista Bruni hanno promosso l’incontro “Fine del primo tempo per Pdl e Lega… Bergamo merita di più”
“L’amministrazione Tentorio è largamente insufficiente e inadeguata, non per quanto han fatto, quanto per tutto ciò che non hanno fatto – rompe il ghiaccio Roberto Bruni, ex primo cittadino e a capo dell’opposizione – . C‘è l’assoluta mancanza di un’agenda politica, si gestisce la città come uno studio professionale. Manca una visione strategica e di grandi prospettive per la città“.
“In questi due anni ci sono stati solamente due momenti di grande confronto – continua Bruni – sul Pgt e sulla sala espositiva della Gamec che avrebbe interessato gli orti di via San Tomaso. Poi non c’è stato più nulla. Ora però il primo tempo è finito, da settembre si cambia e vogliamo un confronto alto, su temi e questioni importanti”. Torna il modello della grande Bergamo “per collaborare con i sindaci e le realtà dell’hinterland che insistono sui servizi della città” e non manca l’affondo sul bilancio comunale “in pareggio solamente grazie agli oneri, c’è un deficit strutturale è va affrontato diversamente”. 
Il confronto quindi è da attendersi da settembre e per una lunga lista di temi. L’opposizione si prepara compatta “perché occorre ritrovare il gusto e la voglia di discutere su temi strategici” conclude Bruni ed Elena Carnevali rilancia: “Va bene l’animazione, ma è completamente assente la partecipazione dei cittadini. L’amministrazione Tentorio manca di una leadership, lo dimostra anche la lettera degli architetti sul parco dello sport. Da parte dei cittadini non c’è più la voglia di credere al progetto del Pdl e della Lega”.  E snocciola nomi di progetti che sono “attese infinite: stadio, caserma Montelungo, stazione ferroviaria, il treno per Orio”. Una nota di riguardo importante è riservata alle politiche sociali “il 28% dei cittadini di Bergamo ha più di 65 anni, non tutti hanno bisogno di assistenza, ma è bene prendere atto di queste cifre. Così come non si vuol vedere che i giovani sotto i 24 anni in città non raggiunge il 5%”. 
Il collegio degli avversari che giudica l’amministrazione Tentorio comprende anche Nadia Ghisalberti che denuncia “Bergamo ha 58mila auto in entrata ogni giorno e la qualità dell’aria non è delle migliori, per 52 giorni abbiamo superato i limiti delle polveri sottili. A questo si aggiunge il tema dei troppi incidenti stradali in città”. Per Marco Brambilla “la mancata realizzazione di Porta Sud, che è una parte integrante del piano della mobilità, dimostra che non c’è una visione strategica e di largo respiro su questo tema. Occorre pensare urgentemente alla tramvia per la Valle Brembana, il collegamento su rotaia per l’aeroporto e da Redona al nuovo ospedale. Penso sia ora di progettare una “mobilità dolce”, fare in modo che l‘assalto di auto che Bergamo subisce ogni giorno vengano lasciate alla periferia e che le persone utilizzino una rete di autobus per raggiungere il centro. Si devono creare più corsie preferenziali per gli autobus e le piste ciclabili, certo finora l’amministrazione Tentorio è arrivata a togliere le piste ciclabili per far posto ai posti auto in via Spaventa e in via Papa Giovanni: davvero un po’ poco”.
Giacomo Angeloni propone di adottare il “negozio cittadino” – come a Torino – per rilanciare il ruolo delle circoscrizioni e delle periferie, Sergio Gandi affronta il tema della sicurezza denunciando come “sia un tema utilizzato a fini propagandistici, Bergamo è una città sicura. Certo è sottodotata per numero di agenti di polizia e di personale al tribunale di Bergamo”. Stefano Zenoni e Claudio Crescini scavano a fondo sul tema dell’urbanistica, con al centro il parco dello sport e lo stadio. “A Monaco di Baviera hanno fatto un concorso di idee ed un referendum – annota Zenoni – da noi il progetto è stato presentato all’ultimo facendo arrabbiare e scontentando tutti”. 
A chiudere in bellezza c’è Enrico Fusi e Paola Tognon. “In questi ultimi mesi abbiamo avuto tutti la conferma – conclude Fusi – c’è l’assoluta inconsistenza di un progetto culturale sulla città e sulle potenzialità che potrebbe avere in vista dei grandi appuntamenti, penso all’Expò”. 

Orgogliosi della Collaborazione con Greenpeace per la vittoria.


Ciao Luigi,

la prima cosa che vogliamo scriverti è GRAZIE! Grazie perché hai contribuito a una campagna storica, grazie perché hai definitivamente allontanato il nucleare dall’Italia, grazie perché hai lanciato un messaggio a tutto il mondo: un pianeta senza atomo è possibile! 

Abbiamo atteso questa giornata con trepidazione, dopo avere condotto insieme a te una campagna senza precedenti: dall’anniversario di Cernobyl alle azioni del Colosseo, Ponte Vecchio, Campanile di San Marco; i ragazzi che si sono chiusi nel rifugio per quasi un mese (i “pazzi”), e poi il bidone di scorie sulla Terrazza del Pincio; la scalata del balcone di Palazzo Venezia; lo striscione dello Stadio Olimpico durante la finale di Coppa Italia…

 

Ma raggiungere il quorum al Referendum non era una cosa scontata. Come non lo era la valanga di sì che ha seppellito il nucleare in Italia! Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la mobilitazione dei nostri attivisti online, se tutta l’energia positiva che abbiamo messo in questa campagna non fosse stata moltiplicata dalle persone come te. Abbiamo chiesto molto, e molto abbiamo ricevuto: questa vittoria è la nostra comune vittoria!

Ora ci prendiamo il tempo per godere di questa festa, che avvicina l’Italia a un futuro sostenibile. Ma per quanto più vicino, uno scenario energetico fatto di efficienza e fonti rinnovabili è ancora tutto da conquistare. Per salvare il clima ci servirà sempre il tuo aiuto, e – se possibile – anche il tuo sostegno economico. Per oggi, intanto, ancora GRAZIE! 

Lo staff di 
Greenpeace Italia