Lombardia: Approvata la legge regionale sui parchi.

AMBIENTE

Salvi i confini dei parchi lombardi
le deroghe solo se c’è l’ok dell’ente

Via libera alla legge regionale, ma con significative modifiche rispetto al testo originale
L’assessore pdl Colucci accetta due ritocchi di ambientalisti e opposizione. Il Pd si astiene

di ANDREA MONTANARI

Salvati i parchi lombardi. Dopo un muro contro muro durato mesi il consiglio regionale ha approvato la nuova legge sui parchi profondamente modificata rispetto al contestatissimo testo iniziale. Resta il superamento degli attuali consorzi dei parchi che saranno sostituiti da consigli di amministrazione con l’ingresso di un componente deciso dalla Regione, ma scelto tra un rappresentante del territorio. Praticamente cancellato il rischio rappresentato dalle deroghe ai vincoli in caso di costruzione di nuove infrastrutture. In questo caso il parere dei vertici dei parchi sarà obbligatorio e vincolante. Cancellata anche la norma che prevedeva l’ipotesi di ridurre i confini degli attuali parchi nel caso di aree parzialmente già edificate.

Mentre fuori dal Pirellone sindaci di comuni vicini a parchi, associazioni ambientaliste e di tutela del paesaggio come il Fai, Fondo ambiente italiano, protestavano, dentro l’aula l’assessore regionale ai Parchi, Alessandro Colucci, faceva un passo indietro e accoglieva i suggerimenti di parte della sua maggioranza (la Lega), ma soprattutto dell’opposizione. Un cambio di rotta che ha subito rasserenato il clima e sbloccato la situazione. Il centrosinistra aveva presentato oltre duecento emendamenti con l’obiettivo di paralizzare la discussione. Tanto che alla fine Pd e Udc si sono astenuti, mentre solo Sel e Italia dei Valori hanno votato contro. Favorevoli il Pdl e la Lega. Questa volta non si sono visti franchi tiratori.

La protesta degli ambientalisti

Legambiente esprime grande soddisfazione. «Lo stralcio degli articoli sulla modifica dei confini e l’introduzione del parere vincolante sulle deroghe — commenta a caldo il responsabile Parchi, Marzio Marzorati — corrisponde esattamente alle richieste che avevamo avanzato». Soddisfatto anche l’assessore regionale Colucci: «Si chiude un percorso di confronto e di condivisione — ha spiegato — iniziato con gli Stati generali e completato con una fitta serie di incontri operativi con i rappresentanti territoriali e di categoria. La proposta approvata salverà i parchi lombardi da una sicura soppressione. Non avevano e non hanno ragion d’essere le prese di posizione polemiche che non di rado hanno creato confusione». 

Il consigliere provinciale pd Arturo Calaminici è più prudente: «Sono stati corretti alcuni aspetti negativi, ma restano punti di dissenso. Abbiamo evitato il peggio, ma i parchi meritano molto di più». Il capogruppo del Pd in Regione, Luca Gaffuri, aggiunge: «La legge è migliorata, ma ora la maggioranza mantenga gli impegni che ha preso». Sollevato anche il leghista Dario Bianchi: «Si tratta di un ottimo risultato. Senza questo provvedimento la Lombardia avrebbe rischiato di perdere il proprio patrimonio di aree protette, costruito in decenni di sacrifici e investimenti». Al dipietrista Stefano Zamponi resta l’amarezza per la bocciatura di un suo emendamento che proponeva di eliminare i gettoni di presenza previsti per i consiglieri di amministrazione dei parchi. E Giulio Cavalli (Sinistra ecologia e libertà), pur apprezzando il tentativo di migliorare il testo originario, ha rimarcato «che la soluzione finale avrebbe dovuto essere diversa e migliore».

La Provincia di Bergamo boccia il PGT di Treviglio.

Per quel poco che è riportato dalla stampa, la decisione appare alquanto anomala e senza precedenti. Al Comune di Treviglio vengono imposte soluzioni urbanistiche che rientrano nell’autonomia propria dell’autorità municipale.

In proposito consiglierei, per prudenza, di ricorrere, anche a tutela dei cittadini trevigliesi.

 

http://www.bergamonews.it/bassa/articolo.php?id=45063

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Regione Lombardia: Rispunta la legge ammazza-parchi

Rispunta la legge ammazza-parchi
“Arriva un’altra colata di cemento”

La Lega Nord e il Pdl ripresentano lo stesso testo che il Pirellone aveva bocciato
Galli: “Adesso siamo pronti a dire sì”. L’allarme dell’opposizione e degli ambientalisti

di ANDREA MONTANARI

Repubblica.it Torna in consiglio regionale la battaglia sulla nuova legge sui parchi dell’assessore regionale pidiellino Alessandro Colucci. A nemmeno un mese dall’ultimo scivolone del centrodestra quando, a sorpresa, undici franchi tiratori (tra leghisti e pidiellini) avevano rinviato il testo in commissione, la maggioranza che governa il Pirellone ci riprova. Anzi, giovedì ripresenterà in aula la stessa legge nonostante le proteste degli ambientalisti che temono l’arrivo di una nuova colata di cemento sui parchi lombardi.

«Non nego che anche al nostro interno ci siano stati dei mal di pancia — ammette il capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini — ma ora sono superati. Non è assolutamente vero che questa legge non tutela i parchi. Le opere di interesse pubblico come le autostrade si potevano costruire nel verde anche prima. Se non passa questa volta, tutti i parchi saranno commissariati dalla Regione. Se qualcuno ha intenzione di farla saltare si dovrà assumere anche questa responsabilità». Un provvedimento inserito dal ministro per la Semplificazione, il leghista Roberto Calderoli, nel decreto Milleproroghe, infatti, prevede l’abolizione degli attuali consorzi che governano i parchi. Senza un nuovo testo, saranno tutti commissariati dal Pirellone.

L’opposizione di centrosinistra non ci sta. Annuncia che scenderà in piazza e presenterà centinaia di emendamenti. «È un pasticcio — attacca il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni — abbiamo bisogno di una riforma che rilanci i parchi, non di una legge che crea ancora più confusione. C’è tutto il tempo nei prossimi mesi per approvare una riforma vera per mettere ordine. Invece, si vuole fare in fretta solo perché la Regione vuole avere il controllo per poter costruire nei parchi. È vero che le opere di interesse pubblico come le autostrade sono già consentite, ma attraverso un percorso di confronto. Se passa la legge, deciderà solo la giunta del Pirellone».

Il progetto prevede non solo la trasformazione dei consorzi dei parchi lombardi in enti di diritto pubblico ma anche la semplificazione delle procedure per la pianificazione delle aree protette; la ridefinizione dei confini dei parchi, escludendo le zone limitrofe ai centri abitati che sono già state parzialmente edificate; la designazione di un componente della Regione nei nuovi comitati di gestione dei parchi che prima erano eletti solo dai comuni; la possibilità di realizzare infrastrutture come strade e autostrade nei parchi «se previsti negli strumenti di programmazione regionale». Si tratta delle cosiddette deroghe, che erano ancora più esplicite nel testo della legge che fu bloccato al termine della scorsa legislatura. All’epoca in cui l’assessore regionale al Territorio era il leghista Davide Boni, oggi presidente del consiglio regionale.

Proprio dai banchi del Carroccio questa volta erano arrivate le perplessità sul nuovo testo. «La legge ci vuole, ma non vogliamo nuove cadreghe» aveva tuonato Renzo Bossi, figlio del Senatùr. «Non vogliamo una legge per lottizzare nuove poltrone. Siamo grati a chi ha bloccato una legge antifederalista» ha scritto sul suo blog il consigliere regionale leghista Giacomo Longoni. Il capogruppo del Carroccio in Regione, Stefano Galli, ammette che si tratta solo «di una legge tampone», ma in vista del nuovo passaggio in aula non ha dubbi: «Il gruppo voterà compatto. Spero che lo abbiano capito anche loro. Abbiamo avuto il via libera anche del segretario nazionale Giancarlo Giorgetti. Il testo è stato profondamente modificato. Domani incontrerò l’assessore Colucci per un ultimo chiarimento, ma c’è tutto il tempo per fare la riforma».

Bergamo in vetta? No, anzi.

bergamo,in vetta,no,anziCi risiamo con i manifesti del centrodestra bergamasco. Ricorrendo all’affissione di materiale pubblicitario si tenta di nascondere l’immobilismo palese della Giunta nei primi due anni di mandato. In passato sui muri della Città venivano descritte, al posto delle opere pubbliche, iniziative festaiole e ricorrenze varie, come la festa degli alpini e dei bersaglieri, le feste nei parchi. Mancavano solo i tornei di scopone o di briscola. Ora i gruppi politici che ci governano ci comunicano dai muri cittadini che “Bergamo è in vetta”. Per quali meriti? Si parla di premi per l’organizzazione degli uffici, per progetti di edilizia sociale, per iniziative culturali (?). Potrebbe anche darsi, ma discutiamo di alcuni argomenti importanti, ad esempio della qualità della vita e della vivibilità dei bergamaschi. Come siamo messi? Non mi sembra molto bene.

I trasporti fanno pena (complimenti per l’ulteriore aumento catalogato nel capitolo: “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani). Ho viaggiato di recente sulla tratta ferroviaria Bergamo Milano: Uno strazio autentico, roba da quarto mondo! Sedili sporchi e quaranta gradi di temperatura. A Napoli, città della monnezza, possono usufruire della vecchia ma gloriosa Circumvesuviana con aria condizionata, carrozze pulite e precisioni cronometriche. E che dire di quell’edificio che oggi assolve la funzione di stazione ferroviaria? Ma di quale vetta stiamo parlando, del K2?

E vogliamo parlare di qualche quartiere, due a caso? Bene, parliamo della Celadina e di Borgo Palazzo. Provino sindaco e assessori a fare qualche circumnavigazione in auto in zona ex macello, mercato ortofrutticolo, ex fiera. Un degrado scandaloso, posto, tra l’altro, all’ingresso in Bergamo dal lato Est. Un altro gioiello che ci pone in vetta! Sempre più in alto. Eppure c’era un progetto unitario avanzato per rigenerare tutta la zona, ma è stato di fatto cancellato. Complimenti!

Tanti anni fa il Consiglio Comunale aveva deciso di risanare tutta la zona dello scalo merci ferroviario per eliminare, anche qui, il degrado esistente e costruire una nuova centralità urbana con un polo intermodale passeggeri. Per fare tutto ciò è stata costituita una società apposita. Ora Comune e Provincia hanno di fatto bloccato tutto. Le motivazioni dell’affossamento non si comprendono: Si dice, infatti, che mancano le risorse e invece l’iniziativa era stata ideata anche per procurare soldi da utilizzare per la realizzare opere pubbliche vitali per la Città.

Sulla vicenda dell’attuale area ospedaliera siamo ad anomalie assurde. Si rischia la svendita di uno dei comparti pubblici più prestigiosi. Una prima asta andata deserta due anni fa, poi silenzio assoluto.

Sui ritardi del nuovo ospedale è stato scritto di tutto e di più in questi giorni.

Il sindaco interviene come (dice lui) cittadino qualsiasi e chiede chiarimenti. Peccato che il Comune di Bergamo sia uno dei protagonisti nella definizione dell’accordo di Programma assieme al presidente della provincia, anch’egli spettatore semplice della vicenda.

Gli abitanti del quartiere di Santa Lucia sono sul piede di guerra per la carenza di servizi pubblici, mentre si mettono in vendita 130 mila metri quadrati oggi adibiti ad uso pubblico.

P.S. Tentorio richiama i tempi della Giunta Veneziani che presentava Piani di spese per opere Pubbliche da 75 milioni di euro. L’attuale primo cittadino giustifica la ridotta produttività dell’oggi con la carenza di risorse, ma dovrebbe sapere che ciò non corrisponde al vero. Infatti, l’attuale giunta è ferma non solo sulle iniziative che richiedono spese, ma anche su quelle che non costerebbero nulla e perfino su quelle che produrrebbero nuove risorse al Comune (su tutte Porta Sud).

 

Consiglio Provinciale di Bergamo sull’aeroporto. L’intervento di Matteo Rossi.

Con l’intento di favorire il dibattito sull’argomento, riportiamo l’intervento sull’Aeroporto in Consiglio Provinciale del consigliere del Pd Matteo Rossi:

 

“In tutti questi mesi ci siamo resi conto che esistono due ideologie contrapposte che si confrontano sul tema dell’aeroporto. Quella di chi parla di Orio esclusivamente come di un problema, negando il ruolo enorme di questa infrastruttura per l’economia bergamasca, invocando un suo ridimensionamento; e all’estremo opposto quella di chi non perde occasione per illustrarci le magnifiche sorti e progressive di questa infrastruttura auspicando un illimitato sviluppo, una crescita infinita e considerando la salute dei cittadini un inevitabile danno collaterale. 

E’ utile dire come entrambe queste posizioni non facciano il bene del territorio. Il bene comune del territorio: quello cioè che tiene insieme ragioni economiche e salute dei cittadini. 

Questa è la nostra prospettiva. Ci viene detto, ed è stato ripetuto da consigliere Prevedini nell’ultimo consiglio: siete incoerenti! Volete la botte piena e la moglie ubriaca! Francamente, ci pare un dibattito da fine ottocento. La vera incoerenza ci pare invece quella delle forze politiche che nei Comuni chiedono a gran voce le stesse cose contenute nel nostro documento e che in quest’aula abbassano le orecchie di fronte al Presidente che rifiuta ogni tipo di condizionamento di natura ambientale. Come se l’impegno per uno studio epidemiologico riducesse la forza contrattuale dei bergamaschi al tavolo delle fusioni o delle trattative sulla riorganizzazione del traffico aereo del nord, siamo seri! Il rischio vero, se oggi come oggi sono i territori nel loro insieme a competere, è che sia proprio la conflittualità esistente attorno ad una infrastruttura ad indebolirla, così come invece moderne politiche di compatibilità ambientale e una vera integrazione territoriale ne aumenterebbero la competitività.

Per questo c’è bisogno di parlare coi Sindaci. Quei Sindaci che siamo riusciti a portare in quest’aula quando abbiamo ottenuto la commissione del 30 marzo scorso,  e avete sentito dalla loro viva voce come le giuste richieste di tanti cittadini non siano “terrorismo politico”, termine tanto caro al consigliere Bettera, ma ragionamenti concreti, di buon senso,  perché magari i loro cittadini sono fra quei 12.000 a cui Orio da lavoro, ma poi tornano a casa la sera e vorrebbero poter dormire ed esser sicuri che ciò che passa sopra la testa dei loro figli non sia qualcosa di rischioso.

Questa cosa qui non può essere un’utopia! Altrimenti la politica che ci sta a fare?! 

Il ruolo della politica è quello di difendere e armonizzare questa infrastruttura. Proprio perché pensiamo che la politica e le Istituzioni debbano giocare un ruolo, anche oltre le pur importanti quote di partecipazione in Sacbo, abbiamo assistito con qualche stupore alle polemiche circa il rinnovo del Cda di Sacbo quando da alcune parti si tendeva a voler limitare la libertà di scelta della politica e dei partiti, e abbiamo contestato semmai il merito di alcune scelte, non certo il diritto di farle. Ma quando difendiamo quel diritto, lo facciamo soprattutto perché riteniamo che la politica possa e debba dare un indirizzo, debba dichiarare degli obiettivi, debba porsi un orizzonte verificabile sul quale impegnare le propria azione diretta e quella dei proprio rappresentanti nominati. Se questo manca, allora rimane un vuoto esercizio di potere fine a sé stesso e lontano dagli interessi dei cittadini.

Sulla difesa di Orio da operazioni di fusione poco chiare e potenzialmente rischiose abbiamo già discusso, e le recenti elezioni amministrative milanesi avranno certo le loro conseguenze, anche solo nel rendere questa partita più trasparente. Di certo il centrosinistra lombardo e bergamasco, insieme a Milano, è e sarà, oggi più di ieri, un interlocutore col quale fare i conti, a Milano e a Bergamo.

il 7% del Pil bergamasco in capo all’aeroporto parla da solo, lo ribadiamo, e a questo abbiamo aggiunto un dato culturale, l’idea cioè che la nostra terra possa trarre giovamento dalla presenza di uomini e donne di altri mondi e di altre culture, e che i nostri giovani, che rappresentano gran parte dell’utenza dell’aeroporto, possano avere l’occasione di visitare il mondo. Il rapporto tra Orio e il territorio bergamasco è inscindibile, e il compito della politica è quello di difendere questa infrastruttura e di armonizzarla il più possibile con il territorio circostante e i cittadini che lì ci abitano.

Chi se non la Provincia, che oltre ad essere azionista di Sacbo ha il dovere di coordinare gli attori territoriali, può assumersi questo compito che fin’ora, qui in Provincia, hanno svolto solo le opposizioni dei partiti di centrosinistra?

E allora… Lo studio epidemiologico serve per avere dati certi e scientifici sulle malattie e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento acustico e ambientale. Ripeto, acustico e ambientale, perché tutti auspichiamo gli aerei silenziosi di cui ha parlato il sindaco di Bergamo, ma non crediamo siano all’orizzonte vettori a vapore acqueo.

E sempre per avere dati certi chiediamo centraline fisse sul territorio che permettano di avere non solo valori medi e mensili, ma dati di punta e medie giornaliere, così come avviene nei più moderni aeroporti europei.

E ancora, mitigazione e prevenzione delle diverse forme di inquinamento. Prevenzione, con la messa in atto di tutte le procedure antirumore relative alle rotte, ai decolli, agli atterraggi all’accensione dei motori nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti. Mitigazione, ossia infissi antirumore, impianti di condizionamento estivo, messa a disposizione di nuove abitazioni, necessità di mettere a disposizione gran parte degli utili di Sacbo per iniziative che vadano in queste direzioni. 

E infine, il tema del limite. C’è quello dei voli notturni, perché di notte si deve poter dormire, lo dice la legge, lo ribadisce il minsitero dell’ambiente nel gennaio scorso quando afferma che dove si superano i 60 decibel non si può volare dalle 23 alle 6, e quindi quei voli  vanno gradualmente ridotti dentro una strategia che sappia immaginare per i cargo un altro scenario diverso da quello di orio al serio.

E c’è quello del limite dei movimenti. Noi diciamo 68.750, ma potremmo dirla anche così: “chiediamo il rispetto dei limiti fissati da Via fino alla realizzazione degli interventi di mitigazione previsti, subordinando comunque ogni altra ipotesi alla presentazione di un nuovo studio di impatto ambientale che consenta un oggettiva valutazione in ordine alla compatibilità dell’aeroporto in relazione alla sua sostenibilità ambientale e, conseguentemente, alla salute e alla sicurezza dei cittadini”. Lo condividete? Spero di si. Perché è il testo approvato dal centrodestra in consiglio comunale a Bergamo. Peccato che dentro quella Via ci sia un numero, che per onestà intellettuale abbiamo voluto scrivere nel nostro ordine del giorno.

Queste sono le iniziative sulle quali chiediamo al Consiglio di impegnare il Presidente e la Giunta in virtù della responsabilità societaria che la Provincia detiene presso Sacbo, ma soprattutto di quella etica e politica rispetto ai cittadini bergamaschi.

La stampa ha riportato oggi della lettera aperta che abbiamo scritto ai sindaci dell’hinterland nella quale ci dicevamo preoccupati dell’esito della votazione di oggi. Purtroppo i fqtti ci danno ragione. Pochi minuti fa è arrivato l’ordine del giorno di Lega e Pdl sostenuto dalla Lista Bettoni. dopo 200 giorni di discussione ci aspettavamo un testo capace di metterci in difficoltà proponendo una sintesi avanzata, leggiamo invece che delle sei proposte dei sindaci da noi raccolte ne sostenete una e mezza, arrampicandovi sugli specchi per far credere all’opinione pubblica di aver ottenuto ben oltre di ciò che noi proponevamo. La verità è che le vostre proposte sono palesemente insufficienti. Abbiate almeno il buon gusto di non dire che vi schierate dalla parte dei sindaci e dei cittadini.”

Provincia di Bergamo: Non passano le richieste sull’aeroporto dei sindaci e del Pd.

Udite, udite! La Lista Bettoni vota a favore di Pirovano.

Alla fine del Consiglio provinciale di Bergamo di ieri sera, si possono trarre le seguenti conclusioni:

La Provincia se ne la va le mani dando ragione a tutti quelli che giustamente propongono l’abolizione di questi Enti. Non vengono recepite le richieste dei sindaci in rappresentanza dei cittadini amministrati. Nessun cedimento rispetto ad un appello alla maggior tutela della salute della gente. Rifiuto a discutere del dimensionamento di un aeroporto anche in ragione del rapporto costi- benefici.

Ieri la maggioranza di centrodestra (rafforzata per l’occasione dalla lista Bettoni) ha dimostrato scarsa considerazione nei confronti della qualità della vita dei bergamaschi trincerandosi dietro un attendismo misto a fatalismo, senza alcuna capacità di direzione politica.

Come è ormai prassi consolidata, ad un documento del centrosinistra stilato per avere risposte concrete viene contrapposto un ordine del giorno dal centrodestra per vanificare quello degli avversari, ma soprattutto per non affrontara i problemi.

l.n.

Bergamo: Il Consiglio Provinciale vota sull’aeroporto.

Lunedi 18 luglio alle ore 16,30 il Consiglio Provinciale di Bergamo si riunirà per discutere un ordine del giorno presentato dai consiglieri del Pd in merito all’aeroporto di Orio al Serio.

Si tratta di un seduta importante nel corso della quale si dovrebbero capire le idee di Via Tasso ( se ci sono) sull’argomento in discussione.

Si riportano, di seguito, le motivazioni  a base del documento presentato dal Pd così come riportate sulla pagina Fb:

“Dopo 8 mesi l’ordine del giorno del Partito Democratico verrà finalmente discusso in Provincia. Le richieste sono chiare, semplici e concrete e le riportiamo più sotto.

1)Effettuare uno studio epidemiologico e sanitario sulla salute del cittadini nelle aree con maggior rumore e rischio così come stabilita dal decreto ministeriale n° 677 del 4 novembre 2003. 
2)Dislocare centraline fisse sul territorio che permettano di avere costantemente a disposizione i dati sull’inquinamento acustico e ambientale. 
3)Operare affinché vi sia una graduale riduzione dei voli notturni fino alla loro completa abolizione, in particolare per quel concerne i cargo, notoriamente più rumorosi. 
4)Adottare tutte le misure possibile circa la mitigazione la prevenzione delle diverse forme di inquinamento. 
5)La messa in atto di tutte le procedure antirumore relative alle rotte, ai decolli, agli atterraggi all’accensione dei motori nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti.
6)Il rispetto di quanto prescritto dalla VIA del 2003 circa il limite massimo di 68.750 movimenti. Proprio il tema del limite è infatti connaturato a quello dello sviluppo. “
I cittadini sono invitati a partecipare numerosi.