Altre critiche per la vendita dell’area degli Ospedali Riuniti

vendita area ospedali riuniti,altre criticheAttlio Pizzigoni, architetto e professore universitario bergamasco, in un’intervista esprime forti critiche e preoccupazioni in merito alla vicenda della vendita dell’area degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Vuol dire che non siamo visionari. Riportiamo il passaggio principale.

“I vecchi Riuniti verranno messi all’asta per valori inferiori ai mille euro al metro quadrato, ma alla fine delle operazioni saranno disponibili solo alloggi di lusso a cinque o sei mila euro al metro quadrato. E allora non ci sarà più spazio per i cittadini normali, di quelli che vivono del loro stipendio, verrà meno ogni possibilità di inserirvi nuove attività professionali, studi di giovani imprenditori e atelier di nuovi ricercatori.

A quel punto ci saranno solo attici di lusso con vista su Città Alta, e tutto il resto resterà vuoto e sfitto e gli immobili finiranno per essere utilizzati solo come garanzia bancaria per finanziare altre operazioni immobiliari”

L’Ospedale di Bergamo, le frasi famose e le profezie.

ospedali riuniti di bergamo.jpg

Siamo tutti in attesa di conoscere il destino dell’area ospedaliera di Bergamo. Come molti sanno, dopo la prima asta andata deserta a settembre 2009, siamo a febbraio del 2012 e niente si è mosso.

A questo punto potrebbe essere utile riportare i pareri e le affermazioni sulla stampa quando sull’area c’era ancora la previsione del campus universitario e si suggeriva, di fatto, di cancellarlo.

Giovedì 7 dicembre 2006 compariva su L’Eco di Bergamo un corsivo dal titolo “Un Campus poco coltivabile”.

Il pezzo finiva con queste parole: “Nell’annunciare che se la città non batterà un colpo in tempo utile avvierà la procedura per la messa in vendita dell’area, il direttore degli Ospedali Riuniti, Carlo Bonometti, non l’ha detto, ma non è difficile credere che i tempi siano ormai risicati. L’Ospedale vorrebbe, infatti, incassare entro la fine del prossimo anno: ciò vuol dire – tempi tecnici alla mano- che l’asta potrebbe essere bandita già entro il prossimo marzo.

Nel mezzo dell’articolo si poteva anche leggere: “Un cantiere vero (quello del nuovo ospedale) con gli operai, la gru, il cemento, il ferro e tutto quello che serve per ultimare il lavori (facciamo gli scongiuri) entro la fine del 2008. Un cantiere che per andare avanti ha bisogno dei soldi per pagare chi ci lavora, soldi di cui fanno parte anche quei 76 milioni di euro messi a bilancio come ricavato dall’alienazione delle aree oggi occupate dagli ospedali riuniti”.

In sostanza si annunciava:

–  L’asta per la vendita dell’area entro il Marzo 2007

 – L’ultimazione dei lavori del nuovo ospedale entro la fine del 2008.

 Oggi, 25 febbraio 2012.

 

 

Porta Sud: Restano solo le poltrone.

Otto anni fa, con la costituzione della società Porta Sud, erano stati fissati pochi ma precisi obiettivi: a) recupero dell’ex scalo merci ferroviario; b) rigenerazione urbanistica dei quartieri a sud della fascia dei binari; c) creazione di un polo intermodale per passeggeri su ferro e su gomma; d) il Comune avrebbe ricavato dall’operazione risorse per realizzare nello stesso comparto opere pubbliche attese da anni, come quella riguardante un collegamento con i quartieri a sud.

Le dimensioni volumetriche dell’operazione si attestavano, come previsto, dal Piano Regolatore vigente, a 350 mila metri cubi.

Dal 2005 in poi Consiglio di amministrazione e soci (Comune e Provincia di Bergamo, Ferrovie e Camera di Commercio) hanno scelto altre strade con un mega progetto immobiliare da 1,5 milioni di metri cubi e con un allargamento dei confini dell’intervento.

E’ stato elaborato su queste dimensioni un masterplan che è stato esposto anche in fiere e convegni. All’epoca mi ero permesso di classificare il progetto “ a fattibilità molto dubbia” per le complicazioni palesi facilmente riscontrabili.

Da qualche anno i soci istituzionali hanno dovuto tappare i frequenti buchi di bilancio con delibere assunte nelle assemblee consiliari per quanto riguarda Comune e Provincia.

La Provincia di Bergamo, dopo le lezioni del 2009, si è progressivamente sfilata dalla compagine anche per un’evidente forzatura nei tempi registrata in merito alla realizzazione della nova sede degli uffici provinciali.

Da qualche mese si è capito che sono rimasti in pochi a credere nell’operazione nonostante le ingenti risorse spese e che, a questo punto, risultano anche impiegate inutilmente.

Pochi giorni fa è stato deciso di declassare la società da Spa  in S.r.l. trasformandola in una “società di servizi” con obiettivi generici che nulla hanno a che vedere con quelli fissati all’atto della fondazione. Leggiamo da L’eco di Bergamo:

“Le attività della società (per esempio commissionare progetti,  organizzare concorsi, o quant’altro” verrà deciso) saranno ora finanziate attraverso un contratto di servizio stipulato con i soci (mentre la spa utilizzava direttamente il capitale sociale). Dal punto di vista gestionale non sono per ora state decise modifiche: rimane il consiglio di amministrazione di Porta Sud spa, guidato da Pierluigi Buzzanca.”

Da quanto sopra si capisce chiaramente che la società Porta Sud, quella che la città si aspettava, ha ormai chiuso i battenti. L’ha fatto passando da momenti di euforia con progetti faraonici a fasi depressive, fino alla resa definitiva comunque successiva a una consistente spesa di soldi pubblici.

Comunque, ci rassicurano i giornali: “dal punto di vista gestionale rimane il consiglio di amministrazione di Porta Sud Spa”. Questa sì che è una buona notizia.

 

Bergamo: Porta Nuova viale abbandonato.

Porta Nuova.jpgda ecodibergamo.it

Viale Papa Giovanni non sembra un ingresso degno di Bergamo. Lo dicono i commercianti, ma anche i residenti: «Siamo sovrastati dalla sporcizia e dall’incuria». Mozziconi di sigarette ovunque, cartacce, e le aiuole in stile immondezzaio. 

Poi c’è il problema delle panchine che diventano luogo di bivacco, quello della raccolta dei rifiuti: due volte la settimana si portano sul marciapiede alle 18, ma poi la raccolta avviene dopo le 20, spesso alle 21 o alle 22.

Anche il «centrissimo» di Bergamo soffre. Non è un problema di oggi, è una situazione che si trascina da anni. Soffre per le persone che se ne sono andate sostituite da uffici su uffici. Soffre per la concorrenza dei centri commerciali spuntati alle porte della città. 

Soffre per l’incuria. Soffre per la difficoltà a sentirsi «quartiere» e non soltanto luogo di passaggio. Anche in questo caso è la parrocchia a rappresentare pressoché l’unico organismo di aggregazione. 

E intanto i residenti se ne vanno. Più che un calo forte, diciamo pure un tonfo: in vent’anni gli abitanti delle principali vie del quartiere di Porta Nuova sono diminuiti di quasi quattrocento unità passando da 2.168 a 1.796: circa il 17 per cento in meno. 

In viale Papa Giovanni vivevano 156 persone, oggi sono rimaste in cento. La via più popolosa resta la via Paglia: gli abitanti erano 568, oggi sono 491. Un calo generale. 

Crollo anche per quanto riguarda la fascia giovanile: si è passati dai 379 ragazzi di vent’anni fa ai 267 attuali: 112 persone in meno, una caduta del trenta per cento secco.

Le migliori città per gli studenti.

parigi.jpgTutti dovrebbero studiare in queste città. (Yahoo. notizie.it)

Il sito specializzato QS Top Universities ha stilato la classifica delle migliori città per studenti. Dodici i criteri presi in considerazione per valutare le città, tra cui il numero di istituti presenti in città, la retta, reputazione degli atenei tra i datori di lavoro. Ma vengono presi in considerazione anche caratteristiche più generali: la qualità della vita, accessibilità urbana, il costo della vita, il numero di abitanti e l’intrculturalità. Sommando tutti i fattori la prima in classifica risulta essere Parigi. Tra le italiane c’è solo Milano, e non è nella top 10. Roma assente di lusso, così come molti altre città italiane che vantano atenei prestigiosi ma non hanno strutture e servizi all’atezza.

http://www.guardian.co.uk/higher-education-network/2011/sep/06/top-100-world-university-rankings-economics-2011

commento: A Bergamo esisteva l’opportunità per un Campus. E’stata cancellata da  amministratori e politici di varia provenienza

Vendita degli Ospedali Riuniti. La Corte dei conti avvia una verifica.

da L’Eco di Bergamo.it I

ospedali riuniti di bergamo.jpgIn attesa delle procedure di Infrastrutture Lombarde per arrivare alla seconda asta di vendita dell’area dei vecchi Riuniti, la Corte dei Conti chiede all’Azienda ospedaliera di produrre documentazione per fare chiarezza su un esposto presentato alla magistratura contabile proprio dopo la prima asta di vendita dei Riuniti, andata deserta nel 2009. 

L’esposto chiedeva alla Corte di verificare il rischio di eventuali danni erariali e di «svendita» dell’area, proprio a seguito di quell’asta andata a vuoto: gli estensori sono Luigi Nappo, già assessore all’Urbanistica dal 1999 al 2004 con la Giunta Veneziani, e Mario Girola, già consigliere comunale dal 2004 al 2009, prima con la lista Bruni e poi come indipendente.

«Confermo, preparammo quell’esposto perché volevamo che si facesse chiarezza sulla valutazione dell’intera area e sul conseguente rischio di danni erariali – sottolinea Luigi Nappo –. Nell’esposto non c’era alcuna volontà di accusare qualcuno: l’intento, da cittadini, era quello di verificare che non ci fossero danni per le casse pubbliche. E che venisse tutelato un bene della città, e il suo futuro». 

La Corta dei Conti, partendo da quell’esposto, ha chiesto ai Riuniti (in qualità di proprietari dell’area) di produrre documentazione sulla procedura di alienazione di Largo Barozzi, pare proprio per fare chiarezza sul rischio eventuale di danni erariali derivanti dall’operazione di vendita. 

Corte dei conti Riuniti 1.pdf

Bergamo: sempre peggio per Porta Sud.

Oggi il Corriere della Sera dedica ampio spazio alla Società Porta Sud di Bergamo dando la parola ai soggetti istituzionali (Provincia e Comune) che, assieme alle Ferrovie e alla Camera di Commercio, sono soci nella compagine a capitale pubblico.

Su questo sito l’andamento, si fa per dire, dell’operazione viene da tempo seguito con preoccupazione e precisamente da quando si è abbandonato l’obiettivo del recupero dello scalo merci per buttarsi su una pesante operazione immobiliare. Per capirci meglio da quando la posta in gioco da 350 mila metri cubi è passata a circa un milione e mezzo con un megaprogetto di difficilissima attuazione.

Proprio pochi giorni fa ho ricordato le rilevanti perdite di esercizio accumulate dalla società e ripianate con ricapitalizzazione da parte degli enti pubblici, vale a dire con i soldi dei contribuenti.

Perdite che si caratterizzano non solo per gli importi, ma anche per la composizione che vede in prima fila voci di spesa, come stipendi, consulenze, mostre ecc.

Detto questo, oggi si assiste a una partita da tennis tra Provincia e Comune nella quale la pallina è rappresentata da Porta Sud. Da Via Tasso dichiarano: “ La palla è nel campo del Comune” e il Sindaco, di rimando,: “E noi la giochiamo volentieri”, ma poi aggiunge: “Si stimava una trasformazione in 15 anni, probabilmente saranno di più”.

Poiché non sono neanche partiti, secondo il primo cittadino, dovremmo vedere qualche risultato dopo il 2027. Altro che pietra tombale.

Ma a dare il colpo di grazia ci ha pensato il nuovo presidente della società Pierluigi Buzzanca in quota ex AN: “Se la Provincia non fa la sua sede, partiremo da altro: costruiamo la copertura dei binari che creerà il polo d’interscambio”. Una robetta, una cosa da niente!

Si suggerisce, cioè, di partire da una fesseria, da un’opera facilissima da realizzare: la copertura dei binari ferroviari. Ricordo che per trovare l’accordo con le ferrovie per il semplice prolungamento del sottopassaggio della stazione ci sono voluti tre anni d’incontri e riunioni interminabili.

Quindi siamo al danno e alla beffa: Soldi spesi tanti, risultati zero, idee niente.

Eppure la società aveva di mira alcuni obiettivi strategici: recupero urbano dello scalo merci, rimozione del degrado a sud dei binari, costruzione di un polo intermodale per il trasporto su ferro e su gomma.  Obiettivi che non sono stati neanche sfiorati a distanza di otto anni.

Vedi ultimo post sull’argomento:

http://associazionelaurora.myblog.it/archive/2012/02/08/le-uscite-di-porta-sud.html

 

 

 

 

 

 

Bergamo: troppi centri commerciali. E’ guerra tra colossi.

da Bergamonews.it

“La provincia di Bergamo ha troppi centri commerciali. Non c’è dubbio, il settore è saturo”. L’affermazione è di Giovanni Paolo Malvestiti, presidente della Camera di commercio di Bergamo e dell’Ascom, l’associazione aderente a Confcommercio che raccoglie oltre 10mila imprese in bergamasca. “Ormai è una guerra tra grandi colossi, tra gruppi e catene commerciali – continua Malvestiti –. La nostra provincia per la grande distribuzione vanta un’offerta molto ampia, credo che difficilmente si potrebbe inserire una nuova struttura”.

Secondo Malvestiti anche la scelta di Lombardini di rinunciare ad aprire nell’area Honegger ad Albino è da leggere in questa ottica.

“Oltre ad essere molti i centri commerciali in bergamasca e ad essere in concorrenza tra loro – osserva il presidente della Camera di Commercio – ormai tutti registrano una flessione nelle vendite e quindi la battaglia tra di loro si fa più agguerrita. L’unico centro commerciale che ha una certa resistenza è Oriocenter, ma anche qui si deve capire che il vantaggio è dato dalla vicinanza con l’aeroporto. Oriocenter gode per certi periodi dell’anno dell’arrivo di russi, turisti che spesso hanno un portafogli a fisarmonica e quindi sono clienti poco costanti e difficilmente fidelizzabili”.

Nuovo Ospedale. Doverosa la convocazione del Collegio di Vigilanza.

Nel maggio del 2000 è stato sottoscritto l’Accordo di Programma per la realizzazione del nuovo ospedale. Oltre alle risorse regionali, l’opera ha goduto di un importante finanziamento ministeriale di 415 miliardi di vecchie lire e di investimenti onerosi in opere pubbliche da parte della Provincia e del Comune di Bergamo.

A distanza di circa dodici anni la costruzione della nuova struttura non è ancora ultimata e i motivi non appaiono ancora chiari. Liti giudiziarie e continui problemi tecnici hanno impedito il rispetto dei tempi destando forti preoccupazioni nell’opinione pubblica sia a livello locale sia nazionale.

In una situazione del genere, stando alla lettera degli accordi firmati, sarebbe stato doveroso convocare il Collegio di Vigilanza (composto da Ministero Salute, Regione, Comune, Provincia, Direzione ospedale)

Infatti, secondo l’art. 10 dell’AdP al Collegio sono attribuiti i seguenti compiti: a) vigilare sulla piena tempistica e corretta attuazione dell’accordo ; b) individuare gli ostacoli che si frappongono all’attuazione dell’AdP proponendo soluzioni idonee alla loro rimozione; c) provvedere, ove necessario o previsto, alla convocazione dei rappresentanti degli enti sottoscrittori.

Negli ultimi tempi si sono presentate diverse e ripetute situazioni che avrebbero dovuto spingere gli enti a dare attuazione a quanto previsto dall’art.10.

Come negare, infatti, il mancato rispetto della tempistica e il continuo sopravvenire degli ostacoli “che si frappongono” all’attuazione dell’accordo?

Per non parlare della vicenda, anch’essa incomprensibile, della vendita dell’area ospedaliera di Largo Barozzi di cui si dovranno approfondire le conseguenze finanziarie e patrimoniali.

In sostanza le Assemblee degli Enti Locali bergamaschi sono state tenute fuori e non informate sulla realizzazione della più grande opera pubblica sul territorio bergamasco.

Il mancato rispetto dei contenuti chiari dell’art 10 non dovrebbe essere consentito soprattutto da chi rappresenta la comunità bergamasca, vale a dire Provincia e Comune di Bergamo.

Comune di Bergamo: Irregolarità nell’assegnazione degli alloggi. 3 indagati.

Bergamonews.it  Il sospetto è che gli alloggi del Comune di Bergamo erano a disposizione di parenti, conoscenti, amici e non andavano invece a chi ne aveva davvero bisogno. L’inchiesta del sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, che nell’aprile scorso aveva portato alla perquisizione degli uffici delle Politiche della Casa, dell’Edilizia privata e della Polizia locale, sembra delineare una vera e propria Affittopoli made in Bergamo: a novembre nel registro degli indagati sono finite tre persone, con la pesante accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e di abuso d’ufficio. Si tratta del noto architetto comunale Gianluca Della Mea, del’ex commissario aggiunto della polizia Locale Daniele Lussana, della responsabile dell’Ufficio alloggi Sonia Rigoletto.

I tre dipendenti comunali, secondo l’accusa della Guardia di Finanza e della procura della Repubblica, favorivano l’ingresso negli appartamenti comunali di persone che non ne avevano i requisiti, perchè amiche o “parenti”. Qualcuno avrebbe già ammesso di aver avuto a disposizione appartamenti in modo illegittimo: è il caso ad esempio di chi utilizzava un’abitazione in piazza Mercato delle Scarpe, bella zona di Città Alta, pagando solo poche centinaia di euro al mese di affitto.