Bergamo: blocco politico e amministrativo.

ImmagineIlComune.jpgIl sindaco Tentorio vende Casa Suardi, gli risponde il presidente della Provincia Pirovano che, a sua volta, dichiara la chiusura del progetto di Porta Sud.

Altro che programma elettorale, questo somiglia tanto ad un Piano di dismissione politico-amministrativa. In precedenza era stata cancellata la realizzazione della Nuova Accademia della Guardia di Finanza e, ancora, il progetto Europan di riqualificazione della Celadina. Che altro ci aspetta?

Tra quelle cancellate ci sono opere che avrebbero dovuto portare dei bemefici economici al Comune. Pensiamo all’area dell’ex macello e allo stesso progetto Porta Sud in versione originale (quella del 2003): qui il Comune avrebbe potuto trovare risorse per realizzare opere pubbliche nella zona della stazione ferroviaria. Ci terremo l’ingombrante scalo merci a vita.

Di più: si abbandonano progetti di miglioramento della qualità urbana come la rigenerazione del quartiere di Borgo Palazzo e  la sottrazione al degrado delle aree a sud della fascia dei binari

Da una parte si inseguono slogan come “Bergamo capitale della cultura ” e poi si mettono in vendita parti importanti del patrimonio culturale, come se a Roma si vendesse il Colosseo. 

Ancora: 140.000 metri quadri di area pubblica pregiata (area ospedaliera) sarà ceduta ai privati con una minima e residuale presenza pubblica per permettere alla Regione di Formigoni di far cassa a spese del terriorio cittadino. Il Comune ha recitato un ruolo subalterno abidicando alla funzione sovrana di pianificazione e programmazione del territorio.

Il peggio: nessuno si scandalizza di fronte a questo arretramento della nostra Città e in giro si respira area di rassegnazione anche per le vicende politiche recenti. Infatti, la Città e la Provincia sono amministrate due partiti che ormai sono in forte crisi per vicende diverse  che vanno dal malgoverno nazionale e regionale fino all’implosione per scandali e robe simili. Mai  Bergamo così in basso.

Bergamo:Il Comune vende Casa Suardi.

Altra brutta notizia da Palazzo Frizzoni: questa volta si tratta dell’impoverimento del patrimonio culturale della Città. Altro che Bergamo Capitale della Cultura. Dopo tre anni di Amministrazione Tentorio Bergamo arretra. Riportiamo l’articolo:

Casa Suardi in piazza Vecchia (Fotogramma)Casa Suardi in piazza Vecchia (Fotogramma)

dal Corriere.it  Casa Suardi in Città Alta è sul mercato anche per il 2012. L’amministrazione comunale ha inserito i 1.200 metri quadrati affacciati su piazza Vecchia nel piano delle alienazioni che verrà allegato al bilancio per l’anno in corso. Con una modifica rispetto alla versione del 2011: il valore stimato dell’immobile sale da 6 a 10 milioni di euro. Un tesoretto che, se realmente incassato, l’amministrazione ha intenzione di reinvestire in opere pubbliche, a partire dal restauro del Teatro Donizetti, altrimenti quasi impossibili da realizzare per la difficile situazione di bilancio di Palafrizzoni. 
L’incremento della base d’asta si può leggere in due modi diversi e opposti. Nel corso di un anno in cui l’attenzione sull’edificio storico è stata costantemente alta, il Comune ha ricevuto più di una manifestazione d’interesse. A queste si sono accompagnate pressioni politiche perché venisse rivista al rialzo la valutazione. Tra le accuse rivolte alla giunta Tentorio da parte dell’opposizione, nettamente contraria alla cessione, c’era anche quella di aver messo sul mercato i locali occupati in passato dall’Università a un prezzo da svendita. 

La seconda possibile lettura della rivalutazione, di due terzi del valore dell’immobile, sta invece nel difficile momento di mercato. Proporre Casa Suardi a 10 milioni di euro significa prepararsi al rischio che l’asta vada deserta e, dunque, alla possibilità di passare a una successiva trattativa diretta con un possibile acquirente a un livello di prezzo più basso, ad esempio 8 milioni di euro. 
Quello che manca ancora nel piano delle alienazioni del Comune è la possibile destinazione d’uso dell’immobile. Le ipotesi più accreditate negli ultimi mesi sono state quelle di una trasformazione dell’ex sede universitaria in hotel a cinque stelle o, in alternativa, in complesso residenziale, sempre di lusso. Nulla di tutto questo viene specificato al momento dall’amministrazione, anche se è chiaro che la stima rialzata a 10 milioni di euro dell’immobile è legata a un progetto di valorizzazione rivolto al mercato alberghiero o residenziale. 
Sul punto però si incontra un ulteriore ostacolo. Non risulta ancora una richiesta di autorizzazione alla cessione del palazzo da parte del Comune alla Soprintendenza ai Beni architettonici e del paesaggio. Che ha un’idea precisa sul futuro di Casa Suardi: «Avendo verificato le condizioni dell’edificio e conoscendone la storia – spiega l’architetto Giuseppe Napoleone, responsabile sul territorio bergamasco per la Soprintendenza – posso dire che le funzioni culturali che l’hanno caratterizzato nella sua storia recente dovranno essere confermate». Si tratta di un parere ancora informale, ma che esprime un indirizzo preciso e molto lontano dalla trasformazione di Casa Suardi in un condominio di lusso o in un hotel stellato. 
Dare all’edificio in piazza Vecchia una nuova funzione in chiave culturale è in realtà una strada già tentata, senza esiti concreti, negli ultimi mesi. Le ipotesi si sono succedute, dal trasferimento in piazza Vecchia del conservatorio all’utilizzo dei locali come estensione dell’archivio della Biblioteca Mai. «In questo modo si completerebbe il carattere pubblico di Città Alta, in continuità con il Museo del ‘500, Palazzo della Ragione, la Mai – spiega il consigliere comunale della Lista Bruni Stefano Zenoni -. Con la vendita di Casa Suardi andrebbe invece perduto per sempre un pezzo di patrimonio molto importante per la città».

Simone Bianco24 aprile 2012 | 9:04

 

 

 

Il Comune di Bergamo rinuncia a 12 appartamenti all’ex Cesalpinia. Tutto da chiarire!

Palazzina via FantoniPalazzina via Fantoni

Domanda. Siamo sicuri che 12 appartamenti all’ex Cesalpinia valgono appena 1 milione e mezzo di euro? Esiste una perizia in proposito? Aspettiamo chiarimenti doverosi!


si riporta l’articolo del Corriere.it

Alloggi inagibili, per avere soldi
baratto con Percassi

In cambio palazzo con 12 appartamenti. L’accordo. L’Immobiliare dovrà versare un milione e mezzo di euro


Manca ancora l’ufficialità, ma è ormai in dirittura d’arrivo l’accordo tra il Comune di Bergamo e l’immobiliare «Broseta 2», per garantire risorse che saranno destinate alla ristrutturazione di almeno una parte degli alloggi comunali oggi fatiscenti e inagibili.

 

In cambio l’Immobiliare Percassi, proprietaria di «Broseta 2» in joint venture con il gruppo Interim, riavrà a disposizione una palazzina con 12 appartamenti appena realizzata all’ex Cesalpinia che, secondo gli accordi firmati prima di procedere all’intervento in quell’area, doveva essere ceduta al Comune per un utilizzo a canone sociale.
Non sarà così. Il privato si terrà il condominio, quello all’angolo con via Fantoni, e in cambio verserà nelle casse del Comune una cifra tra il milione e 400 mila e il milione e 600 mila euro. La Giunta Tentorio ha già deciso che almeno il 50% di quei soldi dovranno essere destinati alle ristrutturazioni delle case comunali.
I soldi, appunto, sono l’ago della bilancia della trattativa, mancano una serie di dettagli. Ma il sindaco Franco Tentorio ha fatto sapere ieri che c’è un accordo ormai quasi definito. Un’ulteriore conferma è arrivata anche dal direttore generale Roberto Gerardi. Mentre l’avvocato Francesco Percassi, consigliere delegato dell’Immobiliare, specifica che «il confronto è ancora in corso. C’è l’interessamento di un operatore sociale alla struttura di via Fantoni, ma al momento non possiamo dire di più».

Il numero di alloggi comunali malmessi è elevato, come avevano già evidenziato le minoranze di centrosinistra quando era esploso il caso affittopoli. Sono 187 gli appartamenti, su un totale di circa un migliaio, che versano in condizioni di inagibilità, alcuni già da 10 anni. «È una priorità recuperarli», ha commentato il sindaco.
Negli ultimi mesi i tecnici di Palazzo Frizzoni hanno provveduto ad un censimento, con risultati piuttosto impietosi. Per sistemare alcuni alloggi e permettere ad un inquilino di entrarci, basterebbero 5 mila euro, per altri ne servono 40 mila. Vista la situazione l’Amministrazione di centrodestra si è fatta ingolosire dai tempi, piuttosto spediti, di realizzazione dell’intervento all’ex Cesalpinia, e da quel precedente accordo su un’intera palazzina da cedere al Comune.
È iniziata la trattativa, che potrebbe portare in tempi brevi all’ufficializzazione del nuovo accordo. Un milione e mezzo di euro circa: non certo una cifra risolutiva per tutti i problemi degli appartamenti di proprietà del Comune, ma comunque una possibilità in più.

Secondo l’assessorato all’Edilizia privata i soldi in arrivo da via Fantoni consentiranno di ristrutturare più alloggi di quelli che il gruppo Percassi doveva cedere all’ente pubblico: è questo il vantaggio messo a fuoco da Palazzo Frizzoni. Almeno 40 appartamenti, tra quelli in condizioni più critiche, potrebbero essere sistemati e messi in cantiere entro il 2012.
Nel frattempo una parte dell’intervento nella vecchia area dismessa risulta quasi del tutto completato. Progettato dallo Studio De8, l’insediamento all’ex Cesalpinia proporrà a breve un nuovo supermercato da 2500 metri quadrati con tanto di giardino e campo da basket sul tetto.
Sono oltre 21 mila i metri quadrati rimessi a nuovo tra via Bono, via Fantoni e via Moretti, a pochi passi dalla stazione e non lontano da via Maj o via Borgo Palazzo. Il tutto in una zona dove l’insediamento industriale era stato abbandonato fin dal 1955.

A. D. L.21 aprile 2012 | 9:19

Bergamo: Area ospedaliera e dichiarazioni del sindaco.

rea ospedaliera,dichiarazioni del sindacoMi è capitato tra le mani un  vecchio ritaglio di giornale riportante una dichiarazione o meglio una presa di posizione politica del Sindaco di Bergamo Franco Tentorio in merito al futuro dell’area ospedaliera dopo la cancellazione del Campus Universitario.

Siamo al 14 novembre 2008, appena sette mesi prima delle elezioni che lo videro vincitore: “Stiamo perdendo un’occasione storica di sostituire la vecchia struttura con una presenza pubblica significativa. Invece, questa presenza si ridurrà ad un angolo di Università che ne diventa la sua quarta sede e dunque di dubbia utilità. Ci sono poi le pesanti richieste della Regione sull’area, insomma tutto questo ci ha fatto capire che il Comune ha abdicato dal suo diritto-dovere di fare le scelte urbanistiche” Franco Tentorio sul Giornale di Bergamo.

Conclusione (per adesso): dopo l’insediamento di Tentorio è stata cancellata anche “la quarta sede” universitaria prevista in precedenza nè risultano battaglie o iniziative del sindaco coerenti o conformi alle dichiarazioni preelettorali.

l.n.

Bergamo: aumentano gli equivoci per Porta Sud.

Non si riescono ad approvare neanche le modifiche allo Statuto. La società pubblica, dopo otto anni di operatività zero e soldi spesi tanti, scivola  anche su semplici passaggi formali. 

Provare per credere! Leggere parte del resoconto della riunione della Commissione del Comune di Bergamo pubblicato su L’Eco di Bergamo di ieri.

“Perché il problema (sollevato dalle opposizioni) è che per dare il via libera alle variazioni di un atto bisognerebbe quantomeno averlo precedentemente approvato. Per capirci: il nuovo statuto sarebbe stato sottoposto ai commissari solo dopo la sua approvazione da parte dell’assemblea straordinaria di Porta Sud e cioè senza il preventivo e vincolante parere della commissione stessa.

Durante l’assemblea di Porta Sud, si pensava di deliberare semplicemente la trasformazione societaria, rinviando l’approvazione dello statuto a una fase successiva. Il notaio invece ha richiesto anche quest’ultimo documento e così si è deciso di utilizzarne uno standard, fatte salve le modifiche successive che oggi (ieri per chi legge, ndr) sottoponiamo ai commissari». Convinti? Mica tanto. Alla fine la Commissione frena e su iniziativa della stessa maggioranza (Carlo Di Gregorio) si rinvia la decisione a lunedì, richiedendo nel frattempo un parere di legittimità al segretario generale.” 

Scempi a Crespi d’Adda

da “Salviamo il Paesaggio, difendiamo il territorio”. http://www.salviamoilpaesaggio.it

Situato sulla sponda sinistra del fiume Adda, sul confine tra Bergamo e Milano, Crespi d’Adda rappresenta il più importante esempio di villaggio operaio in Italia per l’esemplarità di impostazione urbanistica. 

Nella seconda metà del 1800 la famiglia Crespi ha scelto di costruire la sua fabbrica tessile nel triangolo di terra delimitato dai due fiumi, territorio all’epoca non ancora antropizzato. Ha quindi edificato la sua fabbrica riuscendo a coniugare in modo egregio le esigenze pratiche, con un raffinato senso estetico e il rispetto dell’Ambiente.

Famosi in tutto il mondo sono i dettagli architettonici della facciata della fabbrica, impreziosita da rosoni decorativi e da finestre elaborate e raffinate.Inoltre Crespi ha costruito lungo un canale attiguo al fiume Adda, una centrale idroelettrica per la l’energia necessaria alla produzione tessile e per il villaggio.

Oltre ad edificare la fabbrica, Crespi, a poco a poco, ha costruito l’intero villaggio per ospitare i suoi dipendenti. Ha costruito le case degli operai, degli impiegati e dei dirigenti facendo in modo che lo stile architettonico rispecchiasse il grado gerarchico. Ha voluto la scuola, la chiesa, il cimitero, il teatro, le piscine, il velodromo,l’ambulatorio medico, i lavatoi e la pineta insomma tutti i servizi a portata di mano per i suoi dipendenti … e per se stesso ha voluto un castello!

Nel 1995 Crespi d’Adda è stato insignito dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.

Tutto si ispirava al buon senso: le recinzioni dei giardini erano costruite con il legno dei bancali e con le “fettucce” di ferro utilizzate per imballare il cotone, materiale recuperato dalla produzione tessile.

Le case sono state pensate con un ampio giardino e sono dotate di una doppia rete idrica: una per l’acqua potabile nelle case e una per l’acqua industriale per innaffiare gli orti e i giardini.

Ma del sogno dei Crespi cosa è rimasto oggi? Purtroppo proprio nulla! Dal dicembre 2003 la fabbrica ha chiuso e questo ha comportato l’interruzione di qualsiasi intervento di manutenzione. Atti vandalici, furti e intemperie atmosferiche stanno irrimediabilmente minando la struttura della fabbrica.

Una delle bellissimi ciminiere a pianta ottagonale è pericolante e per questo da circa un anno è stato parzialmente interrotto al traffico un tratto della via principale, con una semplice transenna a cui ormai non bada più nessuno!

L’amministrazione comunale non ha fatto nulla per il villaggio: ogni anno minacciano di sospendere l’erogazione dell’acqua industriale,vietano di installare pannelli solari sui tetti ma accettano di buon grado antenne satellitari e impianti di condizionamento sulle facciate!

Per amor del vero qualcosa è riuscita a fare: lo scorso autunno, per la riqualificazione del sagrato ha tagliato i sanissimi alberi lungo la scalinata della chiesa perché… rovinavano la vista! Hanno proprio una strana concezione del significato della parola “paesaggio”!!!

Sono così sensibili alla bellezza della visuale da abbattere una ventina di alberi ma non hanno la ben che minima remora ad approvare e incentivare la costruzione di un avveniristico grattacielo di circa 100 metri in prossimità del villaggio di Crespi d’Adda, quale ampliamento del parco di divertimenti Leolandia MinItalia, a destinazione commerciale non meglio precisata.

Il tutto erodendo una quantità enorme di terreno agricolo sacrificato a beneficio di un’estesa area di parcheggi: tutti in superficie!

Non è tutto, sempre in zona, nel comune di Brembate ma contiguo a Crespi d’Adda, vi è il depuratore del fiume Brembo dove vogliono installare una centrale a biomasse e vi è una cava di ghiaia che da anni viene sfruttata senza limiti: ora all’estrazione selvaggia vogliono affiancare la produzione del catrame!!

Naturalmente Sindaco e Assessori non hanno minimamente preso in considerazione le ragionevoli rimostranze di alcune associazioni presenti sul territorio e dei singoli cittadini!

Ecco cosa rimane del Sogno dei Crespi: un territorio circondato da inceneritori e maleodorante, privo di servizi, dove il buon senso non esiste più.

Edificazione di via Autostrada. Rimedi inutili, anzi…

 

Muro via Autostrada.jpgDi seguito viene riportato un articolo de L’Eco di Bergamo in merito all’edificazione di Via Autostrada. 

In proposito non si può che riconoscere l’inutilità di questi rimedi ininfluenti per dimensione e per tempistica sull struttura progettata. Si ipotizza una riduzione della volumetria di 120 metri cubi su un totale di 46.000, come dire niente. Siamo di fronte ad una variante urbanistica non ponderata e attutata con lo strumento del Programma Integrato d’ Intervento. L’arco temporale della procedura va dal 2007 ad oggi e solo da qualche mese è suonato l’allarme per le conseguenze dell’edificio sulla visuale di Città Alta.

P.s. non si capisce perchè per una modifica irrilevante sull’edificio in Via Autostrada si debba  andare a peggiorare l’impatto di un’altra edifcazione (albergo) a Loreto, via Carducci, nei pressi del Colle della Benaglia. Una toppa peggiore del buco. 

Ecco l’articolo del giornale:

Alla fine eccolo il famoso taglio del «muro». Quella «fetta di salame» che, assieme alla revisione del progetto per il vicino albergo, dovrebbe tutelare lo skyline di Città Alta, garantendone il più possibile la visuale a chi proviene dal casello autostradale. 

Un taglio che, come annunciato, si risolverà in un maquillage molto contenuto. Giusto per quantificare: circa 120 metri cubi (40 metri quadri) su un piano integrato di intervento che ne prevede complessivamente oltre 45 mila. Insomma, la fetta è sottile sottile. Più che zac, uno zic.

Le ragioni ci sono, naturalmente, e non riguardano solo la legittimità di un intervento che, di fatto, anche la disponibilità dell’operatore (l’immobiliare Bruman’s) ha consentito di mettere in discussione: «Considerato lo stato di avanzamento dei lavori – si legge nella relazione che accompagna il rendering presentato a Palazzo Frizzoni – la modifica ha potuto interessare esclusivamente la porzione di fabbricato aggettante rispetto al limite dell’ultima fila di pilastri in cemento armato».

L’obiettivo è mitigare, dal punto di vista percettivo, la presenza dell’edificio da via Autostrada «svuotandolo» nella parte superiore.

Sul fronte comunale e su quello privato, invece, il trasferimento delle volumetrie indispensabile a effettuare il taglio dell’edificio di via Autostrada e l’abbassamento del futuro hotel che sarà realizzato nelle adiacenze resta per il momento solo sulla carta.
Dopo mesi di trattative, incontri, rendering e contro rendering, l’ipotesi di traslocarle nel cosiddetto piano norma 14 – in ogni caso ancora la più accreditata e percorribile – segna il passo.