Santa Lucia porta solo problemi per Il Comune di Bergamo

Bergamo Panorama Città Alta.gifSanta Lucia non porta regali al Comune di Bergamo, ma solo problemi.

La stampa ci informa che è saltata la possibilità di vendere l’area della Celadina, operazione che avrebbe assicurato ossigeno e circa sei milioni di euro al magro bilancio di Palazzo Frizzoni. Il fallimento dell’operazione è da attribuire in gran parte al bando di gara che si prestava a troppe letture e interpretazioni. Si rischia, secondo i giornali, il danno e la beffa: al posto dei soldi preventivati potrebbero arrivare spiacevoli rcihieste di risarcimenti dei danni, e questo sarebbe troppo.

In tema di urbanistica si registranoi dubbi amletici in merito all’ex P.N. 16 al confine con Orio al Serio. In soldoni si tratta di ben 240.000 metri cubi dormienti ma non troppo in quanto i proprietari vorrebbero metterli a frutto. Impresa tutt’altro che facile quando si vuole tagliare l’urbanistica come un abito su misura, alla faccia della ormai defunta pianificazione. Potrebbe rivelarsi come un buon compitino per le vacanze per la giunta cittadina. Auguri!

 

Porta Sud: gli errori del Sindaco di Bergamo

Porta Sud, errori, sindaco di BergamoFranco Tentorio oggi è intervenuto sull’argomento Porta Sud e l’ha fatto ricorrendo a contenuti assolutamente inesatti. Egli ha voluto rispondere a Cesare Veneziani (il sindaco di cui Tentorio è stato il vice nel periodo 1999-2004) che lo aveva ripreso per l’accantonamento del progetto Porta Sud.

L’attuale sindaco, per giustificare la chiusura della società, oggi sostiene delle tesi inesatte sia dal punto di vista tecnico sia di quello politico.

Afferma, sbagliando, che: “La volontà dell’amministrazione è quella di passare dalla fase astratta della pianificazione a quella concreta dell’effettiva realizzazione della trasformazione urbanistica

Invece, la società in questione era da considerare un vero e proprio strumento attuativo nel senso che avrebbe dovuto attuare le previsioni urbanistiche. Quindi è tutto l’opposto di quanto contenuto nel comunicato. Inoltre non si è mai letto di un sindaco che maltratta la pianificazione ritenendola “astratta”. La pianificazione una volta era arte nobile.

Tentorio dovrebbe riconoscere invece che lo strumento (societario-attuativo) è stato utilizzato male da quando si è voluto cambiare la proposta originale portando le volumetrie da 350 mila a un milione e passa di metri cubi.  E questo con un progetto a fattibilità vicina allo zero (dal sottoscritto rilevato nel lontano 2008) che ha modificato anche i confini dell’area.

Le motivazioni della chiusura della società sono state espresse in qualche occasione dal presidente della Provincia Ettore Pirovano  quando ha affermato che non vuole portare i libri in tribunale. E Tentorio lo sa bene perché anche quando era all’opposizione (nel 2009) ha votato a favore delle delibere per ripianare le continue perdite della società.

Tentorio doveva intervenire in fase di approvazione definitiva del Piano di Governo del Territorio valorizzando la valenza pubblica della proposta a scapito dell’intensa volumetria prevista. Ha operato qualche modifica ma l’impianto è rimasto uguale, cioè quello a fattibilità zero. E intanto la società si alimentava con soldi pubblici senza produrre risultati.

Per quanto riguarda i proclami e le buone intenzioni del sindaco sull’argomento, è facile aggiungere che il 2014 è dietro l’angolo e sarà facile la verifica.

 l.n.

Ospedale nuovo: il sottopasso era importante!

Da giorni infuria la polemica sulla data del trasloco dell’Ospedale di Bergamo con posizioni contrastanti tra direzione e sindacati, tra primari e altro personale sanitario, tra Cisl e altri sindacati.  Ormai ogni argomento riguardante la struttura sanitaria bergamasca diventa oggetto di scontro e di polemiche roventi.

Certamente gli organismi responsabili hanno fatto del loro meglio per rendere sempre più intrigata la matassa e per carità di patria non aggiugiamo la vicenda incomprensibile della vendita dell’area dei Riuniti in Largo Barozzi.

Pochi si sono occupati di un problema che è stato trattato con insufficienza e leggerezza. Mi riferisco a quello che doveva essere il sottopasso alla fascia di binari in via Martin Luther king, a poche decine di metri dall’ingresso dell’ospedale.

L’opera era prevista come ” obbligo” a carico del Comune di Bergamo nell’accordo di programma del 2000 che ha permesso il finanziamento di tutta l’operazione. Il sottopasso, in pratica, è stato inserito nel Programma delle Opere Pubbliche dal 2005 a venire avanti, ma nessuno si è curato di avviare i lavori. Oggi le condizioni finanziarie di Palazzo Frizzoni rendono molto problematica la sua realizzazione e qualcuno ha cominciato a discutere sulla sua effettività utlità nello “stile della volpe e l’uva”. “Ma sì, non l’abbiamo realizzato, ma non era così importante e non è prioritario”

E invece è proprio importante. Premesso che non è facile trovare un ospedale (per giunta nuovo) con un passaggio a livello a quattro passi, ci sono altri motivi che sono sfuggiti ai nostri amministratori.

Fra poche settimane, quando aprirà il nuovo ospedale si riverseranno in zona circa 5000 auto in più per il traffico indotto dalla nuova struttura, ma soprattutto ci sarà un notevole movimento di pedoni in zona. Si tratta di quei cittadini che non utilizzeranno il poco capiente parcheggio pubblico e e che raggiungeranno a piedi l’ingresso.

Ebbene il fatto che tutte queste persone dovranno attraversare a piedi le fascia dei binari non può lasciare tranquilli coloro che ancora oggi hanno l’obbligo di realizzare il sottopasso che avrebbe dovuto garantire adeguata sicurezza ai cittadini.

Spero di sbagliarmi.

l.n.

Porta Sud: manca qualche spiegazione.

ImmagineIlComune.jpgProvincia e Comune di Bergamo hanno deciso di recente di chiudere la società Porta Sud  costituita assieme alle Ferrovie e alla Camera di Commercio.

Da Via Tasso il presidente Pirovano, senza ricorrere a giri di parole, ha affermato che non intende portare i libri in Tribunale e quindi per lui l’esperienza è da intendersi conclusa.

Sia il mondo politico locale, sia i mezzi di informazione hanno preso atto di queste affermazioni senza fare una piega. 

In proposito mi permetto di far presente che sarebbe opportuno, nel momento in cui si chiude il sipario, spiegare e chiarire la preoccupazione del “portare i libri in tribunale”, fornendo almeno una sintesi degli andamenti gestionali dal 2005 (anno della costituzione del Consiglio di Amministrazione) ad oggi.

Oggi in ogni dibattito o convegno si ricorre ripetuatamente alla parola “trasparenza”, ma nei fatti si tenta sempre di evitare l’argomento.