Bergamo: nessuna notizia dal Parco Ovest.

Dietro all’ex supermercato Pelikano, tra la via San Bernardino e l’asse interurbano, è possibile prendere visione di un’area verde enorme circondata da una recinzione di plastica rossa. Davanti a quello che dovrebbe essere l’ingresso provvisorio, un tabellone riporta gli estremi di un Piano edificatorio approvato dal Consiglio Comunale nel lontano 2007.  La delibera era stata contestata da Italia Nostra e dall’ associazione L’Aurora per vari motivi di tipo ambientale, ma anche di interpretazione normativa: in pratica si trasformavano in residenziale, terziario ecc volumetrie che il Piano regolatore aveva concesso solo in caso di ampliamento dell’attivita produttiva dell’azienda ex Gres di via San Bernardino. La vittoria  a favore dell’edificazione con 19 voti a favori e 17 contro fu motivata con delle controdeduzioni da parte del Comune assolutamente insufficienti. Ora a distanza di sei anni la zona presenta aspetti di degrado urbano soprattutto se guardata da Via Tobagi con aree incolte e sterpaglie.

Le osservazioni presentate dalle due associazioni furono mortificate e banalizzate, eppure contenevano spunti interessanti e supportati da elementi concreti.

Pensando alla visione di questo comparto che avrebbe meritato miglior sorte, allego la delibera con le osservazioni presentate da Italia Nostra e da L’Aurora:

Approvazione Edificazione Parco Ovest.pdf

 

 

 

Università e Collegio Baroni.

università e collegio baroni.A proposito dello sviluppo delle sedi unviersitarie in città mi sembra opportuno ricordare che la ristrutturazione dell’ex Collegio Baroni ha attirato, al momento della presentazione dei dati progettuali (contenuti nell’accordo di programma del 2008), numerose critiche da parte di: Italia Nostra, gruppo di residenti, Prima Circoscrizione. Le critiche puntavano più o meno tutte sulla eccessiva invasività del progetto, sulla capacità di generare surplus di traffico e la messa in discussione del profilo di uno dei contesti più delicati della Città. La necessità di realizzare gran parte dell’intervento nell’interrato non poteva non allarmare chi conosce il luogo e la fragilità delle strutture interessate. Inoltre balzava in tutta la sua evidenza la contraddizione tra i proclami relativi alle limitazioni al traffico e la costruzione di parcheggi interrati per il personale addetto all’università. Petrchè mai, ci si chiedeva, si parla si ZTL da diffondere in città e poi si consente ad una categoria di persone di accedere alle auto in un contesto da tutelare? Si consideri che la zona gode di una buon servzio pubblico con una linea dotata di adeguata frequenza. Su questo sito le critiche sono state pubblicate in tempo reale, senza nessun pregiudizio, facendo ricorso solo al buon senso. Inutile sottolineare che le osservazioni presentate anche da soggetti titolati e affidabili, come Italia Nostra, sono state bocciate e respinte al mittente. Ora sono emersi problemi di altro tipo nei quali  qui non è opportuno entrare. certamente si può e si deve affermare che in sede di approvazione dell’accordo di programma andava meglio valutato il rapporto costo (per l’ambiente e il paesaggio) e i benefici di questa operazione.

La foto è tratta da Eco di Bergamo

parere negativo della circoscrzione: cliccare sopra.

 

Coll Baroni Circoscr 001.jpg

La sai l’ultima? l’Accademia della G.d. F sull’area dei Riuniti.

la sai l'ultima. accademia g.d.F. area dei riunitiAlcuni parlamentari bergamaschi si sono attivati per verificare la possibilità di insediare la nuova Accademia della Guardia di Finanza sull’area degli Ospedali Riuniti. La proposta presenta due elementi positivi: a) consente di non vendere un bene pubblico a soggetti privati in un periodo di prezzi bassi, evitando una divaricazione negativa tra valore effettivo e valore momentaneo di mercato; b) per la prima volta una delegazione parlamentare affianca il Comune nei difficilissimi rapporti con i ministeri e la burocrazia romana. Detto questo vediamo il resto: a) da Roma siamo già stati presi in giro una volta in merito alla nuova Accademia; b) a differenza del Campus universitario l’Accademia non apre al quartiere nuovi spazi di vivibilità. Finora si è rivelato più simile a un fortino che a un campus; c) nel 2003 quando i generali chiesero aree verdi disponibili, io proposi la Montelungo, ma loro risposero che occorrevano spazi aperti per alcune attività tipo galoppatoio. In sostanza, coma al solito, si percorre sempre la pista al contrario: dovrebbe essere il Comune ad aprire una consultazione con i cittadini sul futuro dell’area con l’obiettivo di salvaguardarne i valori patrimoniali, culturali e paesaggistici. Solo dopo questo passaggio si dovrebbe allertare i parlamentari per sfondare il muro della burocrazia romana. Invece a Palazzo Frizzoni non hanno dedicato neanche un consiglio comunale all’argomento. Erano impegnati a discutere dell’acqua minerale da servire sui banchi….

lu.na

Bergamo: Un punto interrogativo sul territorio.

ImmagineIlComune.jpgIn Città si sta sviluppando da qualche tempo, soprattutto nel centrosinistra, un interessante dibattito sui temi del territorio e della sostenibilità. Viene fuori una chiara vocazione per una Bergamo più vivibile con una maggiore attenzione alla qualità urbana a discapito delle scelte improntate alle quantità da costruire. Ormai appaiono consegnate alla preistoria le vecchie logiche legate a scambi tra aumenti volumetrici e qualche opera pubblica nei quali il costruttore recitava la parte del leone. Tutto il discorso si sposta sulla qualità: dell’urbanistica, degli spazi pubblici, della mobilità, dell’ambiente, della cultura, del sociale, del paesaggio e così via. Finalmente si è capito che non basta che il progetto sia bello, ma occorre che si inserisca coerentemente nel contesto che lo contiene e che sia promotore di sviluppo e qualità urbana complessiva. Se un anziano ha difficoltà a raggiungere una struttura importante come l’ospedale non si può parlare di una città vivibile. Lo stesso discorso vale quando il trasporto pubblico è soccombente rispetto al mezzo privato. La rigenerazione urbana assume importanza fondamentale in considerazione delle dimensioni e della storia d’importanti edifici dismessi in gran parte di proprietà pubblica. I ritardi in questo settore sono sotto gli occhi di tutti: Area dei Riuniti, Scalo merci, Area Celadina, ex Gasometro alla Malpensata, caserme dismesse. Lo spreco di territorio si accompagna a spreco di risorse in considerazione del vasto patrimonio inutilizzato, con enti che pagano affitti a privati. Ci sono grandi responsabilità da parte degli enti pubblici con un richiamo particolare al Comune di Bergamo che non ha svolto il ruolo di regista che gli compete quando si tratta di proporre scelte urbanistiche. Di esempi se ne potrebbero fare diversi, basta pensare all’università in città o all’area ospedaliera. Per chiudere questa breve riflessione occorre tirare in ballo un punto interrogativo tracciato sul territorio bergamasco e che si chiama Piano di Governo del Territorio. Solo alcuni dati per rendersi conto. Sono previsti ben 1.433.490 metri quadrati pari a circa 4.300.000 metri cubi di edificazioni rapportati, secondo chi l’ha approvato, a una previsione di poco meno di 140.000 abitanti a Bergamo. Da notare che uno studioso dell’Università di Milano, il Prof. Colleoni, ha stimato un limite massimo di circa 115.00 abitanti tra  dieci anni. All’interno di questa strabiliante entità di previsioni volumetriche si segnalano ben 174.000 metri quadrati di superfici commerciali pari, ad esempio, a circa otto nuovi supermercati in città. Basterebbe questo per aprire un dibattito sul tema della revisione del Pgt al fine di superarlo con scelte più sensate e idonee. Finora nessuno ha toccato la patata bollente e non se ne parla in nessun dibattito: meglio stare sul generico con il motivetto che ci piace tanto: “la città che vogliamo”. Purtroppo questo strumento urbanistico obeso è stato adottato dal centrosinistra e approvato dal centrodestra. E questo è ritenuto un buon motivo per non fare e non dire niente.

lu.na.