In porto la svendita dell’Area dei Riuniti di Bergamo

La svendita dei Riuniti si compie con l’assenza completa del Comune di Bergamo, lo stesso Comune che pochi anni fa si era adoperato per cancellare il Campus universitario. L’area viene venduta a circa 380 euro a metro quadrato, meno dei capannoni dismessi che si incontrano nelle periferie della nostra provincia. Si pensi che per meno della metà dell’area avevano chiesto all’Università di Bergamo circa 500 euro a metro quadrato. Niente campus e niente soldi e, soprattutto, nessuna certezza per la qualità urbana della nostra Città. Altro che Capitale della Cultura: chi non è capace di tutelare il patrimonio storico non può coltivare nessuna velleità oltre il confine locale. I responsabili di questo capolavoro dovrebbero almeno avere il buon senso di non presentarsi nuovamente alle elezioni.

http://www.bergamonews.it/economia/venduti-gli-ex-riuniti-limmenso-ospedale-%C3%A8-costato-solo-55-milioni-183604

Milano: Un terreno incolto diventa orto per bambini.

 
A Milano esperienza interessante.
Milano - Un terreno incolto diventa orto per bambini, In via Arosio una striscia di terreno concessa alla Casa dei Bambini
Da area inutilizzata e degradata a spazio verde per i bambini della scuola Montessori. Una striscia di terreno demaniale di 275 metri quadri in via Arosio a Milano, zona 8, sarà concessa in locazione alla Casa dei Bambini Montessori che la userà per ampliare gli orti curati dagli alunni della scuola dell’infanzia e della primaria. Ne dà annuncio il Comune di Milano con un comunicato stampa che specifica come il terreno incolto e in stato di abbandono confini con la recinzione dei giardini della struttura scolastica Montessori. La stessa scuola ha chiesto al Comune di Milano di prendersi cura del terreno: destinerà lo spazio a verde, ne curerà la manutenzione e realizzerà un varco nella propria recinzione per garantire il passaggio. Il contratto avrà una durata di 5 anni e il canone sarà ridotto del 70% in quanto destinato ad associazione senza fini lucro (1.190 euro all’anno, invece di circa 4 mila euro).
“Solo quest’anno – afferma l’assessore alla Casa e Demanio Daniela Benelli nel comunicato– sono 3 mila i metri quadri di terreni e aree inutilizzate e in stato di abbandono che abbiamo destinato ad usi diversi, soprattutto verde, accogliendo le richieste arrivate dai Consigli di Zona, dai condomini e da vari enti. Si tratta di strisce di terreno, aree o parti di strade che, in alcuni casi, abbiamo anche cercato di assegnare tramite bando ma senza successo. Ben vengano dunque, le segnalazioni dei quartieri che ci aiutano a ‘mappare’ queste situazioni e a risolverle in poco tempo”.
Tra questi, ad esempio, il caso di via Calabiana: un’area di 540 metri quadri diventata nel tempo luogo di spaccio, prostituzione e degrado, soprattutto nelle ore serali. Accogliendo la richiesta di un condominio di via Albini, l’area è stata assegnata agli inquilini che potranno servirsene come passaggio esclusivo e chiuderla con un cancello.
Fonte originale comune di Milano

Bergamo. Via Autostrada: sotto il muro niente

Il centro direzionale è vuoto e inutilizzato

Il complesso di via Autostradadal Corriere.it  ll complesso di via AutostradaIn via Autostrada c’è il supermercato, nient’altro. Il piano edilizio più contestato della città oggi è un insieme di opere lasciate a metà, progetti abbandonati e un muro, anzi il Muro, che si presenta per primo a chi esce dall’A4. Avrebbe dovuto essere un centro direzionale, finora è rimasto vuoto. Il suo gemello, l’hotel che avrebbe oscurato un’altra parte della visuale su Città Alta, invece non è mai stato costruito. Nel sottosuolo, nascosto dalla nuova rotatoria, c’è un tunnel che nel febbraio 2012 fece gridare al record: il più lungo sottopasso prefabbricato in Italia, realizzato in sole 24 ore. Peccato che il collegamento pedonale verso la Malpensata non possa essere utilizzato, né ora né nel futuro prossimo. C’è la crisi economica, dietro al blocco quasi totale di un progetto da 45 mila metri cubi e 40 milioni di euro di investimenti, approvato definitivamente nel 2009, negli ultimi giorni dell’amministrazione Bruni.

Era necessario costruire tanto, visto quello che è successo dopo? «Noi abbiamo sempre contestato quel piano – dice l’attuale assessore all’Urbanistica Andrea Pezzotta – ma è troppo facile dirlo ora, prevedere le dimensioni della crisi non era possibile». Così del piano si è realizzata solo l’apertura del supermercato Coop, nel marzo 2012. Il centro direzionale è vuoto, ancora oggi è di proprietà dei costruttori della Bruman’s, che attendono tempi migliori per vendere gli spazi in blocco. Una beffa, se si pensa alle polemiche sui giornali, alla pressione cui anche l’amministrazione Tentorio è stata sottoposta per limitare il danno e che ha portato a quel taglio in diagonale del Muro, che migliora la visuale verso Bergamo Alta solo parzialmente. I sei piani dell’hotel avrebbero potuto causare anche più discussioni. L’accordo tra costruttori e Comune ha portato a una riduzione a cinque piani dell’edificio, di cui comunque non c’è traccia. «L’intenzione e le possibilità economiche per realizzare l’albergo ci sono ancora – spiega Massimo Giavazzi, avvocato della Bruman’s -. Il problema è che questo progetto ha incontrato troppe difficoltà burocratiche, ogni volta secondo l’amministrazione c’è qualcosa che non va e l’impresa ha deciso di fermarsi». Si ferma l’hotel e si fermano le opere pubbliche che il costruttore avrebbe dovuto realizzare secondo gli accordi con Palafrizzoni. Nella prima versione del piano, oltre alla viabilità sulla quale in parte si è già intervenuti, erano previsti impianti sportivi per il quartiere Carnovali. Quando al governo della città è arrivato il centrodestra i campi da calcio sono stati cancellati e si è scelto di costruire un asilo, in via Lotto. La convenzione per quest’opera deve però essere ancora firmata e, in questa fase, è ferma. «Abbiamo mandato un sollecito all’impresa perché sottoscriva la convenzione. Altrimenti non potrà partire nemmeno con i lavori per l’hotel», spiega Pezzotta.

Un ostacolo che per l’avvocato del costruttore al momento non è superabile: «Il Comune ha voluto progettare in proprio l’asilo – dice Giavazzi – ma ha presentato un’opera che costerebbe alla Bruman’s ben più del milione e 400 mila euro stabilito. Così non se ne farà niente». Il risultato è che il quartiere non ha né gli impianti sportivi né la scuola, anche se la giunta sembra destinata ad andare fino in fondo. «Se scadranno i termini di legge siamo pronti a rivalerci sulle fidejussioni bancarie del costruttore. Con quelle risorse poi potremo realizzare noi l’asilo», dice Pezzotta. Per ottenere la realizzazione dell’asilo l’amministrazione sacrificò anche il progetto di completare il sottopasso di via Autostrada. Alla Bruman’s vennero risparmiati lavori per 200 mila euro, il tunnel di 30 metri venne così realizzato senza accessi per i pedoni e i ciclisti cui sarebbe destinato. Sta lì, sotto terra, un enorme tubo squadrato vuoto e inutilizzato, almeno fino a quando non arriveranno privati disponibili a costruire ciò che consente il Pgt sulla sponda orientale di via Autostrada e, ancora più in là, a convertire in case un impianto industriale affacciato su via Zanica, dove dovrebbe sbucare la futura ciclabile. Possibilità che questo avvenga nei prossimi cinque anni? «C’è stata qualche manifestazione d’interessi – dice Pezzotta -, niente di più». Che nel 2013 equivale a possibilità vicine a zero.

13 dicembre 2013

 

Area dei Riuniti: si preparano i saldi. E il Comune?

Secondo quanto riportato da L’Eco di Bergamo, l’area dei Riuniti dovrebbe essere ceduta alla Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta la metterà sul mercato. Senza sapere niente in merito alla destinazione finale, già si sostiene che: “i “76 milioni dell’ultima asta andata a vuoto a Roma sono considerati troppi. Ora si sta ragionando su cifre più basse”.  Per chi appena conosce la materia si tratta di considerazioni azzardate e inopportune che possono pregiudicare il valore patrimoniale, e non solo, del compendio storico. In sostanza si fanno valutazioni campate in aria. 

Viene da piangere a pensare che nel 2004, con metà area destinata a Campus si prevedeva, con un’apposita perizia, di incassare di più. Da Palazzo Frizzoni nessun commento anche perché sono in tanti ad aver condotto la situazione in questa palude.

lu.na

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Articolo pubblicato oggi su L’Eco di Bergamo:

«Alla luce del sopralluogo fatto a fine ottobre ai Riuniti con i vertici della Guardia di finanza, entro l’anno procederemo alla loro cessione alla Cassa depositi e prestiti». Massimo Garavaglia, assessore regionale all’Economia, crescita e semplificazione detta i tempi della maxipartita che dovrebbe portare l’area di Largo Barozzi nella disponibilità del Fondo Fiv plus, il fondo di valorizzazione gestito dalla società dello Stato, che sta acquisendo dal Demanio bene immobili appartenenti al patrimonio pubblico.

Ieri la Giunta Maroni ha dato il via libera al passaggio nel patrimonio regionale del vecchio ospedale, ceduto a titolo gratuito dall’azienda ospedaliera Papa Giovanni. Passo che è considerato propedeutico all’acquisizione dell’immobile da parte della Cassa depositi. Non c’è ancora la firma, lo scoglio resta economico.

I 76 milioni dell’ultima asta andata a vuoto a Roma sono considerati troppi. Ora si sta ragionando su cifre più basse. «La somma sarà congrua a quello che è il valore del complesso – aggiunge Garavaglia –. L’importante è chiudere al più presto l’operazione dal punto di vista finanziario». Un treno che non ci si può permettere di perdere, dicono dalle parti di Milano, quindi l’accordo in qualche modo si troverà. «Questa è un’operazione importante, non dimentichiamo che ben due aste sono andate deserte».

Bergamo: è possibile fare peggio di Tentorio?

ImmagineIlComuneE’ possibile fare peggio dell’attuale sindaco di Bergamo Franco Tentorio? La risposta è: “si tratterebbe di un’impresa abbastanza difficile”. Infatti, nel corso del suo mandato non si rinviene alcuna iniziativa degna di nota e qualche tentativo non ha avuto buon esito. Ci sarà pure un motivo se il buon Franco è costretto ad esibire come cimelio la ristrutturazione del piazzale della stazione ferroviaria, opera di modeste dimensioni che tuttavia è stata in grado di suscitare un vespaio di polemiche. In proposito diciamo che dal punto di vista estetico e funzionale non è il massimo e che nessuna amministrazione appena normale l’avrebbe inserita tra i capitolo positivi del proprio mandato. Non parliamo poi della vicenda Europan, della gestione della variante cittadella dello sport e così via.

Ma torniamo alla domanda di partenza: potrebbe arrivare una giunta in grado di far rimpiangere l’amministrazione Tentorio? Potenzialmente sì. Tentorio passerà alla storia per aver fatto poco o pochissimo (situazione non proprio sgradita a tanti bergamaschi). Per far peggio basta fare cose sbagliate per la Città: Rimettere mano a grandi edificazioni, gestire il territorio con la teoria “quantistica”, contrattare volumetrie in cambio di qualche opera pubblica insignificante, cedere la regia urbanistica ad altri, offendere l’ambiente con interventi discutibili, prescindere dal parere dei cittadini e dei quartieri.

Ecco solo alcuni piccoli esempi per fare peggio di quanto fatto da Tenorio.

Bergamo: Gli errori si pagano.

ImmagineIlComuneA settembre del 2009 l’associazione L’Aurora aveva inviato una lettera al sindaco di Bergamo e all’assessore all’urbanistica  evidenziando gli errori contenuti nel nuovo megaprogetto di Porta Sud elaborato nel 2007. “Un progetto a fattibilità zero, così lo avevamo definito, perché non aveva alcun concreto riferimento alla realtà territoriale sulla quale si andava ad operare. Inoltre le volumetrie erano spropositate e fuori da ogni logica. Fattore non secondario, i bilanci della società, dalla sua nascita, si sono chiusi in colore “rosso intenso”  il tutto sulla pelle dei contribuenti bergamaschi. Ora che l’esperienza è in fase di  mesta chiusura, non sembra giusto rimuovere l’argomento dai temi della discussione politica.

Poiché la Città è ricca di ” profeti del giorno dopo”, sembra giusto riportare il testo della lettera inviata (ormai più di quattro anni fa) al Comune di Bergamo. Un tentativo, rivelatosi inutile, di riportare l’iniziativa sulla retta via.

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3 settembre 2009

Al Sindaco di Bergamo

Dott. Franco Tentorio

 

All’Assessore all’urbanistica

Avv. Andrea Pezzotta

Oggetto: Progetto Porta Sud

Lo scopo sociale iniziale del 2003 riguardava la possibilità di creare un centro intermodale  passeggeri per il trasporto con ferrovia, tram e su gomma, con grande dotazione di parcheggi.  Il secondo obiettivo era rappresentato da un nuovo centro urbano di qualità, con ricucitura tra il centro a nord dei binari e le zone degradate a sud. Per raggiungere tali obiettivi fu costruito un piano di fattibilità  condiviso dai soci (ferrovie comprese)  e approvato dal Consiglio Comunale all’atto della costituzione della società.

La nuova volumetria appare eccessiva e fuori scala. Ha un valore puramente quantitativo per elevare il volume d’affari dell’operazione al prezzo del peggioramento qualitativo di un tratto di città che sarebbe da valorizzare sottraendola al degrado esistente. Se si vuole conservare per l’area una funzione intermodale, non si può consentire questa intensità volumetrica. Si finirebbe con l’appesantire il traffico, anziché snellirlo. Si consideri che siamo a 5 minuti di distanza dal centro cittadino e questo comparto non può essere considerato e gestito come un’area da lottizzare a prescindere dalla qualità.

Da sottolineare che il progetto di Porta Sud inserito nel PGT ha un grado di fattibilità prossimo allo zero. E’destinato, se confermato, a restare sulla carta. Molto meglio operare con una possibilità di realizzazione in tempi non lunghissimi.

Non è vero che modificando il progetto inserito nel PGT si produca discontinuità. E’ proprio l’attuale progetto che si è posto in discontinuità rispetto al percorso iniziale. E’possibile, invece costruire un nuovo piano con nuove coerenze tra aspetti urbanistici, amministrativi e finanziari.

Per quanto riguarda la capacità operativa in materia urbanistica, la società deve utilizzare le professionalità interne agli uffici comunali senza creare doppioni all’interno della società stessa. Si eviteranno, in tal modo, passivi  come quelli registrati negli ultimi anni.

Ringraziando per l’attenzione si porgono cordiali saluti.

Luigi Nappo

 

Bergamo e territorio: un fallimento su tutti i fronti.

Bergamo Panorama Città AltaRiportiamo oggi un articolo de L’Eco di Bergamo di cinque anni fa. Vengono descritte le prospettive e le attese in prossimità dell’approvazione del Piano di Governo del Territorio. Come si può notare, siamo di fronte a un fallimento su tutti i fronti sia in fase di previsione che di attuazione. Allora eravamo in pochissimi a sottolineare l’improponibilità delle scelte adottate e molti lavoravano di fantasia per descrivere sogni e castelli da favola.

In proposito appare utile dare una rinfrescata ad affermazioni e ai giudizi nei tempi che furono. Il confronto con la realtà appare quantomeno impietoso.

Fonte: L’ECO DI BERGAMO del 4-11-2008

Undici ambiti strategici più dieci «extra», 52 aree di intervento e trasformazione, 1 milione 828 mila metri quadrati di superfici progettate. E poi 5,42 milioni di metri cubi di volumetrie, di cui però la quota nuova in senso assoluto si ferma a 162 mila, visto che 1,4 milioni sono «eredità» del vecchio prg, 3,4 sono frutto di demolizioni e ricostruzioni, 460 mila sono volumi rifunzionalizzati. Ancora: 23 ettari di territorio «consumato» cui però se ne oppongono 29 di verde rigenerato all’interno degli interventi. Sono i numeri del Piano di governo del territorio, o meglio, del Documento di piano che individua le priorità all’interno dello strumento urbanistico. L’amministrazione lo sta per adottare: sostituirà il vecchio Piano regolatore. A febbraio l’adozione I lavori per arrivare alla definizione del Pgt fervono.

Il preliminare del Piano era stato presentato a marzo, ma per l’adozione da parte del Consiglio si dovrà aspettare ancora almeno fino a febbraio 2009. Nel frattempo, però, l’iter procede e da ieri il profilo di massima di quella che potenzialmente sarà la Bergamo del futuro (l’attuazione dei progetti è prevista in 15 anni, chi prima, chi dopo) è a disposizione dei cittadini. Sul sito web del Comune di Bergamo, infatti, è stata pubblicata la proposta tecnica in vista della valutazione ambientale strategica: i bergamaschi potranno esaminare il documento e formulare eventuali osservazioni. A dicembre i contributi saranno esaminati e, si immagina appena prima di Natale, il Pgt sarà presentato alle parti sociali. Dopo almeno un mese la palla passerà all’assemblea di Palafrizzoni, per l’adozione definitiva. La specifica è che nel corso del dibattito di questi mesi la proposta (tecnica e non politica) ufficializzata ieri potrebbe cambiare in alcuni passaggi. «A differenza di ciò che riguarda la cintura verde, l’ambito di trasformazione nel Pgt non è un contenitore rigido – spiega il coordinatore del team di progettisti Giorgio Cavagnis –. Si forniscono linee guida, si individuano le prestazioni pubbliche (dalle opere a servizio di tutta la città, ai ricavi per interventi pubblici in zona, ndr) che l’operatore deve garantire. Ma lo strumento è flessibile, diversamente dai vecchi Prg, e la discussione futura potrebbe portare modifiche e miglioramenti». Il dato di fatto è che comunque, ora, ci si può fare una idea di come e quanto cambieranno determinate zone della città, che tipo di attività accoglieranno, che funzioni e opere pubbliche i privati saranno chiamati a realizzare. Oggi, rispetto al preliminare generale in cui erano otto, sono 11 gli «ambiti strategici» studiati in dettaglio dai tecnici poiché ospiteranno le principali trasformazioni. Ad essi si aggiungono progetti distribuiti in altre 10 aree. Il più grande? Il comparto di Porta Sud fa in assoluto la parte del leone: interessa superfici lorde di pavimento per 540 mila metri quadrati. La scheda della «Cintura verde» creerà invece 77 ettari di nuovi parchi, triplicando la quota di verde pubblico. Stadio e caserma L’ambito strategico che il Comune indica come «Polo di arte, cultura e tempo libero» esamina, fra gli altri, il futuro dello stadio comunale e della caserma Montelungo. Ed è qui, con un piano che coinvolge (sempre dalle linee di massima delle scheda) 64 mila metri quadrati di cui 25 mila edificabili, emerge la conferma: l’Azzurri d’Italia, quando ci saranno le condizioni, lascerà il posto a residenze (fra il 60 e l’80% della superficie), terziario al 25%, e poi esercizi pubblici ed esercizi commerciali con una maggioranza «di vicinato». È previsto che lo sviluppo in altezza sia al massimo di 7 piani, mentre la struttura sportiva dovrebbe spostarsi fuori dal confine cittadino. Prestazioni pubbliche? Fra l’altro, la creazione di un parco con palestra per la scherma e campetti, una nuova piazza, fondi per il parcheggio d’interscambio a Monterosso. La Montelungo, insieme al palazzetto, entra in un’area di trasformazione unica: nella prima il piatto forte sono i servizi (minimo 75%) con, ad esempio, ampliamento della Gamec, creazione del museo del Novecento, biblioteca Irsec. Per il palazzetto 3.500 metri quadrati di insediamento con residenze (al massimo 80%), terziario e commerciale, mentre la struttura sportiva sarà rifunzionalizzata ad uso culturale e per il tempo libero. Il polo di «Cultura ed eventi» è invece quello che interessa il piazzale degli Alpini e quello della stazione: la rivitalizzazione dell’area è affidata a spazi anche interrati d’uso pubblico (fra le ipotesi anche una biblioteca). In zona prevista la possibilità di creare un albergo e un parcheggio a rotazione sotterraneo fino a 6 piani. PISCINE E Viabilità Largo Barozzi non è solo area Riuniti. Il Pgt individua un ambito di cui fanno parte i piani della rifunzionalizzazione dell’Accademia della Finanza e il comparto piscine Italcementi. Fra le richieste del Comune a chi cambierà con residenze e commerciale il volto dell’accademia una volta trasferitasi: la cessione dell’ex campo di Marte con creazione di parco pubblico, l’ampliamento con palestra della scuola «Santa Lucia», parcheggi. La vocazione dell’area Italcementi è quella dei servizi pubblici o privati a uso pubblico (minimo 75%, massimo 100%): si chiede la riqualificazione e l’ampliamento delle piscine (coperte e scoperte), un’area fitness da 800 metri quadrati. Pronto a rivivere anche il quartiere di Grumello al piano, oggetto di un ambito ad hoc. Idem «La porta delle valli»: quest’ultimo comparto, fra le novità rispetto al preliminare, comprende Ismes, Ote e Reggiani. Molte le opere pubbliche a carattere infrastrutturale e viabilistico, dalle stazioni del tram alla partecipazione della creazione del tracciato Codussi-Serassi-Circonvallazione, fino a una modifica migliorativa del tratto finale di viale Giulio Cesare. Fiera e Città dell’innovazione Due ambiti nuovi di pacca sono quelli legati alla Fiera Nuova e alla «Città della produzione e dell’innovazione». Quest’ultimo, a sud dell’autostrada A4, comprende ben sette piani il cui focus principale è la produttività. A parte il piano di Fintecna – che si dedica al centro servizi del ministero prevedendo servizi e terziario, in particolare con un albergo e aree commerciali – nelle altre cinque, fra cui il Kilometro Rosso, il «produttivo di livello avanzato» occupa il 70% minimo di superfici. «Il nuovo polo fieristico», che ingloba anche l‘Europan con il palazzetto dello sport, prevede l’ampliamento della Fiera Nuova per 9 mila metri quadrati, ma anche la creazione di una stazione in previsione del treno per Orio. «L’asse lineare di via Carducci» era già previsto nel preliminare come «porta ovest» di accesso alla città. Ora si arricchisce di dettagli: su 9 mila metri quadrati, ad esempio, si ipotizza la collocazione di un polo ricettivo a supporto del nuovo ospedale, con residenze sociali a carattere temporaneo. Sfogliando le tavole si scopre poi che la Motorizzazione nel giro di 15 anni sarà «ex» e vi si individuano soprattutto terziario e strutture ricettive, mentre la nuova scuola Montessori è ricollocata in adiacenza al Polaresco. Per Città Alta, infine, ci si rifà in toto, quindi anche per i grandi contenitori come Sant’Agata, al piano particolareggiato già in vigore.

Cosa dire?

lu.na