Urbanistica: presentato il d.d.l di riforma del governo.

Centrale-Termica-di-via-Daste-Spalenga.-Esempio-di-Archeologia-Industriale.jpgPerequazioni e compensazioni regolate a livello nazionale, focus sul rinnovo piuttosto che sull’espansione, tributi locali come leva per le politiche urbane, difesa delle proprietà immobiliare

di Giuseppe Latour – Edilizia e Territorio

La volata della legge urbanistica parte dal Maxxi di Roma. Il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi ha scelto il museo progettato da Zaha Hadid come luogo esemplare della rigenerazione urbana, per presentare la bozza di Ddl che rivede i meccanismi delle politiche del territorio nel nostro paese. Il testo (clicca qui per scaricare il Ddl), elaborato da un gruppo di esperti guidati dall’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Francesco Karrer, viene messo a disposizione degli operatori per una fase di consultazione pubblica, che si concluderà il prossimo 15 settembre (clicca qui per andare alla pagina dedicata sul sito delle Infrastrutture).

«Parlare soltanto di consumo di suolo produceva un dialogo monco, per questo abbiamo deciso di allargare il tiro», ha spiegato il ministro. In questo modo è nato un gruppo di lavoro che si è concentrato sul testo per otto mesi e che, alla fine, ha prodotto una proposta di venti articoli, divisi in due titoli, nei quali si affronta il tema dell’urbanistica in maniera ampia. Mettendo insieme la pianificazione, la perequazione, il ruolo delle Regioni e degli enti locali, le premialità, il recupero e l’edilizia residenziale sociale.

La norma fissa soprattutto principi, che dovranno orientare le politiche in materia di urbanistica nei prossimi anni. A livello statale uno degli strumenti chiave sarà la Direttiva quadro territoriale, con la quale vengono fissati gli obiettivi generali in materia di politiche del territorio. La direttiva avrà durata quinquennale e sarà aggiornata ogni tre anni. A livello regionale saranno prodotte altre direttive quadro che, poi, saranno declinate dai Comuni tramite una pianificazione di carattere programmatorio e una pianificazione di tipo operativo. Un passaggio importante è dedicato alla fiscalità immobiliare, per la quale viene stabilito il principio che questa non dovrà limitare l’accesso alla proprietà. Per la prima volta, poi, vengono regolati in maniera sistematica i temi della perequazione e delle compensazioni. Ancora, si parla edilizia residenziale sociale e si stabilisce che questa andrà determinata come standard aggiuntivo: non sostituirà, quindi, le aree verdi o i parcheggi ma dovrà essere servita da dotazioni apposite.

«Con questa legge pensiamo di porre con forza il tema del rinnovo urbano – ha detto ancora Lupi -. La sfida vera dei prossimi anni sarà dedicata al recupero delle città». Il cronoprogramma lanciato dal ministro è serrato. Adesso il testo viene messo a disposizione degli operatori. Le imprese, con l’Ance in testa, ma anche i professionisti, come architetti e ingegneri, e i tecnici dell’urbanistica dovranno dare le loro impressioni sui contenuti del disegno di legge. Il 15 settembre scadrà il termine per acquisire questi pareri. Subito dopo i tecnici del ministero sistemeranno il provvedimento per mandarlo in Consiglio dei ministri. A quel punto, la bozza potrà essere approvata e mandata in Parlamento, dove nel mese di ottobre si aprirà un lavoro destinato a durare diversi mesi.

Aeroporto: I residenti di Colognola esasperati. «Gori, adesso vogliamo i fatti»

dal Corriere.it.      Qualcuno lo definisce un massacro. Qualcuno usa dieci punti esclamativi uno in fila all’altro, giusto per fare capire il grado di esasperazione. Stiamo impazzendo, sclerando, affondando. Non se ne può più. E poi c’è chi prende carta e penna e si mette a scrivere al sindaco Giorgio Gori. La sua prima lettera da Colognola è decollata ieri sera. È tempo di vacanze e di finestre aperte. Un incubo, nel quartiere sorvolato dagli aerei in partenza da Orio al Serio.

«Abito da sempre nel quartiere di Colognola dove sono nata 60 anni fa – scrive Maria Grazia Togni al sindaco -, ma non avrei mai immaginato che questo quartiere negli anni sarebbe diventato un posto invivibile soprattutto nei mesi estivi a causa del sorvolo degli aerei a bassissima quota che non danno un attimo di tregua. Non viene rispettato nessun orario né al mattino, né alla sera e in alcuni giorni della settimana ci sono partenze ogni due minuti. Io non ne posso più e come me molti abitanti di Colognola». Armando Menegazzo abita in via Keplero: «Sono un abitante di Colognola – si sfoga in un messaggio inviato alla redazione del Corriere – che non ne può più!!!!! Basta con questo massacro ai nostri danni!!!! Non é possibile che un quartiere residenziale non venga tutelato e venga destinato al macello!!!».

Secondo Menegazzo, la situazione è la seguente: «1) Dall’aeroporto di Orio decollano giornalmente circa 130 aerei. 2) Di questi, circa 120 decollano a bassa quota su Colognola. 3) Ipotizzando un decollo ogni 5 minuti, per ben 600 minuti abbiamo sulla nostra testa, a brevi intervalli, 100 decibel di rumorosità per 10 ore giornaliere. Ebbene come possiamo continuare a convivere in questa situazione ????». Un altro lettore scrive che gli aerei danno la sveglia al quartiere alle 6.15, «a volte anche prima» e «non abbiamo tregua» fino alle 23.

«Colognola, con queste rotte, è stata massacrata – prosegue la lettera a Gori -. Tutto è iniziato con la giunta Bruni che ha deciso di penalizzare il nostro quartiere a beneficio di altri. La giunta Tentorio con il suo assessore Bandera, convinti che la rotta su Colognola fosse la soluzione migliore, hanno puntato sulla determinazione delle curve isofoniche declassando il nostro quartiere da residenziale a Zona di rispetto. Ancora una volta i cittadini si sono dovuti battere per vie legali, a spese proprie, per annullare tale ingiusta decisione e far rispettare la legge. Lei quindi è perfettamente a conoscenza di questo problema, grave per la nostra comunità, e non vorrei che le promesse fatte da Lei in campagna elettorale, che tutti i quartieri di Bergamo devono essere “residenziali”, rimangano solo parole. Affinché le parole si concretizzino, devono seguire i fatti, concreti e tangibili per la nostra comunità. Noi cittadini siamo stanchi!! Ho sentito spesso in passato sia i politici che i dirigenti della Sscbo usare la parola “businness” puntando il loro obiettivo con l’aumento dei voli e quindi aumento dei posti di lavoro così da mettere in contrapposizione noi cittadini che esigiamo il rispetto delle regole e la suddivisione dei voli su altri scali vicini. A questi signori desidero ricordare che a noi di Colognola la casa non l’hanno regalata, ma ci è stata venduta come residenziale quando l’aeroporto era in disuso, e tuttora paghiamo le tasse pur avendo subito un deprezzamento non indifferente dovuto non solo al crollo del mercato immobiliare ma soprattutto a causa del sorvolo degli aerei. Io non ho perso la speranza che Colognola possa ritornare ancora un quartiere vivibile e mi batterò per questo sperando che lei faccia altrettanto per tutelare gli interessi e la salute dei cittadini che rappresenta, ma soprattutto per evitare che la politica e la pubblica amministrazione sia sottomessa agli affari. Creare posti di lavoro non può in alcun modo essere fatto in sfregio alla legge».

Bergamo e le periferie dimenticate.

Area gasometroDai dati rilevati pare che il nuovo sindaco di Bergamo abbia raccolto maggior consenso nei quartieri periferici rispetto al centro o a Città Alta. Eppure dalle prime interviste di Gori e dei suoi assessori e dalle priorità annunciate restano  sempre fuori le periferie e il degrado progressivo che le accompagna. Si discute di cosa mettere ad Astino, della rivitalizzazione del centro, di un concorso di progettazione per il Sentierone, del recupero del Diurno, della pedonalizzazione eccc.

La realtà ci consegna una sperequazione nella qualità urbana tra  i vari comparti della Città, evidente soprattutto tra i quartieri a nord e quelli a sud della fascia dei binari ferroviari. Il percorso dalla Malpernsata (area del gasometro) che passa per via Gavazzeni, Boccaleone, Celadina fino al confine con Seriate presenta zone di degrado rilevante e progressivo.Il tratto alle spalle del macello e del mercato ortofrutticolo tocca il massimo di livello di degrado urbano di una città.

In altri quartieri ci sono marciapiedi impraticabili anche fuori dalle scuole materne ed elementari, scuole pubbliche piene di erbacce incolte, pulizia scadente. Per non parlare del servizio di trasporto pubblico in alcune zone.

Eppure nono solo non si trovano rimedi, ma, addirittura,il problema  è stato rimosso in un dibattito cittadino che sembra adeguato più a un Rotary che alla concreta politica amministrativa.

Proprio oggi sul sito del Corriere della Sera viene ripresa l’iniziativa di alcuni cittadini che non si rassegnano all’ìnsopportabile degrado che avvolge Boccaleone soprattutto nel tratto sottostante al ponte.  Interessante e significativo un pezzo presente nell’articolo: “Non pare dello stesso avviso il nuovo assessore all’edilizia Francesco Valesini che in una intervista di programma al Corriere le periferie non le ha neppure nominate: il focus è la stazione, la risalita di Città Alta, la Gamec, la Montelungo, il Sentierone da rivitalizzare, i cantieri del centro… Tutti attratti al centro, tutti concentrati lì, ad appassionarsi a domande stonate: ma certe giostre delle notti bianche non sono troppo kitsch per stare davanti al Donizetti? E non vi pare che piazza Vecchia trasformata in giardino sia uno sfregio, un’intollerabile mancanza di stile? S’avanza un nuovo effimero, ma le Grandi Opere sono altrove. Sotto i cavalcavia”

lu.na

Foto da L’Eco di Bergamo

 

Parcheggio dell’aeroporto: via il verde

da Bergamonews 14.07.2014
Dopo tutti i mesi persi in burocrazia, il cantiere del nuovo parcheggio dell’aeroporto cerca di recuperare il tempo perduto a ritmi da gran premio. In meno di una settimana, come si può vedere dalle foto, le ruspe hanno sollevato grandi quantità di erba e terreno, tagliato alberi, cespugli, arbusti, coperto i canali di irrigazione ora inutili. E’ già stato posizionato il fondo per preparare il terreno all’arrivo del bitume.

Dopo tutti i mesi persi in burocrazia, il cantiere del nuovo parcheggio dell’aeroporto cerca di recuperare il tempo perduto a ritmi da gran premio. In meno di una settimana, come si può vedere dalle foto, le ruspe hanno sollevato grandi quantità di erba e terreno, tagliato alberi, cespugli, arbusti, coperto i canali di irrigazione ora inutili. E’ già stato posizionato il fondo per preparare il terreno all’arrivo del bitume.

Il verde farà spazio all’asfalto del nuovo parcheggio fortemente voluto dalla società di gestione dello scalo e approvato dall’amministrazione comunale di Bergamo: 1500 posti auto iniziali che diventeranno cinquemila con i prossimi lotti nell’area tra la pista, il centro Galassia sulla via Zanica e l’asse interurbano.

In totale più di dieci campi da calcio strappati alla natura e resi molto più redditizi per sostenere l’investimento fatto da Sacbo che ha comprato l’area versando 28 milioni di euro nelle casse del gruppo Percassi. L’operazione renderà molto bene nei prossimi anni, almeno secondo le aspettative dei vertici della società che hanno accolto con un sospiro di sollievo l’arrivo del permesso di costruire rilasciato da Palafrizzoni. D’altronde il mercato non manca: finora hanno proliferato imprenditori che hanno acquistato e trasformato in parcheggi quasi tutti i capannoni accanto a Oriocenter.

Non sono mancate anche le polemiche: l’allora opposizione di centrosinistra, ora alla guida dell’amministrazione, ha sempre criticato il progetto. Lo stesso ha fatto la Lega Nord, salvo poi approvarlo insieme a un paio di emendamenti per la “tutela del verde” che con un’infrastruttura di questo tipo è difficile da pensare. Molte le perplessità anche in quello che al tempo si chiamava Pdl, anche se poi l’accordo con il Carroccio ha portato all’approvazione dell’accordo di programma. Mentre il Movimento 5 Stelle, in caso di vittoria alle elezioni, non ci avrebbe pensato due volte:  “Interrompere l’iter, subito – ha spiegato Marcello Zenoni, ora capogruppo dei 5 Stelle a Palafrizzoni -. Quel parcheggio è una follia. Sono stati spesi 28 milioni per comprare il terreno da Percassi, soldi che potevano essere investiti in trasporto pubblico. E poi diciamocelo: quel parcheggio a raso su un’area verde immacolata non serve a nessun bergamasco”.

Isaia Invernizzi

Le sofferenze del territorio lombardo.

Le sofferenze del territorio lombardo: lettera aperta alle autorità

da  Salviamo il paesaggio.it

374463-1Pubblichiamo una lettera aperta consegnata a numerose autorità lombarde su alcuni temi che affliggono la regione: consumo di suolo, inquinamento, perdita di terreni fertili, sfruttamento eccessivo dei corsi d’acqua, ecc… 

1 – CONSUMO SUOLO per urbanizzazioni, per nuove infrastrutture e per mancato recupero dell’esistente aree dismesse

Il tema dell’ecologia nel nostro territorio “nella nostra casa”, si confronta oggi concrescenti fenomeni di degrado e di consumo di suolo libero, con la repentina compromissione dell’ecosistema in nome di un non ben definito “progresso” senza regole e senza limiti, anche con interventi di edificazione nelle aree a più alto valore ambientale (e a più alto rischio anche idrogeologico), nella disarmante assenza di chi ha il dovere di coordinare, vigilare e controllare.

In un territorio antropizzato come il nostro, è difficile immaginare che sia concesso continuare ad edificare, consumando le ultime, residue aree libere.

Il territorio è un “bene comune” finito, non infinito. Non sarebbe accettabile neppure se fosse indispensabile, figuriamoci in una situazione che vede disastri drammatici causati dal dissesto idrogeologico, dall’abusivismo edilizio, dalla occupazione stupida e suicida degli alvei dei corsi d’acqua.

La Legge Regionale 28 dicembre 2011, n. 25, “Testo Unico delle Leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale”, all’art . 4 quater “Tutela del suolo agricolo”, richiede che il fenomeno del consumo di suolo agricolo sia sottoposto ad un monitoraggio sistematico.

Negli ultimi cinque anni, il consumo del suolo è stato pari a otto metri quadrati al secondo, il che implica un consumo giornaliero pari a circa 70 ettari.

Altro aspetto di non secondaria importanza, la scelta di alcuni amministratori di “svalutare” le aree agricole, inventandosi una distinzione tra aree agricole strategiche ed aree agricole non strategiche, come se in un paese che importa oltre il 60% del proprio fabbisogno alimentare potessero esistere aree agricole che non siano strategiche.

Una di queste situazioni si verifica, per esempio, in Provincia di Bergamo dove il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) prevede la possibilità di cambiare la destinazione di aree agricole comprese in una fascia di 150 m. oltre gli edifici esistenti azzerando le attuali condizioni di salvaguardia e, cosa ben più grave, delegando alle amministrazioni locali (le più deboli a fronte delle pressioni lobbistiche) ogni scelta in merito.

Probabilmente in altre aree d’Italia, potrebbe anche essere un valore pocosignificativo, ma nelle nostre zone significa eliminare ogni residua possibilità di creare e mantenere i corridoi ecologici previsti dalla RER e, non di meno, demotivando le aziende agricole che operano in ambito periurbano ora preziose perché svolgono un ruolo di cura, di presidio del territorio e produzioni alimentari a km 0 che, sia nel caso si tratti di proprietari che di affittuari, saranno precariamente in attesa di probabili operazioni di speculazione edilizia.

Solo di passaggio, un breve accenno alle migliaia di abitazioni e di immobili per uso commerciale e/o industriale vuoti, sfitti o invenduti, esistenti oggi in Lombardia, per il cui riutilizzo si fa praticamente nulla.

2 – Controlli sul territorio, in particolare dello sfruttamento eccessivo dei corsi d’acqua.

La Lombardia è una regione che, grazie alle montagne che ne costituiscono la fascia nord, è attraversata da molti corsi d’acqua, dalle piccole rogge ai grandi fiumi. Fin quasi dalle sorgenti c’é una serie di sbarramenti realizzati per la produzione di energia elettrica. Il risultato è che sempre più spesso si verificano dei periodi di secca che lasciano solo alcune pozze d’acqua nelle quali i pesci si trovano ad essere letteralmente lessati dal sole estivo. La legge stabilisce dei flussi minimi d’acqua che troppo spesso non vengono osservati. Si dovrebbe poter contare sul Corpo Forestale dello Stato per un servizio più preciso e puntuale di sorveglianza che potrebbe coprire i diversi aspetti che riguardano i corsi d’acqua, sversamenti e prelievi abusivi compresi.

3 – Utilizzo dei fondi comunitari e multe

Sembra un racconto dell’orrore. L’Italia si ritrova fin troppo frequentemente nella condizione di subire forti penalizzazioni economiche per infrazioni alle direttive comunitarie o, quantomeno, per ritardi nell’implementazione delle stesse. Contemporaneamente, l’Italia è anche il paese che meno di ogni altro riesce a spendere le risorse che la comunità ci mette a disposizione. E’, a dir poco,deprimente.

Un esempio su tutti: le nostre amministrazioni locali sono incredibilmente, quanto fermamente, contrarie all’apposizione di vari gradi di tutela su particolari aree appartenenti ai loro territori. Probabilmente è per il timore di perdere potere decisionale su quelle aree e non trovarsi costretti a subire decisioni che possano, in qualche modo, confliggere con quelle che farebbero gli amministratori stessi. In questo modo si rinuncia a proteggere delle aree di grande valore naturalistico e, contemporaneamente, si perdono occasioni di ottenere anche finanziamenti specifici.

4 – Coerenza con la costituzione e con le Leggi vigenti

Ci conforta la consapevolezza che la Costituzione Italiana, le leggi vigenti, le direttive europee le norme regionali e, se non bastasse, la convenzione europea del paesaggio, impongono un chiaro impegno a favore della tutela dell’Ambiente e del territorio, indicando le opportune modalità di intervento con le dovute priorità, con il fattivointeresse e collaborazione di tutti partendo da chi ha responsabilità amministrativa.

Al Ministro dell’Agricoltura vorremmo quindi chiedere, ed in questo essere confortati, che le Leggi vigenti in materia di tutela dell’Ambiente vengano applicate, e che gli attuali progetti di Legge “per fermare il consumo di suolo ” possano presto diventare una realtà ed un chiaro impegno, nella consapevolezza di ciò che oggi abbiamo che presto potremo perdere, per riconoscere che “Dare valore anche economico all’ecosistema” non è un tema astratto ma un obbiettivo concreto con l’impegno e la disponibilità di tutti.

La conclusione è che deve cessare ogni forma di deroga alle leggi che, per decenni, hanno protetto il territorio, anche se in modo non sempre sufficiente, eliminando quelle scorciatoie (di dubbia coerenza costituzionale), che con la scusa di ridurre o eliminare la lentezza burocratica nel dare risposte agli imprenditori, hanno in realtà eliminato ogni vincolo, morale e legale.

Gli enti preposti vanno posti nelle condizioni di esprimere rapidamente i loro pareri senza eludere almeno le principali norme di tutela di quel bene comune che è il territorio.

Tutto quanto richiamato in questa lettera, è ovviamente riferito all’intero territorio lombardo, con le ovvie diversità tra aree montane, collinari e di pianura.

Intendiamo, in particolare, attirare l’attenzione su quella porzione di Provincia di Bergamo sita tra il fiume Brembo (ad Est), il fiume Adda (ad Ovest) e le colline e poi le montagne a Nord, meglio nota come Isola Bergamasca. Lo si vede molto bene dalla foto di testa, la prima, da cui si può già trarre un’idea del grado di antropizzazione raggiunto dal nostro territorio.

La Convenzione Europea del Paesaggio è un documento adottato dal Comitato dei Ministri della Cultura e dell’Ambiente del Consiglio d’Europa il 19 luglio 2000, ufficialmente sottoscritto nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze il 20 ottobre 2000.

Oltre a dare una definizione univoca e condivisa di paesaggio, la convenzione dispone i provvedimenti in tema di riconoscimento e tutela, che gli stati membri si impegnano ad applicare. Vengono definite le politiche, gli obiettivi, la salvaguardia e la gestione relativi al patrimonio paesaggistico, riconosciuta la sua importanza culturale, ambientale, sociale, storica quale componente del patrimonio europeo ed elemento fondamentale a garantire la qualità della vita delle popolazioni.

Emerge la sua natura antropica, ovvero l’importanza ricoperta dal ruolo dell’azione umana. Il paesaggio è descritto come l’aspetto formale, estetico e percettivo dell’ambiente e del territorio.

Firmano a nome di tutti i rappresentanti dei Comitati Civici di Ponte San Pietro:

“Gruppo Amici dell’isolotto” – Paolo Assolari – cascinaisolotto@interfree.it

“Altra Ponte” – Carlo Sangalli – comitatocivico.altraponte@gmail.com

Comitati e associazioni firmatarie:

Comitato “Orizzonte Roncola” (Treviolo)
Comitato “Curno per il Parco del Brembo” (Curno)
Comitato “Per la tutela dell’ambiente e della salute” (Bonate Sopra – Presezzo)
Comitato “Monte Canto e Bedesco” (Mapello-Ambivere-Sotto il Monte)
Comitato “ViviAmo il Brembo” (Bonate Sotto)
Comitato PAE (Bergamo-Stezzano)
Comitato “Cittadini di Longuelo” (Bergamo)