Aeroporto di Orio: Serve tutela, non crescita

aeroporto ORIO

Aeroporto, comitati preoccupati
«Serve tutela, non crescita»

da ecodi bergamo.it   I comitati aeroportuali all’attacco dopo la presentazione del nuovo Piano di sviluppo (Psa) di Orio al Serio: «Occorre un limite, non si può pensare solo allo sviluppo dello scalo».

Il nuovo piano di sviluppo aeroportuale scontenta non solo i sindaci dell’hinterland, ma anche i comitati che da tempo si battono per la compatibilità dello scalo bergamasco con i territori circostanti. «Indubbiamente c’è di che stare allegri: l’Arpa dice che l’aria che respiriamo è come quella di via Senato a Milano, va tutto bene e chi abita nei dintorni aeroportuali si lamenta per sport – commenta con ironia Mario Carsana, portavoce dei comitati aeroportuali di Bergamo, Bagnatica Orio al Serio, Grassobbio e Seriate – . Il nostro obiettivo rimane quello di stabilire un tetto per i voli: di certo quello di 100mila non è quello giusto. Con un numero di movimenti di gran lunga inferiore a questa soglia, infatti, siamo già vicini al collasso: ci troviamo in una situazione paradossale, in cui manca tutt’ora la zonizzazione acustica e in cui i voli notturni non sono stati minimamente scalfiti. Non si può considerare esclusivamente lo sviluppo economico, occorre tener presente anche la qualità della vita dei cittadini: è fondamentale lavorare, ma anche vivere bene, e chi vive nei dintorni aeroportuali sta soltanto sopravvivendo. Per questo motivo occorrono dei punti fermi, altrimenti questo rischia di essere un Piano di sviluppo con licenza di massacro». Anche dalle parti di Colognola e nei territori a Est si teme un possibile peggioramento della situazione.

La telenovela della Gamec arriva al Palazzetto dello Sport.

La-nuova-sede-della-GAMeC-Ex-Magazzini-Generali-di-via-Rovelli-Bergamo-1-e1425306441113Si comincia a parlarne nel 2010 Il progetto viene presentato in Comune in via preliminare nel giugno del 2012. Il Piano Integrato d’Intervento (o P.I.I.) è approvato provvisoriamente nell’ottobre dello stesso anno dal Consiglio comunale, successivamente (nel luglio 2013) avanzato in via definitiva con tutte le integrazioni necessarie ed approvato esattamente un anno dopo, nel luglio del 2014. Prevede un cantiere di «un anno o due» del costo complessivo di 4,5 milioni di euro, interamente a carico della Fondazione.

 Nel 2014 con la nuova giunta maturano altre idee e nuove proposte. In proposito riportiamo un articolo scritto da Elena Bordignon per ATP Diary il 2 marzo 2015 “Che sia un problema di concorso da fare,  di poca sensibilità (si pensi che in un articolo recente, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha detto: “La Gamec a Palazzo della Libertà sarebbe un sogno. Per quell’edificio esiste però un progetto di trasferimento della Prefettura. Anche il Palazzetto dello Sport è un’ipotesi suggestiva: la forma circolare dell’edificio mi ricorda il Guggenheim di New York e ha l’indubbio vantaggio di essere di nostra proprietà. Certo, a quel punto si aprirebbe il problema di una nuova collocazione del palazzetto”.) Non so se avete mai visto il Palazzetto dello Sport o, sarebbe più giusto chiedersi, se Giorgio Gori ha mai visto il Guggenheim…”

 Nel 2016, nonostante tutto, due giorni fa l’assessore del Comune di Bergamo Francesco Valesini, dichiara al Corriere: “Senza dubbio, portare la Gamec al Palazzetto dello sport sarebbe la soluzione migliore dal punto di vista qualitativo”……e conclude “Per trovare una soluzione ci siamo dati due anni di tempo”.

Facciamo i conti e arriviamo al 2018, otto anni solo per individuare la soluzione. In poche parole..dei fulmini.