Aeroporto Orio al Serio. Promesse tradite

Aeroporto Orio

Aeroporto Orio

 

Terzo Aeroporto d’Italia. Undici milioni di passeggeri in un anno e si lavora per aumentarli. Il nuovo presidente appena eletto (Roberto Bruni) che chiarisce subito : “per adesso non si parla di riduzione dei voli”. Il sindaco Giorgio Gori aveva promesso un percorso inverso, nel senso di puntare all’obiettivo della riduzione dei voli. Intanto la qualità della vita nei quartieri di Colognola, Campagnola e ora anche al villaggio degli sposi peggiora. I ragazzi che giocano negli oratori o nei parchi lo fanno nel tratto di decollo sotto il massimo delle emissioni nocive. La Giunta di Bergamo agisce come un’azienda di promozione turitstica lavorando prevalentemente sugli eventi in centro città. I giornali raccontano questi record degli affari sull’aumento dei voli e dei passeggeri. Ma qualcuno l’ha capito che esistono dei grossi problemi ambientali e dei rischi seri per la salute dei cittadini?

 

Dal Corriere delle sera:

“L’aeroporto di Orio al Serio è al terzo porto per numero di passeggeri tra gli scali italiani. Lo dicono i dati raccolti da Enac nel 2016. Da Orio sono passati circa 11 milioni di persone, pari al 7,3% in più rispetto al 2015. In testa alla classifica c’è Fiumicino con oltre 41,5 milioni 8+3,3%) di passeggeri e poi Milano Malpensa con 19,3 milioni di passeggeri (+4,7%). Quarto Milano Linate con 9,6 milioni (invariato sul 2015). In totale, i passeggeri transitati negli aeroporti italiani nel 2016 hanno superato i 164 milioni con un aumento che sfiora il 5%.

In deciso aumento nel 2016 anche il trasporto cargo (+6,1%), che vede Malpensa al primo posto con un incremento del 7,4% su anno, seguito da Fiumicino e Bergamo. Per quanto riguarda le compagnie aeree, «per il 2016 la graduatoria totale di collegamenti nazionali e internazionali vede al primo posto la compagnia irlandese Ryanair, con Alitalia al secondo posto, ma che si conferma primo vettore per i collegamenti nazionali», si legge nella nota.”

 

 

 

Aeroporto di Orio: Serve tutela, non crescita

aeroporto ORIO

Aeroporto, comitati preoccupati
«Serve tutela, non crescita»

da ecodi bergamo.it   I comitati aeroportuali all’attacco dopo la presentazione del nuovo Piano di sviluppo (Psa) di Orio al Serio: «Occorre un limite, non si può pensare solo allo sviluppo dello scalo».

Il nuovo piano di sviluppo aeroportuale scontenta non solo i sindaci dell’hinterland, ma anche i comitati che da tempo si battono per la compatibilità dello scalo bergamasco con i territori circostanti. «Indubbiamente c’è di che stare allegri: l’Arpa dice che l’aria che respiriamo è come quella di via Senato a Milano, va tutto bene e chi abita nei dintorni aeroportuali si lamenta per sport – commenta con ironia Mario Carsana, portavoce dei comitati aeroportuali di Bergamo, Bagnatica Orio al Serio, Grassobbio e Seriate – . Il nostro obiettivo rimane quello di stabilire un tetto per i voli: di certo quello di 100mila non è quello giusto. Con un numero di movimenti di gran lunga inferiore a questa soglia, infatti, siamo già vicini al collasso: ci troviamo in una situazione paradossale, in cui manca tutt’ora la zonizzazione acustica e in cui i voli notturni non sono stati minimamente scalfiti. Non si può considerare esclusivamente lo sviluppo economico, occorre tener presente anche la qualità della vita dei cittadini: è fondamentale lavorare, ma anche vivere bene, e chi vive nei dintorni aeroportuali sta soltanto sopravvivendo. Per questo motivo occorrono dei punti fermi, altrimenti questo rischia di essere un Piano di sviluppo con licenza di massacro». Anche dalle parti di Colognola e nei territori a Est si teme un possibile peggioramento della situazione.

Colognola e lo sviluppo dell’aeroporto «La salute non è un effetto collaterale»

da L’Eco di Bergamo

L’associazione «Colognola per il suo futuro» dice la sua sullo sviluppo di Orio al Serio, alla luce del convegno di sabato 28 febbraio organizzato dal Ncd.

 «Si è posto l’accento soprattutto sulle positive ricadute economiche, sui posti di lavoro, sulla ricchezza indotta, ma sembra quasi che il disagio della popolazione debba essere considerato solo un effetto collaterale, un po’ fastidioso ma necessario. Si è detto che la veloce crescita dello scalo non ha dato il tempo alla gente di “adattarsi” alla nuova situazione, che in Europa esistono altre realtà simili» si legge in un comunicato stampa.

 

«Ma perché la popolazione dovrebbe “adattarsi” a vivere in un ambiente avvelenato da un costante inquinamento, sia atmosferico che acustico, con pesanti ricadute sulla salute? (I recenti studi epidemiologici già evidenziano segnali di una situazione che rischia di evolvere in negativo). Ma perché si considera possibile ed anzi auspicabile la costante crescita di uno scalo che è innestato in un territorio fortemente e fittamente antropizzato, quindi con oggettivi, indiscutibili limiti al suo sviluppo? Per quanto ci risulta, in nessun altro Paese europeo ci sono situazioni così preoccupanti; in nessun altro Paese europeo si condannano aree residenziali, con migliaia di residenti, di scuole e di altri siti sensibili, a diventare zone di rispetto aeroportuale, cioè a dover subire un livello di rumorosità superiore a quello indicato dall’OMS come limite imprescindibile per la salvaguardia della salute!

 

«Solo nelle parole del sindaco di Orio abbiamo letto un senso di preoccupazione, un forte richiamo alla necessità di garantire la salute dei cittadini; per il resto, percentuali di sviluppo e di ricchezza sembravano presentati come dati assolutamente positivi, senza se e senza ma. Noi siamo invece convinti che il primo, fondamentale presupposto, affinché lavoro e ricchezza siano veramente una risorsa, sia quello di garantire la salute della popolazione: in caso contrario lavoro e ricchezza diventano armi contro la gente, diventano disvalore e non valore aggiunto!».

 

Potremmo citare molti casi in cui il prevalere degli interessi economici ha provocato gravissimi danni e lutti (ad esempio la produzione industriale di eternit a Casale Monferrato), ma preferiamo concludere riportando un passo importante della sentenza della Coste Costituzionale del 9 maggio 2013 che ha imposto l’alt all’Ilva di Taranto: sulla vita non si mercanteggia, non c’è contrapposizione tra diritto alla salute e diritto al lavoro perché quest’ultimo presuppone che il lavoro debba essere rispettoso dei diritti fondamentali della persona: salute, sicurezza, libertà e dignità umana».

Aeroporto, parcheggi, cemento. Che pasticcio…….

Uno dei parcheggi dell'aeroporto di Orio al SerioUno dei parcheggi dell’aeroporto di Orio al Serio

dal Corriere.it  Prima in giunta, poi in Consiglio. Una fronda anti-cemento si agita a Palazzo Frizzoni: l’obiettivo è ridurre l’impatto del parcheggio da 5.500 posti a raso che Sacbo, la società di gestione dello scalo di Orio, dovrebbe realizzare fra via Zanica e l’A4. Anche ieri i consiglieri di centrodestra si sono riuniti, la Lega prepara tre ordini del giorno, il Pdl uno con l’ambizione di arrivare in aula con l’avallo condiviso. Ma il fronte è frastagliato. Se da una parte c’è chi spinge per piazzare paletti, dall’altra c’è chi (in particolare l’ala formigoniana del Pdl) ricorda che i numeri inseriti nella bozza di accordo derivano dalle indicazioni del Piano di governo del territorio e punta a ridurre le lungaggini a cui il piano, che supporterà lo sviluppo dell’aeroporto, è sottoposto. In effetti, solo osservando il Consiglio comunale, siamo all’approdo in aula numero tre: lunedì la discussione arriverà probabilmente a trovare la quadra.

 

Un passo indietro. Il terreno di cui parliamo è l’ex Pn16, localizzato al confine con Orio, lì dove Sacbo lavorerà su un’area che acquisirà (l’accordo c’è, per 28 milioni di euro, da perfezionare all’avvio del piano) dalla Aviostil del Gruppo Percassi. L’intervento coinvolge l’intera superficie da 300 mila metri quadri ma, in edifici, la società utilizzerà solo 30 mila metri cubi rispetto alla potenzialità di 270 mila che il Pgt conferiva. Oggi una bozza di accordo esiste e coinvolge Sacbo, Comune, Provincia e Aviostil: le prime mosse sono del 2007, ora si arriva al dunque.
In Comune ferve il dibattito. «L’intesa preveda la giusta contropartita per la cittadinanza», chiosa il capogruppo pdl Giuseppe Petralia. E, per la Lega, Luisa Pecce: «L’impatto ambientale deve essere ridotto al minimo, il Consiglio lo farà presente». Anche il centrosinistra, che pure dibatte al suo interno perché guidava il Comune quando il percorso è partito, lunedì scorso con il Pd aveva chiesto ma non ottenuto che l’intera operazione fosse esaminata solo dopo il via libera al piano dei rischi aeroportuali che modificherà ulteriormente il quadro.

Di rinvio in rinvio, già prima era toccato alla giunta: l’intesa sull’ex Pn16 era quasi firmata ma poi i dubbi (in primis, sui 240 mila metri cubi che non verranno utilizzati ma che inizialmente sembrava potessero planare altrove) avevano indotto la squadra di Franco Tentorio a spaccare il capello in quattro. Ora il Consiglio replica. «L’auspicio è che le carte siano pronte entro fine anno», avevano spiegato da Sacbo a novembre 2012. Ma la partita è delicata e il Comune – che guida l’urbanistica – ha preso tempo. Nel centrodestra, in ordine sparso, si punta a mettere nero su bianco interventi che rendano ecologicamente sostenibile il parcheggio, a puntualizzare che nessun metro cubo verrà deviato, a chiedere che vengano sbloccati fondi per mitigazioni acustiche ma anche a invocare la riduzione dei parcheggi dai 5.500 previsti a raso a 3.000 a raso, e facoltativamente ad altri 2.000 in struttura. Ora: le prime sono prescrizioni politiche ma compatibili con la bozza uscita dal secondo round della giunta, la riduzione degli stalli a raso (proposta da Pecce) non sarebbe invece in sintonia con le linee già fissate dall’accordo e potrebbe, perché inficerebbe l’iter, non essere accolta dalla maggioranza-della-maggioranza.

Insomma, il confronto si fa bollente, con un dettaglio fra gli altri emerso in più sedi: le modifiche dell’aula, le indicazioni su progetti di mitigazione extra, la modifica nella ripartizione degli stalli a raso potrebbero (se accolte e rese vincolanti) arrivare a incidere sul valore dell’area. Sacbo, un po’ come accade quando si acquista una casa da ristrutturare anziché nuova, potrebbe ricontrattare? Restano da considerare, sullo sfondo, diritti legati al Pgt originario. E anche su questo il dibattito prosegue.

Anna Gandolfi12 aprile 2013 | 8:48

Consiglio Provinciale di Bergamo sull’aeroporto. L’intervento di Matteo Rossi.

Con l’intento di favorire il dibattito sull’argomento, riportiamo l’intervento sull’Aeroporto in Consiglio Provinciale del consigliere del Pd Matteo Rossi:

 

“In tutti questi mesi ci siamo resi conto che esistono due ideologie contrapposte che si confrontano sul tema dell’aeroporto. Quella di chi parla di Orio esclusivamente come di un problema, negando il ruolo enorme di questa infrastruttura per l’economia bergamasca, invocando un suo ridimensionamento; e all’estremo opposto quella di chi non perde occasione per illustrarci le magnifiche sorti e progressive di questa infrastruttura auspicando un illimitato sviluppo, una crescita infinita e considerando la salute dei cittadini un inevitabile danno collaterale. 

E’ utile dire come entrambe queste posizioni non facciano il bene del territorio. Il bene comune del territorio: quello cioè che tiene insieme ragioni economiche e salute dei cittadini. 

Questa è la nostra prospettiva. Ci viene detto, ed è stato ripetuto da consigliere Prevedini nell’ultimo consiglio: siete incoerenti! Volete la botte piena e la moglie ubriaca! Francamente, ci pare un dibattito da fine ottocento. La vera incoerenza ci pare invece quella delle forze politiche che nei Comuni chiedono a gran voce le stesse cose contenute nel nostro documento e che in quest’aula abbassano le orecchie di fronte al Presidente che rifiuta ogni tipo di condizionamento di natura ambientale. Come se l’impegno per uno studio epidemiologico riducesse la forza contrattuale dei bergamaschi al tavolo delle fusioni o delle trattative sulla riorganizzazione del traffico aereo del nord, siamo seri! Il rischio vero, se oggi come oggi sono i territori nel loro insieme a competere, è che sia proprio la conflittualità esistente attorno ad una infrastruttura ad indebolirla, così come invece moderne politiche di compatibilità ambientale e una vera integrazione territoriale ne aumenterebbero la competitività.

Per questo c’è bisogno di parlare coi Sindaci. Quei Sindaci che siamo riusciti a portare in quest’aula quando abbiamo ottenuto la commissione del 30 marzo scorso,  e avete sentito dalla loro viva voce come le giuste richieste di tanti cittadini non siano “terrorismo politico”, termine tanto caro al consigliere Bettera, ma ragionamenti concreti, di buon senso,  perché magari i loro cittadini sono fra quei 12.000 a cui Orio da lavoro, ma poi tornano a casa la sera e vorrebbero poter dormire ed esser sicuri che ciò che passa sopra la testa dei loro figli non sia qualcosa di rischioso.

Questa cosa qui non può essere un’utopia! Altrimenti la politica che ci sta a fare?! 

Il ruolo della politica è quello di difendere e armonizzare questa infrastruttura. Proprio perché pensiamo che la politica e le Istituzioni debbano giocare un ruolo, anche oltre le pur importanti quote di partecipazione in Sacbo, abbiamo assistito con qualche stupore alle polemiche circa il rinnovo del Cda di Sacbo quando da alcune parti si tendeva a voler limitare la libertà di scelta della politica e dei partiti, e abbiamo contestato semmai il merito di alcune scelte, non certo il diritto di farle. Ma quando difendiamo quel diritto, lo facciamo soprattutto perché riteniamo che la politica possa e debba dare un indirizzo, debba dichiarare degli obiettivi, debba porsi un orizzonte verificabile sul quale impegnare le propria azione diretta e quella dei proprio rappresentanti nominati. Se questo manca, allora rimane un vuoto esercizio di potere fine a sé stesso e lontano dagli interessi dei cittadini.

Sulla difesa di Orio da operazioni di fusione poco chiare e potenzialmente rischiose abbiamo già discusso, e le recenti elezioni amministrative milanesi avranno certo le loro conseguenze, anche solo nel rendere questa partita più trasparente. Di certo il centrosinistra lombardo e bergamasco, insieme a Milano, è e sarà, oggi più di ieri, un interlocutore col quale fare i conti, a Milano e a Bergamo.

il 7% del Pil bergamasco in capo all’aeroporto parla da solo, lo ribadiamo, e a questo abbiamo aggiunto un dato culturale, l’idea cioè che la nostra terra possa trarre giovamento dalla presenza di uomini e donne di altri mondi e di altre culture, e che i nostri giovani, che rappresentano gran parte dell’utenza dell’aeroporto, possano avere l’occasione di visitare il mondo. Il rapporto tra Orio e il territorio bergamasco è inscindibile, e il compito della politica è quello di difendere questa infrastruttura e di armonizzarla il più possibile con il territorio circostante e i cittadini che lì ci abitano.

Chi se non la Provincia, che oltre ad essere azionista di Sacbo ha il dovere di coordinare gli attori territoriali, può assumersi questo compito che fin’ora, qui in Provincia, hanno svolto solo le opposizioni dei partiti di centrosinistra?

E allora… Lo studio epidemiologico serve per avere dati certi e scientifici sulle malattie e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento acustico e ambientale. Ripeto, acustico e ambientale, perché tutti auspichiamo gli aerei silenziosi di cui ha parlato il sindaco di Bergamo, ma non crediamo siano all’orizzonte vettori a vapore acqueo.

E sempre per avere dati certi chiediamo centraline fisse sul territorio che permettano di avere non solo valori medi e mensili, ma dati di punta e medie giornaliere, così come avviene nei più moderni aeroporti europei.

E ancora, mitigazione e prevenzione delle diverse forme di inquinamento. Prevenzione, con la messa in atto di tutte le procedure antirumore relative alle rotte, ai decolli, agli atterraggi all’accensione dei motori nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti. Mitigazione, ossia infissi antirumore, impianti di condizionamento estivo, messa a disposizione di nuove abitazioni, necessità di mettere a disposizione gran parte degli utili di Sacbo per iniziative che vadano in queste direzioni. 

E infine, il tema del limite. C’è quello dei voli notturni, perché di notte si deve poter dormire, lo dice la legge, lo ribadisce il minsitero dell’ambiente nel gennaio scorso quando afferma che dove si superano i 60 decibel non si può volare dalle 23 alle 6, e quindi quei voli  vanno gradualmente ridotti dentro una strategia che sappia immaginare per i cargo un altro scenario diverso da quello di orio al serio.

E c’è quello del limite dei movimenti. Noi diciamo 68.750, ma potremmo dirla anche così: “chiediamo il rispetto dei limiti fissati da Via fino alla realizzazione degli interventi di mitigazione previsti, subordinando comunque ogni altra ipotesi alla presentazione di un nuovo studio di impatto ambientale che consenta un oggettiva valutazione in ordine alla compatibilità dell’aeroporto in relazione alla sua sostenibilità ambientale e, conseguentemente, alla salute e alla sicurezza dei cittadini”. Lo condividete? Spero di si. Perché è il testo approvato dal centrodestra in consiglio comunale a Bergamo. Peccato che dentro quella Via ci sia un numero, che per onestà intellettuale abbiamo voluto scrivere nel nostro ordine del giorno.

Queste sono le iniziative sulle quali chiediamo al Consiglio di impegnare il Presidente e la Giunta in virtù della responsabilità societaria che la Provincia detiene presso Sacbo, ma soprattutto di quella etica e politica rispetto ai cittadini bergamaschi.

La stampa ha riportato oggi della lettera aperta che abbiamo scritto ai sindaci dell’hinterland nella quale ci dicevamo preoccupati dell’esito della votazione di oggi. Purtroppo i fqtti ci danno ragione. Pochi minuti fa è arrivato l’ordine del giorno di Lega e Pdl sostenuto dalla Lista Bettoni. dopo 200 giorni di discussione ci aspettavamo un testo capace di metterci in difficoltà proponendo una sintesi avanzata, leggiamo invece che delle sei proposte dei sindaci da noi raccolte ne sostenete una e mezza, arrampicandovi sugli specchi per far credere all’opinione pubblica di aver ottenuto ben oltre di ciò che noi proponevamo. La verità è che le vostre proposte sono palesemente insufficienti. Abbiate almeno il buon gusto di non dire che vi schierate dalla parte dei sindaci e dei cittadini.”

Provincia di Bergamo: Non passano le richieste sull’aeroporto dei sindaci e del Pd.

Udite, udite! La Lista Bettoni vota a favore di Pirovano.

Alla fine del Consiglio provinciale di Bergamo di ieri sera, si possono trarre le seguenti conclusioni:

La Provincia se ne la va le mani dando ragione a tutti quelli che giustamente propongono l’abolizione di questi Enti. Non vengono recepite le richieste dei sindaci in rappresentanza dei cittadini amministrati. Nessun cedimento rispetto ad un appello alla maggior tutela della salute della gente. Rifiuto a discutere del dimensionamento di un aeroporto anche in ragione del rapporto costi- benefici.

Ieri la maggioranza di centrodestra (rafforzata per l’occasione dalla lista Bettoni) ha dimostrato scarsa considerazione nei confronti della qualità della vita dei bergamaschi trincerandosi dietro un attendismo misto a fatalismo, senza alcuna capacità di direzione politica.

Come è ormai prassi consolidata, ad un documento del centrosinistra stilato per avere risposte concrete viene contrapposto un ordine del giorno dal centrodestra per vanificare quello degli avversari, ma soprattutto per non affrontara i problemi.

l.n.

Bergamo: Il Consiglio Provinciale vota sull’aeroporto.

Lunedi 18 luglio alle ore 16,30 il Consiglio Provinciale di Bergamo si riunirà per discutere un ordine del giorno presentato dai consiglieri del Pd in merito all’aeroporto di Orio al Serio.

Si tratta di un seduta importante nel corso della quale si dovrebbero capire le idee di Via Tasso ( se ci sono) sull’argomento in discussione.

Si riportano, di seguito, le motivazioni  a base del documento presentato dal Pd così come riportate sulla pagina Fb:

“Dopo 8 mesi l’ordine del giorno del Partito Democratico verrà finalmente discusso in Provincia. Le richieste sono chiare, semplici e concrete e le riportiamo più sotto.

1)Effettuare uno studio epidemiologico e sanitario sulla salute del cittadini nelle aree con maggior rumore e rischio così come stabilita dal decreto ministeriale n° 677 del 4 novembre 2003. 
2)Dislocare centraline fisse sul territorio che permettano di avere costantemente a disposizione i dati sull’inquinamento acustico e ambientale. 
3)Operare affinché vi sia una graduale riduzione dei voli notturni fino alla loro completa abolizione, in particolare per quel concerne i cargo, notoriamente più rumorosi. 
4)Adottare tutte le misure possibile circa la mitigazione la prevenzione delle diverse forme di inquinamento. 
5)La messa in atto di tutte le procedure antirumore relative alle rotte, ai decolli, agli atterraggi all’accensione dei motori nell’ambito di scelte condivise con i Comuni direttamente coinvolti.
6)Il rispetto di quanto prescritto dalla VIA del 2003 circa il limite massimo di 68.750 movimenti. Proprio il tema del limite è infatti connaturato a quello dello sviluppo. “
I cittadini sono invitati a partecipare numerosi.